Arteaporte
  • The Right to a Gaze

    1.015,00 
    Tecnica: Mixed media (Pastel on skin-toned paper torn black cardboard) Anno: 2026 Dimensione: 50 x 60 cm Descrizione: A woman’s gaze through the "information gaps" of a world torn apart by conflict. In a reality fractured by global crises, cataclysms, and digital isolation, the act of waiting ceases to be a passive background. It transforms into a form of resistance. The artwork presents three pairs of eyes belonging to women of different races, looking at the viewer through holes "torn" into black matter. This serves as a metaphor for our limited access to the truth and the fragmentation of our perception through these "informational slits." While global upheavals are often associated with masculine action, the woman takes on a more arduous role — the role of the Witness. Her gaze is a bridge between a shattered "yesterday" and an unknown "tomorrow." It is a metaphor for a living presence during the "darkest hour," a poignant reminder that as long as a heart beats and a gaze endures — the dawn remains possible.
  • Barbara Leoni Tecnica: Collage analogico su carta (ritagli di giornale e materiali vari, inclusa carta stagnola), con interventi digitali di rifinitura. Anno: 2026 Dimensione: 27 x 39 cm Descrizione: Il collage rappresenta due mondi messi in contrapposizione: uno caratterizzato dalla guerra e dalla distruzione, l'altro dalla vita, dalla natura e dalla serenità. i due spazi sono separati da un confine sottile, che simboleggia la distanza tra queste due realtà, ma anche la possibilità di passaggio tra esse. Il lato della guerra è rappresentato attraverso colori spenti, elementi bruciati e segni di deterioramento, mentre il lato opposto è ricco di luce, piante e movimento. La presenza della foglia che attraversa il confine rappresenta la capacità della vita di superare la distruzione e di espandersi anche nei contesti più difficili. L'opera vuole suggerire che questi due mondi non sono completamente separati, ma coesistono e dipendono dalle scelte umane.
  • Beppe Quaglia Tecnica: Collage Anno: 2025 Dimensione: 28 x 53 cm Descrizione: Rilettura del mito di Merope, insieme alle sei sorelle, (qui in corteo unite), inseguite dal maschio Orione, trasformate in stelle, le Pleiadi delle quali una è scarsamente visibile: Merope. Qui si è sottratta alla predazione maschile (re Giorgio VI, in tenuta da cacciatore).
  • Beppe Quaglia Tecnica: Collage Anno: 2025 Dimensione: 33 x 50 cm Descrizione: Rappresentazione "datata" del modello maschile di concezione della donna, tutt'ora – benché in forme esteticamente diverse – attestata. Fa da sfondo (a destra) una pagina manualistica anni '50 del cacciatore (e della relazione col cane): il tutto traslato nelle immagini.
  • Annika Bieler Tecnica: Collage Anno: 2026 Dimensione: 25 x 20 cm Descrizione: Whether it is female bodies modelled into unnatural poses on adverts, intimate photos kept by a partner after breakup or close ups of women in short skirts posted on social media, our society does not rest when it comes to distorting the image of women. Are women simply destined to become digital? Digital Woman I examines the growing trend of distorting the image of woman online either through edited images, nonconsensual distribution of photos or destructive narratives. This work is resistance against this trend of digital violence and humiliation.
  • Tornare a casa

    87,00 
    NEBBIA Tecnica: Collage analogico Anno: 2025 Dimensione: 23 x 17 cm Descrizione: “Tornare a casa” nasce da un cambiamento di vita personale, dalla fine di una convivenza e dalla riappropriazione dei propri spazi. Racconta la casa come rifugio, come spazio privato e personale, dominato da te stessa e con te stessa: il luogo dove voglio sempre tornare.
  • Tovaglia Basaglia

    2.175,00 
    Giovanni Picco Tecnica: Cucito, patchwork Anno: 2024 Dimensione: 165 x 195 cm Descrizione: "Tovaglia Basaglia" è una tovaglia a cui viene sottratto il suo reale utilizzo, come negli anni dei manicomi ai pazienti spesso trattati come non-umani si usava rubare e spaccare la loro mente tramite cure e terapie barbare. Grande fonte d'ispirazione è stata la raccolta fotografica "Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin" (1969) che critica con immagini dure le condizioni in cui si trovavano centinaia di persone negli ospedali psichiatrici italiani dell'epoca, pubblicato da Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia. La figura predominante è quella dell'amico matto che non ho mai avuto, che ride con i suoi occhi sgranati e la sua voglia di rivalsa nei confronti di un mondo che continua a rifiutarlo. L'opera presenta l'utilizzo della lingua artificiale Guali Mangio. Come tecnica ho messo decoupage poiché unica risposta che si avvicina di più alla tecnica di patchwork utilizzata.
  • Giovanni Picco Tecnica: Cucito, patchwork Anno: 2025 Dimensione: 220 x 240 cm Descrizione: "Aizkorak probabilmente sarebbe d'accordo con me" nasce dalla necessità di creare un'opera che portasse un sentimento di libertà, lotta indipendenza. Forte ispirazione è la voglia e la ricerca dell'autodeterminazione dei popoli oppressi, specialmente quello basco: “aizkorak” infatti vuol dire “ascia” in basco. L'opera mescola elementi cubisti, elementi astratti ed elementi figurativi come l'ascia, le mani ed il piede facilmente riconoscibili. L'opera presenta l'utilizzo della lingua artificiale Guali Mangio. Come tecnica ho messo decoupage poiché unica risposta che si avvicina di più alla tecnica di patchwork utilizzata.
  • Estreme paure

