Da bambina la chiamavo fiorellino

429,00 

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Tecnica: Illustrazione digitale vettoriale (Adobe Illustrator) | trittico

Dimensione: 21 × 29,7 cm (ogni tavola)

Anno: 2026

Descrizione:

“Da bambina la chiamavo fiorellino”
Illustrazione digitale vettoriale, trittico, 2026
Il titolo racconta tutto e non rivela nulla, esattamente come l’eufemismo che descrive. “Fiorellino” è la parola gentile, la parola accettabile, quella che generazioni di bambine hanno imparato a usare per nominare il proprio corpo, ignare che la metafora scelta per nascondere fosse, in realtà, la descrizione più precisa possibile. Il fiore è il sesso della pianta. Non c’era nulla da nascondere.
Il trittico costruisce questa rivelazione per gradi. La prima tavola isola la forma nella sua essenzialità: una mandorla con apertura centrale, stratificata in rossi e rosa antico, sospesa tra petalo e anatomia. La seconda la moltiplica in simmetria a quattro assi, e ciò che era ambiguo diventa inequivocabilmente fiore. La terza la libera in un pattern infinito (tessuto, carta da parati, ornamento) fino a farla diventare ovunque e quindi “normale”.
Il linguaggio visivo attinge alla geometria della Op Art e all’estetica del design scandinavo anni ’60, scegliendo deliberatamente la bellezza come strategia: non la provocazione, ma la seduzione. La forma che a lungo ha fatto imbarazzo torna in scena elegante, seriale, decorativa.
Depotenziata dalla vergogna, restituita a sé stessa.
Il trittico è disponibile in tiratura limitata di 20 esemplari per ogni tavola.

 

Disponibile

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