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OjosChinos Tecnica: Ricamo Anno: 2023 Dimensione: 33 cm di diametro Descrizione: Ricamo su Tessuto Trasparente. Questa esplorazione visiva nasce dalla rappresentazione su tessuto del Cerro Huelén (noto anche come Cerro San Cristóbal), dopo una passeggiata per la città di Santiago fotografando i suoi spazi, luoghi e edifici iconici. La paletta cromatica richiama un’estetica pop degli anni ’90, evocando videogiochi, animazioni e oggetti che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di chi è cresciuto in quel decennio. Ogni colore, saturo e vibrante, dialoga con la memoria collettiva e con le esperienze personali del passato, creando un ponte tra nostalgia e contemporaneità. In quest’opera si manifesta anche la libertà che mi concedo nel “dipingere direttamente dal tubetto”: un gesto spontaneo e immediato, in cui i colori intensi trovano equilibrio in un cielo traslucido che suggerisce un tramonto. L’opera invita lo spettatore a percepire la città attraverso uno sguardo soggettivo ed emotivo, dove la tecnica del ricamo non solo ricrea il paesaggio, ma trasmette anche la sensazione del tempo, della luce e della memoria.
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OjosChinos Tecnica: Ricamo Anno: 2023 Dimensione: 33 cm di diametro Descrizione: Ricamo su Tessuto Trasparente. Questa esplorazione visiva nasce dalla traduzione nel linguaggio tessile del Cerro Huelén. Dopo aver attraversato la città di Santiago e averne catturato, attraverso la fotografia, gli spazi, i luoghi e le architetture iconiche, sono arrivata a casa mia a Maipú. In quest’opera ho scelto di rappresentare uno spazio e un momento quotidiano: la semplicità di prendere l’autobus alla fermata vicino a casa. La paletta cromatica richiama un’estetica pop degli anni ’90, evocando videogiochi, animazioni e oggetti che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di chi è cresciuto in quel decennio. Ogni colore, saturo e vibrante, dialoga con la memoria collettiva e con le esperienze personali del passato, costruendo un ponte tra nostalgia e contemporaneità. L’opera esprime inoltre la libertà che mi concedo nel “dipingere direttamente dal tubetto”: un gesto spontaneo e immediato, in cui i colori intensi trovano equilibrio in un cielo traslucido che suggerisce un tramonto.
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OjosChinos Tecnica: Arazzeria Anno: 2023 Dimensione: 20,5 x 29,5 cm Descrizione: “La Once” è un rituale prezioso nel mio paese… Intorno alle sette di sera, il bollitore inizia a fischiare, il pane si tosta e la tavola viene apparecchiata con piatti e tazze. La once —il nostro momento del tè— è l’incontro familiare o tra amici per eccellenza; nessun cileno lo salta, con il tè e la marraqueta a dominare la tavola. Questo arazzo cattura quel momento, evocando un senso fragrante di calore e accoglienza. I fili intrecciano le conversazioni che nascono sorseggiando il tè, mentre i colori incarnano l’intimità e la comodità della casa. Le sue dimensioni, simili a un sottopiatto, richiamano continuamente l’essenza di questo rituale semplice ma significativo. Rappresentare in un arazzo un momento conviviale, così familiare e quasi sacro, della mia terra eleva quest’opera al di là dell’ordinario, conferendole un valore estetico e artistico a un rito quotidiano che è insieme intimo e profondamente importante.
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Willem Sterrenberg Breedt Tecnica: acrilico su tela Anno: 2026 Dimensione: 60cm x 180cm Descrizione: La tradizionale staccionata simboleggia un senso di realizzazione. In questa rappresentazione lineare di tale ideologia, i fiori volutamente distorti e il cielo spezzato indicano il completamento di tale obiettivo. Solo che nella realtà nulla è mai perfetto, e spesso ciò che ci sforziamo di raggiungere viene frantumato e travisato. Una nuova bellezza, unica nel suo genere, prende forma.
