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Nadia Musmeci Tecnica: Fotografia digitale / bianco e nero Anno: 2025 Dimensione: 60×40 cm Descrizione: “Secondo l’antica pratica della silvoterapia, gli alberi hanno anima, emozioni e sentimenti, comunicano tra loro e si proteggono. L’uomo contemporaneo, abituato ormai a vivere immerso nel frastuono di una società sempre più frenetica, può riscoprire il suo contatto primordiale con la natura ed entrare in connessione con gli alberi, con il loro mondo di energia toccando, abbracciando o ascoltando l'essenza. Se l’individuo può assorbirne le energie positive, la cura della propria dimensione interiore è possibile attraverso una ritrovata e totale comunione con la natura; uno scambio che nasce da un contatto da cui si instaura un legame invisibile e profondo, non soltanto fisico ma soprattutto emotivo e spirituale. Tratte le qualità pregiate di un albero, il mutamento dell’individuo riflette gli effetti benefici in sé stesso e nel suo vivere nella società. Nello scatto, le due anime si incontrano per far parte di una stessa struttura: l’individuo; elemento costitutivo di una realtà più complessa che è l’Universo”.
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Federica Flore Tecnica:Fotografia Anno: 2023-2025 Dimensione: 10cmX15cm Descrizione: <<Rimasto vuoto uno spazio nella verità vissuto del momento ora trascorso in un passato che indica una geografia emotiva interiore come ciò che sei rimasta come ciò che hai edificato il presente che sei. Pietre antiche di un borgo arroccato un letto un tavolo una terrazza sul vuoto la valle delinea i profili ordito di un tempo nella confidenza del sé narrato nel suono rinnovato mosso silenzio apparente intenzione di una storia che ti ha portata fin qui dove ora rimani fissa a ricordare il tuo opaco ricordo personale il tuo specchio vitale il tuo luogo non più così lontano.>> SONO STATA UN PENSIERO DISTANTE Il formato di questa serie di fotografia poetica riprende quello delle cartoline per garantire l’importanza dell’immagine come simbolo di legami, relazioni che travalicano lo spazio e consegnano una misura del tempo immaginaria, soggettiva, fatta solo dell’emozione passata, sovrapposta a quella presente. Tutti hanno avuto una stanza del passato ancorata dentro di sé, che narra di una porzione della propria presenza nel mondo, che porta il ricordo non solo in una direzione, ma che funge da snodo, da crocevia per una rete di connessioni aperte ad una geografia emotiva sempre in continuo mutamento. Sebbene l’immagine appaia formalmente fissa, è possibile scorgere al suo interno un gioco prospettico dettato dall’esperienza che ne attraversa tutte le componenti, bilanciando la connessione tra l’osservatore e se stesso, tra l’osservatore e la luce, tra l’osservatore e la fotografa: tutte relazioni, queste, sviluppate sul piano dell’intimità.
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Federica Flore Tecnica:Fotografia Anno: 2023-2025 Dimensione: 10cmX15cm Descrizione: <Rimasto vuoto uno spazio nella verità vissuto del momento ora trascorso in un passato che indica una geografia emotiva interiore come ciò che sei rimasta come ciò che hai edificato il presente che sei. Pietre antiche di un borgo arroccato un letto un tavolo una terrazza sul vuoto la valle delinea i profili ordito di un tempo nella confidenza del sé narrato nel suono rinnovato mosso silenzio apparente intenzione di una storia che ti ha portata fin qui dove ora rimani fissa a ricordare il tuo opaco ricordo personale il tuo specchio vitale il tuo luogo non più così lontano.>> SONO STATA UN PENSIERO DISTANTE Il formato di questa serie di fotografia poetica riprende quello delle cartoline per garantire l’importanza dell’immagine come simbolo di legami, relazioni che travalicano lo spazio e consegnano una misura del tempo immaginaria, soggettiva, fatta solo dell’emozione passata, sovrapposta a quella presente. Tutti hanno avuto una stanza del passato ancorata dentro di sé, che narra di una porzione della propria presenza nel mondo, che porta il ricordo non solo in una direzione, ma che funge da snodo, da crocevia per una rete di connessioni aperte ad una geografia emotiva sempre in continuo mutamento. Sebbene l’immagine appaia formalmente fissa, è possibile scorgere al suo interno un gioco prospettico dettato dall’esperienza che ne attraversa tutte le componenti, bilanciando la connessione tra l’osservatore e se stesso, tra l’osservatore e la luce, tra l’osservatore e la fotografa: tutte relazioni, queste, sviluppate sul piano dell’intimità.
