Queste “Impressioni” nascono dal bisogno di dissezionare parole, gesti e sguardi altrui fino ad arrivare alla verità più assoluta.
La grande passione per l’anatomia ha influenzato queste opere, dove ogni strato che separa l’uomo dal mondo esterno viene sciolto. Le bugie, le apparenze gli abbellimenti e le contradizioni rimosse per poter esporre le intenzioni oneste che strutturano i rapporti della società moderna.
Lo sfondo segue questo topos. Più è massivo e ricco d’oro, più sono integre le figure. Al contrario più è esposto è il soggetto più lo sfondo rappresenta scenari sereni.
Questo perché al cospetto della verità non serve nulla per arricchirla.
Le opere individualmente vanno vissute come un aperto affronto. Il loro sguardo giudicante deve lasciare in chi guarda il dubbio di non aver capito l’intenzioneo di aver detto qualcosa di sbagliato. Lo scopo è quello di far riflettere sull’identità priopria e del prossimo chiedendosi, qual è la verità? Cosa si ricerca nelle interazioni con il prossimo? Ma soprattutto, ho qualcosa da sciogliere?
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Paola Fenelli Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 100 x 60 cm Descrizione: “I𝑛 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎𝑠 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎𝑡𝑖𝑠" che tradotto significa "nella verità della verità", è ciò che ha guidato la ricerca di questo ciclo pittorico: La verità che giace oltre gli sguardi gentili e la spessa carne.
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Ilaria Astorino Tecnica: Pittura a olio Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 50 x 70 cm Descrizione: Esiste una soffitta in cui finiscono tutti i sogni perduti, i desideri dimenticati, i progetti troppo ambiziosi, i mondi immaginati e poi sfumati? Racchiusi in scatoloni, impolverati, accanto a vecchi libri e giocattoli. L'ingresso nella vita adulta – tanto agognato da bambini – comporta inevitabilmente il distacco dalla dimensione del gioco e dell'immaginazione? E adesso è troppo tardi per riavere indietro almeno un briciolo di quella follia grazie alla quale possiamo osare sognare, sognare quei sogni che sono solo nostri, quei sogni che non riveleremmo a nessuno, di cui siamo gelosi? Che cos'è realmente la follia? È uno stato di alienazione mentale o è forse il coraggio di pensare e agire nel nostro modo più autentico, di sognare i nostri sogni, fidarci della nostra immaginazione ed abbandonare gli schemi prestabiliti? Ecco, a mio parere questo coraggio appartiene solo ai bambini e ai matti. E allora provo nostalgia per i miei sogni fanciulleschi. E, dipingendo questo quadro, ho tentato di riacciuffarli.
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Chi? Tecnica: Digitale; disegno a mano libera con Procreate Anno: 2025 Dimensione: 70 x 70 cm Descrizione: Le mie opere appartengono a chi si lascia toccare da quello sguardo, a chi si riconosce in esse. “Oggi” rappresenta ogni giorno e ogni giorno possiamo percepirci diversi e attraversare emozioni e sensazioni in continua trasformazione. “Oggi”, guardando quest’opera, riconosco me stesso.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 80 x 60 cm Descrizione: L’opera celebra coraggio e libertà nei miei vent’anni, lasciandosi andare alle emozioni. Una vela blu domina il paesaggio, circondata da pennellate rapide e colorate che si mescolano tra loro, evocando movimento e vita. Il soggetto nasce da un legame familiare: ritrovando i disegni di mio nonno, ho deciso di riprendere queste barchette che hanno accompagnato la nostra storia e la mia crescita.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 75 x 55 cm Descrizione: L'opera nasce in un momento di tristezza, come riflesso di emozioni difficili da dominare. Il giallo, intenso e prorompente, esprime tensione e forza interiore, andando oltre il suo uso tradizionale di allegria. Il gesto pittorico spontaneo rompe ogni schema, suggerendo che il controllo totale non è possibile e che accogliere ciò che emerge e ciò che sentiamo è parte del processo creativo.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 75 x 55 cm Descrizione: L’opera nasce dal tentativo di mantenere equilibrio tra razionalità e emozione. Schemi e griglie suggeriscono ordine, ma il gesto liberatorio del colore rompe ogni struttura, evocando la forza delle emozioni che sovrastano il controllo. Un invito ad accogliere il fluire delle emozioni come parte di sé, trasformando il lasciarsi andare in un’esperienza visiva e sensibile.
