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Ispirata alla canzone "Intimisto" di Giovanni Lindo Ferretti (CSI), l’opera esplora le dinamiche e le conseguenze della dipendenza affettiva, concentrandosi sull’attimo ultimo del percorso: oltre la negazione, la disillusione e la rabbia, quando resta soltanto un dolore lento e consumante. Il corpo nudo, raccolto in posizione fetale, non è esibito ma vulnerabile, contratto e in cerca di protezione. Una mano lo avvolge in un gesto di conforto, mentre l’altra si poggia al suolo, unico ancoraggio alla realtà. Il blu crea un’atmosfera sospesa e silenziosa; rosso e viola introducono tensione, dolore e memoria di ferite. La luce, simbolo di una possibile rinascita, avvolge una figura che non è ancora pronta ad aprirsi ad essa. Lo sguardo si concentra sulla mano: gesto e simbolo dell’azione, perché è attraverso l’azione che si può interrompere la caduta e ritrovare un punto d’appoggio. L’opera non chiede di essere letta, ma sentita: più che offrire una spiegazione, invita lo spettatore a entrare nel vuoto, nella fragilità e nella tensione emotiva della figura.
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i like the tension that builds between twos. its so intimate and charged and it fascinates me how they intertwine while being apart
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Standing outside Prague's astrological clock, it is at Ten of Pentacles that he has achieved much over the years and is able to enjoy the rewards with his grandchildren. They go to a fun fair in Prague as part of the rewards and enjoyment.
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The world is as old as time, millions of years old and the moon shines down on the timelines below, and 6 of cups shows the history of timeline and memory, the person is from an older civilisation and the place stands in the current time but the moon can see the overlapping timelines.
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Ivette Rojo Tecnica: Acquerello velato lacrime e acqua di mare Anno: 2025 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: “Albedo” fa parte di una trilogia ispirata al processo alchemico della trasformazione. Dipinta con acquerello mescolato a lacrime e acqua di mare raccolta a Costa Nova (Portogallo), quest’opera riflette un passaggio personale dall’oscurità al rinnovamento. Circondata da fiori effimeri ed elementi dell’oceano, la figura incarna un momento di liberazione e guarigione: una trasmutazione intima in cui la tristezza si dissolve nella bellezza, guidata dalla presenza rigeneratrice del mare.
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Francesco Indrizzi Tecnica: Cianotipia + Acrilico + Digitale Anno: 2024 Dimensione: 70 x 100 cm Descrizione: Vivere apertamente il proprio amore è un atto di coraggio. Quest'opera nasce dalla mia unione con Alessandro, dopo dieci anni di vita condivisa. Con l'avvicinarsi del nostro matrimonio ho maturato una consapevolezza semplice e profonda: non esisteva più alcuna zona d'ombra. Il nostro legame sarebbe esistito alla luce del sole, visibile, dichiarato, libero. Per celebrare questo passaggio abbiamo realizzato insieme tre grandi tavole in cianotipia, affidando il processo creativo all'azione della luce. Ogni esposizione ha lasciato sulla carta una traccia irripetibile, registrando il tempo, il gesto e l'imprevedibilità dell'incontro tra materia e sole. La luce diventa così testimone del nostro percorso: la stessa che ha attraversato le stanze della nostra quotidianità, accompagnando gli anni trascorsi insieme e imprimendo la propria presenza sulla superficie dell'opera. L'opera esposta raccoglie venti frammenti (repliche) provenienti da questi lavori originari. Le stampe fanno parte di tre grandi mosaici composti da novantatré elementi, successivamente donati agli invitati per celebrare la nostra unione civile. Ogni frammento è autonomo, ma conserva il legame con l'immagine collettiva da cui proviene, come memoria condivisa di una storia comune.
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Tecnica: Tecnica mista su carta Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 29,7 cm x 42 cm Descrizione: Un corpo, allungato e fluido, è attraversato da una linea verticale che ne accentua la presenza. Le braccia sollevate raccolgono i capelli in una massa scura e gestuale. Un cerchio rosso, netto e vibrante, avvolge la figura creando un campo di tensione, mentre uccelli tracciati a inchiostro interrompono lo spazio con movimenti rapidi. In alto, un disco nero punteggiato richiama una presenza lontana e silenziosa.
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Sonia Laiacona Tecnica: Acquerelli su carta Anno: 2020 Dimensione: 47cmx73cm Descrizione: Dubbi che attanagliano, le domande che ciascuno si pone, perché per chi per cosa, le verità inesistenti stenti la relatività di tutto.