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Willem Sterrenberg Breedt Pittura acrilica su tessuto per mobili con un motivo Anno: 2025 Dimensione: 90 x 70 cm Descrizione: Questo è un perfetto esempio di come distruggere qualcosa di bello e ricreare un'immagine con illusioni più vivide. Ironicamente, il titolo suggerisce anche che questi signori si stiano dirigendo verso una serata di intrighi e risate con Wilde Oscar (un gioco di parole che fa riferimento a Oscar Wilde).
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Willem Sterrenberg Breedt Tecnica: Acrylic su tela Anno: 2026 Dimensione: 100 x 150 cm Descrizione: Il progetto è nato dal segnale di trasmissione che vedevo da bambino in televisione. Le strisce di colore acceso, realizzate in acrilico, sono state completamente distrutte e alterate con strensil e vernice spray, utilizzando la tecnica del freeflow e gettando il colore sulla tela fino a ottenere una chiara interpretazione di un televisore deformato. Simboleggia inoltre i segnali che trasmettiamo in questo mondo. L'energia delle cose, se vogliamo, che ci rende unici come esseri umani. Spero solo che questo progetto non possa essere replicato dall'intelligenza artificiale.
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CRKD SΛNCTΘ Tecnica: Mix media on canva Anno: 2026 Dimensione: 50 x 80 cm Descrizione: Una figura primitiva emerge su uno sfondo chiaro e frammentato. I tratti sono deformati, la bocca aperta, il segno si accumula e si rompe. La presenza sembra sul punto di cedere. A more primal presence coming through. The form feels unstable, shifting, on edge. It carries a sense of pressure, like it could give way at any moment.
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CRKD SΛNCTΘ Tecnica: Mix media on canva Anno: 2026 Dimensione: 50 x 80 cm Descrizione: Una figura umana convive con una presenza animale scura e compatta. Il corpo è deformato, la bocca aperta, il segno è diretto e sporco. Le due presenze restano vicine, senza separarsi. A human presence merging with its own animal side. Not two figures, but one split across instinct and control. It holds that tension without resolving it.
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CRKD SΛNCTΘ Tecnica: Mix media on canva Anno: 2026 Dimensione: 50 x 70 cm Descrizione: Una figura umana in primo piano è attraversata da un segno nervoso e instabile. Gli occhi sono fuori asse, la bocca satura di rosso cola verso il basso. I contorni si sovrappongono senza fissarsi. La figura resta in bilico, non definita. A presence that won’t fully come together. The face shifts, the gaze slips, nothing really holds. It stays open, unstable, never quite defined.
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CRKD SΛNCTΘ Tecnica: Mix media on canva Anno: 2026 Dimensione: 50 x 60 cm Descrizione: Una figura umana in primo piano emerge dal fondo scuro, svuotata e instabile. Il volto è spezzato, gli occhi irregolari, la bocca serrata. Colature attraversano la superficie senza risolverla. La presenza resta immobile, trattenuta. A figure held in place, almost suspended. The face feels split, the eyes don’t quite meet, the mouth stays closed. Nothing settles. It remains still, contained.
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Sibilla Lerisson Tecnica: Acrilici su pannello di recupero Anno: 2025 Dimensione: 57 x 97 cm Descrizione: Noi cerchiamo Chiarezza mentre creiamo Caos. Dentro. E fuori.
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Willem Sterrenberg Breedt Tecnica: Acrylic on canvas Anno: 2025 Dimensione: 100 x 100 cm Descrizione: Un'onda è libera, e quando un artista crea arte di strada con una bomboletta spray, i movimenti della sua mano sono liberi e proiettati con intenzione. Il lancio letterale della vernice, il soffiare vernice bagnata in forme e combinazioni di colori è un modo per lo spirito di visualizzarsi su tela. La libertà delle onde di creare, lo stile illimitato dell'arte dei graffiti che connette comunità, città e persone.
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Ellen Locatelli Tecnica: Olio su tela Anno: 2024 Dimensione: 50 x 50 cm Descrizione: L'opera raffigura un ape rappresentata con uno stile che vuole ricordare una scultura. E' un omaggio alla natura, attraverso l'immagine di questo animale, così piccolo ma così fondamentale per il ciclo della vita.
