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Giulia Piacci Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione: 30×40 cm Descrizione: Nella tela “Sé”, il volto emerge da un vortice emotivo di luci rosse e blu. La sua migrazione è conclusa e la nuova identità riemerge trasformata e rigenerata. Il suo viaggio è una fuga dal proprio sé e un ritorno ad una nuova versione, mai definitiva e sempre in preda al tumulto del divenire.
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Giulia Piacci Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione: 20×25 cm Descrizione: Un volto che guarda e si guarda. Il percorso della sua evoluzione è conflittuale, immerso in rosso, travolto da emozioni forti, dolore o rabbia, ma anche passione e desiderio di rinascita.
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Nadia Musmeci Tecnica: Fotografia digitale / bianco e nero Anno: 2023 Dimensione: 40×30 cm Descrizione: “L’atto del nascere è il filo sottile di un legame invisibile che separa e unisce: ci separa dal grembo da cui veniamo ma unisce indissolubilmente al misterioso mondo verso cui ci proiettiamo”.
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Alma Tecnica: Carboncino su carta Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 33 x 24 cm Descrizione: Ci sono mani che si muovono nell’ombra, intrecciando fili che crediamo nostri. Ma non lo sono. Fili sottili che diventano catene invisibili. Trova la forza di spezzarle e lascia che la luce ti accolga. È proprio lì ad attenderti pronta ad illuminare i passi che solo tu sceglierai di compiere. Sei un’anima nata libera.
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Youssef Bahanni Tecnica: Disegno digitale Anno: 2025 Dimensione: 29,7cm x 42cm Descrizione: Nell'illustrazione "Madonna delle Spine" vediamo rappresentato un abbraccio tra una donna e un neonato. La dolcezza materna del gesto di stringere a sé il bambino è allo stesso tempo un tentativo di proteggerlo dalla corona di spine indossata dalla figura centrale. La corona indossata dalla donna, infatti, oltre a simboleggiare il dolore terreno, è un richiamo diretto alla sofferenza causata dai problemi di salute mentale. Lo sfondo cosmico porta i soggetti oltre il contesto umano, trasformandoli in un’icona simbolica sospesa tra spiritualità e magia, dove l’intimità del legame madre-figlio si confronta con la vastità del cosmo, che richiama l’infinito e l’eterno.
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BE, the sketchwalker Tecnica: Tempere acrilico Anno: 2024 Dimensione: 29,7×42,00 cm Descrizione: Introspezione mediante la pittura di un volto che alla fine si dimostra essere molto simile a chi lo sta dipingendo. La fermezza di uno sguardo coperto dinnanzi ad innumerevoli conseguenze che la vita ci offre ed il coraggio di saperle affrontare.
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Elisa Tonelli Tecnica: Scultura in argilla Anno: 2025 Dimensione: 15cm x 10cm x 15cm Descrizione: Circuito chiuso, una relazione di coesistenza e dipendenza che può essere amore o sofferenza. Due anime si possono alimentare a vicenda e nutrirsi una delle energie dell'altra. Questa scultura rappresenta la versione più realistica e tangibile di quella che è una sensazione che si può assaporare, i due cuori anatomici sono collegati in un circuito chiuso che si autoalimenta.
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Federica Flore Tecnica:Fotografia Anno: 2023-2025 Dimensione: 10cmX15cm Descrizione: <<Rimasto vuoto uno spazio nella verità vissuto del momento ora trascorso in un passato che indica una geografia emotiva interiore come ciò che sei rimasta come ciò che hai edificato il presente che sei. Pietre antiche di un borgo arroccato un letto un tavolo una terrazza sul vuoto la valle delinea i profili ordito di un tempo nella confidenza del sé narrato nel suono rinnovato mosso silenzio apparente intenzione di una storia che ti ha portata fin qui dove ora rimani fissa a ricordare il tuo opaco ricordo personale il tuo specchio vitale il tuo luogo non più così lontano.>> SONO STATA UN PENSIERO DISTANTE Il formato di questa serie di fotografia poetica riprende quello delle cartoline per garantire l’importanza dell’immagine come simbolo di legami, relazioni che travalicano lo spazio e consegnano una misura del tempo immaginaria, soggettiva, fatta solo dell’emozione passata, sovrapposta a quella presente. Tutti hanno avuto una stanza del passato ancorata dentro di sé, che narra di una porzione della propria presenza nel mondo, che porta il ricordo non solo in una direzione, ma che funge da snodo, da crocevia per una rete di connessioni aperte ad una geografia emotiva sempre in continuo mutamento. Sebbene l’immagine appaia formalmente fissa, è possibile scorgere al suo interno un gioco prospettico dettato dall’esperienza che ne attraversa tutte le componenti, bilanciando la connessione tra l’osservatore e se stesso, tra l’osservatore e la luce, tra l’osservatore e la fotografa: tutte relazioni, queste, sviluppate sul piano dell’intimità.