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Sonia Laiacona Tecnica: Acquerelli e penna su carta Anno: 2020 Dimensione: 47cmx71cm Descrizione: Una fiamma di emozione incontenibile, rossa come il fuoco come la passione come la rabbia come i sentimenti estremi.
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In 5 of Cups, the girl is with her boxer dog, and they know there is no point crying over spilt milk. They are sitting on the end of a pier, and nature is providing them with some insight and happiness as hidden bird sounds come about and the cups will turn up again.
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"Fragili desideri", ispirata alla canzone “Trafitto” dei CCCP, rappresenta un corpo nudo esposto allo sguardo, ma raccolto in una dimensione intima e introspettiva. Il titolo suggerisce un desiderio delicato e vulnerabile; il corpo diventa il luogo in cui si incontrano desiderio, fragilità e sofferenza. I toni freddi di blu, viola e grigio conferiscono alla figura un aspetto quasi marmoreo e onirico, mentre le sfumature rosate richiamano la vitalità e il desiderio. Lo sfondo bianco isola la figura, trasformandola in uno spazio simbolico e mentale. La solidità anatomica contrasta con la posa rilassata e gli occhi chiusi, creando un equilibrio tra forza e vulnerabilità. La nudità, quindi, non appare come provocazione, ma come espressione di un’intimità profondamente umana, sospesa tra desiderio, fragilità e dolore.
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Custode consapevole di un mondo fragile, un mondo di segreti che non svela, né subisce. Un mondo lontano nel tempo. I cromatismi ne attenuano la distanza, rendendola vicina, viva, contemporanea.
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Laura Matteoli Tecnica : Acquerello inchiostro matita collage su carta a mano Dimensione: 23,5 cm x 31 cm Anno: 2025Descrizione : Il mio approccio alla realizzazione dei miei lavori è visionario e astratto, perchè penso che all'interno dell'astrazione ci sia molto che posso comunicare, qualcosa di viscerale e sentito, per cui non abbiamo un linguaggio, non abbiamo parole. La natura che osservo e da cui traggo ispirazione è sempre indifferente a noi, il sole nasce e tramonta tutti i giorni, le piante crescono e muoiono, una persona cara ci viene a mancare e il sole brilla in cielo, siamo tristi e la bellezza intorno a noi esplode, tutto della natura è noncurante dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni e questo forse perchè ci sentiamo al centro di tutto. Ma se ho imparato qualcosa da questa indifferenza è proprio il fatto di sentire e accettare di far parte di un flusso, forse anche noi bisogna imparare a lasciarsi andare al mistero che è la vita, e cercare di liberarsi di tutte quelle “necessità” che spesso ci vengono imposte per ritrovare la nostra vera essenza in una libertà interiore. A me pare che quando lo guardo il cielo mi parli, che le nuvole sospinte dal vento e sempre mutevoli raccontino storie di cui anche noi facciamo parte sospinti dal vento della nostra vita; non siamo separati ma uniti, facciamo parte dello stesso progetto, di quel viaggio, di quel percorso, noi siamo natura, e torneremo ad essere vento, cielo , e nuvole.
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Shirin Eghbal Tecnica: Acquerello Anno: 2025 Dimensione: Descrizione: Questo lavoro trasmette una passione silenziosa, intensa ma non gridata, che si manifesta nella libertà del colore e nella sua capacità di espandersi senza confini rigidi. È una passione contemplativa, simile a quella di chi osserva la natura con rispetto e meraviglia, lasciandosi trasportare dalla sua energia senza volerla dominare. L’uso del giallo, caldo e luminoso, porta con sé un senso di speranza, di apertura, come un’alba che si diffonde lentamente nel cielo. Il verde-bluastro, invece, introduce una profondità emotiva, quasi un respiro interiore, come il suono del vento tra le montagne o il movimento dell’acqua che si dissolve nell’aria. Chi guarda questo dipinto può sentire una tensione tra il movimento e la quiete: da un lato, le sfumature scure danno l’impressione di un’energia che si espande, quasi una forza primordiale della natura; dall’altro, la morbidezza delle transizioni cromatiche e la leggerezza del segno creano una sensazione di pace, di meditazione. La passione che emerge è quella di chi osserva la bellezza fugace della vita, di chi sa cogliere il momento senza appesantirlo di troppe definizioni. È un’energia che vibra sottotraccia, discreta ma potente, capace di far sentire chi guarda parte di un respiro più grande.
