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Nura Mariasole Tecnica: Acrilico e pastello ad olio su tela Anno: 2024 Dimensione: 140 x 160 cm
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Vanessa Patitucci Tecnica: Olio su tela Anno: 2023 Dimensione senza cornice: 120×150 cm Descrizione: BELLADONNA Un volto che non chiede permesso. Ti guarda. Ti attraversa. Ti mette a disagio. Belladonna è bellezza e veleno nello stesso respiro. La pelle è chiara, quasi fragile, ma l’occhio è vigile, lucidissimo. Non c’è innocenza in quello sguardo: c’è consapevolezza. C’è controllo. Il fiore rosso che esplode sull’orbita non è un ornamento. È una ferita che si apre come un petalo. È un impatto. È sangue che diventa corolla. La materia pittorica vibra, graffia, stratifica: il rosso invade, lacera, si espande. L’altro occhio scompare, inghiottito dall’ombra. Dualità netta. Luce e oscurità convivono nello stesso volto. Belladonna parla di seduzione pericolosa, di identità che si sdoppia, di femminilità che non vuole essere rassicurante. È un’icona contemporanea: potente, disturbante, magnetica.
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Aurora Infrasca Tecnica: Calco su carta Hanji Anno: 2024 Dimensione: 130 x 75 cm Descrizione: Un elemento ben preciso, “la scopa elettrica”, mette in discussione e si prende gioco della condizione dell’individuo nella società e nell’ambiente in cui si colloca. Maschera, smaschera, si traveste e si pone nelle condizioni di giudizio. Prende vita un oggetto, definito tale per il suo utilizzo, di cui l’uomo usufruisce con il suo gesto meccanico e, azionandolo, gli dà vita. Il calco realizzato è il risultato di una stratificazione di carte Hanji, prodotte manualmente e industrialmente. Una stratificazione di più tipologie di lavorazioni, in cui la carta presta e si presta al corpo della figura ricostruita, con la sua delicatezza e allo stesso tempo la sua struttura resistente. La lucentezza del colore di fondo viene spenta da un intervento pittorico ad inchiostro di china nero. Soggetto-oggetto che diventa protagonista e che si spoglia di uno stereotipo di cui nella normalità fa fatica a liberarsi.
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Nina Torinese Tecnica: Cucito e ricamo Anno: 2025 Dimensione: 155 x 60 cm Descrizione: Le opere presentate con il nome “ demoniache” vogliono raccontare l’energia selvaggia e creativa, quindi divina, del femminile umano. Gli arazzi realizzati si riferiscono, sia all’aspetto divino, nel dare la vita, che mostruoso del femminile, da sempre intrinsechi in ognuna di noi. L’energia che ritroviamo rappresentata è ciclica ma anche caotica, instabile e mutaforma, mai debole , ma al contrario, si costituisce come una forza originaria vitale, magica ,sconvolgente e trasformativa. La mostruosità femminile si insinua in ogni mito o racconto e il terrore/orrore verso le donne è forse la piu’ importante verità dietro la misoginia. Con il termine “DEMONIACHE” si vuole rimandare al significato originale del termine greco “δαίμων “ che è quello dell’appartenenza a uno spirito divino. Il concetto di demonio ha subito una slittamento semantico nel tempo, passando da un’idea di entità divina a quella di spirito maligno. Con le opere tessili presentate si vuole omaggiare ed esaltare questo aspetto ambivalente/dualistico delle donne e, nello stesso tempo, rivendicarne l’assoluta libertà e connessione con l’universo.
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Francesco Pace Tecnica: Gesso acrilico e smalto su tela Anno: 2021 Dimensione: 120×100 cm
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Francesco Pace Tecnica: Gesso acrilico e smalto su tela Anno: 2021 Dimensione: 120×100 cm
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Il filo che doveva salvare diventa labirinto. La trama guida e imprigiona, segna il percorso ma non mostra l’uscita. Arianna resta nel labirinto che ha creato — il suo gesto è salvezza e abbandono insieme. L’opera vibra come un pensiero che cerca la via, e non la trova.
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Il gesto si ripete come un rito antico. Ogni cucitura è un giorno che passa, ogni nodo un pensiero trattenuto. La superficie diventa un telaio invisibile: una pazienza che costruisce, disfa, ricostruisce. Un campo di battaglia statico che trattiene il desiderio di potere di chi vuole invadere il talamo. Il sangue pulsa, la mano sui fili lo trattiene. Penelope non tesse più un sudario, ma la memoria stessa del gesto.
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Un volo, un’assenza. Nel silenzio azzurro, le cuciture nere tracciano la memoria del passaggio. Come Euriclea riconosce Ulisse toccandone la ferita, anche qui il segno diventa pelle, riconoscimento, traccia di ciò che non si vede più ma che ritorna mutato e più forte di prima a rivendicare il suo posto nel mondo, quella che chiama casa.
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Simona Mastropietro Tecnica: Tecnica mista su tela. Realizzata con colori acrilici, spray e smalti per creare sovrapposizioni cromatiche "bloccate" da elementi più geometrici Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 225 cm; l'opera è pensata per non essere incorniciata Descrizione: Il lavoro è realizzato su tela con colori acrilici, spray, smalti e l’utilizzo di griglie. La composizione si sviluppa in senso orizzontale, attraverso la sovrapposizione di elementi che conferiscono dinamicità ed energia all’opera. Il mio approccio gestuale ed energico mi permette di entrare in intimità con la tela; i ricordi rivestono un ruolo fondamentale nel processo creativo e mi consentono di vivere l’opera come una narrazione, una storia personale.
