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Gennifer Tecnica: Stampa fotografica Fine Art, dibond, cornice in legno. Cornice a vivo Anno: 2023 Dimensione: 21 x 30 cm c.d.a Descrizione: Decrypt for-mat #17 è un tentativo di portare le persone a mettere in discussione la propria percezione, ad interrogarsi sulla propria identità. e considerare il fatto che non esiste una percezione oggettiva della realtà, ma la significhiamo in base a quello che è il nostro background educativo-culturale ed agli automatismi che la società attuale sedimenta nella nostra coscienza. L’ambiguità dell’immagine, la doppia lettura che essa porta in sé, è stata fin dall’inizio uno degli elementi caratterizzanti la ricerca dell’artista: “l’immagine del corpo”diventa “il corpo dell’immagine”, così come lo “spazio del corpo” diventa “ il corpo dello spazio”, la forma diviene in questo caso una deformazione che “in-forma” l’osservatore dell’esistenza di una possibile altra vi- sione di sé. Allo stesso modo, Decrypt for-mat significa “ decriptare la materia” ma anche “ decriptare un formato”, non diversamente dalla scrittura dove le parole cambiano di significato quando altre parole o contesti discorsivi vengono affiancati. Significa anche mettere in discussione il concetto di fotografia stesso, come forma canonica di un’immagine realistica. Così reinvento un sistema comunicativo in cui l’immagine corporea, funziona proprio come le parole, come espediente per avviare un dialogo che diventa continuo tra spettatore ed opera: liberare il corpo dal suo involucro e portarlo oltre i suoi confini fisici ed ideologici. Cerco di andare oltre l’immagine, oltre il genere, oltre questi schemi culturali e sociali, per iniziare a a parlare di una soggettività sessualmente indifferenziata, nel tentativo di far rivivere la soggettività che è propria di ciascun individuo. Aspetto che oggi sembra non esistere più nel momento in cui , nella maggior parte dei casi, le persone sono l’emanazione di un’unica identità ripetuta. Interrogandomi sulle potenzialità delle tecnologie digitali, rifletto sulla possibilità di fornire una nuova visione di realtà in cui l’osservatore possa risignificarsi.
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Gennifer Tecnica: Stampa fotografica Fine Art, dibond, cornice in legno. Cornice a vivo Anno: 2023 Dimensione: 70 x 50 cm Descrizione: Decrypt for-mat #8 è un tentativo di portare le persone a mettere in discussione la propria percezione, ad interrogarsi sulla propria identità. e considerare il fatto che non esiste una percezione oggettiva della realtà, ma la significhiamo in base a quello che è il nostro background educativo-culturale ed agli automatismi che la società attuale sedimenta nella nostra coscienza. L’ambiguità dell’immagine, la doppia lettura che essa porta in sé, è stata fin dall’inizio uno degli elementi caratterizzanti la ricerca dell’artista: “l’immagine del corpo”diventa “il corpo dell’immagine”, così come lo “spazio del corpo” diventa “ il corpo dello spazio”, la forma diviene in questo caso una deformazione che “in-forma” l’osservatore dell’esistenza di una possibile altra vi- sione di sé. Allo stesso modo, Decrypt for-mat significa “ decriptare la materia” ma anche “ decriptare un formato”, non diversamente dalla scrittura dove le parole cambiano di significato quando altre parole o contesti discorsivi vengono affiancati. Significa anche mettere in discussione il concetto di fotografia stesso, come forma canonica di un’immagine realistica. Così reinvento un sistema comunicativo in cui l’immagine corporea, funziona proprio come le parole, come espediente per avviare un dialogo che diventa continuo tra spettatore ed opera: liberare il corpo dal suo involucro e portarlo oltre i suoi confini fisici ed ideologici. Cerco di andare oltre l’immagine, oltre il genere, oltre questi schemi culturali e sociali, per iniziare a a parlare di una soggettività sessualmente indifferenziata, nel tentativo di far rivivere la soggettività che è propria di ciascun individuo. Aspetto che oggi sembra non esistere più nel momento in cui , nella maggior parte dei casi, le persone sono l’emanazione di un’unica identità ripetuta. Interrogandomi sulle potenzialità delle tecnologie digitali, rifletto sulla possibilità di fornire una nuova visione di realtà in cui l’osservatore possa risignificarsi.
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Gennifer Tecnica: Stampa fotografica Fine Art, dibond, cornice in legno. Cornice a vivo Anno: 2023 Dimensione: 70 x 50 cm Descrizione: 1. opere originali le opere sono già realizzate, nel caso ho foto delle opere allestite ma fotografate da lontana prospettiva.
