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Ilaria Toncelli Tecnica: Mosaico Anno: 2026 Dimensione: 70 x 50 cm Descrizione: Opera originale.
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Francesca Dalla Costa Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 70 x 100 cm Descrizione: "Primi amori" parla di quell'istante in cui l'amore tra due persone inizia a prendere vita e improvvisamente si aprono al mondo le sue possibilità.
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Francesca Dalla Costa Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 60 x 80 cm Descrizione: "The help" parla di un aiuto silenzioso, di un aiuto che non si ostenta, carico di rispetto e comprensione. Perché quelli che per alcuni sono cieli tersi per altri invece sono invasi da demoni.
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Gianfranco Fiore Tecnica: Mista Anno: 2025 Dimensione: 80 x 100 cm Descrizione: Due profili si sfiorano senza toccarsi. La rete non è solo materia: è ciò che trattiene, che avvolge, che protegge e allo stesso tempo imprigiona. Frammenti disseminati diventano schegge interiori: emozioni che esplodono, si spezzano e restano sotto pelle.
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Gianfranco Fiore Tecnica: Mista Anno: 2025 Dimensione: 80 x 100 cm Descrizione: Un albero bianco, materico, che non fa ombra ma illumina. Simbolo di vita, tempo e rinascita, dove il bianco diventa somma di tutto e possibilità infinita. Radici e rami si estendono in una dimensione sospesa, evocando il ciclo continuo della vita e la capacità dell'essere umano di rigenerarsi.
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Gerta Hameli Tecnica: I use the raw side of the canvas, on to which apply thinned oil paint with turpentine, to create the base, while the major part of my work is done by colored pencils. Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 80 x 80 cm Descrizione: Initially you feel playfulness, a scene that reminds you of your childhood, colors dancing on the canvas.. though the expressions, and lack there off, shift the perspective. The painting depicts the storyline of my mother and three defining ages of my life. My mother portrayed as the vessel, giving everything of herself to fuel my journey. I use the tree to symbolise strength, and a rainbow of light and dark colors, symbolising emotions of life.
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Ivan Cagnani Tecnica: Fotografia elaborata e stampata con pigmenti UV su tela montata. Anno: 2025 Dimensione: 80×60 cm Descrizione: Un vento leggero sul porto di Gabicce accompagna il rollio dei natanti della Regina. Gli alberi ombreggiano i cumuli. Pochi gabbiani si destreggiano lontano. La luce del cielo parla ai pochi astanti prima che il tramonto si palesi sul molo.
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Susie Sarracino Tecnica: Carboncino su carta, ristampa digitale con interventi cromatici digitali. Anno: ND Dimensione: 50x70 cm Descrizione: La materia grafica originale dialoga con interventi cromatici digitali, tra luce lunare e accenti simbolici. Figura spirituale radicata in diverse tradizioni dei nativi del Nord America, la Donna Cervo richiama alla protezione del fuoco e all’ascolto delle forze che abitano oltre i confini della casa. Risoluta e coraggiosa, incarna la responsabilità e la difesa consapevole come parte integrante dell’equilibrio del creato.
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Susie Sarracino Tecnica: Dipinto digitale stampato in fine art, firmato, numerato e datato. Stampa a pigmenti su carta Hahnemühle Museum Etching 350 g/m², 100% cotone, qualità museale, ad alta resistenza all’invecchiamento. Anno: ND Dimensione: 50x70 cm Descrizione: Una reinterpretazione contemporanea del mito di Leda e il Cigno. Il corpo femminile, esposto e vulnerabile, dialoga con la presenza del cigno in una tensione sospesa tra desiderio, potere e metamorfosi, immersa in un’atmosfera astratta di gialli e azzurri.
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MAGMA – Fucina creativa Tecnica: Acrilico su carta Anno: 2025/2026 Dimensione: 70 x 100 cm Descrizione: Forse sono due. Forse sono uno. Forse sono solo materia che si avvicina. Nessun nome. Nessuna definizione. Solo un movimento. La fusione come idea, l’amore come spazio. Il rispetto. Il corpo non è forma, è passaggio. Il tatto non tocca, ricorda. Il sesso la bocca gli occhi un luogo dove sostare. Le mani non prendono, restano.
