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BE, the sketchwalker Tecnica: Pastello, marker e acrilico e penna su carta. Anno: 2026 Dimensione: 29,7 x 42 cm Descrizione: "Il mondo tranquillo" nasce come diretta conseguenza de "il mondo felice". Il quadro vuole rappresentare illogicamente una serie di dettagli in modo apparentemente casuale. Infatti i vari elementi rappresentati nonostante possano sembrare sconnessi e non convenzionali in realtà si amalgamano perfettamente nello sfondo utopico all'interno del quale vengono rappresentati. L'impronta irrazionale che contraddistingue quest'opera si deduce dal disegno sregolato che non segue regole, proporzioni o giochi di luce dettati dalla teoria del disegno.
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BE, the sketchwalker Tecnica: Pastello, marker e acrilico e penna su carta. Anno: 2026 Dimensione: 27 x 40 cm Descrizione: "Il mondo felice" deriva da un insieme di sogni ad occhi aperti tradotti in un'opera d'arte. L'immaginazione, prendendo il sopravvento, ha disegnato a mano libera forme e personaggi a dir poco stravaganti.
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Francesca Dalla Costa Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 70 x 100 cm Descrizione: "Primi amori" parla di quell'istante in cui l'amore tra due persone inizia a prendere vita e improvvisamente si aprono al mondo le sue possibilità.
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Francesca Dalla Costa Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 60 x 80 cm Descrizione: "The help" parla di un aiuto silenzioso, di un aiuto che non si ostenta, carico di rispetto e comprensione. Perché quelli che per alcuni sono cieli tersi per altri invece sono invasi da demoni.
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Alessandra Palombelli Tecnica: Opera digitale realizzata in 3D. Modellazione e rendering tramite Blender, software di grafica tridimensionale. Stampa fine art da file digitale. Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 30 x 40 cm Descrizione: Una fragola fluttuante domina la scena, trasformata da frutto a entità senziente attraverso un unico, penetrante occhio centrale. Sospesa sopra un terreno rosso e granuloso che richiama la polpa stessa del frutto, l’opera ribalta il rapporto tra osservatore e oggetto: non siamo più noi a guardare la natura, ma è lei a scrutarci con un'intensità quasi ipnotica. I colori primari e saturi accentuano il senso di "straniamento" tipico dell'estetica dreamcore.
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Alessandra Palombelli Tecnica: Opera digitale realizzata in 3D. Modellazione e rendering tramite Blender, software di grafica tridimensionale. Stampa fine art da file digitale. Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 30 x 40 cm Descrizione: Un’architettura minimale e solitaria sorge su una collina di un verde quasi artificiale, evocando la quiete irreale dei primi rendering 3D o dei sogni ricorrenti. Un disco semitrasparente attraversa il terreno, proiettando nel cielo archi geometrici che tracciano l'orbita di una luna materica e pesante. L’opera esplora il concetto di "spazio liminale": un luogo di transizione dove il familiare diventa estraneo e il tempo sembra essersi fermato in un eterno pomeriggio.
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Camilla Caselli Tecnica: Collage Anno: 2021 Dimensione senza cornice: 35 x 50 cm Descrizione: Se sapessi guardardi, se sapessi parlarti, con le mani, con la pelle, lo farei. Te lo giuro, lo farei.
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Camilla Caselli Tecnica: Collage; Oil, Ink, Paper, Stencil Anno: 2021 Dimensione senza cornice: 35 x 50 cm Descrizione: Come in Alla Gola di di Henry Hoke, vorrei essere quel puma che ascolta le conversazioni dei turisti sulla collina di Hollywood. Guardare il mondo andare a fuoco dall'alto. E invece sono qui. Dentro tutto. Vedo tutto anche con gli occhi chiusi. La porta non è mai chiusa.
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Monica Soldano Tecnica: Digital collage Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 20 x 30 cm Descrizione: Movie Summary è un collage digitale che nasce dall’accumulo. Immagini, simboli e frammenti visivi provenienti da immaginari cinematografici diversi convivono nello stesso spazio, come fotogrammi sovrapposti nella memoria di chi guarda. L’opera non racconta un film preciso, ma la sensazione di averne visti troppi, tutti insieme. Il cinema diventa un linguaggio condiviso: riconoscibile nei singoli elementi — volti, gesti, oggetti, citazioni — e allo stesso tempo trasformato in qualcosa di nuovo, instabile, surreale. Lo sguardo è chiamato a un doppio movimento: separare e ricomporre. Riconoscere ciò che già conosce e accettare che, nel nuovo insieme, il significato cambi. Non è una sintesi narrativa ma emotiva. Un riassunto imperfetto, personale, dove il cinema smette di essere solo racconto e diventa immaginario collettivo, frammentato e in continua riscrittura.