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Jessica Anacoreta Tecnica: Acquerello Anno: 2025 Dimensione: 35 x 29 cm Descrizione: Nell' opera il mito di Pigmalione viene reinterpretato sotto un' altra luce. Il fuoco della rinascita appartiene interamente alla donna: la figura centrale emerge dall'evanescenza del marmo blu non come oggetto creato, ma come soggetto che prende coscienza di sé. Pigmalione è relegato in ombra, spettatore marginale di un prodigio che non gli appartiene più: la trasformazione della pietra in carne è l'allegoria di una liberazione interiore. La tecnica dell’acquerello, qui portata all'estrema evanescenza nella forma e nel colore, enfatizza il momento esatto in cui l'idea diventa corpo e l'essenza si fa presenza. L'opera celebra l'identità come affermazione vitale e autonoma di un’esistenza che sceglie, finalmente, di respirare."
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Tecnica: SmaltoAnno: 2025Dimensione: 40 x 40 cm Descrizione: Superfici perfettamente levigate, caratterizzate dalla stesura di un unico colore sul quale sono tracciate linee cromaticamente a contrasto: una struttura compositiva che potrebbe descrivere sinteticamente oltre cento anni della storia dell'arte contemporanea. Il linguaggio di Igor Grigoletto, di rigorosa essenzialità, rappresenta l'odierna testimonianza di quanto questo tipo di ricerche aniconiche siano ancora attuali; il suo fondamento è certamente razionale, tuttavia non si esaurisce nei fondamenti euclidei, aprendosi alla geometria iperbolica attraverso un'interpretazione del tutto personale del segno. E se nella semiotica il segno rappresenta «qualcosa che sta per qualcos’altro» (aliquid stat pro aliquo) nell'arte di Grigoletto esso diventa il mezzo comunicativo privilegiato. Le sue opere infatti, all'apparenza non descrittive, sono narrazione tramite segni: ed è proprio ciò che accade comunemente nella forma di narrazione più usuale, ovvero nella concretizzazione di un pensiero attraverso parole, elementi formati da segni chiamati lettere, ossia da un alfabeto. Non è quindi casuale che in alcune recenti opere su vetro l'artista abbia tracciato forme lineari o concentriche, spesso variamente ibridate che corrispondono proprio ad un alfabeto di sua ideazione: il gesto controllato di Grigoletto traccia segni che si fanno quindi comunicazione verbale. Essi, tradotti nelle sculture in metallo in forma più libera, snodandosi in spirali e cerchi, si inverano matericamente in un filo di cotone rosso: è il fil rouge della memoria, della sensibilità, dell'appartenenza territoriale ( la Liguria alla quale è così tenacemente legato, come dimostra l'uso dei risèu -i ciottoli di mare-, del legno marino e dei fiscoli o sportine, doppi dischi di fibre vegetali utilizzati nei frantoi per estrarre l'olio dalla pasta di olive collocata al loro interno ). Segno dunque che si dipana, sia come alfabeto sia come struttura di pensiero, in una alternanza di equilibri
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Mirjana Durisic Tecnica: Analogue collage (scissors and glue) Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 33 x 48 cm Descrizione: Bird of paradise
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Mirjana Durisic Tecnica: Analogue collage (scissors and glue) Anno: 2020 Dimensione senza cornice: 33 x 48 cm Descrizione: Ho creato quest'opera durante il Covid. In quel periodo provavo un mix di emozioni forti. La mia creazione rappresenta la vita e la trasformazione della realtà. Ho usato colori molto accesi per trasmettere l'intensità di quel momento e la forza che ho trovato per uscire da quel periodo difficile...
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Agnese Rabagliati Tecnica: Uncinetto Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 50 x 33 cm Descrizione: Il mistero dell'anima coinvolge tutti, ma è un codice decifrabile solo per pochi.
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Agnese Rabagliati Tecnica: Uncinetto Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 20 x 35 cm Descrizione: Collage di uncinetto con l'utilizzo di varie tecniche.
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Claudia Scalera Tecnica: Su tela, corpetto in rilievo di tela gessata, guscio plastico, fiori, applicazioni in DAS nastro di carta, colori acrilici Dimensione: 40 x 50 cm Anno: 2022 Descrizione: Il corpetto rappresenta la Maternità, la sua pancia trasparente lascia intravedere il feto immerso nel suo buio sereno , protetto, simbolo di vita nascente e di mistero, le roselline che guarniscono tutto il bustino richiamano l’Amore, la passione e la fragilità. Visione intensa e simbolica della Maternità e del legame senza fine che inizia.