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MAGMA – Fucina creativa Tecnica: Illustrazione Digitale Anno: 2026 Dimensione: 70 x 100 cm Descrizione: Un intreccio di persone, un luogo sicuro dove coesistere in un vortice di fiducia e sostegno reciproco. C’è chi si stringe le mani, chi si offre come appoggio, ognuno diventa il pilastro dell’altro. In una costellazione di legami le possibilità sono infinite, tutti sono parte dell’insieme, nessuno è escluso.
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Lyli Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 70 x 50 cmDescrizione: Il significato della tartaruga marina è legato a longevità, saggezza, stabilità e protezione, a causa della sua lunga vita, della saggezza che emana e della sua corazza protettiva. È anche un simbolo di resilienza, fortuna e pazienza, grazie alla sua capacità di sopravvivere da milioni di anni e ai suoi movimenti lenti, ma costanti. Il significato dell’ animale in questione è riconducibile ad alcune delle storie della vita di molte persone, che con saggezza, pazienza, costanza, vanno avanti per vivere, imparando dalle difficolta dalla vita tramite la resilienza e le qualità sopraelencate.
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Natàlia García Monné.Tecnica: Watercolor on paper Anno: 2026 Dimensione: 90 x 180 cm Descrizione: An unclothed male body becomes a living terrain: plants grow across the chest and armpits, replacing body hair with vegetation. The work dissolves the boundary between skin and nature, proposing the body as a sensitive, intimate ecosystem where vulnerability and growth coexist.
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Vulcania - Esplorazioni Fotografiche di Nicolò Luigi FioriTecnica: Fotografia analogica a coloriAnno: 2024 (negativo) - 2026 (stampa)Dimensione: 30 x 30 (40 x 40)Descrizione:INTRODUZIONE PER LE TRE OPERE PRESENTATE La ricerca si concentra sulla pelle, sulla sua naturale consistenza, disvelata dalla luce naturale. L’intento è quello di restituire una fotografia materica, „toccabile“. L’assenza di artifici del make-up, di costumi elaborati, e l’uso della pellicola fotografica danno la possibilità di trovarsi come al cospetto di una statuta: cogliere la cosistenza („toccare“) con lo sguardo di quello che sembra carne, anche se è di marmo (o nel nostro caso, d’argento). E il soggetto non vuole essere rappresentato come un oggetto da natura morta, bensì come naturale parte integrante dell’ambiente che lo circonda, in sinergia con esso, testimone di se stesso e di un momento reale. La ricerca quindi è anche sull’essere umano, che occupa, naturalmente, la natura, nella sua forma reale: non nudismo, bensì un ritorno al primitivismo, una visione senza filtri del pudore del nostro essere. Quindi la ricerca di un corpo che non sappiamo più guardare nel giusto modo. Nella serie presentata in questa sede, idealmente, l‘esploratore addentratosi nella foresta, incontra una naiade che si reca al ruscello per bagnarsi: l’ispirazione è volutamente preraffaellita. QUEST'OPERA In quest’opera si vuole rappresentare la fragilità e la dimensione dell’essere umano nei confronti della vastità della natura. Al contempo la sua luminosa presenza rischiara e riscalda l'ignoto. Stampa a pigmento della scansione digitale di negativo fotografico, su carta fotografica di alta qualità. Da serie limitata, numerata. Incorniciata. La foto qui allegata è la scansione digitale del negativo.
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Nigel JoyceTecnica: Matita poi acrilico dipinto, un inizio gestuale, liquido, poi un'indagine dei dettagli.Anno: 2024Dimensione: 100x100cmDescrizione: Tutto è fatto dalla stessa materia, i componenti sono in comune, il corpo lo sente, si ricorda, e avviene comunicazione, scambio.
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Nigel JoyceTecnica: Matita poi acrilico dipinto, un inizio gestuale, liquido, poi un'indagine dei dettagli.Anno: 2024Dimensione: 100x100cmDescrizione: La ricerca della luce, il fuoco, l'elemento che da vita a tutto.
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Nigel JoyceTecnica: Matita poi acrilico dipinto, un inizio gestuale, liquido, poi un'indagine dei dettagli.Anno: 2023Dimensione: 100x100cmDescrizione: L'uomo che riconosce il bisogno, personale e collettivo, di ritornare alla madre di tutto.