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Ellen Locatelli Tecnica: Olio su tela Anno: 2024 Dimensione: 50 x 70 cm Descrizione: Questa opera rappresenta un pezzo degli scacchi in primo piano. Il cavallo viene esaltato nelle sue forme geometriche e scultoree dai colori freddi e dallo sfondo scuro. Lo sguardo coraggioso enfatizza il senso di riflessione che è necessario per affrontare il gioco come la vita stessa.
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Francesco Cavallaro Tecnica: Scultura in resina Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 25cm x 25cm x 25cm Descrizione: “Chimera” nasce da una riflessione sul ruolo della fantasia e degli animali nella storia della comunicazione umana, nasce da un'idea tratta dal libro “Manuale di zoologia fantastica” di Jose Luis Borges, la riflessione evidenzia come il tempo sia motore di cambiamento, evoluzione e adattamento, la lingua umana si comporta come un organismo vivente e sottoposta a diverse “pressioni ambientali” ovvero le necessità comunicative umane in un determinato periodo, portano la lingua a cambiare nel tempo, la parola chimera arcaicamente indicava la capra stessa, ha poi preso significato della creatura mitologico/fantastica ed infine adesso ha accolto il significato di “illusione”, “sogno” o “idea irrealizzabile”, la parola, la sua forma e il suo significato sono prova del mutamento nel tempo di aspirazioni, atmosfera e cultura dell’uomo, questo comportamento quasi vivente della lingua posto a diretto contatto con gli animali stessi ha da subito scaturito un forte interesse verso l’argomento. Gli animali rappresentati sono i componenti originali della “chimera” della mitologia greca scelti e raffigurati con cromature simil-bronzee per citare la statuaria classica e in particolar modo la “Chimera di Arezzo” grande ispirazione per il mio lavoro, le bestie nel mio lavoro si allontanano, fuggono l’una dall’altra con foga e panico, a dimostrazione del come si siano metaforicamente allontanate nel tempo, ma ancora abbastanza vicine per permettere a chi sa la loro storia di ricordarsi del significato di un tempo.
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Cristina Franco Tecnica: tecnica mista su tela Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 30x30cm Descrizione: Nella notte si affaccia il cuore della foresta, l'impeto più selvaggio, occhi gialli come la luna piena. La sua presenza ha un che di sacro e millenario. E' un lupo solitario. Il nostro sguardo condivide con lui un percorso spirituale :il viaggio nel bosco.
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Cristina Franco Tecnica: tecnica mista su tavola Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 40x50cm Descrizione: il dipinto rappresenta un orso nell'atto di pescare. Mail pesce non è solo cibo, porta con sè lo spirito della foresta, che è il primo sostentamento dell'orso stesso
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Cristina Franco Tecnica: Olio su tela Anno: 2024 Dimensione: 60 cm di diametro Descrizione: Dalla spuma marina, timida e splendente, sorge la Dea, la chioma come flutto, col caldo respiro d'aprile si palesa, nuda e candida, vibrante di vita. Lei va, e il mare si scompiglia, e con i suoi occhi velati porta amore e bellezza nel mondo
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Vivi l'arte del riciclo Tecnica: Pezzi di fanali auto e bottoni di recupero su resina. Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 50 x 50 cm
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Lyn Tecnica: Olio su tela Anno: 2026 Dimensione: 24 x 30 cm Descrizione: Fanno parte di un viaggio introspettivo che esplora gli stati d’animo più profondi dell’essere umano. Attraverso il ritratto femminile adornato di copricapo prezioso le opere invitano a riflettere sull’essenza dell’essere umano di questi tempi, a guardare dentro di sé esplorare i propri stati d’animo e a trovare la forza per affrontare le sfide dell’esistenza.
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Lyn Tecnica: Olio su tela Anno: 2026 Dimensione: 24 x 30 cm Descrizione: Fanno parte di un viaggio introspettivo che esplora gli stati d’animo più profondi dell’essere umano. Attraverso il ritratto femminile adornato di copricapo prezioso le opere invitano a riflettere sull’essenza dell’essere umano di questi tempi, a guardare dentro di sé esplorare i propri stati d’animo e a trovare la forza per affrontare le sfide dell’esistenza.
