Datni – senza terra

130,00 €

Tecnica: Acrilico

Anno: 2026

Dimensioni: 21 x 29 cm

Ghorba è una parola araba che racchiude il senso della lontananza dalla propria terra, dell’estraneità e della nostalgia di ciò che si è lasciato. È una condizione geografica, ma anche profondamente interiore: si può essere lontani da casa e, allo stesso tempo, portare quella casa dentro di sé.
In quest’opera, ghorba diventa il segno centrale, tracciato in modo calligrafico sulla superficie della tela. La parola attraversa un paesaggio fatto di rosa, grigi, avorio e materia, come una presenza che emerge dalla memoria. Il segno è volutamente fluido: non racconta soltanto una parola, ma un sentimento, un’identità che si muove tra luoghi diversi senza appartenere completamente a uno solo.
La pittura acrilica dialoga con materiali legati alla mia memoria e alla mia terra d’origine. La polvere di kajal e il rossetto ottenuto dal succo di melograno entrano fisicamente nell’opera, trasformando la tela in uno spazio in cui la memoria non è soltanto evocata, ma diventa materia.
Il kajal porta con sé il gesto quotidiano, lo sguardo, la femminilità e una tradizione tramandata nel tempo. Il melograno, con il suo rosso intenso, richiama la vita, la vitalità, il corpo e la terra. La materia granulosa che affiora sulla superficie restituisce invece una dimensione quasi tattile: la terra diventa qualcosa da toccare, conservare e portare con sé.
Il rosa e il grigio si incontrano in un equilibrio fragile: il rosa può essere letto come calore, memoria e appartenenza; il grigio come distanza, malinconia e quella zona sospesa che appartiene a chi vive tra più mondi.

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