Arteaporte
  • La Stella

    780,00 
    Meaghan Sweeney Tecnica: Mista Anno: 2026 Dimensione: 44 x 74 cm Descrizione: La Stella non è una semplice reinterpretazione dell’omonima carta dei Tarocchi, ma una riflessione sulla sua natura profondamente femminile e collettiva. La figura centrale, nuda e vulnerabile, versa l’acqua come gesto di cura, rigenerazione e continuità, mettendo in relazione corpo, natura e dimensione spirituale. L’opera è realizzata attraverso pittura, ricamo, collage e trasferimento digitale su tessuti trovati, provenienti dal corredo e dall’armadio della nonna. Questi materiali domestici custodiscono una memoria familiare e generazionale, mentre il ricamo e i motivi decorativi richiamano pratiche tradizionalmente associate al lavoro femminile, alle arti popolari e a forme creative a lungo considerate minori. Inserite in un contesto contemporaneo, diventano strumenti di affermazione, trasmissione e resistenza. Le stelle che circondano la figura rappresentano i chakra e trasformano il cielo in una mappa energetica del corpo. La grande stella centrale richiama una presenza cosmica e la forza del divino femminile, mentre l’acqua evoca guarigione, intuizione e rinnovamento. L’uso del trasferimento digitale introduce invece una dimensione contemporanea, creando un dialogo tra tecniche tecnologiche e materiali ereditati, tra immagine riprodotta e gesto manuale. L’opera recupera così il significato originario della carta — speranza, apertura, fiducia e rinascita dopo una crisi — attraverso una visione in cui la spiritualità non è astratta, ma incarnata nel corpo, nella memoria e nei gesti tramandati tra donne.
  • Khepri Scarab

    260,00 
    Meaghan Sweeney Tecnica: Mista Anno: 2023 Dimensione: 50 x 60 cm Descrizione: Khepri Scarab reinterpreta lo scarabeo sacro egizio, associato a Khepri, divinità del sole nascente, come emblema di rigenerazione, rinascita e trasformazione continua. Come il sole che ogni giorno riemerge dall’oscurità, lo scarabeo allude alla capacità di rinnovarsi, attraversare il cambiamento e tornare alla luce. Collocato tra due occhi aperti e vigili, diventa il centro di uno sguardo rivolto non soltanto verso l’esterno, ma verso il processo stesso della trasformazione. Gli occhi evocano intuizione, consapevolezza e visione interiore: sembrano osservare il passaggio tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo diventare. La composizione simmetrica assume così la forma di un’icona o di un talismano, sospeso tra protezione, divinazione e introspezione. L’opera dialoga con l’immaginario dei Tarocchi senza rappresentare una carta specifica. Il legame con La Stella emerge attraverso il simbolismo della luce, della speranza e del rinnovamento: se la stella indica una guida nel buio, Khepri incarna il momento in cui quella luce rinasce e prende forma. Simboli antichi, elementi decorativi e linguaggio visivo contemporaneo si intrecciano per riflettere su identità, destino e possibilità di rigenerazione.
  • Fioritura, Bloom

    650,00 
    Meaghan Sweeney Tecnica: Olio su telo ritrovato Anno: 2023 Dimensione: 100 x 70 cm Descrizione: Fioritura / Bloom riflette sul rapporto tra femminilità, natura e lavoro tessile. L’immagine floreale già stampata sul tessuto viene ripetuta e ricostruita a mano attraverso la pittura, trasformando un motivo prodotto meccanicamente in un gesto lento, personale e imperfetto. Questa ripetizione richiama il lavoro storicamente femminile legato ai tessuti, alla decorazione e alla cura della casa: pratiche spesso considerate minori, nonostante richiedano tempo, precisione e conoscenze tramandate. Dipingere nuovamente lo stesso fiore significa quindi rendere visibile il lavoro nascosto dietro l’ornamento e interrogare il confine tra produzione industriale e creazione manuale. Il fiore sembra essere un ibisco, riconoscibile dai grandi petali e dalla colonna centrale prominente. Tradizionalmente associato alla bellezza delicata, alla femminilità e alla sua natura effimera, rafforza il legame tra il corpo femminile e i cicli naturali. La pittura non cancella il tessuto originario, ma cresce sopra di esso, trasformando la ripetizione in affermazione, memoria e continuità.
  • Meaghan Sweeney Tecnica: Olio su tela Anno: 2021 Dimensione: 120 x 80 x 5 cm Descrizione: Anatomy for the Artist riflette sulla femminilità attraverso il corpo osservato, studiato, frammentato e ricostruito. Figure nude, articolazioni, ossa, mani, piedi e occhi convivono in una composizione quasi anatomica, ma lontana da una rappresentazione clinica: il corpo femminile appare simultaneamente vulnerabile, resistente, sensuale e incompleto. La ripetizione dei frammenti mette in discussione l’idea di un’identità femminile unica e stabile. Il corpo non è presentato come oggetto passivo dello sguardo, ma come luogo di esperienza, memoria e trasformazione. Gli occhi introducono il tema del vedere e dell’essere viste, mentre l’alternanza tra pelle, struttura ossea e forme anatomiche rende visibile ciò che normalmente rimane nascosto. L’opera costruisce così un’immagine della femminilità contemporanea come pluralità: non un corpo ideale, ma molti corpi, gesti e possibilità che si sovrappongono. La frammentazione non indica soltanto rottura, ma anche la capacità di ricomporsi e ridefinirsi al di fuori delle rappresentazioni tradizionali.
  • Laundry