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Monica Soldano Tecnica: Collage Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 20 x 30 cm Descrizione: L’Odio nasce come un dialogo visivo con La Haine di Mathieu Kassovitz. Un mondo frammentato, attraversato da tensioni sociali, violenza latente e identità che faticano a trovare spazio. Attraverso il collage, elementi apparentemente distanti – corpi, oggetti, animali, architetture, simboli quotidiani – convivono nello stesso piano, come accade nella realtà. È un caos controllato, dove l’odio è una presenza costante ma non totalizzante. L’opera suggerisce la possibilità anche dentro un immaginario duro e disilluso dell’esistenza di dettagli che resistono. Un fiore, un gesto, un oggetto che evoca felicità. La bellezza non cancella l’odio, ma lo attraversa, lo interrompe, lo mette in discussione. In un mondo che spinge allo scontro, L’Odio invita a rallentare lo sguardo e a riconoscere ciò che, silenziosamente, continua a salvarci.
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Davide Rocco Fiorenza Tecnica: Fotografia fine art su tela Anno: 2025 Dimensione: 35 x 49 cm Descrizione: Rito quotidiano.
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Davide Rocco Fiorenza Tecnica: Fotografia fine art su tela Anno: 2025 Dimensione: 35 x 49 cm Descrizione: Fotografia surrealista che mette in scena il corpo come dispositivo simbolico, tra maschera, legami e costruzione dell’identità.
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Ilaria Astorino Tecnica: Pittura a olio Anno: 2022 Dimensione senza cornice: 20 x 30 cm Descrizione: Dopo un trauma o durante la rielaborazione di un lutto, la cosa più difficile per un essere umano è mettersi a nudo davanti al prossimo. La paura ci spinge a costruire muri, barriere, città pur di nascondere la nostra anima che – almeno per quelli come me – è perfettamente accessibile per mezzo degli occhi, occhi incapaci di mentire.
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Ilaria Astorino Tecnica: Pittura a olio Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 50 x 70 cm Descrizione: Esiste una soffitta in cui finiscono tutti i sogni perduti, i desideri dimenticati, i progetti troppo ambiziosi, i mondi immaginati e poi sfumati? Racchiusi in scatoloni, impolverati, accanto a vecchi libri e giocattoli. L'ingresso nella vita adulta – tanto agognato da bambini – comporta inevitabilmente il distacco dalla dimensione del gioco e dell'immaginazione? E adesso è troppo tardi per riavere indietro almeno un briciolo di quella follia grazie alla quale possiamo osare sognare, sognare quei sogni che sono solo nostri, quei sogni che non riveleremmo a nessuno, di cui siamo gelosi? Che cos'è realmente la follia? È uno stato di alienazione mentale o è forse il coraggio di pensare e agire nel nostro modo più autentico, di sognare i nostri sogni, fidarci della nostra immaginazione ed abbandonare gli schemi prestabiliti? Ecco, a mio parere questo coraggio appartiene solo ai bambini e ai matti. E allora provo nostalgia per i miei sogni fanciulleschi. E, dipingendo questo quadro, ho tentato di riacciuffarli.
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Anna Ferguson Tecnica: Charcoal on paper Anno: 2025 Dimensione: 40 x 30 cm Descrizione: This work is a self-portrait featuring a translucent bat over the portrait.
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EVE Art Project Tecnica: Acrilico su carta Anno: 2024 Dimensione: 42 x 56 cm Descrizione: Questo dipinto fa parte della serie “Hybrids”. Questa serie ritrae la trasformazione fisica dell’essere umano in un contesto di fusione con la natura. Vengono ritratte nuove identità, unificate e inseparabili dalla natura e viceversa. Questi ritratti vogliono celebrare e rafforzare il concetto di reciprocità, di legame viscerale, emotivo e spirituale tra l’essere umano e la natura. È un messaggio sull’urgenza di una nuova armonia con il pianeta, sulla necessità di riscoprire una connessione profonda con l’ambiente naturale. Allo stesso tempo, questa “simbiotica mutazione” rappresenta un viaggio interiore, un cambiamento di mentalità che fa da ponte tra l’individuo e tutto ciò che lo circonda, tra il passato e il futuro, tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.