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Federica Flore Tecnica:Fotografia Anno: 2013-2025 Dimensione: 10cmX15cm Descrizione: <<Rimasto vuoto uno spazio nella verità vissuto del momento ora trascorso in un passato che indica una geografia emotiva interiore come ciò che sei rimasta come ciò che hai edificato il presente che sei. Pietre antiche di un borgo arroccato un letto un tavolo una terrazza sul vuoto la valle delinea i profili ordito di un tempo nella confidenza del sé narrato nel suono rinnovato mosso silenzio apparente intenzione di una storia che ti ha portata fin qui dove ora rimani fissa a ricordare il tuo opaco ricordo personale il tuo specchio vitale il tuo luogo non più così lontano.>> SONO STATA UN PENSIERO DISTANTE Il formato di questa serie di fotografia poetica riprende quello delle cartoline per garantire l’importanza dell’immagine come simbolo di legami, relazioni che travalicano lo spazio e consegnano una misura del tempo immaginaria, soggettiva, fatta solo dell’emozione passata, sovrapposta a quella presente. Tutti hanno avuto una stanza del passato ancorata dentro di sé, che narra di una porzione della propria presenza nel mondo, che porta il ricordo non solo in una direzione, ma che funge da snodo, da crocevia per una rete di connessioni aperte ad una geografia emotiva sempre in continuo mutamento. Sebbene l’immagine appaia formalmente fissa, è possibile scorgere al suo interno un gioco prospettico dettato dall’esperienza che ne attraversa tutte le componenti, bilanciando la connessione tra l’osservatore e se stesso, tra l’osservatore e la luce, tra l’osservatore e la fotografa: tutte relazioni, queste, sviluppate sul piano dell’intimità.
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Sara Pignatti Tecnica: Polaroid con manipolazione attraverso filo Anno: 2024 Dimensione: 10.5 cm x 8.5 cm Descrizione:
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Sara Pignatti Tecnica: Polaroid con manipolazione attraverso filo Anno: 2024 Dimensione: 10.5 cm x 8.5 cm Descrizione:
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Sara Pignatti Tecnica: Polaroid con manipolazione attraverso filo Anno: 2024 Dimensione: 10.5 cm x 8.5 cm Descrizione:
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Tecnica: Polaroid con lente a vortice Anno: 2024 Dimensione: 10,7×8,88 cm Descrizione: Lo sguardo incontra lo sguardo, le distanze si accorciano, il legame prende forma.
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Alan Marcheselli Tecnica: Polaroid Anno: 2025 Dimensione: 8,7X10,8 cm Descrizione: Questo trittico in Polaroid cattura l’evoluzione di una ragazza/fiore che sboccia in riva al mare. Le immagini raccontano il suo percorso di crescita e rinascita, mentre si fonde con le onde che la circondano. Le onde rappresentano i legami e le emozioni che la accompagnano, evocando un senso di libertà, trasformazione e connessione con la natura. Un viaggio visivo tra delicatezza e forza, che celebra il ciclo di vita e i legami profondi con il mare.
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Alan Marcheselli Tecnica: Polaroid Anno: 2025 Dimensione: 8,7X10,8 cm Descrizione: Questo trittico in Polaroid cattura l’evoluzione di una ragazza/fiore che sboccia in riva al mare. Le immagini raccontano il suo percorso di crescita e rinascita, mentre si fonde con le onde che la circondano. Le onde rappresentano i legami e le emozioni che la accompagnano, evocando un senso di libertà, trasformazione e connessione con la natura. Un viaggio visivo tra delicatezza e forza, che celebra il ciclo di vita e i legami profondi con il mare.
