Cosa rappresenta l’arte per te?

L’arte per me è un’esigenza vitale e un ponte comunicativo continuo. Rappresenta lalibertà di esprimermi ed esplorare l’animo umano senza confini formali,muovendomi costantemente in una ricerca espressiva unica, tesa tra la pelle e la tela.• Come e quando ti sei avvicinata al mondo dell’arte?Disegno e dipingo da sempre, fin da bambina. Questa forte vocazione mi ha portata aintraprendere studi artistici formali, culminati all’Accademia di Belle Arti di Brera.Successivamente, ho scelto di fondere questo background accademico e pittorico conil mondo del tatuaggio, trasformando la body art in un’estensione della pitturafigurativa a cui oggi mi sto dedicando con sempre maggiore attenzione.

 

Qual è la tua maggiore fonte di ispirazione?

L’essere umano, la sua complessità interiore e i contrasti del mondo contemporaneomi ispirano ogni giorno. Da sempre. Sono profondamente vicina al concetto dimetamorfosi, e su di me esercitano una grande attrazione emotiva tutte le sfumaturedella sofferenza e dal dialogo silenzioso, proprio come il legame che si crea tra isoggetti classici e le architetture delle nostre città e proprio come accade nella mieserie di Visioni Urbane focalizzate sulle “Chicche di Milano” ovvero particolari dimonumenti antichi nonché storici che ritraggono en plein air con il mio cavallettoalla scoperta di luoghi più o meno conosciuto del capoluogo meneghino.

 

Quali sono i riferimenti artistici e culturali che ti hanno maggiormenteinfluenzato?

Le mie radici affondano nella pittura figurativa e nel realismo classico ma sonocostantemente influenzata dalle contaminazioni moderne, dalla street culture edall’alto artigianato. Amo far dialogare discipline diverse, spaziando dai dettagli deltatuaggio realistico fino alla scultura inclusa la sperimentazione di tecniche emateriali fra i più disparati.

 

 

Quali emozioni speri di suscitare in chi osserva le tue opere?

Con i miei lavori spero di toccare corde intime e profonde, suscitando empatia eriflessione. Mi piace che l’osservatore si interroghi davanti ad un volto, ad unacicatrice o a uno scorcio urbano, trovando nelle sfumature delle mie opere figurativeun pezzo della propria storia, delle proprie fragilità o della propria forza interiore.

 

Se potessi abbinare un brano o un genere musicale a un tuo lavoro, qualesarebbe?

Beh…abbinerei senza dubbio una sinfonia capace di unire la solennità e ladrammaticità della musica classica strumentale o della lirica alle sfumature piùviscerali, scure e graffianti del rock alternativo. Un contrasto sonoro che rifletteperfettamente l’intensità emotiva e il chiaroscuro dei miei lavori.

 

C’è un’opera che non sei mai riuscita a finire? Se sì, perché?

Più che opere incompiute, ci sono lavori che richiedono lunghi periodi di metamorfosi e sedimentazione. A volte un dipinto ha bisogno di riposare in studio permesi prima che io riesca a trovare la chiave emotiva o tecnica corretta per portarlo acompimento, evolvendo insieme a me. Fino ad ora ho sempre portato a termine i mieiprogetti.

 

 

Come sei entrata in contatto con Artàporter?

Il contatto è nato dal desiderio comune di fare rete e connettere l’arte agli spaziquotidiani e al territorio. Trovo che la filosofia di diffondere la cultura visiva fuori daicircuiti tradizionali sposi appieno la mia idea di un’arte a 360 gradi, accessibile, viva ein costante movimento tra le persone.

 

Intervista di
Monica Soldano