Aldo Dolcetti

Torino, Italy
Biografia

Aldo Dolcetti nasce a Salò nel 1966. È stato un calciatore. Cresciuto nelle giovanili della Juventus, è un centrocampista di qualità, con una carriera tra Serie A e Serie B in squadre cosiddette di provincia come Pisa e Cesena. A seguire intraprende il percorso da allenatore: vice di Alberto Cavasin alla Fiorentina e al Brescia, poi in prima persona con Honvéd Budapest, Spal e Milan Primavera, e infine nello staff di Massimiliano Allegri alla Juventus dal 2014. Ma Dolcetti è anche artista da sempre. Se da calciatore era un mancino di fantasia, ha sempre disegnato e dipinto (con la mano destra) osservando soprattutto le persone, le loro solitudini, i desideri, le relazioni e gli stati d’animo. Dopo i 50 anni si propone in modo continuo come artista outsider (doppia carriera) approfondendo progetti sensibili e finalizzati a ricerche su identità, memoriae rapporto concettuale tra calcio e arte. È del 2019 la personale Resoconto a cura di Luca Beatrice, colui che lo spinge a mettersi in mostra! In quell’occasione espone la serie di “Camere d’Hotel” dove Dolcetti ritrae gli spazi anonimi e intimi della vita del calciatore in trasferta: stanze che si assomigliano tutte, televisori e telefonini accesi per svago, il tempo sospeso prima di una gara. Nel 2022 un’altra personale intitolata Andata e Ritorno a cura di Matteo Graniti dove questa volta i lavori che Dolcetti espone sono perlopiù “Radici nel cassetto”, dove recupera fotografie d’archivio -quegli scatti ingialliti dove ognuno riconosce qualcosa di sé – e le attraversa con segni pittorici che cancellano, emergono, interrogano la memoria. Conosce Arteaporté ed esordisce nello spazio di via Santa Teresa a Torino nel 2024 con una doppia personale curata da Valeria Ceregini: Trasfigurazioni Umane. In questa esposizione presenta tutti lavori (tecnica mista su carta di varie misure) dove è evidente la relazione tra l’umano e il naturale, ad esempio con la serie “Pratonelle”, vere e proprie mattonelle di natura dentro cui possono celarsi occhiumani. Sempre nel 2024 l’ultima personale di rilievo con Vietato Giocare a Pietrasanta sempre curata da Luca Beatrice. Questa è la prima apertura totale alla presenza del calcio nella sua arte: una vera e propria installazione con una doppia forca da cui pendono due palloni in un ambiente tutto tappezzato verde di erba sintetica. Dolcetti porta il gesto pittorico direttamente sul pallone nella serie “Pallarte”:sculture improbabili e visionarie che trasformano lo strumento del gioco in oggetto d’arte. Per poi tornare tentazione di gioco con performance che hanno coinvolto tutti i visitatori.

Artworks