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Giorgia Pavan Tecnica: Grafite su carta Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 50 x 68,5 cm Descrizione: Il lavoro è costituito dalla ripetizione di una serie di segni iper-personali. Questi derivano dalla curiosità di indagine delle possibilità della mano. L’intento è quello di assecondarla, di farla muovere più veloce della coscienza. Facendo questo, la mano partecipa al tempo della vita creando contemporaneamente un tempo e uno spazio parallelo ad essa: quello della pratica artistica. È in una temporalità macilenta che ho trovato il modo di indagare più a fondo la questione del segno: l’incessante ripetizione di esso crea una dimensione quasi meditativa, all’interno della quale mi è stato possibile intuire che questo modo di (di)segnare si stesse manifestando con le stesse modalità di un dialogo interno. Inizialmente ho utilizzato il segno per rappresentare la mia esperienza percettiva del mondo all’interno del foglio di carta. Ma, a seguito dello studio dedicato alla fenomenologia di Merleau-Ponty e la sua prospettiva descrittiva piuttosto che esplicativa sul mondo esterno, l’approccio al segno è mutato: il focus della pratica artistica si è traslato dal significato al senso. Questo mi ha portata a ridurre il disegno ai suoi minimi termini: la scrittura. Per trovare la forma adatta attraverso cui dispiegare il segno, mi è venuto naturale utilizzare un disegno geometrico. Solo in un secondo momento ho realizzato che la mia propensione ad esso era dovuta alla professione di architetto di mio papà e alla fascinazione che provavo nel vedere le sue mani tracciare quel tipo di segno per me iper-riconoscibile. Il mio segno, dunque, si manifesta all’interno dei confini del suo. Le nostre interiorità dialogano per la prima volta, non attraverso un dialogo verbale, ma proprio nella dimensione del disegno. Inoltre, ciò che rende questo lavoro ulteriormente intimo e significativo è il fatto che il disegno realizzato da lui riporta le piante architettoniche degli unici luoghi in cui si svolge il nostro rapporto: la nostra casa, la casa di sua mamma, il nostro giardino.
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Francesco Pace Tecnica: Gesso acrilico e smalto su tela Anno: 2021 Dimensione: 120×100 cm
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Francesco Pace Tecnica: Gesso acrilico e smalto su tela Anno: 2021 Dimensione: 120×100 cm
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Martina Concato Tecnica: Oil, acrylics and golden leaf on cardboard Anno: 2024 Dimensione: 50 cm x 70 cm Descrizione: The relationship with our Twin Flame is much more than a romantic encounter. These two souls were separated only to find each other again: the goal is emotional healing through personal and spiritual growth. For this very reason, this relationship stirs opposing forces within us, where gold and red mix with deep wounds that come back to the surface. It is an indefinable, challenging dance, with an overwhelming force that holds us together strongly because we are two parts of the same soul.
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Natàlia García Monné.Tecnica: Watercolor on paper Anno: 2026 Dimensione: 90 x 180 cm Descrizione: An unclothed male body becomes a living terrain: plants grow across the chest and armpits, replacing body hair with vegetation. The work dissolves the boundary between skin and nature, proposing the body as a sensitive, intimate ecosystem where vulnerability and growth coexist.
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Alice Geymonat Tecnica: Grafite su carta Anno: 2025 Dimensioni: 28 x 28 cm Descrizione: Serie di quattro disegni su carta Hahnemuhle. Questa serie nasce come un lavoro di disegno inteso come pratica di studio, riflessione e appunto. Attraverso il segno cerco di relazionarmi alla sensazione di eternità che sperimento nel paesaggio montano, un tempo dilatato e sospeso. I segni presenti nell'opera non sono descrittivi né rappresentativi: non vogliono restituire un'immagine riconoscibile del paesaggio montano, ma cercano di esistere come tracce autonome, concrete in se stesse. Il disegno è la tecnica che prediligo proprio per la sua natura intima e interrogativa: ogni punto, ogni tratto diventa un gesto di indagine, un modo per relazionarmi con l'eterno, la luce e la distanza. La serie si apre a una relazione diretta con lo spettatore, che può entrarvi senza la necessità di un referente preciso, ma lasciandosi guidare da una percezione sensibile.
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Pollo Cioni Tecnica: Tecnica mista su carta Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 33cm x 48cm Descrizione: Terza opera, domina il colore blu/celeste. Altro ritratto scolastico. Al suono della campanella si scatena l'inferno. Deformazione di icone, anche in questo caso tratte dal mondo dei videogiochi. La fuga da scuola è la fuga dall'istruzione, ma anche fuga da una costrizione. La rabbia di chi ormai è "grande" e non vuole più rivivere quei momenti dove il corpo muta cambia, esce dal bozzolo, l'adolescenza è il periodo dove puoi sognare schiavo di un corpo che si evolve, passando da uno stato di deforme alterazione di noi.
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Pollo Cioni Tecnica: Tecnica mista su carta Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 33cm x 48cm Descrizione: Seconda opera, dove domina il colore rosso. Anche qui abbiamo una deformazione di diverse icone pop tratte dal mondo video ludico e non. In questo caso viene rappresentata l'inizio di una rissa tra studenti. In palio una principessa/milf/ragazza. Sotto suolo senza freni, dove finalmente la mente malata umana può esprimersi al peggio. Siamo e rimaniamo eterni bambini in una società perennemente maschilista.
