The big bet
Tecnica:
Anno: 2026
Dimensioni: 50 x 40 cm
Qual è il senso della vita? Questa domanda, apparentemente semplice ha da sempre messo in difficoltà l’uomo originando diverse prospettive, dall’esistenza di un determinismo/destino alla completa assenza di un progetto e totale caso/casualità. Tutti i giorni corriamo a destra e sinistra, viviamo un susseguirsi di eventi ed esperienze cercando risposte alle più disparate domande e ai problemi che ci si presentano, immersi in un mondo di incertezze. Eppure spesso, se ci fermiamo a riflettere sul perchè e sulle motivazioni nascoste ci sentiamo persi. Travolti dal tempo e dalle preoccupazioni finiamo per credere di essere «vittime intrappolate nella logica esterna degli eventi» e dimentichiamo la nostra capacità di decisione. Tentiamo di calcolare e prevedere gli eventi per smorzare la sensazione di smarrimento e recuperare un senso di controllo. Ci imbarchiamo in imprese e gesti apparentemente gratificanti ma privi di un significato profondo, come in un tapis roulant edonistico, finchè non decidiamo di fermarci ad ascoltare nel silenzio noi stessi, quella voce sottile che viene dal profondo, ed impariamo così a riconoscere le nostre autentiche necessità e viviamo l’incertezza come un dono e non più un elemento da temere o di disturbo. In quest’opera, rappresentazione astratta e metaforica del processo di meditazione sul senso della vita, il flusso cognitivo del soggetto pensante (raffigurato nel volto della ragazza in basso a sx) esplora i diversi approcci alla vita. Da un lato il tentativo di controllo degli eventi con previsioni e calcoli (rappresentato simbolicamente dai fogli di carta con i numeri) e dall’altro l’abbandono alla casualità (raffigurato nei dadi e il vino). Al centro è presente una scacchiera e delle carte, a rappresentare come la vita per certi aspetti sia paragonabile ad un gioco, ad una partita di scacchi o carte, dove vi è da un lato il determinismo dipendente dal contesto e gli avvenimenti che l’individuo si trova ad affrontare e dall’altro la possibilità di compiere delle «mosse» ovvero delle scelte consapevoli. Infine le maschere rappresentano gli schemi mentali e le rappresentazioni di noi stessi che in maniera più o meno consapevole creiamo, potenziale ostacolo alla crescita personale, dei quali dobbiamo dobbiamo essere a conoscenza così da non restare intrappolati.
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