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Paola Fenelli Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 100 x 60 cm Descrizione: “I𝑛 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎𝑠 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎𝑡𝑖𝑠" che tradotto significa "nella verità della verità", è ciò che ha guidato la ricerca di questo ciclo pittorico: La verità che giace oltre gli sguardi gentili e la spessa carne.Queste “Impressioni” nascono dal bisogno di dissezionare parole, gesti e sguardi altrui fino ad arrivare alla verità più assoluta. La grande passione per l’anatomia ha influenzato queste opere, dove ogni strato che separa l’uomo dal mondo esterno viene sciolto. Le bugie, le apparenze gli abbellimenti e le contradizioni rimosse per poter esporre le intenzioni oneste che strutturano i rapporti della società moderna. Lo sfondo segue questo topos. Più è massivo e ricco d’oro, più sono integre le figure. Al contrario più è esposto è il soggetto più lo sfondo rappresenta scenari sereni. Questo perché al cospetto della verità non serve nulla per arricchirla. Le opere individualmente vanno vissute come un aperto affronto. Il loro sguardo giudicante deve lasciare in chi guarda il dubbio di non aver capito l’intenzioneo di aver detto qualcosa di sbagliato. Lo scopo è quello di far riflettere sull’identità priopria e del prossimo chiedendosi, qual è la verità? Cosa si ricerca nelle interazioni con il prossimo? Ma soprattutto, ho qualcosa da sciogliere?
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Paola Fenelli Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 100 x 60 cm Descrizione: “I𝑛 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎𝑠 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎𝑡𝑖𝑠" che tradotto significa "nella verità della verità", è ciò che ha guidato la ricerca di questo ciclo pittorico: La verità che giace oltre gli sguardi gentili e la spessa carne.Queste “Impressioni” nascono dal bisogno di dissezionare parole, gesti e sguardi altrui fino ad arrivare alla verità più assoluta. La grande passione per l’anatomia ha influenzato queste opere, dove ogni strato che separa l’uomo dal mondo esterno viene sciolto. Le bugie, le apparenze gli abbellimenti e le contradizioni rimosse per poter esporre le intenzioni oneste che strutturano i rapporti della società moderna. Lo sfondo segue questo topos. Più è massivo e ricco d’oro, più sono integre le figure. Al contrario più è esposto è il soggetto più lo sfondo rappresenta scenari sereni. Questo perché al cospetto della verità non serve nulla per arricchirla. Le opere individualmente vanno vissute come un aperto affronto. Il loro sguardo giudicante deve lasciare in chi guarda il dubbio di non aver capito l’intenzioneo di aver detto qualcosa di sbagliato. Lo scopo è quello di far riflettere sull’identità priopria e del prossimo chiedendosi, qual è la verità? Cosa si ricerca nelle interazioni con il prossimo? Ma soprattutto, ho qualcosa da sciogliere?
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Ilaria Astorino Tecnica: Pittura a olio Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 50 x 70 cm Descrizione: Esiste una soffitta in cui finiscono tutti i sogni perduti, i desideri dimenticati, i progetti troppo ambiziosi, i mondi immaginati e poi sfumati? Racchiusi in scatoloni, impolverati, accanto a vecchi libri e giocattoli. L'ingresso nella vita adulta – tanto agognato da bambini – comporta inevitabilmente il distacco dalla dimensione del gioco e dell'immaginazione? E adesso è troppo tardi per riavere indietro almeno un briciolo di quella follia grazie alla quale possiamo osare sognare, sognare quei sogni che sono solo nostri, quei sogni che non riveleremmo a nessuno, di cui siamo gelosi? Che cos'è realmente la follia? È uno stato di alienazione mentale o è forse il coraggio di pensare e agire nel nostro modo più autentico, di sognare i nostri sogni, fidarci della nostra immaginazione ed abbandonare gli schemi prestabiliti? Ecco, a mio parere questo coraggio appartiene solo ai bambini e ai matti. E allora provo nostalgia per i miei sogni fanciulleschi. E, dipingendo questo quadro, ho tentato di riacciuffarli.