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Pollo Cioni Tecnica: Tecnica mista su carta Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 33cm x 48cm Descrizione: prima opera di una trilogia. Domina il colore verde. Creature provenienti dal mondo dei videogiochi deformate, rappresentano quello che il nostro cervello sopisce. Sotto terra, nel mondo di tutti, ogni cosa viene sporcata, resa grottesca, ammalata dai nostri ricordi, sempre più ossessionati dai social, distratti da opinioni e odio altrui. Siamo felicemente schiavi del consumismo. Qui abbiamo una foto di classe di quello che potremmo essere.
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Chiara Scolastica Mosciatti Tecnica: olio e acrilici su tela Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 40 x 50 cm Descrizione: Malìa giorno e notte tra le onde e le dune la luna negli occhi e una barca nell'orecchio, su una pala di fico d'india si vede riflessa e non sa più vivere qua.
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Chiara Scolastica Mosciatti Tecnica: olio e acrilici su tela Anno: 2023 Dimensione senza cornice: 18cm x 24cm Descrizione: Un cielo e abbacinante e un mare terso fanno un assoluto. In questo assoluto non si può essere meno che titani, o pietre o tornare pesci. Vuoto ionico.
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Rita Borsari Tecnica: Collage con foto stampate su carta semplice, pastelli acquerellabili, pastelli a cera acquerellabili e acrilici su carta Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 23,9 x 33 cm Descrizione: Una mano che tappa una bocca, non per togliere voce ma per fermare il tempo, vivere il desiderio, lasciare libero l’erotismo che abita i corpi, lasciare che ciascuno si esprima con i propri colori.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 80 x 60 cm Descrizione: L’opera celebra coraggio e libertà nei miei vent’anni, lasciandosi andare alle emozioni. Una vela blu domina il paesaggio, circondata da pennellate rapide e colorate che si mescolano tra loro, evocando movimento e vita. Il soggetto nasce da un legame familiare: ritrovando i disegni di mio nonno, ho deciso di riprendere queste barchette che hanno accompagnato la nostra storia e la mia crescita.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 75 x 55 cm Descrizione: L'opera nasce in un momento di tristezza, come riflesso di emozioni difficili da dominare. Il giallo, intenso e prorompente, esprime tensione e forza interiore, andando oltre il suo uso tradizionale di allegria. Il gesto pittorico spontaneo rompe ogni schema, suggerendo che il controllo totale non è possibile e che accogliere ciò che emerge e ciò che sentiamo è parte del processo creativo.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 75 x 55 cm Descrizione: L’opera nasce dal tentativo di mantenere equilibrio tra razionalità e emozione. Schemi e griglie suggeriscono ordine, ma il gesto liberatorio del colore rompe ogni struttura, evocando la forza delle emozioni che sovrastano il controllo. Un invito ad accogliere il fluire delle emozioni come parte di sé, trasformando il lasciarsi andare in un’esperienza visiva e sensibile.
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Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2025 Dimensione: 100 x 40 cm Descrizione: PROGETTO: Fluxus Mentis Traiettorie mentali, in cui ogni linea diventa la materializzazione grafica di un pensiero in movimento. L’opera ritrae la dinamica stessa del pensare: un campo in cui le idee avanzano, si scontrano, si deviano, si annodano e si perdono, restituendo visivamente la complessità del flusso mentale. Le linee sono come una mappa di connessioni in cui l’immagine diventa un “territorio interiore”, dove il non detto prende forma in traiettorie, nodi, grovigli e slittamenti, come se la psiche disegnasse da sé la propria cartografia emotiva. L’assenza di una direzione chiara e di un orientamento stabile richiama la condizione di chi abita il proprio inconscio come un viaggiatore in una terra senza bussola. Le linee oblique e intersecate funzionano come rotte incerte, percorsi che si aprono, si interrompono, deviano, restituendo la sensazione di uno smarrimento creativo: non si sa dove andare, ma il “perdersi” è la sola possibilità di scoperta. Il contrasto tra la rigidità di alcune linee più nette e la nebulosità dello sfondo evoca la tensione tra bisogno di controllo e natura fluida dell’inconscio. Ciò che si tenta di trattenere, ordinare, definire, viene costantemente contaminato da una materia psichica più informe, che riaffiora come polvere, nebbia o macchia. Fluxus mentis quiet: la quiete dopo la tempesta emotiva, la leggerezza dei tratti portata da pensieri razionali, intenzioni chiare, decisioni prese, tentativi di dare ordine al caos interiore.
