As Within So Without #6
Tecnica: Foto
Anno: 2016
Dimensioni: 130 x 18 cm
As Within, So Without è una composizione fotografica tratta dall’omonima serie, nata dall’indagine di ciò che nella realtà rimane normalmente non manifesto. Le dieci immagini ritraggono luoghi differenti — passaggi sotterranei, stazioni, vagoni, corridoi, architetture di transito, spazi abbandonati e un cimitero — accomunati dall’essere luoghi attraversati, di passaggio, nei quali raramente ci si ferma.
Sono spazi vicini alla dimensione del nonluogo: luoghi anonimi e provvisori, segnati dal transito e dalla temporaneità, nei quali le persone passano senza realmente abitare. È proprio in questi luoghi che l’artista cerca ciò che resta del passaggio: una traccia, una presenza, qualcosa che sfugge alla percezione ordinaria.
Le aure non sono state aggiunte alle fotografie in post-produzione, ma generate e sovrapposte al soggetto direttamente al momento dello scatto attraverso un’applicazione sviluppata dall’artista per il progetto. La loro comparsa, determinata casualmente, introduce nell’immagine un elemento non completamente controllabile, trasformando ogni fotografia nella registrazione di un incontro imprevedibile tra un luogo e una presenza.
Il titolo *As Within, So Without* richiama il principio ermetico della corrispondenza: ciò che è interiore trova un riflesso nel mondo esterno, così come ciò che appare esterno può rimandare a una dimensione interiore. L’aura non vuole dimostrare l’esistenza di una realtà invisibile, ma aprire una soglia verso ciò che non è immediatamente manifesto: una qualità immateriale dei luoghi, una traccia degli attraversamenti che li hanno segnati, lo stato di coscienza con cui li percorriamo, o qualcosa che rimane oltre la possibilità di essere definito.
La composizione mette in relazione luoghi lontani e apparentemente privi di connessione, accomunati dalla ricorrenza delle aure. La stessa qualità può riapparire in contesti differenti, suggerendo una possibile corrispondenza sotterranea tra realtà esteriori diverse.
Le immagini sono disposte in una sottile sequenza orizzontale, separate da minimi intervalli. Lo sguardo è invitato a procedere, ma viene continuamente interrotto da variazioni di colore, spazio e intensità, fino a essere costretto a fermarsi, tornare indietro e riprendere il percorso. La visione diventa così un’esperienza non soltanto percettiva, ma contemplativa: un esercizio di attenzione verso ciò che appare e, attraverso l’apparenza, verso ciò che potrebbe essere rimasto.
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