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Chi? Tecnica: Digitale; disegno a mano libera con Procreate Anno: 2025 Dimensione: 70 x 70 cm Descrizione: Le mie opere appartengono a chi si lascia toccare da quello sguardo, a chi si riconosce in esse. “Oggi” rappresenta ogni giorno e ogni giorno possiamo percepirci diversi e attraversare emozioni e sensazioni in continua trasformazione. “Oggi”, guardando quest’opera, riconosco me stesso.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 80 x 60 cm Descrizione: L’opera celebra coraggio e libertà nei miei vent’anni, lasciandosi andare alle emozioni. Una vela blu domina il paesaggio, circondata da pennellate rapide e colorate che si mescolano tra loro, evocando movimento e vita. Il soggetto nasce da un legame familiare: ritrovando i disegni di mio nonno, ho deciso di riprendere queste barchette che hanno accompagnato la nostra storia e la mia crescita.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 75 x 55 cm Descrizione: L'opera nasce in un momento di tristezza, come riflesso di emozioni difficili da dominare. Il giallo, intenso e prorompente, esprime tensione e forza interiore, andando oltre il suo uso tradizionale di allegria. Il gesto pittorico spontaneo rompe ogni schema, suggerendo che il controllo totale non è possibile e che accogliere ciò che emerge e ciò che sentiamo è parte del processo creativo.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 75 x 55 cm Descrizione: L’opera nasce dal tentativo di mantenere equilibrio tra razionalità e emozione. Schemi e griglie suggeriscono ordine, ma il gesto liberatorio del colore rompe ogni struttura, evocando la forza delle emozioni che sovrastano il controllo. Un invito ad accogliere il fluire delle emozioni come parte di sé, trasformando il lasciarsi andare in un’esperienza visiva e sensibile.
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Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2025 Dimensione: 100 x 40 cm Descrizione: PROGETTO: Fluxus Mentis Traiettorie mentali, in cui ogni linea diventa la materializzazione grafica di un pensiero in movimento. L’opera ritrae la dinamica stessa del pensare: un campo in cui le idee avanzano, si scontrano, si deviano, si annodano e si perdono, restituendo visivamente la complessità del flusso mentale. Le linee sono come una mappa di connessioni in cui l’immagine diventa un “territorio interiore”, dove il non detto prende forma in traiettorie, nodi, grovigli e slittamenti, come se la psiche disegnasse da sé la propria cartografia emotiva. L’assenza di una direzione chiara e di un orientamento stabile richiama la condizione di chi abita il proprio inconscio come un viaggiatore in una terra senza bussola. Le linee oblique e intersecate funzionano come rotte incerte, percorsi che si aprono, si interrompono, deviano, restituendo la sensazione di uno smarrimento creativo: non si sa dove andare, ma il “perdersi” è la sola possibilità di scoperta. Il contrasto tra la rigidità di alcune linee più nette e la nebulosità dello sfondo evoca la tensione tra bisogno di controllo e natura fluida dell’inconscio. Ciò che si tenta di trattenere, ordinare, definire, viene costantemente contaminato da una materia psichica più informe, che riaffiora come polvere, nebbia o macchia. Fluxus mentis quiet: la quiete dopo la tempesta emotiva, la leggerezza dei tratti portata da pensieri razionali, intenzioni chiare, decisioni prese, tentativi di dare ordine al caos interiore.
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Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2025 Dimensione: 100 x 40 cm Descrizione: PROGETTO: Fluxus Mentis Traiettorie mentali, in cui ogni linea diventa la materializzazione grafica di un pensiero in movimento. L’opera ritrae la dinamica stessa del pensare: un campo in cui le idee avanzano, si scontrano, si deviano, si annodano e si perdono, restituendo visivamente la complessità del flusso mentale. Le linee sono come una mappa di connessioni in cui l’immagine diventa un “territorio interiore”, dove il non detto prende forma in traiettorie, nodi, grovigli e slittamenti, come se la psiche disegnasse da sé la propria cartografia emotiva. L’assenza di una direzione chiara e di un orientamento stabile richiama la condizione di chi abita il proprio inconscio come un viaggiatore in una terra senza bussola. Le linee oblique e intersecate funzionano come rotte incerte, percorsi che si aprono, si interrompono, deviano, restituendo la sensazione di uno smarrimento creativo: non si sa dove andare, ma il “perdersi” è la sola possibilità di scoperta. Il contrasto tra la rigidità di alcune linee più nette e la nebulosità dello sfondo evoca la tensione tra bisogno di controllo e natura fluida dell’inconscio. Ciò che si tenta di trattenere, ordinare, definire, viene costantemente contaminato da una materia psichica più informe, che riaffiora come polvere, nebbia o macchia. Fluxus mentis turbolence: linee sovrapposte come strati di esperienze: memorie, traumi, desideri e pensieri ossessivi che si inscrivono nel tempo. La densità dei segni in alcune zone suggerisce aree di congestione psichica, punti in cui l’energia mentale si è sedimentata o bloccata, mentre le parti più rarefatte rimandano a spazi di sospensione, oblio o rimozione.