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CRKD SΛNCTΘ Tecnica: Acrilic, Oil, Spray Paint, Pencil, Charcoal Anno: 2026 Dimensione: 51 x 76 cm Descrizione: A face suspended in a toxic stillness. The figure confronts the viewer with hollow, circular eyes – voids rather than organs – dripping with a dense, black residue that reads as both decay and suppressed emotion. The mouth is violently sealed by a dark horizontal stroke, a gesture that feels imposed rather than chosen, while red paint bleeds downward like an internal rupture made visible. Acid greens and corroded yellows dominate the surface, evoking industrial erosion and psychological contamination. The background does not offer space or relief; it presses forward, enclosing the head in a suffocating atmosphere. Neon-like outlines flicker around the skull, suggesting instability, as if the identity of the subject were vibrating or disintegrating at the edges. “Sick” is not only a condition of the body but of perception. The work inhabits a threshold between physical illness and existential fracture – where silence, repression, and exposure collapse into one distorted presence.
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Cristina Franco Tecnica: Acrilic, Oil, Watercolor, Paint, Pastel, Gouache, Paper, Pencil, Charcoal, Tempera, Grafite Anno: 2024 Dimensione: 50 x 70 cm Descrizione: Il volto della bimba, ripresa dall'alto, cattura con i suoi occhi ed il suo sorriso innocente, la nostra attenzione .Il suo sguardo richiede dialogo, la sua dolcezza una carezza ma tu che mi guardi, cosa vedi nei miei occhi?
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Simona Sitrek Tecnica: Smalto e carta su telaAnno: 2024Dimensione: 70 x 50 cmDescrizione: Un intreccio vibrante di colori smaltati si espande sulla tela come un pensiero che tenta di trovare forma. Pennellate dense e brillanti evocano la tensione tra lucidità e paradosso dove il rosso prevale, trasformando la frase “che farei io senza l’assurdo” in un paesaggio emotivo dove fragilità e forza convivono. L’opera, ispirata allo spirito di Frida Kahlo, restituisce l’assurdo non come ostacolo, ma come motore necessario dell’esistenza, soprattutto artistica.
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Paola Bignardi Tecnica: Tecniche miste, su base ad acquerello Anno: 2026 Dimensione: 29,5 x 20 cm Descrizione: Abito asimmetrico, décolleté, con fianco sx con profonda V, tempestata di svarowsky montata su crine o tulle in trasparenza con fianco effetto nudo; corpino su base steccata, in chiffon drappeggiato, sino al taglio asimmetrico, da cui nascono balze asimmetriche in organza e point esprit.
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Paola Bignardi Tecnica: Tecniche miste, su base ad acquerello Anno: 2026 Dimensione: 29,5 x 20 cm Descrizione: Abito tubino, immaginato con scollo a V, tempestato di svarowsky sul davanti meno profondo rispetto al dietro; esso sormonta un pannello di voille montato a volant asimmetrico, da un lato più corto e, da un lato panneggiato, entrambi i lati terminano sul dietro, sotto la V, a finire in corrispondenza del bacino. Il tubino, in crepe ricoperto di point esprit, ha un minimale scollo a cuore, con spacco sul centro davanti e lieve strascico, bel centro dietro.
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Gloria Giacomantonio Tecnica: Penna e matita su carta Anno: 2026 Dimensioni senza cornice: 21cm x 29,7cm Descrizione: La rappresentazione tra il fiore di loto (simbolo di nascita) e il crisantemo (simbolo di morte nella cultura europea) sul capo della giovane donna, vogliono evidenziare il dualismo tra questi due fiori contrapposti che in senso figurato/simbolico mettono in luce la nascita e la morte di determinati eventi e/o fasi nella vita di ciascuno; come un'evoluzione del pensiero (per questo sul capo della donna), un mutare di un sentimenti ed emozioni, con i fiori sempre strettamente interconnessi fra loro e vibranti nell'immediatezza del gesto e della linea.
