
Nabive
Artista
Torino, Italy
Biografia
Sono nata a Genova nel 1996 e cresco a Olbia. Conclusi gli studi classici, mi diplomo presso ABA Verona, indirizzo Scenografia, realizzando il cortometraggio Una nausea per la tesi. Danzatrice, videoartista, ricercatrice del corpo-voce.
Tirocinante danzaterapeuta in formazione presso il Centro Internazionale di Danzaterapia María Fux – Scuola SI. Danza condotta da Pio Campo, Verona. Vivo a Torino da gennaio 2026. Durante gli studi accademici ho fondato un laboratorio autogestito di teatrodanza per sperimentare l’espressione del linguaggio corporeo, promuovendo lo scambio reciproco di conoscenze e costruendo storie da raccontare attraverso il corpo. Questo lavoro ha rivelato la necessità di coltivare linguaggi in una dimensione collettiva, condivisa. Ho scoperto le innumerevoli possibilità di sperimentazione del processo creativo, negli ibridi, nel “teatro e il suo doppio”, nelle pratiche del corpo e nella ritualità.
Ho incontrato la Danza di María, che dal 2019 a oggi si è rivelato uno studio fondamentale che sintetizza tutto ciò che cerco: l’essenza, il desiderio di Vita, la Forza, l’infinita espressione creativa che solo il corpo sa raccontare, sa urlare perché un corpo che danza diventa voce. María Fux disse che il corpo non sa mentire. Con la danzaterapia ho scoperto un modo di esistere, non di performare. Dunque, una delle domande aperte è: qual è il limite della performance? Come mettere in atto la vera essenza del movimento, invece del gesto svuotato dell’anima? Come decifrare quello che il cuore vuole dire?
Mi riferisco al codice dell’anima descritto da James Hillman, all’anima del mondo e al pensiero del cuore, riportato anche nel pensiero immaginale di Selene Calloni Williams che invita a vivere il ruolo del Mito al fine di liberare l’essere umano dai condizionamenti che lo separano dal suo Daimon, dalla sua libertà. Lo studio della danza Butō e più recentemente della Contact Improvisation si rivelano contenitori espressivi regolati da codici differenti che affiancano questa ricerca, creando un ponte tra la necessità espressiva e la capacità di entrare in relazione con l’Altro. Queste ricerche diventano un invito all’apertura della sfera del cuore, all’ascolto, all’essere aderente e coerente in un determinato luogo che abito, al muovermi consapevolmente insieme allo spazio che si rivela vivo, e che sempre invita alla danza. Una danza che parla di verità, gioia e paura, presenza simbiotica, di un fiore che vive e che muore, eros e thanatos.
Non sei forse la cosa più vicina al fiore proprio quando rinunci di essere un fiore? – Tatsumi Hijikata, maestro butō