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Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2025 Dimensione: 100 x 40 cm Descrizione: PROGETTO: Fluxus Mentis Traiettorie mentali, in cui ogni linea diventa la materializzazione grafica di un pensiero in movimento. L’opera ritrae la dinamica stessa del pensare: un campo in cui le idee avanzano, si scontrano, si deviano, si annodano e si perdono, restituendo visivamente la complessità del flusso mentale. Le linee sono come una mappa di connessioni in cui l’immagine diventa un “territorio interiore”, dove il non detto prende forma in traiettorie, nodi, grovigli e slittamenti, come se la psiche disegnasse da sé la propria cartografia emotiva. L’assenza di una direzione chiara e di un orientamento stabile richiama la condizione di chi abita il proprio inconscio come un viaggiatore in una terra senza bussola. Le linee oblique e intersecate funzionano come rotte incerte, percorsi che si aprono, si interrompono, deviano, restituendo la sensazione di uno smarrimento creativo: non si sa dove andare, ma il “perdersi” è la sola possibilità di scoperta. Il contrasto tra la rigidità di alcune linee più nette e la nebulosità dello sfondo evoca la tensione tra bisogno di controllo e natura fluida dell’inconscio. Ciò che si tenta di trattenere, ordinare, definire, viene costantemente contaminato da una materia psichica più informe, che riaffiora come polvere, nebbia o macchia. Fluxus mentis quiet: la quiete dopo la tempesta emotiva, la leggerezza dei tratti portata da pensieri razionali, intenzioni chiare, decisioni prese, tentativi di dare ordine al caos interiore.
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Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2025 Dimensione: 100 x 40 cm Descrizione: PROGETTO: Fluxus Mentis Traiettorie mentali, in cui ogni linea diventa la materializzazione grafica di un pensiero in movimento. L’opera ritrae la dinamica stessa del pensare: un campo in cui le idee avanzano, si scontrano, si deviano, si annodano e si perdono, restituendo visivamente la complessità del flusso mentale. Le linee sono come una mappa di connessioni in cui l’immagine diventa un “territorio interiore”, dove il non detto prende forma in traiettorie, nodi, grovigli e slittamenti, come se la psiche disegnasse da sé la propria cartografia emotiva. L’assenza di una direzione chiara e di un orientamento stabile richiama la condizione di chi abita il proprio inconscio come un viaggiatore in una terra senza bussola. Le linee oblique e intersecate funzionano come rotte incerte, percorsi che si aprono, si interrompono, deviano, restituendo la sensazione di uno smarrimento creativo: non si sa dove andare, ma il “perdersi” è la sola possibilità di scoperta. Il contrasto tra la rigidità di alcune linee più nette e la nebulosità dello sfondo evoca la tensione tra bisogno di controllo e natura fluida dell’inconscio. Ciò che si tenta di trattenere, ordinare, definire, viene costantemente contaminato da una materia psichica più informe, che riaffiora come polvere, nebbia o macchia. Fluxus mentis turbolence: linee sovrapposte come strati di esperienze: memorie, traumi, desideri e pensieri ossessivi che si inscrivono nel tempo. La densità dei segni in alcune zone suggerisce aree di congestione psichica, punti in cui l’energia mentale si è sedimentata o bloccata, mentre le parti più rarefatte rimandano a spazi di sospensione, oblio o rimozione.
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Bruno Amico Tecnica: Litografia Anno: 2024 Dimensione: 70 x 50 cm Descrizione: Questa litografia nasce da un’esperienza vissuta nello spazio urbano, dove immagini, scritte e segni si accumulano come ricordi sovrapposti. Le fotografie di luoghi periferici e architetture industriali non sono semplici scenari, ma spazi attraversati in uno stato di tensione e presenza totale. La scrittura emerge in modo frammentario, a tratti leggibile, a tratti confusa, come il pensiero durante l’azione. Non vuole spiegare, ma trattenere un’emozione: l’adrenalina, la paura, l’euforia e la concentrazione che accompagnano i gesti rapidi del graffiare, dello scrivere, del lasciare un segno sapendo che potrebbe scomparire. La figura umana appare come una presenza momentanea, fragile e determinata allo stesso tempo, parte di un equilibrio instabile tra corpo e spazio. L’opera non racconta un evento preciso, ma la memoria di quelle azioni intense e irripetibili che restano impresse più nella mente che nei luoghi. “Mai dimenticherò” è un tentativo di fissare su carta qualcosa che normalmente sfugge: il peso emotivo di un gesto clandestino e la traccia che lascia dentro, prima ancora che sui muri.
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Bruno Amico Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione: 70 x 100 cm Descrizione: L’opera si apre con un rosso profondo e vibrante che domina la tela, mentre sulla sinistra emergono forme nere irregolari, come tracce di gesti decisi e determinati. Queste forme raccontano uno scontro tra ragione e impulso, tra razionalità e sentimenti intensi. Il rosso pulsa di energia e passione, mentre il nero interrompe e delimita, creando un contrasto forte e drammatico. Ogni segno porta con sé la forza e l’urgenza delle emozioni vissute fino in fondo. “Battaglia” è un vero racconto di conflitto interiore, un dialogo acceso tra mente e cuore, tra controllo e abbandono, dove ogni colore e ogni gesto testimoniano la potenza dei sentimenti e la tensione costante tra ragione e impulso.