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Federica Flore Tecnica:Fotografia Anno: 2023-2025 Dimensione: 10cmX15cm Descrizione: <Rimasto vuoto uno spazio nella verità vissuto del momento ora trascorso in un passato che indica una geografia emotiva interiore come ciò che sei rimasta come ciò che hai edificato il presente che sei. Pietre antiche di un borgo arroccato un letto un tavolo una terrazza sul vuoto la valle delinea i profili ordito di un tempo nella confidenza del sé narrato nel suono rinnovato mosso silenzio apparente intenzione di una storia che ti ha portata fin qui dove ora rimani fissa a ricordare il tuo opaco ricordo personale il tuo specchio vitale il tuo luogo non più così lontano.>> SONO STATA UN PENSIERO DISTANTE Il formato di questa serie di fotografia poetica riprende quello delle cartoline per garantire l’importanza dell’immagine come simbolo di legami, relazioni che travalicano lo spazio e consegnano una misura del tempo immaginaria, soggettiva, fatta solo dell’emozione passata, sovrapposta a quella presente. Tutti hanno avuto una stanza del passato ancorata dentro di sé, che narra di una porzione della propria presenza nel mondo, che porta il ricordo non solo in una direzione, ma che funge da snodo, da crocevia per una rete di connessioni aperte ad una geografia emotiva sempre in continuo mutamento. Sebbene l’immagine appaia formalmente fissa, è possibile scorgere al suo interno un gioco prospettico dettato dall’esperienza che ne attraversa tutte le componenti, bilanciando la connessione tra l’osservatore e se stesso, tra l’osservatore e la luce, tra l’osservatore e la fotografa: tutte relazioni, queste, sviluppate sul piano dell’intimità.
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Federica Flore Tecnica:Fotografia Anno: 2013-2025 Dimensione: 10cmX15cm Descrizione: <<Rimasto vuoto uno spazio nella verità vissuto del momento ora trascorso in un passato che indica una geografia emotiva interiore come ciò che sei rimasta come ciò che hai edificato il presente che sei. Pietre antiche di un borgo arroccato un letto un tavolo una terrazza sul vuoto la valle delinea i profili ordito di un tempo nella confidenza del sé narrato nel suono rinnovato mosso silenzio apparente intenzione di una storia che ti ha portata fin qui dove ora rimani fissa a ricordare il tuo opaco ricordo personale il tuo specchio vitale il tuo luogo non più così lontano.>> SONO STATA UN PENSIERO DISTANTE Il formato di questa serie di fotografia poetica riprende quello delle cartoline per garantire l’importanza dell’immagine come simbolo di legami, relazioni che travalicano lo spazio e consegnano una misura del tempo immaginaria, soggettiva, fatta solo dell’emozione passata, sovrapposta a quella presente. Tutti hanno avuto una stanza del passato ancorata dentro di sé, che narra di una porzione della propria presenza nel mondo, che porta il ricordo non solo in una direzione, ma che funge da snodo, da crocevia per una rete di connessioni aperte ad una geografia emotiva sempre in continuo mutamento. Sebbene l’immagine appaia formalmente fissa, è possibile scorgere al suo interno un gioco prospettico dettato dall’esperienza che ne attraversa tutte le componenti, bilanciando la connessione tra l’osservatore e se stesso, tra l’osservatore e la luce, tra l’osservatore e la fotografa: tutte relazioni, queste, sviluppate sul piano dell’intimità.
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Petita Tecnica: Acrilici e acquerelli su tela Anno: 2025 Dimensione: 30cm x 30cm Descrizione: I legami più profondi nascono prima ancora della nascita. Già nel grembo iniziamo a intrecciare fili invisibili che ci legano all’universo, alla madre, al padre, a chi ci accompagna nel viaggio. In quei nove mesi ascoltiamo il respiro materno, sentiamo il tocco del padre, e ci lasciamo avvolgere da un tessuto di connessioni sottili. Quest’opera nasce dal mio vissuto: la perdita di una gemella durante la gestazione. Una presenza che ho sempre percepito, un legame che non si è mai spezzato e che si è rivelato con forza durante una profonda esperienza di regressione. Lei continua a vivere accanto a me, intrecciata alla mia essenza, parte di ciò che sono e di ciò che divento.
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Claudio Micalizzi Tecnica: Stampa di grafica digitale Anno: 2025 Dimensione: 35×50 cm Descrizione: Il legame che unisce la comunità degli uomini e i nostri sentimenti umani, fondamentali per acquisire l'illuminazione che siamo tutti uniti in quanto siamo tutti la stessa cosa.
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Claudio Micalizzi Tecnica: Stampa di grafica digitale Anno: 2025 Dimensione: 35×50 cm Descrizione: Il legame fisico, arcaico, morale che lega lo sguardo sulle realtà e il mondo della coscienza per produrre consapevolezza della nostra realtà prodotta dall'unione di anima e spirto.
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Claudio Micalizzi Tecnica: Stampa di grafica digitale Anno: 2025 Dimensione: 35×50 cm Descrizione: La drammatica realtà che lega con un filo di necessità e di coraggio per vivere l'amore e continuare a produrre la vita, nonostante le guerre dissemino morte e distruzione.
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Sara Pignatti Tecnica: Polaroid con manipolazione attraverso filo Anno: 2024 Dimensione: 10.5 cm x 8.5 cm Descrizione:
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Sara Pignatti Tecnica: Polaroid con manipolazione attraverso filo Anno: 2024 Dimensione: 10.5 cm x 8.5 cm Descrizione:
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Sara Pignatti Tecnica: Polaroid con manipolazione attraverso filo Anno: 2024 Dimensione: 10.5 cm x 8.5 cm Descrizione:
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Tecnica: Polaroid con lente a vortice Anno: 2024 Dimensione: 10,7×8,88 cm Descrizione: Lo sguardo incontra lo sguardo, le distanze si accorciano, il legame prende forma.




















