Arteaporte
  • Silvia Corti   Tecnica: Fotografia, Trittico che riporta sul retro dell’opera la scritta: “Sussurro alla tua pelle con la vibrazione delle mie emozioni.” Anno: 2025 Dimensioni: 50 X 70 cm Descrizione: Questo trittico è una deflagrazione sensuale di luce, corpo e memoria. È un linguaggio che non si pronuncia, ma si manifesta: un’emanazione silenziosa, un sussurro visivo che vibra nello spazio tra un’emozione e l’altra. La parola, qui, si fa carne pulsante, colore liquido, riflesso che pulsa sotto la pelle. È l’istante prima del linguaggio, quello in cui si sente tutto, ma non si può ancora dire nulla. Ogni immagine è un respiro trattenuto, una soglia in cui il corpo incontra la parola nel suo stato più primitivo: quello della vibrazione. L’opera nasce da un ascolto profondo della materia – luce, metallo, superficie – che diventa veicolo di un contatto più sottile. È una poesia muta che si insinua nei sensi, innescando un cortocircuito tra la vista e il sentire. Completa il trittico una frase, sospesa tra il desiderio e l’intimità: “Sussurro alla tua pelle con la vibrazione delle mie emozioni.” Questa dichiarazione non è soltanto testo: è il cuore segreto dell’opera, il suo battito sommerso. È la prova che l’arte, come la parola, può accadere senza essere detta, trasformandosi in atto sensibile, in tocco, in verità incarnata. Come scriveva Lalla Romano, “le parole sono segni, e si può anche scrivere con la pelle”; e in fondo, è proprio ciò che accade qui. Le immagini si fanno corpo, e nel loro silenzio visivo echeggia quella “voce che non è voce” evocata da Eugenio Montale – la stessa che ci attraversa quando il linguaggio cede il passo all’essenza. È lì che si crea lo spazio per un legame: tra noi, leggere.
  • Silvia Corti     Tecnica: Tecnica mista su tela Anno: 2024 Dimensioni: 70 cm x 100 cm x 2,5 cm Descrizione: Intersezioni IV – URBANA – Morphing Souls Una giungla di forme liquide si espande sulla superficie, come spiriti urbani che sgorgano dai muri, dai marciapiedi, dalla pelle delle città. URBANA – Morphing Souls è un manifesto visivo che racconta l’identità fluida e multicromatica delle strade: un’energia inarrestabile, che rompe i margini, ingloba le differenze e si fa corpo collettivo. Ogni macchia è un grido visivo, una danza gestuale che si stratifica in texture dense e vibranti. Come un murales astratto, l’opera evoca il battito delle metropoli, l’intuito di chi dipinge senza schemi, e l’urgenza di occupare uno spazio con il solo potere del segno e del colore. In un mondo che reclama visibilità e connessioni vere, questa opera parla la lingua dell’inclusione, della libertà formale e della poesia urbana. È un omaggio al caos vitale, alla strada come tela viva, alla materia che respira.
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