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Simona Mastropietro Tecnica: L’opera è realizzata su tela, sulla quale è stata inizialmente stampata una matrice calcografica. Successivamente la superficie è stata rielaborata attraverso interventi pittorici con vernici, spray e smalti. Il processo si sviluppa per stratificazioni successive di colore e segno, fino a rendere quasi invisibile la stampa originaria, che rimane come traccia sottostante del lavoro. Anno: 2025 Dimensioni: 140 x 107 cm; l'opera è pensata per non essere incorniciata Descrizione: Il lavoro è stato realizzato su una tela sulla quale è stata stampata una matrice calcografica. Successivamente sono intervenuta con vernici, spray e smalti, fino a rendere quasi invisibile la stampa originaria. L’opera è composta da stratificazioni di colore che richiamano il mondo industriale e urbano: graffiti, architetture, strade e rumori che caratterizzano l’ambiente metropolitano. La componente emotiva e gestuale è fondamentale nel mio modo di lavorare, poiché mi permette di essere completamente coinvolta nel processo creativo e di creare un senso di intimità attraverso l’energia del gesto. Ogni lavoro rappresenta per me una storia e un ricordo personale.
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Vincenzo Portuese Tecnica: Tecnica mista su tela con cenere vulcanica, foglia oro, bitume e smalti Anno: 2023 Dimensioni: 80 × 120 cm Descrizione: L’opera vuole essere una rappresentazione astratta di un paesaggio rovinato ormai dall’usura, dalla caducità e da un’azione di lotta tra elementi vitali e distruttivi. Giocando con l’idea di ciclicità, di distruzione e rigenerazione, vorrei invitare l’osservatore a riflettere sulle forze che modellano la nostra esistenza: il tempo, la materia, e le forze opposte che danno forma alla realtà
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Vincenzo Portuese Tecnica: Tecnica mista su tela con acrilici e smalti Anno: 2025 Dimensioni: 100 × 150 cm Descrizione: Danza Materica nasce dal bisogno di raccontare il cambiamento continuo delle cose. Nulla, per me, è davvero fermo o definitivo, e questa opera parla proprio di questo: dell’impermanenza, della trasformazione costante della materia e delle forme. Le figure che prendono forma sulla tela non sono stabili. Si muovono, si spezzano, si ricompongono. A volte sembrano sul punto di crollare, altre di trovare un nuovo equilibrio. Non vogliono rappresentare qualcosa di riconoscibile, ma un processo: quello in cui costruire e distruggere diventano parte dello stesso gesto.
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Laura Vesparul Tecnica: Stencil e acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 100 x 150 cm Descrizione: Antico respiro della terra il fiume scorre via d'oro che insegna a non fermarsi mai Ugual alle sue acque la via per la libertà non conosce gabbie non teme ostacoli aggira scava rompe verso l'aperto mare sempre Irrequiete generazioni ci specchiamo in quel fluire portiamo nel sangue la corrente e nelle mani l'urgenza del domani
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Donatella Saligari Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 120 x 100 cm Descrizione: Opera portata in concorso ad ArtePadova. Nata in modo viscerale dopo aver visto l’ennesimo massacro di bimbi affamati, donne, anziani, medici e giornalisti. Mai in vita mia avrei pensato di assistere ad un genocidio di tale ferocia! Questo dipinto rappresenta tutta la mia disperazione e l’orrore che provavo e provo, soprattutto sentendomi assolutamente impotente a fermarlo! Ecco che le colate scure rappresentano il sangue dei civili…volevo dare risalto all’orrore più grande: il sangue dei bambini! Ecco le colate chiare…più corte sono, più piccoli sono i bimbi assassinati. Credo che questa opera abbia una valenza storica. Questo orrore sarà scritto sui libri di storia, come uno dei capitoli più bui. La mia opera ne sarà una testimonianza.
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Federica Servi Tecnica: acrilico su tela Anno: 2020 Dimensione: 100x120 cm Descrizione: In questo dipinto, parte di un trittico, ho voluto giocare sul contrasto tra interiorità e desiderio di evasione. Negli occhiali si riflette un orizzonte con un mare limpido, un luogo mentale dove l’immaginazione tende a scappare. Il gesto di perplessità o riflessione ed i colori vividi creano un’atmosfera sospesa, quasi intima, come se quel mare fosse un segreto personale da custodire.
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Federica Servi Tecnica: acrilico su tela Anno: 2020 Dimensione: 120x100 cm Descrizione: In “Va’ dove ti porta il cuore” ho voluto rappresentare slancio, decisione e spontaneità: quel momento in cui segui semplicemente ciò che senti. Ho scelto di raffigurare due cavalli, animali che per me incarnano libertà, energia, passione e istinto, affiancandone uno dalle tonalità calde e uno più chiaro per creare contrasto, equilibrio e movimento allo stesso tempo.
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Federica Servi Tecnica: acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 80x100 cm Descrizione: la seconda opera del mio trittico che racconta attraverso la rappresentazione di figure femminili ed animali, importanza di ascoltare, ascoltarsi e lasciarsi guidare. Qui il pappagallo, simbolo di parola, intelligenza e comunicazione misurata, è come se fosse una guida silenziosa che la protagonista senza parlare. Lei assorta nei suoi pensieri troverà quel che rende tutto chiaro...
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Federica Servi Tecnica: acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 90x100 cm Descrizione: Questo dipinto è il primo di un trittico che parla di come istinto ed equilibrio possano convivere e di quanto ascoltare ed ascoltarsi sia importante. In questi dipinti gli animali raffigurati sono spiriti guida che accompagnano, ognuno secondo le proprie peculiarità. In questo dipinto il cavallo rappresenta empatia, in un incontro tra forza e grazia.




