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Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2025 Dimensione: 100 x 40 cm Descrizione: PROGETTO: Fluxus Mentis Traiettorie mentali, in cui ogni linea diventa la materializzazione grafica di un pensiero in movimento. L’opera ritrae la dinamica stessa del pensare: un campo in cui le idee avanzano, si scontrano, si deviano, si annodano e si perdono, restituendo visivamente la complessità del flusso mentale. Le linee sono come una mappa di connessioni in cui l’immagine diventa un “territorio interiore”, dove il non detto prende forma in traiettorie, nodi, grovigli e slittamenti, come se la psiche disegnasse da sé la propria cartografia emotiva. L’assenza di una direzione chiara e di un orientamento stabile richiama la condizione di chi abita il proprio inconscio come un viaggiatore in una terra senza bussola. Le linee oblique e intersecate funzionano come rotte incerte, percorsi che si aprono, si interrompono, deviano, restituendo la sensazione di uno smarrimento creativo: non si sa dove andare, ma il “perdersi” è la sola possibilità di scoperta. Il contrasto tra la rigidità di alcune linee più nette e la nebulosità dello sfondo evoca la tensione tra bisogno di controllo e natura fluida dell’inconscio. Ciò che si tenta di trattenere, ordinare, definire, viene costantemente contaminato da una materia psichica più informe, che riaffiora come polvere, nebbia o macchia. Fluxus mentis turbolence: linee sovrapposte come strati di esperienze: memorie, traumi, desideri e pensieri ossessivi che si inscrivono nel tempo. La densità dei segni in alcune zone suggerisce aree di congestione psichica, punti in cui l’energia mentale si è sedimentata o bloccata, mentre le parti più rarefatte rimandano a spazi di sospensione, oblio o rimozione.
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Bruno Amico Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione: 70 x 100 cm Descrizione: L’opera si apre con un rosso profondo e vibrante che domina la tela, mentre sulla sinistra emergono forme nere irregolari, come tracce di gesti decisi e determinati. Queste forme raccontano uno scontro tra ragione e impulso, tra razionalità e sentimenti intensi. Il rosso pulsa di energia e passione, mentre il nero interrompe e delimita, creando un contrasto forte e drammatico. Ogni segno porta con sé la forza e l’urgenza delle emozioni vissute fino in fondo. “Battaglia” è un vero racconto di conflitto interiore, un dialogo acceso tra mente e cuore, tra controllo e abbandono, dove ogni colore e ogni gesto testimoniano la potenza dei sentimenti e la tensione costante tra ragione e impulso.
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Bruno Amico Tecnica: Tecnica mista: cemento su carta giapponese acrilico e acquarello Anno: 2025 Dimensione: 80 x 50 cm Descrizione: Questo lavoro nasce da una lettera scritta a mia sorella durante un momento di fragilità. Il testo, presente sul fondo della composizione, non è pensato per essere letto in modo lineare, ma come traccia intima e silenziosa, una presenza che rimane sotto la superficie dell’immagine. La materia che costruisce la tela è composta da cemento e elementi raccolti sull’isola, materiali legati a un’idea di resistenza, peso e permanenza. L’isola diventa qui una metafora concreta: un luogo isolato, esposto, che trattiene e allo stesso tempo protegge. Allo stesso modo, la figura di mia sorella non è rappresentata in modo diretto, ma evocata attraverso forme irregolari e stratificate, come un corpo che cerca di mantenere la propria integrità all’interno di una condizione instabile. Il segno, derivato da strutture calligrafiche e alfabetiche, perde la funzione di scrittura per trasformarsi in forma astratta e materica. La superficie della tela diventa così uno spazio di deposito, dove parola, luogo e relazione si sovrappongono, dando origine a un’immagine che non racconta un evento specifico, ma trattiene una tensione emotiva e fisica, sospesa tra protezione e crollo.
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Margherita Marzari Tecnica: Acrilico e foglia oro su tela Anno: 2026 Dimensioni: 50 x 70 cm Descrizione: Quel momento in cui la tua vita è una scossa elettrica e ti senti invincibile. Quando capisci che se puoi stare così allora tutto il dolore sarà piccolo a confronto e ne varrà sempre la pena.
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Margherita Marzari Tecnica: Acrilico e foglia di rame su tela Anno: 2025 Dimensioni: 50 x 100 cm Descrizione: Quando ti fermi a riflettere e guardi davanti a te e vedi il cielo che prende il colore del temporale. Temporale senza violenza. Senza tempesta. Ti ricorda che puoi fermarti in mezzo a tutti i frammenti che ti scorrono intorno e guardi il cielo e pensi che un cielo così non c’è da nessun’altra parte e forse, ma solo forse, sei nel posto giusto.
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Il filo che doveva salvare diventa labirinto. La trama guida e imprigiona, segna il percorso ma non mostra l’uscita. Arianna resta nel labirinto che ha creato — il suo gesto è salvezza e abbandono insieme. L’opera vibra come un pensiero che cerca la via, e non la trova.