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Irene Tecnica: Acrilico, tessuto Anno: 2026 Dimensione: 80 x 70 cm Descrizione: L'opera rappresenta il legame immediato di Valentino Garav con Roma. Il dipinto raffigura Piazza di Spagna – il luogo dell'ultima mostra del designer a Roma e il tessuto in rosso – un simbolo di Roma e il colore preferito del designer. Tessuto rosso, simbolicamente unito alla lettera V ed è anche tessuto in una rosa, che il designer ha usato così spesso.
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Vivi l'arte del riciclo Tecnica: Cavi elettrici e plastica riciclati su tela e resina Anno: 2023 Dimensione senza cornice: 20 x 20 cm Descrizione: Opera con materiali riciclati fissati con resina su tela 20 x 20. Soggetto vuole riprendere i colori e i simboli di Alassio e del suo mare.
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Mita Bolzoni Tecnica: Acquerello su carta Arches 640 gr montato su telaio in legno retrostante con bordi intonsi al vivo Anno: 2025 Dimensione: 56 x 76 cm Descrizione: Un sottobosco si mostra impudicamente: steli sottili, ombre vegetali, germinazioni improvvise. I verdi scuri e i bruni profondi filtrano dalla terra, i rosa umidi affiorano come linfe, muffe gentili si abbarbicano alle radici laddove queste si denudano. È la vita minuta del bosco, che prospera lontano dalla luce piena e si nutre di acqua trattenuta, pertugi fertili. Ma quella stessa umidità appartiene anche al foglio, perché qui la danza è anche quella della pittura mentre si forma. L’acqua scivola impertinente e devia, si raccoglie nei margini della carta o addirittura fugge; il pigmento la insegue, si addensa, si apre, resiste o si lascia trasportare. Le forme vegetali allora nascono da questa trattativa segreta tra me e la materia del mio dipingere. Così i miei boschi sono processi vivi raccolti dalla carta, nella stessa polpa d’albero da cui è stato creato il supporto; e mentre l’acquerello si asciuga, la foresta cresce.
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Mita Bolzoni Tecnica: Acquerello su carta Fabriano da 640 gr montato su telaio in legno retrostante con bordi intonsi al vivo Anno: 2025 Dimensione: 56 x 76 cm Descrizione: Qualcosa ci fa trattenere il respiro nell'ora incerta, quando la luce si ritira e la terra resta sola con la propria memoria. Ma a ritirarsi ora sono i ghiacci e allora come respireremo? Le distese d’azzurro, velate e fratturate, svelano una materia antica che si assottiglia, che perde peso, che si dissolve lentamente come un ricordo troppo a lungo esposto al sole. L’acqua filtra ovunque, insinuandosi nelle forme, sciogliendo i margini, come se il paesaggio stesso stesse cedendo alla propria stanchezza. L'albero annerito si impone come un nervo scoperto, che tuttavia resiste nei suoi rami spezzati eppure ostinatamente tesi a incidere una domanda dolorosamente muta. Non è soltanto un elemento naturale, ma un testimone: porta il segno del calore, del fumo, del passaggio umano. È il punto in cui il paesaggio smette di essere contemplazione e diventa coscienza.
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Mita Bolzoni Tecnica: Acquerello su carta Arches 640 gr montato su telaio in legno retrostante con bordi intonsi al vivo Anno: 2025 Dimensione: 56 x 76 cm Descrizione: Il bosco nasce dall’acqua prima ancora che dal seme. In questo foglio sembra che la terra abbia immaginato se stessa, e che il colore, sciolto in rivoli imprevedibili, abbia trovato da solo la strada per diventare radice. Le macchie si allungano come alberi vulnerabili, in cerca di vibrazione, ma è sotto la superficie che il sottobosco ribolle: un intrico di vene, di memorie minerali, di humus vivo. L’acquerello non descrive il paesaggio, piuttosto lo genera. E' infatti stata l’acqua a decidere, il gesto semmai ascolta e il caso viene accolto, anche se mai lasciato solo: è filtrato, educato fino a trasformarsi in visione. Fatica a cui mai vorrei rinunciare. Nella parte alta il cielo si è fatto torbido, quasi pensante, attraversato da un’ombra circolare che sembra un occhio o un varco. Sotto, la linea del suolo diventa soglia: da lì emergono presenze, come se il bosco custodisse forme in attesa: ed ecco infatti al centro, tra i tronchi, si intravede chiaramente un animale. Un corpo raccolto, un muso abbassato che fruga, scava, un cinghiale, creatura della terra più che dell’aria, eppure nato dall'acqua. L'animale non passa ma smuove, non sfiora il suolo ma lo interroga. Il mio alter ego?