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Bruno Amico Tecnica: Litografia Anno: 2024 Dimensione: 70 x 50 cm Descrizione: Questa litografia nasce da un’esperienza vissuta nello spazio urbano, dove immagini, scritte e segni si accumulano come ricordi sovrapposti. Le fotografie di luoghi periferici e architetture industriali non sono semplici scenari, ma spazi attraversati in uno stato di tensione e presenza totale. La scrittura emerge in modo frammentario, a tratti leggibile, a tratti confusa, come il pensiero durante l’azione. Non vuole spiegare, ma trattenere un’emozione: l’adrenalina, la paura, l’euforia e la concentrazione che accompagnano i gesti rapidi del graffiare, dello scrivere, del lasciare un segno sapendo che potrebbe scomparire. La figura umana appare come una presenza momentanea, fragile e determinata allo stesso tempo, parte di un equilibrio instabile tra corpo e spazio. L’opera non racconta un evento preciso, ma la memoria di quelle azioni intense e irripetibili che restano impresse più nella mente che nei luoghi. “Mai dimenticherò” è un tentativo di fissare su carta qualcosa che normalmente sfugge: il peso emotivo di un gesto clandestino e la traccia che lascia dentro, prima ancora che sui muri.
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Bruno Amico Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione: 70 x 100 cm Descrizione: L’opera si apre con un rosso profondo e vibrante che domina la tela, mentre sulla sinistra emergono forme nere irregolari, come tracce di gesti decisi e determinati. Queste forme raccontano uno scontro tra ragione e impulso, tra razionalità e sentimenti intensi. Il rosso pulsa di energia e passione, mentre il nero interrompe e delimita, creando un contrasto forte e drammatico. Ogni segno porta con sé la forza e l’urgenza delle emozioni vissute fino in fondo. “Battaglia” è un vero racconto di conflitto interiore, un dialogo acceso tra mente e cuore, tra controllo e abbandono, dove ogni colore e ogni gesto testimoniano la potenza dei sentimenti e la tensione costante tra ragione e impulso.
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Bruno Amico Tecnica: Tecnica mista: cemento su carta giapponese acrilico e acquarello Anno: 2025 Dimensione: 80 x 50 cm Descrizione: Questo lavoro nasce da una lettera scritta a mia sorella durante un momento di fragilità. Il testo, presente sul fondo della composizione, non è pensato per essere letto in modo lineare, ma come traccia intima e silenziosa, una presenza che rimane sotto la superficie dell’immagine. La materia che costruisce la tela è composta da cemento e elementi raccolti sull’isola, materiali legati a un’idea di resistenza, peso e permanenza. L’isola diventa qui una metafora concreta: un luogo isolato, esposto, che trattiene e allo stesso tempo protegge. Allo stesso modo, la figura di mia sorella non è rappresentata in modo diretto, ma evocata attraverso forme irregolari e stratificate, come un corpo che cerca di mantenere la propria integrità all’interno di una condizione instabile. Il segno, derivato da strutture calligrafiche e alfabetiche, perde la funzione di scrittura per trasformarsi in forma astratta e materica. La superficie della tela diventa così uno spazio di deposito, dove parola, luogo e relazione si sovrappongono, dando origine a un’immagine che non racconta un evento specifico, ma trattiene una tensione emotiva e fisica, sospesa tra protezione e crollo.
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Margherita Marzari Tecnica: Acrilico e foglia di rame su tela Anno: 2025 Dimensioni: 50 x 100 cm Descrizione: Quando ti fermi a riflettere e guardi davanti a te e vedi il cielo che prende il colore del temporale. Temporale senza violenza. Senza tempesta. Ti ricorda che puoi fermarti in mezzo a tutti i frammenti che ti scorrono intorno e guardi il cielo e pensi che un cielo così non c’è da nessun’altra parte e forse, ma solo forse, sei nel posto giusto.