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EVE Art Project Tecnica: Acrilico su carta Anno: 2025 Dimensione: 29,7 x 42 cm Descrizione: Questo dipinto fa parte della serie “Hybrids”. Questa serie ritrae la trasformazione fisica dell’essere umano in un contesto di fusione con la natura. Vengono ritratte nuove identità, unificate e inseparabili dalla natura e viceversa. Questi ritratti vogliono celebrare e rafforzare il concetto di reciprocità, di legame viscerale, emotivo e spirituale tra l’essere umano e la natura. È un messaggio sull’urgenza di una nuova armonia con il pianeta, sulla necessità di riscoprire una connessione profonda con l’ambiente naturale. Allo stesso tempo, questa “simbiotica mutazione” rappresenta un viaggio interiore, un cambiamento di mentalità che fa da ponte tra l’individuo e tutto ciò che lo circonda, tra il passato e il futuro, tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.
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Kyra Fultz Tecnica: Oil on canvas, oil painting with blended transitions and surreal figurative composition. Anno: 2025 Dimensione: 45.7 x 71 cm Descrizione: This painting is a self-portrait. It is how I know myself to be, not a costume or disguise, but something raw, exposed, and natural. My facial features are human, while the rest of me takes the form of a tomato; this hybrid identity reflects how I experience myself as visible, vulnerable, and shaped by forces beyond my control.My artist name, PomodoroGirl, came to me during my time living abroad in Italy, a period of challenge and deep self-reflection. Long before that, I was "pomodoro" as a child, my face flushing deep red when my name was called, embarrassment and shame made immediately visible. Vulnerability came without warning, announced through color. In the painting, the tomato remains connected to its vine. The vine represents nurture, but also the system that cultivates, guiding growth while imposing expectations of readiness and usefulness. The tomato self exists in a moment of fullness, soft and exposed, not unripe and not yet aged. Red, perishable, and forgiving, the body becomes a portrait of identity as something that grows rather than remains fixed. This work explores the tension between nurturing and expectation, and how visibility, cultivation, and vulnerability shape our sense of self.
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ERSA Tecnica: Mista , acrilico e marker nero su tela Anno: 2023 Dimensione: 80 x 80 cm Descrizione: Il legame tra umanità e natura, che mette in discussione l'impatto umano sull'ambiente. È un inno alla complessità dell'esistenza umana, che invoca le nostre responsabilità e la nostra capacità di influenzare il mondo che ci circonda.
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Cinarof Tecnica: Acrilico Anno: 2022 Dimensione: 70 x 80 cm Descrizione: L’immaginario creato richiama un universo surreale, generando uno scenario paradossale che vuole porsi nel limbo tra il paradisiaco e l’angosciante, lasciando libera interpretazione alla concezione delle nuvole come fumo o cristalli di vapore acqueo. Il paesaggio vive sotto la pelle di chi dipinge: è un luogo interno nella mente in cui abitano ferite aperte, nervi a fior di pelle, la stabilità è in fiamme. A corpo nudo e rannicchiato per cercare di restare rigidamente in equilibrio, un corpo sembra guardarsi attorno, e in modo ambivalente pare paradossalmente a suo agio e comprensibilmente smarrito, e recita: ‘Pelle mia dai capillari fragili Che sussulti al soffio lieve e ti infiammi, Radici mie come edera reggono illusoriamente una seduta dalla precaria stabilità . Paradosso dei livelli, sogno o incubo? Nello smarrimento rannicchiata mi accingo ad ammirare il paesaggio interno catastrofico, agio ambiguo perché sono le radici, asfissia paralizzante per tentare di mantenere un teso equilibrio. Gente dalla pelle sottile, puoi stenderci la pellicola su quei nervi, che non farebbe differenza. Pelle tanto sottile da non cicatrizzare le ferite aperte, carne viva che percepisce le sfumature. Eredità transgenerazionale del dolore celato, squarcio la coperta di collera e mi immergo’.
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La Vivi Tecnica: Tecnica mista, Acrilico, Olio Anno: 2024 Dimensione: 80 x 80 cm Descrizione: L'equilibrista tiene a sua volta in equilibrio la Terra rappresentata da una sfera mentre sullo sfondo arrugginito compare un fiore simbolo di speranza.
