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Cristina Franco Tecnica: Olio su tela Anno: 2024 Dimensione: 60 cm di diametro Descrizione: Dalla spuma marina, timida e splendente, sorge la Dea, la chioma come flutto, col caldo respiro d'aprile si palesa, nuda e candida, vibrante di vita. Lei va, e il mare si scompiglia, e con i suoi occhi velati porta amore e bellezza nel mondo
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Vivi l'arte del riciclo Tecnica: Pezzi di fanali auto e bottoni di recupero su resina. Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 50 x 50 cm
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Lyn Tecnica: Olio su tela Anno: 2026 Dimensione: 24 x 30 cm Descrizione: Fanno parte di un viaggio introspettivo che esplora gli stati d’animo più profondi dell’essere umano. Attraverso il ritratto femminile adornato di copricapo prezioso le opere invitano a riflettere sull’essenza dell’essere umano di questi tempi, a guardare dentro di sé esplorare i propri stati d’animo e a trovare la forza per affrontare le sfide dell’esistenza.
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Lyn Tecnica: Olio su tela Anno: 2026 Dimensione: 24 x 30 cm Descrizione: Fanno parte di un viaggio introspettivo che esplora gli stati d’animo più profondi dell’essere umano. Attraverso il ritratto femminile adornato di copricapo prezioso le opere invitano a riflettere sull’essenza dell’essere umano di questi tempi, a guardare dentro di sé esplorare i propri stati d’animo e a trovare la forza per affrontare le sfide dell’esistenza.
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CRKD SΛNCTΘ Tecnica: Acrilic, Oil, Spray Paint, Pencil, Charcoal Anno: 2026 Dimensione: 51 x 76 cm Descrizione: A face suspended in a toxic stillness. The figure confronts the viewer with hollow, circular eyes – voids rather than organs – dripping with a dense, black residue that reads as both decay and suppressed emotion. The mouth is violently sealed by a dark horizontal stroke, a gesture that feels imposed rather than chosen, while red paint bleeds downward like an internal rupture made visible. Acid greens and corroded yellows dominate the surface, evoking industrial erosion and psychological contamination. The background does not offer space or relief; it presses forward, enclosing the head in a suffocating atmosphere. Neon-like outlines flicker around the skull, suggesting instability, as if the identity of the subject were vibrating or disintegrating at the edges. “Sick” is not only a condition of the body but of perception. The work inhabits a threshold between physical illness and existential fracture – where silence, repression, and exposure collapse into one distorted presence.
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Cristina Franco Tecnica: Acrilic, Oil, Watercolor, Paint, Pastel, Gouache, Paper, Pencil, Charcoal, Tempera, Grafite Anno: 2024 Dimensione: 50 x 70 cm Descrizione: Il volto della bimba, ripresa dall'alto, cattura con i suoi occhi ed il suo sorriso innocente, la nostra attenzione .Il suo sguardo richiede dialogo, la sua dolcezza una carezza ma tu che mi guardi, cosa vedi nei miei occhi?
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Simona Sitrek Tecnica: Smalto e carta su telaAnno: 2024Dimensione: 70 x 50 cmDescrizione: Un intreccio vibrante di colori smaltati si espande sulla tela come un pensiero che tenta di trovare forma. Pennellate dense e brillanti evocano la tensione tra lucidità e paradosso dove il rosso prevale, trasformando la frase “che farei io senza l’assurdo” in un paesaggio emotivo dove fragilità e forza convivono. L’opera, ispirata allo spirito di Frida Kahlo, restituisce l’assurdo non come ostacolo, ma come motore necessario dell’esistenza, soprattutto artistica.
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Paola Bignardi Tecnica: Tecniche miste, su base ad acquerello Anno: 2026 Dimensione: 29,5 x 20 cm Descrizione: Abito asimmetrico, décolleté, con fianco sx con profonda V, tempestata di svarowsky montata su crine o tulle in trasparenza con fianco effetto nudo; corpino su base steccata, in chiffon drappeggiato, sino al taglio asimmetrico, da cui nascono balze asimmetriche in organza e point esprit.
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Paola Bignardi Tecnica: Tecniche miste, su base ad acquerello Anno: 2026 Dimensione: 29,5 x 20 cm Descrizione: Abito tubino, immaginato con scollo a V, tempestato di svarowsky sul davanti meno profondo rispetto al dietro; esso sormonta un pannello di voille montato a volant asimmetrico, da un lato più corto e, da un lato panneggiato, entrambi i lati terminano sul dietro, sotto la V, a finire in corrispondenza del bacino. Il tubino, in crepe ricoperto di point esprit, ha un minimale scollo a cuore, con spacco sul centro davanti e lieve strascico, bel centro dietro.