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Il gesto si ripete come un rito antico. Ogni cucitura è un giorno che passa, ogni nodo un pensiero trattenuto. La superficie diventa un telaio invisibile: una pazienza che costruisce, disfa, ricostruisce. Un campo di battaglia statico che trattiene il desiderio di potere di chi vuole invadere il talamo. Il sangue pulsa, la mano sui fili lo trattiene. Penelope non tesse più un sudario, ma la memoria stessa del gesto.
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Un volo, un’assenza. Nel silenzio azzurro, le cuciture nere tracciano la memoria del passaggio. Come Euriclea riconosce Ulisse toccandone la ferita, anche qui il segno diventa pelle, riconoscimento, traccia di ciò che non si vede più ma che ritorna mutato e più forte di prima a rivendicare il suo posto nel mondo, quella che chiama casa.
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Elisa Pellizzari Tecnica: Ceramolle, acquaforte, maniera a zucchero e puntasecca su zinco (stampata su carta hahnemühle 300 gr) Anno: 2025 Dimensioni: 70 x 50 cm Descrizione: Ogni segno inciso è un tentativo di dare forma all’invisibile, di rendere percepibile una fase di transizione che lascia una traccia pur sfuggendo a una definizione immediata. Un percorso introspettivo, una metafora di una graduale messa a nudo di geografie e substrati che da fisici diventano interiori. Flussi in bilico tra presenza e assenza rivelano una tensione costante tra ciò che permane e ciò che si trasforma.
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Elisa Pellizzari Tecnica: Ceramolle, acquaforte, maniera a zucchero e puntasecca su zinco (stampata su carta hahnemühle 300 gr) Anno: 2025 Dimensioni: 70 x 50 cm Descrizione: Ogni segno inciso è un tentativo di dare forma all’invisibile, di rendere percepibile una fase di transizione che lascia una traccia pur sfuggendo a una definizione immediata. Un percorso introspettivo, una metafora di una graduale messa a nudo di geografie e substrati che da fisici diventano interiori. Flussi in bilico tra presenza e assenza rivelano una tensione costante tra ciò che permane e ciò che si trasforma.
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Alice Geymonat Tecnica: Grafite su carta Anno: 2025 Dimensioni: 28 x 28 cm cad. Descrizione: Serie di quattro disegni su carta Hahnemuhle. Questa serie nasce come un lavoro di disegno inteso come pratica di studio, riflessione e appunto. Attraverso il segno cerco di relazionarmi alla sensazione di eternità che sperimento nel paesaggio montano, un tempo dilatato e sospeso. I segni presenti nell'opera non sono descrittivi né rappresentativi: non vogliono restituire un'immagine riconoscibile del paesaggio montano, ma cercano di esistere come tracce autonome, concrete in se stesse. Il disegno è la tecnica che prediligo proprio per la sua natura intima e interrogativa: ogni punto, ogni tratto diventa un gesto di indagine, un modo per relazionarmi con l'eterno, la luce e la distanza. La serie si apre a una relazione diretta con lo spettatore, che può entrarvi senza la necessità di un referente preciso, ma lasciandosi guidare da una percezione sensibile. Prezzo: 145 cad.
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Alice Geymonat Tecnica: Acrilico su tela di cotone Anno: 2025 Dimensioni: 100x80cm Descrizione: Tela preparata con tempera e successivamente lavorata con acrilico estremamente diluito. Quest'opera nasce come naturale conseguenza dei miei studi quotidiani ad acquerello, intesi come appunti giornalieri e momenti di osservazione e riflessione. La tela diventa compagna di ricerca, con la quale tento di concretizzare e sedimentare queste esperienze, lavorando sull'opera per giorni e settimane. In questo processo il colore assume un ruolo centrale: attraverso la sua dilazione, stratificazione e trasparenza diventa materia sensibile e temporale, capace di trattenere il tempo del lavoro e del corpo. la superficie pittorica si trasforma così in una presenza quasi riflessiva, uno specchio del mio corpo e della mia essenza, un'ombra che raccoglie tracce di memoria, tempo e presenza. Il titolo Le acque del versante ovest, nasce da una domanda che attraversa il mio rapporto con il Monte Chaberton: che cosa è un elemento "naturale"? che cosa intendiamo davvero per natura? Osservando la presenza dei fortini, delle architetture militari e della neve che annualmente vi si posa, questa distinzione si fa incerta. I fortini raccontano una storia umana, le acque raccontano una storia ambientale, ma entrambe sono vita del monte, entrambe appartengono alla sua struttura e alla sua memoria. Che cos'è la memoria? Che cos'é la storia? Quali storie sono diventate memoria? La montagna mi si mostra come un corpo stratificato, con le sue architetture e le sue memorie. Le acque, le pietre, le costruzioni, gli alberi diventano elementi costitutivi dello stesso organismo, protagonisti di tempi diversi ma intrecciati.