    910,00 
    Meaghan Sweeney Tecnica: Olio su tela Anno: 2020 Dimensione: 170 x 96 cm Descrizione: Laundry osserva la vita domestica come uno spazio insieme intimo e claustrofobico. Il bucato mosso dal vento diventa una presenza quasi corporea, sospesa in un ambiente vuoto e silenzioso. La pittura, costruita attraverso toni pallidi, forme sfocate e una prospettiva instabile, cerca di restituire una sensazione di tristezza, solitudine e immobilità emotiva. Le sbarre della terrazza trasformano l’apertura verso l’esterno in una sorta di gabbia, suggerendo la tensione tra protezione e confinamento, casa e isolamento. Il lavoro riflette sul rito quotidiano del bucato, sul lavoro domestico tradizionalmente femminile e sulle emozioni invisibili che possono abitare gesti apparentemente ordinari. L’opera può essere presentata come dipinto autonomo oppure con una videoproiezione sovrapposta, realizzata nell’arco di una giornata. Con il mutare della luce e l’accelerazione delle immagini, i tessuti si muovono a scatti, assumendo un ritmo insieme delicato e inquietante. La proiezione rende visibile il tempo che attraversa lo spazio e intensifica la distanza tra quiete apparente e tensione interiore.
  • Koyaanisqatsi

    390,00 
    Tecnica: Acrylico su telo ritrovato con ricamo Anno: 2025 Dimensione: 24cmx18cm Descrizione: Koyaanisqatsi prende il titolo dall’omonima opera di Philip Glass e dal film del 1982, il cui titolo, dalla lingua Hopi, richiama l’idea di una vita o di una natura fuori equilibrio. L’opera nasce dalle passeggiate lungo la Stura di Lanzo, spesso accompagnate dall’ascolto di Glass, Brian Eno e altre composizioni contemporanee. Il blu diventa qui il colore dominante di uno spazio sospeso tra cielo, acqua, memoria e trasformazione. Le campiture fluide evocano il movimento naturale del paesaggio, mentre le linee ricamate introducono una direzione più controllata, quasi artificiale. La tensione dell’opera nasce proprio da questo contrasto: tra ciò che scorre liberamente e ciò che viene guidato dalla mano, tra natura e intervento umano, tra contemplazione e instabilità. Il dipinto riflette così sul rapporto tra bellezza e disequilibrio, fenomeno naturale e presenza tecnologica. Il blu non è soltanto atmosfera, ma un linguaggio emotivo capace di contenere calma, inquietudine e ricerca interiore.
  • Ladyslippers

    650,00 
    Tecnica: olio su tela Anno: 2026 Dimensione: 40cm x 60cm Descrizione:Lady Slippers nasce dal legame dell’artista con Minneapolis, la sua città d’origine, e con il pink and white lady’s slipper, fiore simbolo dello Stato del Minnesota. Il soggetto floreale diventa così un’immagine di appartenenza, memoria e identità territoriale, ma viene rappresentato in una condizione instabile: i fiori si allungano, si sciolgono e perdono progressivamente una forma certa. Questa dissoluzione riflette il recente clima politico e sociale della città natale dell’artista. Le forme floreali, normalmente associate alla delicatezza, alla bellezza e alla continuità naturale, appaiono qui fragili e mutevoli, come se fossero sottoposte a una pressione invisibile. Il paesaggio familiare non scompare completamente, ma diventa difficile da riconoscere e da trattenere, sospeso tra ricordo, inquietudine e trasformazione. Il blu attraversa l’intera composizione come un’atmosfera liquida. Richiama contemporaneamente il cielo, l’acqua, la distanza e uno spazio mentale in cui memoria personale e realtà collettiva si sovrappongono. Le colature verticali suggeriscono pioggia, lacrime e scorrere del tempo, mentre i toni caldi dei fiori emergono dal blu come presenze ancora vitali, ma precarie. Oscillando tra figurazione e astrazione, il dipinto interroga il modo in cui un luogo continua a vivere nella memoria quando la sua identità sembra cambiare. Il blu non è quindi un semplice sfondo, ma la forza che avvolge, altera e ricompone l’immagine della città. Lady Slippers diventa un ritratto emotivo di Minneapolis visto da lontano: un luogo amato e riconoscibile, ma percepito attraverso forme incerte, in trasformazione e sul punto di dissolversi.
Go to Top