Paola Risoli

Artista
Torino, Italy
Biografia

Nata a Milano (1969), laureata in Storia e critica del cinema (1992), Risoli racconta l’umano, i vissuti de le vite degli altri1 con scultura, fotografia, video, segno e parola. Lo fa all’inizio con gli Interiors: interni di abitazioni, isolati urbani periferici, vuoti di f igure, abitati spesso da volti carpiti ai film di Godard, Resnais, Wenders, Almodóvar, Neshat. Spazi emotivi, costruiti con niente, in urgenza, in scala ridotta, in contenitori improbabili (taniche e barili per carburanti, oli combustibili, vecchi televisori…). Li definisce inquadrature tridimensionali, cinema in scatola, li realizza in bianco e nero, o nelle cromie dense delle pellicole di Jeunet. Ambienti che tessono storie, in cui l’occhio di chi guarda si fa regia. Dai primi anni 2000, li fotografa, aprendo nuove dimensioni percettive in stampe di grande formato; li riprende con webcam, proiettandone in tempo reale all’esterno immagini in movimento, tese verso la scrittura cinematografica; quindi diventano base di lavori video nei nuovi progetti multimediali. Nell’attraversamento dei linguaggi cresce la dimensione installativa e dal 2019 compie le prime sperimentazione di cinema indipendente, cose di cinema, cinema brut, come ama dire. Col documentario salda la ricerca individuale al lavoro trentennale di integrazione tra arte e disagio, con donne vittime di violenza, persone fragili, per dipendenza da alcol, sostanze, e fragilità mentale. Presente in fiere internazionali: Artissima (1994) e Art Basel (1994), nei primi anni ‘90 le personali Millibar, galleria Marco Noire (1993) e Frames, galleria Alberto Peola (1996) a Torino, quindi le collettive, Un cuore per amico a cura di Demetrio Paparoni, Triennale di Milano (1995), Per grazia ricevuta, galleria Ciocca, Milano (1996), Contenitorio a cura di Samuele Mazza, Triennale di Milano (1996) ManifesTO – Torino contemporanea, a cura di Riccardo Passoni, GAM_Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (2005 e 2006), quindi le personali Insight, galleria Maria Cilena, Milano (2006), Fotogrammi (2007) e Bidonville (2010), Gagliardi e Domke Contemporary, Torino, Contenuti speciali, Premio ArtTeknè a cura di Gian Luca Marziani, Museo Archeologico di Potenza (2011). Nel 2013 la collaborazione su progetto con il MAMAC_ Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Nice, per la collettiva Bonjour Monsieur Matisse, Rencontre (s) a cura di Gilbert Perlein e Rebecca François, consolidata dalla personale SITEMOTION (2014 e 2015); a seguire le collettive Una solitudine troppo rumorosa a cura di Angela Madesani, Nuova Galleria Morone, Milano (2014), Imago Mundi Praestigium Italia a cura di Luca Beatrice, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2015) e Fondazione Giorgio Cini, Venezia (2016); quindi le personali I’m Berlin (2015) e Atto originale (2019), Shazar Gallery, Napoli. Preconizzati dall’intervento a Hollywood Party, Rai Radio 3, ospite di Steve della Casa e Dario Zonta, il 4 marzo 2016, i primi lavori di cinema: LIFELIE, Miglior regia, Miglior fotografia, Miglior montaggio, al XIII TSN_Festival Internazionale del film corto, sezione documentari, direttore artistico Mimmo Calopresti (2020), e BELLAVISTA_WORKSITE work in progress, Torino Urban Lab (2022) a cura di Associazione Archivio Storico Olivetti e in collaborazione Archivio Nazionale Cinema Impresa – Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 2023 Olivetti beyond the Typewriter a cura di Italian Cultural Institute of Tel Aviv e Associazione Archivio Storico Olivetti, la personale J LIFE, Shazar Gallery, con testo di Massimo Melotti. Nel 2025 l’opera video OLIVETTI UMANO COSTRUTTO è acquisita e installata dalla Città di Ivrea presso il Visitor Centre UNESCO con contributo del Ministero italiano della Cultura. Nel 2026 la personale BIDONVILLE a cura di Francesco Giaveri, Galeria Major di Maiorca in collaborazione con Gagliardi e Domke contemporary, TAG_Torino art galeries e Art Palma contemporani. Il lavoro – documentato su stampa nazionale, cataloghi e riviste specializzate (La Repubblica, La Stampa, Tema Celeste, Segno, Artribune, Exibart, Arte) – è presente Collezioni Pubbliche qu ali la GAM _ Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Collezione Permanente e C ollezione ManifesTO; MAU _ Museo d’Arte Urbana di Torino; Collezione Benetton Imago mundi – Praestigium Italia , a cura di Luca Beatrice; Associazione Archivio Storico Olivetti, Altri Archivi, Fondo Paola Risoli.

Artworks