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Cristina Bolzoni Tecnica: Pirografia su carta in pasta di legno cornice piallaccio di wengè Anno: 2025 Dimensione: 35 x 50 cm Descrizione: L'opera “Ombre accosciate ai piedi degli alberi” fa parte di una serie dal titolo “Mente Selvatica” che raggruppa lavori ispirati al mondo animale e vegetale intercettando il sottile linguaggio che unisce questi mondi alla dimensione dell’uomo spesso inconsapevole di questo legame. La ricerca delle opere non si limita all'approccio visuale ma coinvolge anche linguaggi e discipline diverse come la musica attraverso composizioni di brani in musica e testi che danno vita a momenti performativi che accompagnano le mostre realizzate. In quest’opera ispirata al brano “La danza degli spiriti”, di cui sono cantautrice, una volpe addormentata cattura l’attenzione alla vita nascosta dei mondi arborei, in cui ombre impercettibili e creature esiliate trovano la vera libertà di esistere.
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Cristina Bolzoni Tecnica: Pirografia su carta Torchon Fabriano 300gr inserti rami naturali, cornice piallaccio di faggio Anno: 2025 Dimensione: 30,5 x 45,5 cm Descrizione: L'opera “Figlia del bosco” fa parte di una serie dal titolo “Mente Selvatica” che raggruppa lavori ispirati al mondo animale e vegetale intercettando il sottile linguaggio che unisce questi mondi alla dimensione dell’uomo spesso inconsapevole di questo legame. La ricerca delle opere non si limita all'approccio visuale ma coinvolge anche linguaggi e discipline diverse come la musica attraverso composizioni di brani in musica e testi che danno vita a momenti performativi che accompagnano le mostre realizzate. In quest’opera ispirata al brano “Il valzer della cerva bianca”, di cui sono cantautrice, questa candida creatura esprime fragilità e fierezza, ingenuità e consapevolezza del proprio ruolo di preda in fuga.
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Elisa Donetti Tecnica: Mista su tela, Acrilico, Mosaico Anno: 2016 Dimensione: 50 x 60 cm Descrizione: Per descrivere quest'opera userò la poesia che ho scritto e che la accompagna: "Contavamo le stelle io e te. Le contavamo e ci sembrava di coglierle. Era come se insieme, e solo noi due, potessimo stringerle. E poi, ognuno, le donava all'altro. Tendevamo un filo immaginario a cui appenderle, come a significare che eternamente le avremmo continuate a contare, stringere, appendere…"
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Elisa Donetti Tecnica: Mista su tela, Acrilico, Mosaico Anno: 2022 Dimensione: 30 x 50 cm Descrizione: Anche il questa opera è presente il tema del volo, onirico o reale, due persone sedute sul tetto della loro casa (amore) volano metaforicamente ma anche realmente. Proprio perchè l'amore è casa, ma anche volo, continua ricerca ed esplorazione dell'altro sia in terra che in cielo. Dal basso (peso materiale della casa) verso l'alto, verso un amore vero senza confini. La mongolfiera che li guida è infatti un nuovo cielo, la loro parte di cielo!
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Elisa Donetti Tecnica: Mista su tela, Acrilico, Mosaico Anno: 2022 Dimensione: 30 x 50 cm Descrizione: La mia opera descrive una dimensione di sogno ma anche incredibilmente vera, ovvero che non tutto ciò che sembra impossibile lo è realmente. Ho cercato di descrivere questa condizione attraverso i miei strumenti e le tematiche a me care, il volo, la mongolfiera e la mia amata 500. Al volante una donna (io) con una stella in mano (un sogno, un obiettivo)…ed ecco che il peso materiale dell'auto entra in un'altra dimensione, quella delle infinite possibilità, basta volerlo!








