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Sold OutSOLDAlice Geymonat Tecnica: Acquaforte e acquatinta Anno: 2024 Dimensioni: 200 x 250 mm Descrizione: L'opera è un’incisione acquaforte-acquatinta su matrice in zinco. In questo lavoro ho cercato di concretizzare ulteriormente il mio segno, rendendolo sempre più essenziale e autonomo. Il punto di partenza è ancora una volta la montagna, in particolare una vetta, ma vista con lo sguardo di chi sta compiendo un'ascensione. Questo movimento verso l'alto richiama l'attrazione profonda, anche spirituale, che ho sempre sentito nei confronti di questi luoghi, radicati nella mia esperienza passata e condivisi da molte persone che vi riconoscono una dimensione di spiritualità collettiva. L'ascensione al monte diventa così una metafora di un'ascesa interiore e spirituale.
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Simona Mastropietro Tecnica: Acquaforte su alluminio Anno: 2025 Dimensioni: 50 x 70 cm Descrizione: Il lavoro è un acquaforte su alluminio, realizzata dipingendo una lastra di alluminio e sagomata attraverso gli acidi che le danno una presenza scultorea. Il lavoro si ispira agli elementi urbani, alle strade e al caos metropolitano. Il gesto, l'energia, la casualità e l'istinto sono componenti fondamenti per quest'opera e il mio modo di lavorare. Caratteristiche comuni ai lavori che realizzo su tela.
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Simona Mastropietro Tecnica: Tecnica mista su tela. Realizzata con colori acrilici, spray e smalti per creare sovrapposizioni cromatiche "bloccate" da elementi più geometrici Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 225 cm; l'opera è pensata per non essere incorniciata Descrizione: Il lavoro è realizzato su tela con colori acrilici, spray, smalti e l’utilizzo di griglie. La composizione si sviluppa in senso orizzontale, attraverso la sovrapposizione di elementi che conferiscono dinamicità ed energia all’opera. Il mio approccio gestuale ed energico mi permette di entrare in intimità con la tela; i ricordi rivestono un ruolo fondamentale nel processo creativo e mi consentono di vivere l’opera come una narrazione, una storia personale.
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Simona Mastropietro Tecnica: L’opera è realizzata su tela, sulla quale è stata inizialmente stampata una matrice calcografica. Successivamente la superficie è stata rielaborata attraverso interventi pittorici con vernici, spray e smalti. Il processo si sviluppa per stratificazioni successive di colore e segno, fino a rendere quasi invisibile la stampa originaria, che rimane come traccia sottostante del lavoro. Anno: 2025 Dimensioni: 140 x 107 cm; l'opera è pensata per non essere incorniciata Descrizione: Il lavoro è stato realizzato su una tela sulla quale è stata stampata una matrice calcografica. Successivamente sono intervenuta con vernici, spray e smalti, fino a rendere quasi invisibile la stampa originaria. L’opera è composta da stratificazioni di colore che richiamano il mondo industriale e urbano: graffiti, architetture, strade e rumori che caratterizzano l’ambiente metropolitano. La componente emotiva e gestuale è fondamentale nel mio modo di lavorare, poiché mi permette di essere completamente coinvolta nel processo creativo e di creare un senso di intimità attraverso l’energia del gesto. Ogni lavoro rappresenta per me una storia e un ricordo personale.
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Vincenzo Portuese Tecnica: Tecnica mista su tela con cenere vulcanica, foglia oro, bitume e smalti Anno: 2023 Dimensioni: 80 × 120 cm Descrizione: L’opera vuole essere una rappresentazione astratta di un paesaggio rovinato ormai dall’usura, dalla caducità e da un’azione di lotta tra elementi vitali e distruttivi. Giocando con l’idea di ciclicità, di distruzione e rigenerazione, vorrei invitare l’osservatore a riflettere sulle forze che modellano la nostra esistenza: il tempo, la materia, e le forze opposte che danno forma alla realtà
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Vincenzo Portuese Tecnica: Tecnica mista su tela con acrilici e smalti Anno: 2025 Dimensioni: 100 × 150 cm Descrizione: Danza Materica nasce dal bisogno di raccontare il cambiamento continuo delle cose. Nulla, per me, è davvero fermo o definitivo, e questa opera parla proprio di questo: dell’impermanenza, della trasformazione costante della materia e delle forme. Le figure che prendono forma sulla tela non sono stabili. Si muovono, si spezzano, si ricompongono. A volte sembrano sul punto di crollare, altre di trovare un nuovo equilibrio. Non vogliono rappresentare qualcosa di riconoscibile, ma un processo: quello in cui costruire e distruggere diventano parte dello stesso gesto.