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Alice Geymonat Tecnica: Acrilico su tela di cotone Anno: 2025 Dimensioni: 100x80cm Descrizione: Tela preparata con tempera e successivamente lavorata con acrilico estremamente diluito. Quest'opera nasce come naturale conseguenza dei miei studi quotidiani ad acquerello, intesi come appunti giornalieri e momenti di osservazione e riflessione. La tela diventa compagna di ricerca, con la quale tento di concretizzare e sedimentare queste esperienze, lavorando sull'opera per giorni e settimane. In questo processo il colore assume un ruolo centrale: attraverso la sua dilazione, stratificazione e trasparenza diventa materia sensibile e temporale, capace di trattenere il tempo del lavoro e del corpo. la superficie pittorica si trasforma così in una presenza quasi riflessiva, uno specchio del mio corpo e della mia essenza, un'ombra che raccoglie tracce di memoria, tempo e presenza. Il titolo Le acque del versante ovest, nasce da una domanda che attraversa il mio rapporto con il Monte Chaberton: che cosa è un elemento "naturale"? che cosa intendiamo davvero per natura? Osservando la presenza dei fortini, delle architetture militari e della neve che annualmente vi si posa, questa distinzione si fa incerta. I fortini raccontano una storia umana, le acque raccontano una storia ambientale, ma entrambe sono vita del monte, entrambe appartengono alla sua struttura e alla sua memoria. Che cos'è la memoria? Che cos'é la storia? Quali storie sono diventate memoria? La montagna mi si mostra come un corpo stratificato, con le sue architetture e le sue memorie. Le acque, le pietre, le costruzioni, gli alberi diventano elementi costitutivi dello stesso organismo, protagonisti di tempi diversi ma intrecciati.
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Tecnica: Mista, acrilici e smalti su tela Anno: ND Dimensione: 30 x 50 cm
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Laura Vesparul Tecnica: Olio, acrilico e filo su lino intelaiato Anno: 2025 Dimensione: 90 x 90 cm Descrizione: Giocosità – Connessioni – Interezza
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Hünkar Yılmaz Ianniello Tecnica: Fotografia Anno: 2024 Dimensione: 50×70 cm Descrizione:“Remembering denotes to bring to one’s mind an awareness of a past life, experience and learned knowledge when necessary. Much as the best way of not losing the feeling of life-long continuity is to make our memory work at the highest level, our mind tries to avoid memory losses through utilization of each and every method with an eye to create an integrated identity in as much as every black hole creates a disconnection in our personal history. Because our memory loses many details, it takes a lot of false memories, recreates them, and thus ensures us to have our entire life in sense of integrity. In as much as our memories are fragile and very open to being oriented during the recall process, remembering our memories an intervention during the remembering process may form our memories in very different ways. The project consisting of photographs of my own my sculpture is based on the interventions during the creation of false memories.”
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Laura Vesparul Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 100 x 70 cm Descrizione:Penso sia di vitale importanza il "sentire" – ciò tocca la sfera dell’emotività, della consapevolezza e dell’autenticità umana. Il "sentire" va oltre il semplice percepire delle sensazioni fisiche: è ascoltare se stessi, e gli altri comprendendoli, essere presenti alle proprie emozioni, vivere in modo autentico, pienamente. L'intelligenza artificiale è magnifica, straordinaria, crea di tutto, ma non sente; lei stessa è una creazione di un insieme di saperi guidati dal "sentire". Cosa sarebbe il mondo, la natura senza il "sentire"? Di seguito, riporto un esempio di testo poetico, stile ungarettiano, proposto dall'AI: Sentire Mi tengo in ascolto del battito che non so Trema la vita in un nodo di vene Un dolore piccolo mi fa uomo Una gioia senza nome mi sfiora Nel silenzio più vivo mi scopro non salvo non vinto soltanto presente nel sangue che chiama
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Laura Vesparul Tecnica: Foglia oro e acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 100 x 70 cm Descrizione: Come la placenta per il nascituro, così il fiume per la vita: un flusso silenzioso che nutre, protegge e connette, genera. Il fiume porta vita alla terra, la feconda e la mantiene fertile; la placenta porta ossigeno e nutrimento, custodendo la vita che cresce nel grembo. Entrambi non trattengono per sé, ma scorrono e donano, creando ponti invisibili tra la sorgente e il compimento, tra il grembo e il mondo, tra l’origine e l’avvenire. La “placenta” qui rappresentata è il fiume Danubio, le cui acque scorrono come un filo d’oro che cuce insieme popoli, culture e storie.