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Gloria Giacomantonio Tecnica: Penna e matita su carta Anno: 2026 Dimensioni senza cornice: 21cm x 29,7cm Descrizione: La rappresentazione tra il fiore di loto (simbolo di nascita) e il crisantemo (simbolo di morte nella cultura europea) sul capo della giovane donna, vogliono evidenziare il dualismo tra questi due fiori contrapposti che in senso figurato/simbolico mettono in luce la nascita e la morte di determinati eventi e/o fasi nella vita di ciascuno; come un'evoluzione del pensiero (per questo sul capo della donna), un mutare di un sentimenti ed emozioni, con i fiori sempre strettamente interconnessi fra loro e vibranti nell'immediatezza del gesto e della linea.
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Irene Tecnica: Acrilico, tessuto Anno: 2026 Dimensione: 80 x 70 cm Descrizione: L'opera rappresenta il legame immediato di Valentino Garav con Roma. Il dipinto raffigura Piazza di Spagna – il luogo dell'ultima mostra del designer a Roma e il tessuto in rosso – un simbolo di Roma e il colore preferito del designer. Tessuto rosso, simbolicamente unito alla lettera V ed è anche tessuto in una rosa, che il designer ha usato così spesso.
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Vivi l'arte del riciclo Tecnica: Cavi elettrici e plastica riciclati su tela e resina Anno: 2023 Dimensione senza cornice: 20 x 20 cm Descrizione: Opera con materiali riciclati fissati con resina su tela 20 x 20. Soggetto vuole riprendere i colori e i simboli di Alassio e del suo mare.
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Mita Bolzoni Tecnica: Acquerello su carta Arches 640 gr montato su telaio in legno retrostante con bordi intonsi al vivo Anno: 2025 Dimensione: 56 x 76 cm Descrizione: Un sottobosco si mostra impudicamente: steli sottili, ombre vegetali, germinazioni improvvise. I verdi scuri e i bruni profondi filtrano dalla terra, i rosa umidi affiorano come linfe, muffe gentili si abbarbicano alle radici laddove queste si denudano. È la vita minuta del bosco, che prospera lontano dalla luce piena e si nutre di acqua trattenuta, pertugi fertili. Ma quella stessa umidità appartiene anche al foglio, perché qui la danza è anche quella della pittura mentre si forma. L’acqua scivola impertinente e devia, si raccoglie nei margini della carta o addirittura fugge; il pigmento la insegue, si addensa, si apre, resiste o si lascia trasportare. Le forme vegetali allora nascono da questa trattativa segreta tra me e la materia del mio dipingere. Così i miei boschi sono processi vivi raccolti dalla carta, nella stessa polpa d’albero da cui è stato creato il supporto; e mentre l’acquerello si asciuga, la foresta cresce.
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Mita Bolzoni Tecnica: Acquerello su carta Fabriano da 640 gr montato su telaio in legno retrostante con bordi intonsi al vivo Anno: 2025 Dimensione: 56 x 76 cm Descrizione: Qualcosa ci fa trattenere il respiro nell'ora incerta, quando la luce si ritira e la terra resta sola con la propria memoria. Ma a ritirarsi ora sono i ghiacci e allora come respireremo? Le distese d’azzurro, velate e fratturate, svelano una materia antica che si assottiglia, che perde peso, che si dissolve lentamente come un ricordo troppo a lungo esposto al sole. L’acqua filtra ovunque, insinuandosi nelle forme, sciogliendo i margini, come se il paesaggio stesso stesse cedendo alla propria stanchezza. L'albero annerito si impone come un nervo scoperto, che tuttavia resiste nei suoi rami spezzati eppure ostinatamente tesi a incidere una domanda dolorosamente muta. Non è soltanto un elemento naturale, ma un testimone: porta il segno del calore, del fumo, del passaggio umano. È il punto in cui il paesaggio smette di essere contemplazione e diventa coscienza.