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Alan Marcheselli Tecnica: Polaroid Anno: 2025 Dimensione: 8,7X10,8 cm Descrizione: Questo trittico in Polaroid cattura l’evoluzione di una ragazza/fiore che sboccia in riva al mare. Le immagini raccontano il suo percorso di crescita e rinascita, mentre si fonde con le onde che la circondano. Le onde rappresentano i legami e le emozioni che la accompagnano, evocando un senso di libertà, trasformazione e connessione con la natura. Un viaggio visivo tra delicatezza e forza, che celebra il ciclo di vita e i legami profondi con il mare.
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Giulia Nardinocchi Tecnica: Fotografia Anno: 2025 Dimensione: 30 x 40 cm Descrizione: Panta Rei è un’opera che esplora il flusso incessante della vita e della mente, un viaggio attraverso il continuo scorrere del pensiero e della fantasia anche nel mezzo del malessere e della depressione. Attraverso un linguaggio visivo e simbolico, l’opera comunica la linfa vitale che pulsa sotto la superficie dell’anima turbata, un messaggio di speranza e trasformazione che afferma come nulla sia veramente statico, nemmeno nelle tenebre interiori.
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Veronica Leo Tecnica: Bianco e nero, Foto Anno: 2025 Dimensione: 36×24 cm Descrizione: Luce Carnale Il velo di Arianna del corpo Luce Carnale nasce dall’urgenza di superare l’apparenza, di andare oltre ciò che viene immediatamente percepito — e troppo spesso giudicato. In una società che tende a classificare i corpi secondo canoni prestabiliti, questo progetto si propone come un atto di resistenza intima e visiva. Attraverso la tecnica del light painting, la luce — generata nel buio — si posa con delicatezza sui corpi, scegliendo cosa mostrare e cosa lasciare nell’ombra. È una luce che non espone, ma rivela. Che non impone, ma accompagna. Ogni immagine nasce da un dialogo tra chi guarda e chi si mostra, nella misura in cui desidera farlo. Queste fotografie non vogliono proporre un’estetica alternativa, ma costruire uno spazio sicuro: un luogo simbolico dove il corpo non è più oggetto di sguardo esterno, ma soggetto di una narrazione propria. Luce Carnale è il tentativo di dare forma all’invisibile, rendendo visibile non ciò che si vuole nascondere, ma ciò che ci rappresenta davvero — al di là delle etichette, dei ruoli e dei pregiudizi. Queste foto prendono spunto dal mito del Velo di Arianna, inteso come filo sottile che guida fuori dal labirinto dell’identità imposta. Ogni corpo fotografato è un atto di attraversamento: un ritorno a sé, una forma di libertà.
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Roberta Poggi Tecnica: Bianco e nero, Foto Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 50×70 cm su Forex Descrizione: Il bambino guarda verso l’orizzonte. Si può percepire il suo sguardo perso in lontananza, come se cercasse qualcosa. Forse sognava o forse stava pensando a qualcosa o forse si stava solo lasciando cullare dalla bellezza e dal Mistero del Mare.
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Tommaso F. Bolzon Tecnica: Fotografia Anno: 2024 Dimensioni senza cornice: 70 × 50 cm Descrizione: La scena ritrae la Regata storica di Venezia 2024. Una tradizione che mostra il connubio tra competizione e movimento, mentre i solenni palazzi storici della città fanno da silenti spettatori dell'evento.
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Tommaso F. Bolzon Tecnica: Fotografia Anno: 2024 Dimensioni senza cornice: 70 × 50 cm Descrizione: L'effetto di movimento delle linee fluide e ritmiche e l'imponenza dell'architettura creano contrasto potente, ma allo stesso tempo calmante. Il fotografo ha voluto evidenziare la fluidità in un oggetto simbolo di solidità, in questa opera dal forte impatto grafico.




