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ERSA Tecnica: Mista , acrilico e marker nero su tela Anno: 2023 Dimensione: 80 x 80 cm Descrizione: Il legame tra umanità e natura, che mette in discussione l'impatto umano sull'ambiente. È un inno alla complessità dell'esistenza umana, che invoca le nostre responsabilità e la nostra capacità di influenzare il mondo che ci circonda.
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Cinarof Tecnica: Acrilico Anno: 2022 Dimensione: 70 x 80 cm Descrizione: L’immaginario creato richiama un universo surreale, generando uno scenario paradossale che vuole porsi nel limbo tra il paradisiaco e l’angosciante, lasciando libera interpretazione alla concezione delle nuvole come fumo o cristalli di vapore acqueo. Il paesaggio vive sotto la pelle di chi dipinge: è un luogo interno nella mente in cui abitano ferite aperte, nervi a fior di pelle, la stabilità è in fiamme. A corpo nudo e rannicchiato per cercare di restare rigidamente in equilibrio, un corpo sembra guardarsi attorno, e in modo ambivalente pare paradossalmente a suo agio e comprensibilmente smarrito, e recita: ‘Pelle mia dai capillari fragili Che sussulti al soffio lieve e ti infiammi, Radici mie come edera reggono illusoriamente una seduta dalla precaria stabilità . Paradosso dei livelli, sogno o incubo? Nello smarrimento rannicchiata mi accingo ad ammirare il paesaggio interno catastrofico, agio ambiguo perché sono le radici, asfissia paralizzante per tentare di mantenere un teso equilibrio. Gente dalla pelle sottile, puoi stenderci la pellicola su quei nervi, che non farebbe differenza. Pelle tanto sottile da non cicatrizzare le ferite aperte, carne viva che percepisce le sfumature. Eredità transgenerazionale del dolore celato, squarcio la coperta di collera e mi immergo’.
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La Vivi Tecnica: Tecnica mista, Acrilico, Olio Anno: 2024 Dimensione: 80 x 80 cm Descrizione: L'equilibrista tiene a sua volta in equilibrio la Terra rappresentata da una sfera mentre sullo sfondo arrugginito compare un fiore simbolo di speranza.
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La Vivi Tecnica: Tecnica mista, Acrilico, Olio, Gesso Anno: 2024 Dimensione: 80 x 80 cm Descrizione: Nell'opera due figure sono appese ad una corda lontano dal mondo quasi completamente oscurato e lontano dalla luna. Cercano una salvezza nell'amore inteso come sentimento assoluto l'unica cosa in cui ancora credono.
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Federica Servi Tecnica: olio, acrilici ed applicazioni materiche su tela Anno: 2023 Dimensione: 80x90 cm Descrizione: Ritratto di Frida Kahlo interpretato in chiave personale e contemporanea. Le forme decise e i colori intensi mettono in risalto la forza iconica dell’artista, mentre le sfumature e i dettagli decorativi aggiungono un tocco emotivo e simbolico. L’espressione fiera e introspettiva di Frida diventa qui un omaggio alla sua identità potente e alla capacità di trasformare dolore e bellezza in arte.
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Donatella Saligari Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 80cm x 80cm Descrizione: CRAZY…non è essere pazzi…!!! Ma divertirsi come matti a creare opere dinamiche che emanano energia positiva !
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Donatella Saligari Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 80cm x 80cm Descrizione: Rompendo gli schemi con tagli netti … si ottime la Libertà !
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Madame Pagu Tecnica: Carta, Foto, Oggetti trovati Anno: 2021 Descrizione: Questo lavoro fa parte del progetto AS MULHERES QUE AMEI (Le donne che ho amato), in cui indago le diverse forme di violenza contro le donne. Attraverso fotografie trovate e collage analogici, mi muovo in un campo metaforico dove il gesto di strappare e ricomporre le parti dell’immagine non mira a un risultato estetico, ma invita a riflettere sulla frammentazione del femminile nel tempo, generata da regole sociali velate. Se spezzare l’immagine rappresenta una reazione a una soffocazione costante, le sovrapposizioni e le texture diventano l’antitesi dell’adattamento, incasellando il femminile entro concetti e schemi sistemici. Alla fine, ciò che rimane di noi, oltre l’estetica del caos, sono le cicatrici e la stanchezza di una performance perpetua.