    3.900,00 
    BEN RAVING Tecnica: Paste up giornali e materiali e parole Anno: 2025 Dimensione: 50 x 30 cm Descrizione: Il pericolo dell'estremismo rappresentato con l'immagine vivida di una triste pagina di storia accompagnata dalla forza delle parole.
  • Age and Rage 1

    195,00 
    Cato Tecnica: Linocut digitale Anno: 2026 Dimensione: 28 x 36 cm Descrizione: L’opera è la prima figura di un trittico che naviga la portata rivoluzionaria che essere vecchie e rabbiose ha per le donne nel panorama sociale e culturale esistente. L’opera nell’insieme vuole essere un invito per le donne a rifiutare di accettare inquietanti standard di bellezza femminile, che ci vogliono adulte ma senza peli e senza rughe, e meschini meccanismi che ci invitano ad odiare noi stesse per poter comprare più prodotti e consumare di più. Quest’opera vuole dire a tutte: smettiamo di custodire in noi l’eredità di una cultura costruita sull’oppressione e la predazione. Facciamo le due cose che da sempre ci hanno insegnato a non fare: invecchiamo e arrabbiamoci. L'opera è l'insieme di illustrazione digitale e fotografia su film 35mm, bianco e nero. L'immagine ritrae mia nonna.
  • Age and Rage 2

    195,00 
    Cato Tecnica: Linocut digitale Anno: 2026 Dimensione: 28 x 36 cm Descrizione: L’opera è la prima figura di un trittico che naviga la portata rivoluzionaria che essere vecchie e rabbiose ha per le donne nel panorama sociale e culturale esistente. L’opera nell’insieme vuole essere un invito per le donne a rifiutare di accettare inquietanti standard di bellezza femminile, che ci vogliono adulte ma senza peli e senza rughe, e meschini meccanismi che ci invitano ad odiare noi stesse per poter comprare più prodotti e consumare di più. Quest’opera vuole dire a tutte: smettiamo di custodire in noi l’eredità di una cultura costruita sull’oppressione e la predazione. Facciamo le due cose che da sempre ci hanno insegnato a non fare: invecchiamo e arrabbiamoci. L'opera è un'illustrazione creata con la tecnica del linocut digitale.
  • Age and Rage 3

    195,00 
    Cato Tecnica: Linocut digitale Anno: 2026 Dimensione: 28 x 36 cm Descrizione: L’opera è la prima figura di un trittico che naviga la portata rivoluzionaria che essere vecchie e rabbiose ha per le donne nel panorama sociale e culturale esistente. L’opera nell’insieme vuole essere un invito per le donne a rifiutare di accettare inquietanti standard di bellezza femminile, che ci vogliono adulte ma senza peli e senza rughe, e meschini meccanismi che ci invitano ad odiare noi stesse per poter comprare più prodotti e consumare di più. Quest’opera vuole dire a tutte: smettiamo di custodire in noi l’eredità di una cultura costruita sull’oppressione e la predazione. Facciamo le due cose che da sempre ci hanno insegnato a non fare: invecchiamo e arrabbiamoci. L'opera è l'insieme di illustrazione digitale e fotografia su film 35mm, bianco e nero. L'immagine ritrae mia madre.
  • White Waratah

    650,00 
    White Waratah
- Acrylic and pastel on dressmaker's card This large-scale botanical study celebrates the quiet elegance of the white waratah (Telopea speciosissima), an uncommon form of one of Australia's most iconic native flowers. Painted in acrylic and pastel on dressmaker's card, the work explores the sculptural form, layered structures and subtle tonal variations of the bloom. Enlarged beyond its natural scale, the composition invites close observation, revealing the intricate beauty and strength often overlooked in native flora. Balancing realism with expressive mark-making, the painting reflects a contemporary interpretation of botanical art—where scientific observation meets artistic response.
  • AlfaBoy 01.01.01

    1.313,00 
    The central idea is to reveal what our generation leaves behind for the next. The childhood teddy bear acts as a transparent “receptacle,” exposing what society normally tries to conceal. Its transparency allows the viewer to see that the symbol of childhood innocence is literally filled with the chaos of consumerism. Plastic waste, discarded objects, and other remnants of consumption become part of the bear itself, transforming an object associated with comfort and protection into a representation of environmental inheritance. The work therefore suggests that children inherit not only the world we create for them, but also the pollution, excess, and disorder we leave behind.
  • ME and MY CHAOS

    1.118,00 
    The central idea is to reveal what our generation leaves behind for the next. The childhood teddy bear acts as a transparent “receptacle,” exposing what society normally tries to conceal. Its transparency allows the viewer to see that the symbol of childhood innocence is literally filled with the chaos of consumerism. Plastic waste, discarded objects, and other remnants of consumption become part of the bear itself, transforming an object associated with comfort and protection into a representation of environmental inheritance. The work therefore suggests that children inherit not only the world we create for them, but also the pollution, excess, and disorder we leave behind.
  • ON the NET

    1.560,00 
    The central idea is to reveal what our generation leaves behind for the next. The childhood teddy bear acts as a transparent “receptacle,” exposing what society normally tries to conceal. Its transparency allows the viewer to see that the symbol of childhood innocence is literally filled with the chaos of consumerism. Plastic waste, discarded objects, and other remnants of consumption become part of the bear itself, transforming an object associated with comfort and protection into a representation of environmental inheritance. The work therefore suggests that children inherit not only the world we create for them, but also the pollution, excess, and disorder we leave behind.
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