Ludovica, dopo gli studi in Conservazione dei Beni Culturali e l’esperienza professionale come guida turistica, ha trasformato la sua profonda passione per l’arte in un percorso creativo che attraversa pittura, disegno, fotografia, scrittura e la creazione di tarocchi. Predilige il ritratto, attraverso cui esplora emozioni, identità e connessioni tra le persone.
Arteaporté ha avuto il piacere di intervistare l’artista per approfondire il suo percorso e la sua visione dell’arte.
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Cosa rappresenta l’arte per te?
L’ arte per me è innanzitutto cura: cura dell’ anima, per i miei tormenti, per le mie debolezze e paure, per le mie insicurezze e incertezze. È poi passione e urgenza: di esprimere me stessa, qualcosa che spinge dal profondo per uscire, avere voce e mostrarsi. È quasi missione e necessità, qualcosa che sento deve essere fatto, per lasciare un segno positivo che possa portare benessere, bellezza e pace in questo mondo, per il nostro spirito e per tutti noi. È un modo per avvicinarmi agli altri e connettere le nostre anime.
Come e quando ti sei avvicinata all’arte?
Mi sono avvicinata all’ arte sin da piccola, disegnavo molto, mi rilassava ed era l’ unica materia a scuola in cui eccellevo. Poi ho seguito studi artistici, più teorici che pratici e lì ho perso per un periodo il “fare”, più concentrata sullo studio teorico e sull’apprendere e l’ organizzazione curatoriale. Nel corso degli anni però, spinta dall’ urgenza espressiva, parallelamente agli studi e lavori, ho provato diverse forme artistiche: dal disegno, la grafica, alla fotografia, la scrittura, il teatro, il cinema, la scultura. Il mio ex marito pittore insieme al male mi ha portato il bene, avvicinandomi alla pittura. E da lì l’interesse principale è stato rivolto alla fotografia, al disegno e alla pittura. A fasi alterne,con periodi anche di pausa. Recentemente ho ripreso una fase intensa di creazione e sono particolarmente interessata ai ritratti, che mi aiutano ad avvicinarmi di più alle persone, e alla lettura dei tarocchi con la creazione anche di mazzi personali che mi aiutano a connettermi con il mondo invisibile.
Qual è la tua maggiore fonte di ispirazione?
La mia maggior fonte di ispirazione è il mondo, la gente che incontro nei miei viaggi ( essendo di professione una guida turistica), è l’ esperienza stessa di vita, le città, la natura con i suoi cieli, boschi e acqua, le zone abbandonate e vissute. È anche il mondo invisibile, quello che noi non vediamo, ma esiste, sono le emozioni, i sogni, le fantasie, i desideri e le presenze attorno a noi. È la luce e il buio. Direi tutto ciò in cui siamo immersi è la mia fonte di ispirazione.
I riferimenti artistici e culturali che ti hanno maggiormente influenzato nel corso del tempo?
Ho studiato molta arte, a livello teorico, e tanti sono gli artisti del passato che mi hanno affascinato: sicuramente Schiele, Modigliani, e Chagall, Frida, Hopper, gli artisti della corrente espressionista o dove il colore è usato prepotentemente con pennellate decise, ma allo stesso tempo anche i paesaggi minimal, chiari, precisi, puliti e nel contempo anche le sculture medievali, a volte terrificanti.
Quali emozioni speri di suscitare negli osservatori delle tue opere?
Vorrei suscitare sicuramente le Emozioni, qualsiasi tipo di emozione ad ogni modo, se una mia creazione riesce a smuovere qualcosa a livello emozionale vuol dire che è arrivata e che io sono servita a questo. E ne posso essere felice. Ovviamente spero di suscitare curiosità e più benessere, e che le mie creazioni possano essere una cura dell’ anima anche per gli altri.
C’è un messaggio particolare che cerchi di comunicare attraverso le tue opere?
Le mie opere molte volte sono create d’istinto e di getto, quindi i messaggi nascono da sé, le interpretazioni sono libere, le immagini a volte si formano da sole, io seguo solo il pennello e il processo creativo, come un canale, mi apro al flusso e alle infinite possibilità. Quello che sicuramente sento forte è che vorrei che tutti potessimo vivere in pace, liberi, trovare l’ equilibrio tra luce e buio, emozionarci, amarci e godere di ciò che siamo e dell’ Universo di cui facciamo parte.
Qual è il ruolo dell’imperfezione nella tua arte?
Questa domanda mi piace molto. Io sono la totale imperfezione! L’ imperfezione è fondamentale, è il nostro essere. Non mi interessa essere tecnicamente perfetta ma arrivare emozionalmente, smuovere. La ricerca della perfezione è quello che spesso mi spinge avanti ma credo non esista, in nessun campo. È più una ricerca di equilibrio, cercare di migliore le imperfezioni e trovare un bilanciamento. Io vivo di contrasti, ne sono dominata e quello che mi spinge avanti non è eliminare questi contrasti o imperfezioni, ma accettarli, accoglierli, pacificarli e trovare il giusto equilibrio perché tutto possa convivere in me e nelle mie creazioni.
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