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Sara Andraghetti Tecnica: Mista (Matita, China, Acquerello) Anno: 2026 Dimensione: A3 (29,7 x 42 cm)Descrizione: Dalla lettura del testo mi ha preso l’impulso generando due forze che si intrecciano, in maniera selvaggia, tenendosi, trattenendosi, intrecciandosi, blu e rosso non come generi ma come principi, come opposizione di tensioni che nell’erotismo di muovono, niente occhi niente espressioni solo corpi selvaggi, nessun genitale perché tutto diventa organo riproduttore: capezzoli, seni, nessun genere se non l’essenza. Impeto.
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Part of the original Quên – Forget Tarot De Gap collection by Duy Khanh Vo. King of Pentacles in Ha Giang captures a quiet moment in one of Vietnam’s most breathtaking landscapes. Surrounded by mountains shaped through centuries of wind and time, the figure embodies a different kind of wealth—one that cannot be measured by possessions alone. The earth beneath his feet, the traditions carried across generations, and the deep connection between people and place become the true treasures of this card. Created during the development of Quên – Forget Tarot De Gap, this artwork reflects the artist’s journey through northern Vietnam and the memories gathered along the way. Ha Giang is a land where life moves at its own pace, where resilience is woven into everyday existence, and where prosperity is often found in simplicity rather than excess. Inspired by the archetype of the King of Pentacles, the painting explores stewardship, stability, and wisdom gained through experience. Rather than portraying authority through status or luxury, this interpretation celebrates a grounded relationship with the land and an appreciation for what endures. The King becomes a guardian of both material and emotional abundance, reminding us that true security comes from understanding what is worth holding onto and what must eventually be released. Like many works within Quên, this piece invites reflection on memory and belonging. Places change, people move on, and moments pass into the distance. Yet certain landscapes remain within us, becoming part of the foundations upon which we build our lives.
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Laura Matteoli Tecnica : Acquerello inchiostro matita collage su carta a mano Dimensione: 23,5 cm x 31 cm Anno: 2024Descrizione : Il mio approccio alla realizzazione dei miei lavori è visionario e astratto, perchè penso che all'interno dell'astrazione ci sia molto che posso comunicare, qualcosa di viscerale e sentito, per cui non abbiamo un linguaggio, non abbiamo parole. La natura che osservo e da cui traggo ispirazione è sempre indifferente a noi, il sole nasce e tramonta tutti i giorni, le piante crescono e muoiono, una persona cara ci viene a mancare e il sole brilla in cielo, siamo tristi e la bellezza intorno a noi esplode, tutto della natura è noncurante dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni e questo forse perchè ci sentiamo al centro di tutto. Ma se ho imparato qualcosa da questa indifferenza è proprio il fatto di sentire e accettare di far parte di un flusso, forse anche noi bisogna imparare a lasciarsi andare al mistero che è la vita, e cercare di liberarsi di tutte quelle “necessità” che spesso ci vengono imposte per ritrovare la nostra vera essenza in una libertà interiore. A me pare che quando lo guardo il cielo mi parli, che le nuvole sospinte dal vento e sempre mutevoli raccontino storie di cui anche noi facciamo parte sospinti dal vento della nostra vita; non siamo separati ma uniti, facciamo parte dello stesso progetto, di quel viaggio, di quel percorso, noi siamo natura, e torneremo ad essere vento, cielo , e nuvole.
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Tecnica: Acquerello rielaborato in digitale Anno: 2024/2025 Dimensione: 29.7cm x 42cm Descrizione: La risposta è dentro di sé richiama l’urgenza esistenziale di trovare un senso nell’immediatezza. Abitiamo un tempo dominato dalla velocità, dall’ansia di comprendere tutto e dalla saturazione di immagini e stimoli che scorrono attraverso le reti. Questo vortice ci spinge verso l’illusione del controllo, verso la negazione del dubbio, verso l’esigenza di una perfezione artificiale: adulti che fingono di avere tutto risolto. Di fronte a questo rumore incessante emerge la necessità di ritornare all’essenziale: al silenzio interiore, alla presenza, alla fiducia nella propria esistenza. Respirare e riconoscere la vita stessa come pienezza. Perché in quella certezza minima — e al tempo stesso infinita — risiede ciò che è veramente importante: l’allucinante caos interiore.




















