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  • Psiche abbandonata

    6.408,00 
    Moira Lena Tassi Anno: 2024 Tecnica: Tecnica mista su velluto Dimensione: 100 x 100 cm Descrizione: Sotto un cielo stellato di agosto, l'artista ha guidato il pubblico attraverso un viaggio emotivo senza tempo, dove il dolore si è trasformato in speranza. Attraverso poesie e racconti, Tassi ha affrontato il complesso panorama dei sentimenti umani, lasciando un messaggio chiaro e potente: il dolore può essere un' opportunità di rinascita e liberazione. Il viaggio è iniziato con la narrazione della storia di Psiche, una delle figure femminili più affascinanti della mitologia greca, amata e anche abbandonata da Eros, come scritta da Apuleio nelle " Metamorfosi". Tassi ha introdotto il suo pubblico a questa figura mitologica partendo dalla sua ultima opera, un dipinto su velluto blu intitolato "Psiche abbandonata". Quest'opera, svelata per la prima volta proprio all'Open Air Museum Italo Bolano, si distingue per l'uso di una tecnica innovativa e per la scelta del velluto come supporto. Il tessuto, con la sua texture morbida e cangiante, conferisce all'opera una sensorialità e una ricchezza visiva uniche, mentre il colore blu evoca la profondità del mare ma anche dello spirito umano.
  • Moira Lena Tassi Anno: 2024 Tecnica: Olio e Tecnica mista su tela Dimensione: 100 x 80 cm Descrizione: L'opera pittorica "l' amore disinteressato", ispirata all'amore disinteressato del Guercino, racconta come l' uomo nel corso dei secolo sia stato guidato dal profitto e dalla sete di potere causando guerre e malattie: le conseguenze sono state nefaste per la natura che è diventata vittima e carnefice allo stesso tempo per mano dell'uomo. Dovremmo ritornare simbolicamente nell'epoca in cui la terra era un unico continente: la pangea, quando non c'erano divisioni tra le nazioni, tra i popoli, tra gli uomini. Nel 2020 un essere vivente di dimensioni microscopiche incapace di sopravvivere se non riuscendo ad entrare in un altro essere vivente e a servirsene per sopravvivere, ci ha ricordato quella fragilità leopardiana, la fragilità dell' uomo che ha creato un intero sistema sociale economico a livello planetario seguendo unicamente la logica del profitto individuale. La speranza che l'uomo possa cambiare e preferire la luce alle tenebre risiede nella solidarietà, nell' amore reciproco, nell' amore disinteressato, nell' amore green. Come dice Charles Darwin "l'amore disinteressato verso tutte le creature viventi è l'attributo più nobile di un uomo".
  • Moira Lena Tassi Anno: 2024 Tecnica: Olio Dimensione: 120 x 100 cm Descrizione: La nota artista tifernate che ora vive ed opera a Bologna, ha realizzato questo dipinto intitolandolo "Il Peccato Più Prelibato": un olio su tela con foglia oro dalle dimensioni 120× 100 cm. Ispirandosi al celebre affresco "Adamo ed Eva" di Raffaello Sanzio, custodito nelle stanze vaticane, Tassi ha sostituito il frutto proibito con il ricercatissimo tuber magnatum pico. Spiega l'artista: "Ho scelto di ispirarmi all'affresco di Raffaello per rendere omaggio ad uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, profondamente legato al nostro territorio, ma anche per giocare ironicamente con l'iconografia del peccato originale. Al posto del frutto proibito, il tartufo bianco diventa il simbolo del desiderio, del piacere, in una chiave del tutto nuova e legata alle nostre tradizioni" . Per realizzarlo ha scelto due modelli d' eccezione, il figlio Giacomo Gabrielli e la fidanzata Agnese Giorni. "La mia è una rilettura in chiave moderna, in cui Adamo ha il volto di mio figlio Giacomo, mentre Eva ha quello della sua fidanzata Agnese. Sono due bellissimi giovani innamorati di oggi che incarnano l' innocenza e il desiderio, proprio come i protagonisti del mito biblico", conclude l' artista. Il tartufo, nell' opera di Tassi è simbolo del proibito e del desiderato, e diventa il filo conduttore tra il mito biblico e la realtà contemporanea. Come Adamo ed Eva, anche oggi siamo attratti da ciò che ci tenta, da ciò che promette un piacere intenso, proprio come l'esperienza sensoriale unica offerta dal tartufo. L'artista è anche una cercatrice di tartufo e suo nonno, Artemio Smacchia, classe 1900, fu il primo ad essere dichiarato con una targa di premiazione come "Veterano dei tartufai", quasi mezzo secolo fa: nel corso della ‘Prima Mostra del Tartufo e dei prodotti del bosco’ di Città di Castello, nel 1980. All'interno della famiglia di Moira Lena Tassi, l'arte della "Cerca e Cavatura del Tartufo" è stata tramandata attraverso quattro generazioni. L' ultimo erede di questa antica tradizione è proprio Giacomo, il figlio ventiduenne dell'artista.
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