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La Vivi Tecnica: Tecnica mista, Acrilico, Olio, Gesso Anno: 2024 Dimensione: 80 x 80 cm Descrizione: Nell'opera due figure sono appese ad una corda lontano dal mondo quasi completamente oscurato e lontano dalla luna. Cercano una salvezza nell'amore inteso come sentimento assoluto l'unica cosa in cui ancora credono.
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Sarah Di Marco Tecnica: Acrilico, Carta, Oggetti trovati, Plastica Anno: 2024 Dimensione: [senzacornice1] cm Descrizione: In “Stai zitta. Autoritratto, Vol.2” l’artista sceglie materiali semplici e corruttibili – cellophane, sale, carta – per costruire una superficie che è al tempo stesso pelle e specchio. La materia, increspata e irregolare, nasce dalla reazione tra la pellicola di plastica e i cristalli di sale, trasformandosi in una trama che cattura la luce e ne restituisce riflessi opachi. Al centro della composizione si apre un taglio orizzontale, riparato da spilli: uno sbocco precluso, una ferita mal cucita i cui margini sono tesi tra vulnerabilità e controllo. Non si tratta di una rappresentazione somatica ma di una immagine simbolica dell’identità: la dimensione dell’autoritratto si esprime fuori dal registro convenzionale, per collocarlo in uno spazio concettuale e materico. Il sé diventa pelle riflettente, ferita cucita, tensione tra visibilità e occultamento: un’immagine che interroga lo spettatore non su chi sia l’artista, ma su come ogni identità si componga di aperture e negazioni, fragilità e difese.
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Erika Bettin Tecnica: Acrilico e inchiostro, tela su cartoncino Anno: 2024 Dimensione: 18 x 24 cm Descrizione: Il gesto impossibile ma poetico dell’elefante: una creatura terrestre che sfida la gravitò con la delicatezza di un gioco. L’opera nasce dall’idea che ogni essere, anche il più massiccio, possa conoscere la leggerezza. La mongolfiera che normalmente porta esseri umani diventa così un modo per interrogare i confini fra forza e sogni, fra materia e respiro.
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Erika Bettin Tecnica: Acrilico e inchiostro, tela su cartoncino Anno: 2024 Dimensione: 20 x 40 cm Descrizione: Sogno o stanchezza, gioco o prigione? Il contrasto è la base del dipinto, una base dalle radici lunghe e profonde come la solitudine. Un esilio che si prende gioco dell’umanità o il riposo del fanciullo, breve pausa dalla realtà dell’essere adulto.
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Paolo Cremona Tecnica: AI e postproduzione digitale Anno: 2025 Dimensione: 35 x 50 cm Descrizione: La scena è un tableau vivant sospeso tra mitologia e psiche. Al centro visivo, un uomo giace in una vasca colma di fiori secchi, immobile come in un eterno intervallo. Il suo corpo richiama la posa di Marat, ma svuotata di pathos rivoluzionario: qui il martirio non è politico, è sentimentale. La ferita sul petto e il biglietto “Per sempre” diventano indizi di una promessa spezzata che continua a sanguinare. Di fronte a lui, una donna e un uomo siedono a un piccolo tavolo, rigidamente composti, come due poli di un unico sistema emotivo. Il loro silenzio è un duello interiore. L’omaggio a Marina Abramović non è imitazione, ma riconoscimento: l’atto del guardarsi diventa atto del ferirsi, dell’ascoltare le crepe, del misurare ciò che resta dopo lo strappo. Ai lati, due manichini custodiscono la scena come guardiani vuoti. Sono identità non abitate, gusci simbolici di ciò che la relazione ha svuotato o lasciato indietro. Sul fondale, un cielo dipinto ospita cuori attraversati da un unico occhio: è il ricordo che continua a osservare, giudicare, trattenere. Un pantheon fragile, domestico, fatto di icone che conoscono più di quanto mostrano. La loro presenza trasforma la stanza in un teatro interiore in cui niente accade, ma tutto pesa.
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Paolo Cremona Tecnica: AI e postproduzione digitale Anno: 2025 Dimensione: 35 x 50 cm Descrizione: Ispirata alla Ballata dell’amore cieco di Fabrizio De André e all’estetica di Guy Bourdin, l’opera mette in scena il silenzio dopo il sacrificio. La donna, ridotta a manichino, diventa simbolo dell’amore senza empatia; l’uomo riverso a terra è il dono estremo e inutile; il cane che si nutre accanto a loro evoca il verso “il cuore di sua madre l’ha dato impasto ai cani”, emblema dell’amore cieco e distruttivo. Attraverso un realismo surreale e una palette desaturata, – Non mi fido – esplora la fine della fiducia come condizione dell’amore contemporaneo. La scena non racconta la violenza, ma la sua eco: il momento in cui la passione si spegne e resta solo la forma, bellissima e vuota, di ciò che fu umano.