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Sofia Giacomelli Tecnica: Acrilico Anno: 2024 Descrizione: Sovrastare la superficialità e immergersi nel percorso psico-evolutivo della donna è una peculiarità di Sofia Giacomelli, giovane artista in grado di porre in essere un’attenta analisi del profondo che si traduce in delicata osservazione dei diversi passaggi che toccano la vita del sesso femminile mostrandone, in tal modo, reconditi e inespressi desideri, sofferenze, passioni, rinnovata e raffinata sensualità (sovente rinnegata) che si mischia all’eleganza. Un cammino che inizia con l’adolescenza dove si indossano le vesti di angeli ingenui e ribelli, attimi caratterizzati da incommensurabili vuoti interiori, paura, impotenza e smarrimento, avvicendamenti che indicano il passaggio all’età adulta. La donna è vista attraverso il rapporto che, nel corso del tempo, sviluppa con la parte più intima di sé, la propria sessualità e il proprio corpo costretto, nelle diverse fasi esistenziali, a subire mutamenti difficoltosi da accogliere o a divenire strumento di comunicazione sintomo, dunque, di un disagio che si muove dentro, la cui visione distorta racconta una dimensione estremamente fragile e problematica dell’Io. Poste innanzi alla complicanza nel relazionarsi all’altro e alla funzione che quest’ultimo esercita nello sviluppo o nella perdita di un’identità che ad esse appartiene, ogni singola figura, in questo lasso, emerge nella sua trasparenza, naturalezza, insicurezza, affamata d’affetto, calore e protezione, ma nel mentre pronta a dissociarsene in nome di autostima e sana indipendenza. Storie e vissuti di atavica cultura, in cui la psiche impone il riesame del rapporto con il materno, in uno silenzioso scontro che conduce al dialogo e alla condivisione reciproca. Sguardi fieri e apparentemente decisi si traducono in forme di tutela, quasi fossero maschere volte a nascondere la vulnerabilità dell’anima: un ulteriore mezzo per sentirsi al sicuro. In bilico, tra il tenace raggiungimento dell’invisibilità rispetto al mondo e la necessità, attraverso il cela
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Donatella Saligari Tecnica: Acrilico, oggetti trovati Anno: 2023 Descrizione: Quest’opera è un urlo di rabbia verso il modo in cui certi maschi vedono le donne ! Un grido di pretesa di rispetto !!
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Roberta Mancarella Tecnica: Olio Anno: 2024 Descrizione: L'opera è un ritratto femminile, una donna seduta su un prato con in mano una mela rossa, elemento simbolico permeato di valori positivi e negativi al tempo stesso e per questo, a mio parere, elemento di insuperato carisma. la presenza della mela rossa, pur nel tono silenzioso della rappresentazione, allude alla libertà di una donna di scandagliare le proprie profondità psico-emotive, la libertà di scegliere chi essere oltre la moralità comune.
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Gianfranco Fiore Tecnica: Mista Anno: 2025 Dimensione: 50 x 50 cm Descrizione: La luna serena e maestosa illumina le menti nel silenzio della notte.
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Gianfranco Fiore Tecnica: Mista Anno: 2025 Dimensione: 70 x 50 cm Descrizione: Il mondo che vorrei nasce dal desiderio di immaginare un luogo nuovo, dove la forza interiore diventa possibilità, azione, cambiamento. Tra gli spruzzi di colore — vivi, caotici, spontanei — emerge un profilo femminile definito da una linea bianca che attraversa la tela come un respiro. È una figura che non urla, ma afferma: Una donna che osserva, resiste, sogna e soprattutto decide di rinascere.
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Gianfranco Fiore Tecnica: Mista Anno: 2025 Dimensione: 70 x 50 cm Descrizione: Vibrazioni rappresenta il momento sospeso in cui due anime si sfiorano senza ancora toccarsi: l’attimo in cui nasce un’emozione, un’intuizione, un colpo di fulmine. I due profili — un uomo e una donna — sono separati da una linea fluida che vibra, come se lo spazio tra loro fosse carico di energia. Onde che si propagano, richiamando ciò che accade quando senti “qualcosa” per qualcuno, quando il cuore accelera e la percezione cambia. La rete nera che abbraccia l’opera non è elemento decorativo: diventa il simbolo della tensione, dell’attrazione, della forza invisibile che avvicina due corpi e due menti. È la metafora della connessione umana, della trama sottile che lega due persone prima ancora che se ne rendano conto.




























