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Mita Bolzoni Tecnica: Acquerello su carta Arches 640 gr montato su telaio in legno retrostante con bordi intonsi al vivo Anno: 2025 Dimensione: 56 x 76 cm Descrizione: Il bosco nasce dall’acqua prima ancora che dal seme. In questo foglio sembra che la terra abbia immaginato se stessa, e che il colore, sciolto in rivoli imprevedibili, abbia trovato da solo la strada per diventare radice. Le macchie si allungano come alberi vulnerabili, in cerca di vibrazione, ma è sotto la superficie che il sottobosco ribolle: un intrico di vene, di memorie minerali, di humus vivo. L’acquerello non descrive il paesaggio, piuttosto lo genera. E' infatti stata l’acqua a decidere, il gesto semmai ascolta e il caso viene accolto, anche se mai lasciato solo: è filtrato, educato fino a trasformarsi in visione. Fatica a cui mai vorrei rinunciare. Nella parte alta il cielo si è fatto torbido, quasi pensante, attraversato da un’ombra circolare che sembra un occhio o un varco. Sotto, la linea del suolo diventa soglia: da lì emergono presenze, come se il bosco custodisse forme in attesa: ed ecco infatti al centro, tra i tronchi, si intravede chiaramente un animale. Un corpo raccolto, un muso abbassato che fruga, scava, un cinghiale, creatura della terra più che dell’aria, eppure nato dall'acqua. L'animale non passa ma smuove, non sfiora il suolo ma lo interroga. Il mio alter ego?
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Cristina Bolzoni Tecnica: Pirografia su carta in pasta di legno cornice piallaccio di wengè Anno: 2025 Dimensione: 35 x 50 cm Descrizione: L'opera “Ombre accosciate ai piedi degli alberi” fa parte di una serie dal titolo “Mente Selvatica” che raggruppa lavori ispirati al mondo animale e vegetale intercettando il sottile linguaggio che unisce questi mondi alla dimensione dell’uomo spesso inconsapevole di questo legame. La ricerca delle opere non si limita all'approccio visuale ma coinvolge anche linguaggi e discipline diverse come la musica attraverso composizioni di brani in musica e testi che danno vita a momenti performativi che accompagnano le mostre realizzate. In quest’opera ispirata al brano “La danza degli spiriti”, di cui sono cantautrice, una volpe addormentata cattura l’attenzione alla vita nascosta dei mondi arborei, in cui ombre impercettibili e creature esiliate trovano la vera libertà di esistere.
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Cristina Bolzoni Tecnica: Pirografia su carta Torchon Fabriano 300gr inserti rami naturali, cornice piallaccio di faggio Anno: 2025 Dimensione: 30,5 x 45,5 cm Descrizione: L'opera “Figlia del bosco” fa parte di una serie dal titolo “Mente Selvatica” che raggruppa lavori ispirati al mondo animale e vegetale intercettando il sottile linguaggio che unisce questi mondi alla dimensione dell’uomo spesso inconsapevole di questo legame. La ricerca delle opere non si limita all'approccio visuale ma coinvolge anche linguaggi e discipline diverse come la musica attraverso composizioni di brani in musica e testi che danno vita a momenti performativi che accompagnano le mostre realizzate. In quest’opera ispirata al brano “Il valzer della cerva bianca”, di cui sono cantautrice, questa candida creatura esprime fragilità e fierezza, ingenuità e consapevolezza del proprio ruolo di preda in fuga.
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Elisa Donetti Tecnica: Mista su tela, Acrilico, Mosaico Anno: 2016 Dimensione: 50 x 60 cm Descrizione: Per descrivere quest'opera userò la poesia che ho scritto e che la accompagna: "Contavamo le stelle io e te. Le contavamo e ci sembrava di coglierle. Era come se insieme, e solo noi due, potessimo stringerle. E poi, ognuno, le donava all'altro. Tendevamo un filo immaginario a cui appenderle, come a significare che eternamente le avremmo continuate a contare, stringere, appendere…"
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Elisa Donetti Tecnica: Mista su tela, Acrilico, Mosaico Anno: 2022 Dimensione: 30 x 50 cm Descrizione: Anche il questa opera è presente il tema del volo, onirico o reale, due persone sedute sul tetto della loro casa (amore) volano metaforicamente ma anche realmente. Proprio perchè l'amore è casa, ma anche volo, continua ricerca ed esplorazione dell'altro sia in terra che in cielo. Dal basso (peso materiale della casa) verso l'alto, verso un amore vero senza confini. La mongolfiera che li guida è infatti un nuovo cielo, la loro parte di cielo!
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Elisa Donetti Tecnica: Mista su tela, Acrilico, Mosaico Anno: 2022 Dimensione: 30 x 50 cm Descrizione: La mia opera descrive una dimensione di sogno ma anche incredibilmente vera, ovvero che non tutto ciò che sembra impossibile lo è realmente. Ho cercato di descrivere questa condizione attraverso i miei strumenti e le tematiche a me care, il volo, la mongolfiera e la mia amata 500. Al volante una donna (io) con una stella in mano (un sogno, un obiettivo)…ed ecco che il peso materiale dell'auto entra in un'altra dimensione, quella delle infinite possibilità, basta volerlo!




















