Arteaporte
  • MR. BLUE

    455,00 
    Landro   Tecnica:  Collage analogico Dimensione: 30cm x 40cm Anno:  2022 Descrizione: Il mio collage analogico MR. BLUE affronta il tema della frammentazione dell’identità e dei diversi livelli della percezione umana. Dall’unione di diversi frammenti fotografici nasce un ritratto ibrido, a metà strada tra realtà e costruzione. Il profilo di una persona è sovrastato da un occhio sovradimensionato, che unisce tra loro le prospettive interne ed esterne. Nel mio lavoro esploro la questione di come l’identità si formi nel campo di tensione tra l’immagine di sé e la percezione altrui. Gli elementi visivi tagliati e ricomposti generano fratture e spostamenti che rappresentano la complessità delle personalità umane. Intendo l’occhio come simbolo di percezione, osservazione e consapevolezza. Allo stesso tempo, la chiara visione di profilo rimanda all’autoriflessione e alla ricerca di orientamento. Le fredde tonalità di blu e grigio creano un’atmosfera tranquilla e al tempo stesso distaccata, rafforzando temi quali la trasformazione, la vulnerabilità e la ricerca di sé. Grazie al metodo di lavoro analogico scelto consapevolmente, rimangono visibili i bordi di taglio, le sovrapposizioni e la materialità delle immagini utilizzate. Queste tracce del processo creativo sono per me una componente essenziale dell’opera, poiché rendono visibile l’atto di smantellamento e ricreazione dell’identità.
  • RED ZORA

    455,00 
    Landro   Tecnica:  Collage analogico Dimensione: 30cm x 40cm Anno:  2022 Descrizione: Nel mio collage analogico RED ZORA mi confronto con i temi della percezione, dell’identità e della frammentazione. Il punto di partenza è il ritratto di una figura dai capelli di un rosso accattivante, il cui volto è parzialmente nascosto e, al tempo stesso, ricostruito attraverso un intervento di ritaglio dell’immagine. Nell’apertura così creata è inserito un occhio ingrandito, che costituisce il fulcro centrale dell’opera. L’occhio funge da simbolo di osservazione, conoscenza e percezione di sé. Grazie alla sua presenza sovradimensionata, lo sguardo diventa uno spazio pittorico autonomo, che cattura immediatamente l’attenzione dello spettatore. Allo stesso tempo, lo spostamento delle proporzioni genera un senso di disorientamento: il carattere familiare del ritratto viene spezzato e trasposto in una nuova realtà surreale. Il collage gioca sul rapporto di tensione tra visibilità e occultamento. Mentre parti essenziali del volto vengono sottratte, l’occhio crea una forma intensa di presenza. Solleva interrogativi sull’identità, su ciò che vediamo degli altri e su ciò che rimane nascosto. La tecnica analogica del tagliare, rimuovere e riorganizzare diventa essa stessa espressione di un processo di decostruzione e ricostruzione della realtà. L’opera si propone come un invito a rivolgere lo sguardo non solo a ciò che è raffigurato, ma anche ai meccanismi stessi della visione. L’occhio diventa un mediatore tra il mondo interiore e quello esterno e mette in luce la fragilità e la complessità della percezione umana.
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