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Veronica Leo Tecnica: Bianco e nero, Foto Anno: 2025 Dimensione: 36×24 cm Descrizione: Luce Carnale Il velo di Arianna del corpo Luce Carnale nasce dall’urgenza di superare l’apparenza, di andare oltre ciò che viene immediatamente percepito — e troppo spesso giudicato. In una società che tende a classificare i corpi secondo canoni prestabiliti, questo progetto si propone come un atto di resistenza intima e visiva. Attraverso la tecnica del light painting, la luce — generata nel buio — si posa con delicatezza sui corpi, scegliendo cosa mostrare e cosa lasciare nell’ombra. È una luce che non espone, ma rivela. Che non impone, ma accompagna. Ogni immagine nasce da un dialogo tra chi guarda e chi si mostra, nella misura in cui desidera farlo. Queste fotografie non vogliono proporre un’estetica alternativa, ma costruire uno spazio sicuro: un luogo simbolico dove il corpo non è più oggetto di sguardo esterno, ma soggetto di una narrazione propria. Luce Carnale è il tentativo di dare forma all’invisibile, rendendo visibile non ciò che si vuole nascondere, ma ciò che ci rappresenta davvero — al di là delle etichette, dei ruoli e dei pregiudizi. Queste foto prendono spunto dal mito del Velo di Arianna, inteso come filo sottile che guida fuori dal labirinto dell’identità imposta. Ogni corpo fotografato è un atto di attraversamento: un ritorno a sé, una forma di libertà.
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Veronica Leo Tecnica: Bianco e nero, Foto Anno: 2025 Dimensione: 36×24 cm Descrizione: Luce Carnale Il velo di Arianna del corpo Luce Carnale nasce dall’urgenza di superare l’apparenza, di andare oltre ciò che viene immediatamente percepito — e troppo spesso giudicato. In una società che tende a classificare i corpi secondo canoni prestabiliti, questo progetto si propone come un atto di resistenza intima e visiva. Attraverso la tecnica del light painting, la luce — generata nel buio — si posa con delicatezza sui corpi, scegliendo cosa mostrare e cosa lasciare nell’ombra. È una luce che non espone, ma rivela. Che non impone, ma accompagna. Ogni immagine nasce da un dialogo tra chi guarda e chi si mostra, nella misura in cui desidera farlo. Queste fotografie non vogliono proporre un’estetica alternativa, ma costruire uno spazio sicuro: un luogo simbolico dove il corpo non è più oggetto di sguardo esterno, ma soggetto di una narrazione propria. Luce Carnale è il tentativo di dare forma all’invisibile, rendendo visibile non ciò che si vuole nascondere, ma ciò che ci rappresenta davvero — al di là delle etichette, dei ruoli e dei pregiudizi. Queste foto prendono spunto dal mito del Velo di Arianna, inteso come filo sottile che guida fuori dal labirinto dell’identità imposta. Ogni corpo fotografato è un atto di attraversamento: un ritorno a sé, una forma di libertà.