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Virginia Saracino Tecnica: Digitale, IA Anno: 2024 Dimensione: 29,7 x 42 cm Descrizione: L'opera rappresenta l'impossibile, il contrasto di elementi naturali, caldo freddo, ciò che solo la mente può vedere, ed è assurdo pensare che in un mondo dove l'essere umano può fare tutto, questa immagine non potrà mai essere riprodotta nella realtà, o forse si?
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Virginia Saracino Tecnica: Digitale, IA Anno: 2024 Dimensione: 29,7 x 42 cm Descrizione: L'opera rappresenta l'impossibile, il contrasto di elementi naturali, caldo freddo, ciò che solo la mente può vedere, ed è assurdo pensare che in un mondo dove l'essere umano può fare tutto, questa immagine non potrà mai essere riprodotta nella realtà, o forse si?
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Giulia Marzani Tecnica: Assemblage Anno: 2025 Dimensioni: 74cm x 55,5cm Descrizione: Cola la Notte, si alza il sipario, si accende l’Immaginazione. La Notte inghiottisce la razionalità, la mastica e la restituisce illuminata su un palco immaginifico, dove l’illuminazione è luce ma anche Intuizione. Un razzo vive il suo solitario Countdonwn e un gruppo di Onironauti esplora inediti equilibri, provocando colature nell’organizzazione del Sistema. Nel retropalco staziona il Piano di Realtà nella sua luccicante imperfezione, evocando il prossimo ritorno. Il Tempo si fonde con lo Spazio e prende la forma di una Linea scandita da centimetri e pollici. Dove il residuo diurno si trasforma in Insolito Quotidiano tutto è sospeso, attratto dal magnetismo della Luna, che ci invita a farci strada nei suoi crateri, dove sembrerà di perdersi per un istante prima di ritrovarsi (in fondo al tunnel).
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Ksenia Yarosh Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2024 Dimensione opera: 100 x 60 cm Descrizione: La connessione emotiva, profonda, che non ha bisogno di parentela di sangue o di formalità sociali. La connessione che lega i simili tra di loro, ma diversi dal resto del mondo.
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Marco Calabrese Tecnica: 3D Computer Graphic and digital postproduction Anno: 2025Dimensione senza cornice: 2 monitor x 70cm x 100cmDescrizione: L'opera consta di due monitor 70cmx100cm nei quali vengono riprodotti in loop due video (uno per monitor) e di un paio di cuffie che riproducono una traccia ambient drone costruita perché combacino l'inizio e la fine, in modo da generare uno spazio contemplativo e di immersione. I due monitor rappresentano la vista attraverso due microscopi SEM puntati su due creature appartenenti al mondo narrativo sci-fi di Chtonia, creato originariamente come tesi finale per il Master "3D Visual Design" di AANT-Roma. (—> https://chtonia.com)
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Emanuele Bevilacqua Tecnica: Inchiostro Anno: 2024 Dimensione: 56 x 56 cm Descrizione: -illustrazione surreale a colori con volti di persone e le loro identità -pezzo unico dipinto a mano, firmato sulla parte frontale -i tratti e lo stile sono unici originali e di mia fattura -il disegno è realizzato su carta fabriano 100% cotone 300 gr con inchiostro di china -le dimensioni totali sono di 56x56 cm
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Minuela Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 50 x 70 cm Descrizione: Questo dipinto è un invito a esplorare senza paura e ad accogliere l’ignoto con cuore aperto. In un mondo in cui le culture si intrecciano sempre di più, il legame che nasce dall’incontro con l’altro diventa un filo prezioso: ci nutre, ci trasforma e ci connette. Quest’opera è dedicata a chi vive tra due culture, a chi ha avuto la fortuna di contaminarsi, crescere e imparare attraverso le differenze. È un omaggio alla diversità e alla bellezza dell’incontro, perché ogni legame autentico nasce proprio dalla volontà di conoscersi, davvero.








































