
Joséphine de Vaujuas
Artista
ST MALO, Francia
Biografia
Dopo una prima carriera nel servizio pubblico, dapprima come magistrato amministrativo e successivamente come consigliera del Presidente del Senato francese per la giustizia, le istituzioni e i diritti delle donne, ho scelto il ricamo come principale linguaggio artistico. Per quindici anni ho lavorato con le parole, scrivendo sentenze, discorsi e testi istituzionali. Il ricamo è diventato un’altra forma di scrittura: più lenta, tattile e capace di esprimere ciò che il linguaggio da solo non riesce a raccontare.
La mia pratica artistica esplora le questioni sociali e ambientali contemporanee attraverso il tessile. Utilizzando fili, perline, paillettes e materiali di recupero, realizzo opere ricamate che interrogano la migrazione, la memoria collettiva, la cultura digitale e il nostro rapporto con il mondo vivente. L’apparente delicatezza del ricamo diventa uno strumento per affrontare temi spesso politici, fragili o invisibili.
Dal 2025 la mia ricerca si concentra sulle trasformazioni e sulle vulnerabilità delle piante. Nell’ambito di una residenza d’artista presso il Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, lavoro regolarmente con le collezioni dell’Erbario, studiando foglie danneggiate da funghi, parassiti, virus e stress ambientali. Queste osservazioni si trasformano in esemplari di erbari ricamati, nei quali il rigore scientifico incontra l’immaginazione. Trasponendo le alterazioni botaniche nel linguaggio tessile, cerco di rivelare la bellezza, la resilienza e la fragilità delle forme viventi.
Il mio lavoro si colloca all’incrocio tra arte tessile contemporanea, storia naturale e osservazione poetica, utilizzando il gesto lento del ricamo per invitare a uno sguardo nuovo e più attento sul mondo vivente.