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Tecnica: Mista, acrilici e smalti su tela Anno: ND Dimensione: 30 x 50 cm
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Laura Vesparul Tecnica: Olio, acrilico e filo su lino intelaiato Anno: 2025 Dimensione: 90 x 90 cm Descrizione: Giocosità – Connessioni – Interezza
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Tecnica: Acrylic on Canvas Anno: 2024 Dimensione: 40 x 70 cm Descrizione: Within the world of women, we so often remain silent. Silent about the pain. Silent about betrayal. Silent about the terror that churns within the soul. Scream. Enough of silence.
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Tecnica: Acrylic on plywood Anno: 2025 Dimensione: 40 x 50 cm Descrizione: Esiste un dolore per il quale non si sono trovati né un nome né una voce. Arriva nell'ora della solitudine più profonda, quando l'opportunità di parlare si esaurisce e le labbra restano serrate. In quel momento, la tristezza assume la sua forma più fragile e, al contempo, più resistente: si congela. Questa è la storia di una donna le cui lacrime, non osando liberarsi, si sono trasformate in cristalli di ghiaccio. Non sono cadute a terra, non hanno lavato via il dolore, ma si sono depositate al confine dell'anima, diventando disegno freddo, ma ipnotico. Non è un semplice riflesso del metallo, ma lo specchio dell'armatura interiore forgiata dall'impossibilità di essere ascoltata. sentimento più potente è quello che rimane inespresso, tramutandosi in una bellezza gelida e monumentale.
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Giulia Boni Tecnica:mista,Forme circolari, dimensioni varie, Tratto, tratteggio, inchiostro,
acrilico Anno: 2025 Dimensione: 16x16 -20x20-25x25-30x30 cm. Varie forme Descrizione: Vendibili anche singolarmente. -
Laura Vesparul Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 100 x 70 cm Descrizione:Penso sia di vitale importanza il "sentire" – ciò tocca la sfera dell’emotività, della consapevolezza e dell’autenticità umana. Il "sentire" va oltre il semplice percepire delle sensazioni fisiche: è ascoltare se stessi, e gli altri comprendendoli, essere presenti alle proprie emozioni, vivere in modo autentico, pienamente. L'intelligenza artificiale è magnifica, straordinaria, crea di tutto, ma non sente; lei stessa è una creazione di un insieme di saperi guidati dal "sentire". Cosa sarebbe il mondo, la natura senza il "sentire"? Di seguito, riporto un esempio di testo poetico, stile ungarettiano, proposto dall'AI: Sentire Mi tengo in ascolto del battito che non so Trema la vita in un nodo di vene Un dolore piccolo mi fa uomo Una gioia senza nome mi sfiora Nel silenzio più vivo mi scopro non salvo non vinto soltanto presente nel sangue che chiama
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Laura Vesparul Tecnica: Foglia oro e acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 100 x 70 cm Descrizione: Come la placenta per il nascituro, così il fiume per la vita: un flusso silenzioso che nutre, protegge e connette, genera. Il fiume porta vita alla terra, la feconda e la mantiene fertile; la placenta porta ossigeno e nutrimento, custodendo la vita che cresce nel grembo. Entrambi non trattengono per sé, ma scorrono e donano, creando ponti invisibili tra la sorgente e il compimento, tra il grembo e il mondo, tra l’origine e l’avvenire. La “placenta” qui rappresentata è il fiume Danubio, le cui acque scorrono come un filo d’oro che cuce insieme popoli, culture e storie.
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Laura Vesparul Tecnica: Stencil e acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 100 x 150 cm Descrizione: Antico respiro della terra il fiume scorre via d'oro che insegna a non fermarsi mai Ugual alle sue acque la via per la libertà non conosce gabbie non teme ostacoli aggira scava rompe verso l'aperto mare sempre Irrequiete generazioni ci specchiamo in quel fluire portiamo nel sangue la corrente e nelle mani l'urgenza del domani
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Donatella Saligari Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 120 x 100 cm Descrizione: Opera portata in concorso ad ArtePadova. Nata in modo viscerale dopo aver visto l’ennesimo massacro di bimbi affamati, donne, anziani, medici e giornalisti. Mai in vita mia avrei pensato di assistere ad un genocidio di tale ferocia! Questo dipinto rappresenta tutta la mia disperazione e l’orrore che provavo e provo, soprattutto sentendomi assolutamente impotente a fermarlo! Ecco che le colate scure rappresentano il sangue dei civili…volevo dare risalto all’orrore più grande: il sangue dei bambini! Ecco le colate chiare…più corte sono, più piccoli sono i bimbi assassinati. Credo che questa opera abbia una valenza storica. Questo orrore sarà scritto sui libri di storia, come uno dei capitoli più bui. La mia opera ne sarà una testimonianza.




























































