Descrizione: L’opera riflette sulle immagini che costruiamo di noi stessi nei mondi virtuali. Spazi in cui tutto sembra essere sempre sotto controllo. Felice. Perfetto.
In un linguaggio digitale fatto di emoji, trend e contenuti ottimizzati, emozioni e identità vengono progressivamente semplificate fino a entrare nelle forme invisibili di un algoritmo che modella il nostro modo di apparire, pensare e sentire.
Il volto frammentato diventa quindi metafora di corpi spezzati, relazioni ed esperienze sempre più filtrate e ricostruite dal linguaggio del feed.
Eppure, sotto la superficie artificiale, rimane ancora il vestigio di qualcosa di umano da ritrovare.