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Bruno Amico Tecnica: Tecnica mista: cemento su carta giapponese acrilico e acquarello Anno: 2025 Dimensione: 80 x 50 cm Descrizione: Questo lavoro nasce da una lettera scritta a mia sorella durante un momento di fragilità. Il testo, presente sul fondo della composizione, non è pensato per essere letto in modo lineare, ma come traccia intima e silenziosa, una presenza che rimane sotto la superficie dell’immagine. La materia che costruisce la tela è composta da cemento e elementi raccolti sull’isola, materiali legati a un’idea di resistenza, peso e permanenza. L’isola diventa qui una metafora concreta: un luogo isolato, esposto, che trattiene e allo stesso tempo protegge. Allo stesso modo, la figura di mia sorella non è rappresentata in modo diretto, ma evocata attraverso forme irregolari e stratificate, come un corpo che cerca di mantenere la propria integrità all’interno di una condizione instabile. Il segno, derivato da strutture calligrafiche e alfabetiche, perde la funzione di scrittura per trasformarsi in forma astratta e materica. La superficie della tela diventa così uno spazio di deposito, dove parola, luogo e relazione si sovrappongono, dando origine a un’immagine che non racconta un evento specifico, ma trattiene una tensione emotiva e fisica, sospesa tra protezione e crollo.
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Margherita Marzari Tecnica: Acrilico e foglia di rame su tela Anno: 2025 Dimensioni: 50 x 100 cm Descrizione: Quando ti fermi a riflettere e guardi davanti a te e vedi il cielo che prende il colore del temporale. Temporale senza violenza. Senza tempesta. Ti ricorda che puoi fermarti in mezzo a tutti i frammenti che ti scorrono intorno e guardi il cielo e pensi che un cielo così non c’è da nessun’altra parte e forse, ma solo forse, sei nel posto giusto.
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Alice Geymonat Tecnica: Acrilico su tela di cotone Anno: 2025 Dimensioni: 100x80cm Descrizione: Tela preparata con tempera e successivamente lavorata con acrilico estremamente diluito. Quest'opera nasce come naturale conseguenza dei miei studi quotidiani ad acquerello, intesi come appunti giornalieri e momenti di osservazione e riflessione. La tela diventa compagna di ricerca, con la quale tento di concretizzare e sedimentare queste esperienze, lavorando sull'opera per giorni e settimane. In questo processo il colore assume un ruolo centrale: attraverso la sua dilazione, stratificazione e trasparenza diventa materia sensibile e temporale, capace di trattenere il tempo del lavoro e del corpo. la superficie pittorica si trasforma così in una presenza quasi riflessiva, uno specchio del mio corpo e della mia essenza, un'ombra che raccoglie tracce di memoria, tempo e presenza. Il titolo Le acque del versante ovest, nasce da una domanda che attraversa il mio rapporto con il Monte Chaberton: che cosa è un elemento "naturale"? che cosa intendiamo davvero per natura? Osservando la presenza dei fortini, delle architetture militari e della neve che annualmente vi si posa, questa distinzione si fa incerta. I fortini raccontano una storia umana, le acque raccontano una storia ambientale, ma entrambe sono vita del monte, entrambe appartengono alla sua struttura e alla sua memoria. Che cos'è la memoria? Che cos'é la storia? Quali storie sono diventate memoria? La montagna mi si mostra come un corpo stratificato, con le sue architetture e le sue memorie. Le acque, le pietre, le costruzioni, gli alberi diventano elementi costitutivi dello stesso organismo, protagonisti di tempi diversi ma intrecciati.
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Tecnica: Mista, acrilici e smalti su tela Anno: ND Dimensione: 30 x 50 cm
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Laura Vesparul Tecnica: Olio, acrilico e filo su lino intelaiato Anno: 2025 Dimensione: 90 x 90 cm Descrizione: Giocosità – Connessioni – Interezza
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Hünkar Yılmaz Ianniello Tecnica: Fotografia Anno: 2024 Dimensione: 50×70 cm Descrizione:“Remembering denotes to bring to one’s mind an awareness of a past life, experience and learned knowledge when necessary. Much as the best way of not losing the feeling of life-long continuity is to make our memory work at the highest level, our mind tries to avoid memory losses through utilization of each and every method with an eye to create an integrated identity in as much as every black hole creates a disconnection in our personal history. Because our memory loses many details, it takes a lot of false memories, recreates them, and thus ensures us to have our entire life in sense of integrity. In as much as our memories are fragile and very open to being oriented during the recall process, remembering our memories an intervention during the remembering process may form our memories in very different ways. The project consisting of photographs of my own my sculpture is based on the interventions during the creation of false memories.”
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Laura Vesparul Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 100 x 70 cm Descrizione:Penso sia di vitale importanza il "sentire" – ciò tocca la sfera dell’emotività, della consapevolezza e dell’autenticità umana. Il "sentire" va oltre il semplice percepire delle sensazioni fisiche: è ascoltare se stessi, e gli altri comprendendoli, essere presenti alle proprie emozioni, vivere in modo autentico, pienamente. L'intelligenza artificiale è magnifica, straordinaria, crea di tutto, ma non sente; lei stessa è una creazione di un insieme di saperi guidati dal "sentire". Cosa sarebbe il mondo, la natura senza il "sentire"? Di seguito, riporto un esempio di testo poetico, stile ungarettiano, proposto dall'AI: Sentire Mi tengo in ascolto del battito che non so Trema la vita in un nodo di vene Un dolore piccolo mi fa uomo Una gioia senza nome mi sfiora Nel silenzio più vivo mi scopro non salvo non vinto soltanto presente nel sangue che chiama




















