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Tecnica: Opera composta da più strati fragili, quali reti, carte prestampate, carta trasparente sottile, disegni in carboncino e pennarelli, cornice in plexiglass Anno: 2025 Dimensione: 21 x 16cm Descrizione: L’opera si articola in una sovrapposizione di strati fragili, metafora della delicatezza dei momenti che definiscono un’esistenza. Al centro emerge la figura di una donna in bianco e nero, il cui volto è attraversato da contrasti netti: il nero rappresenta il tempo sospeso di una diagnosi, la vulnerabilità e la rassegnazione che essa può generare; il bianco, in contrapposizione, incarna la rinascita, la trasformazione e la volontà di combattere per tornare più forti di prima. È il colore della speranza che si riaffaccia, ostinata e luminosa. A interrompere la monocromia, le labbra fluo, elemento simbolico e dichiarazione di intenti: esse rappresentano la mia promessa di farmi portavoce dell’endometriosi, una patologia che mi è stata diagnosticata con estremo ritardo. L’endometriosi, ancora oggi riconosciuta dopo una media di dieci anni di sofferenze e spesso sottovalutata a causa di pregiudizi culturali, non è curabile e può comportare gravi conseguenze, tra cui interventi chirurgici complessi e rischi per la vita. Le labbra accese sono il segno della mia voce che si fa colore: un impegno a raccontare, sensibilizzare e dare spazio a tutte le donne che convivono con questa malattia, e a tutti i medici che ogni giorno lottano per contrastarla. Questa opera è dunque un atto di testimonianza e di resistenza. Questa è la mia promessa.
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Tecnica: Opera composta da più strati fragili, quali reti, carte prestampate, carta trasparente sottile, disegni in carboncino e pennarelli, cornice in plexiglass Anno: 2025 Dimensione: 30 x 26 cm Descrizione: L’opera raffigura una donna con un lecca-lecca tra le labbra, elemento che diventa metafora del gioco, della gioia di vivere la propria sensualità e dell’espressione libera della femminilità. Questo gesto semplice, quasi infantile, assume qui un significato profondo: rappresenta il desiderio di recuperare parti di sé che sembrano lontane o sospese. guanto indossato dalla figura diventa simbolo di protezione, una barriera sottile tra vulnerabilità e forza interiore, mentre gli abiti – chiusi, rigorosi, ispirati allo smoking maschile doppiopetto – evocano una corazza, una struttura che contiene e al tempo stesso nasconde. L’opera nasce dall’esperienza personale dell’artista dopo la diagnosi di endometriosi in stadio IV: un momento in cui la sessualità, il gioco e la percezione della propria femminilità sembrano attenuarsi, diventare remoti, mentre la vita viene improvvisamente scossa e ridefinita. La figura rappresentata incarna così la tensione tra perdita e rinascita, tra ciò che è stato sottratto dal dolore e ciò che ancora resiste come possibilità di riscoperta.


