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Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2025 Dimensione: 100 x 40 cm Descrizione: PROGETTO: Fluxus Mentis Traiettorie mentali, in cui ogni linea diventa la materializzazione grafica di un pensiero in movimento. L’opera ritrae la dinamica stessa del pensare: un campo in cui le idee avanzano, si scontrano, si deviano, si annodano e si perdono, restituendo visivamente la complessità del flusso mentale. Le linee sono come una mappa di connessioni in cui l’immagine diventa un “territorio interiore”, dove il non detto prende forma in traiettorie, nodi, grovigli e slittamenti, come se la psiche disegnasse da sé la propria cartografia emotiva. L’assenza di una direzione chiara e di un orientamento stabile richiama la condizione di chi abita il proprio inconscio come un viaggiatore in una terra senza bussola. Le linee oblique e intersecate funzionano come rotte incerte, percorsi che si aprono, si interrompono, deviano, restituendo la sensazione di uno smarrimento creativo: non si sa dove andare, ma il “perdersi” è la sola possibilità di scoperta. Il contrasto tra la rigidità di alcune linee più nette e la nebulosità dello sfondo evoca la tensione tra bisogno di controllo e natura fluida dell’inconscio. Ciò che si tenta di trattenere, ordinare, definire, viene costantemente contaminato da una materia psichica più informe, che riaffiora come polvere, nebbia o macchia. Fluxus mentis quiet: la quiete dopo la tempesta emotiva, la leggerezza dei tratti portata da pensieri razionali, intenzioni chiare, decisioni prese, tentativi di dare ordine al caos interiore.
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Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2025 Dimensione: 100 x 40 cm Descrizione: PROGETTO: Fluxus Mentis Traiettorie mentali, in cui ogni linea diventa la materializzazione grafica di un pensiero in movimento. L’opera ritrae la dinamica stessa del pensare: un campo in cui le idee avanzano, si scontrano, si deviano, si annodano e si perdono, restituendo visivamente la complessità del flusso mentale. Le linee sono come una mappa di connessioni in cui l’immagine diventa un “territorio interiore”, dove il non detto prende forma in traiettorie, nodi, grovigli e slittamenti, come se la psiche disegnasse da sé la propria cartografia emotiva. L’assenza di una direzione chiara e di un orientamento stabile richiama la condizione di chi abita il proprio inconscio come un viaggiatore in una terra senza bussola. Le linee oblique e intersecate funzionano come rotte incerte, percorsi che si aprono, si interrompono, deviano, restituendo la sensazione di uno smarrimento creativo: non si sa dove andare, ma il “perdersi” è la sola possibilità di scoperta. Il contrasto tra la rigidità di alcune linee più nette e la nebulosità dello sfondo evoca la tensione tra bisogno di controllo e natura fluida dell’inconscio. Ciò che si tenta di trattenere, ordinare, definire, viene costantemente contaminato da una materia psichica più informe, che riaffiora come polvere, nebbia o macchia. Fluxus mentis turbolence: linee sovrapposte come strati di esperienze: memorie, traumi, desideri e pensieri ossessivi che si inscrivono nel tempo. La densità dei segni in alcune zone suggerisce aree di congestione psichica, punti in cui l’energia mentale si è sedimentata o bloccata, mentre le parti più rarefatte rimandano a spazi di sospensione, oblio o rimozione.
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Bruno Amico Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione: 70 x 100 cm Descrizione: L’opera si apre con un rosso profondo e vibrante che domina la tela, mentre sulla sinistra emergono forme nere irregolari, come tracce di gesti decisi e determinati. Queste forme raccontano uno scontro tra ragione e impulso, tra razionalità e sentimenti intensi. Il rosso pulsa di energia e passione, mentre il nero interrompe e delimita, creando un contrasto forte e drammatico. Ogni segno porta con sé la forza e l’urgenza delle emozioni vissute fino in fondo. “Battaglia” è un vero racconto di conflitto interiore, un dialogo acceso tra mente e cuore, tra controllo e abbandono, dove ogni colore e ogni gesto testimoniano la potenza dei sentimenti e la tensione costante tra ragione e impulso.
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Bruno Amico Tecnica: Tecnica mista: cemento su carta giapponese acrilico e acquarello Anno: 2025 Dimensione: 80 x 50 cm Descrizione: Questo lavoro nasce da una lettera scritta a mia sorella durante un momento di fragilità. Il testo, presente sul fondo della composizione, non è pensato per essere letto in modo lineare, ma come traccia intima e silenziosa, una presenza che rimane sotto la superficie dell’immagine. La materia che costruisce la tela è composta da cemento e elementi raccolti sull’isola, materiali legati a un’idea di resistenza, peso e permanenza. L’isola diventa qui una metafora concreta: un luogo isolato, esposto, che trattiene e allo stesso tempo protegge. Allo stesso modo, la figura di mia sorella non è rappresentata in modo diretto, ma evocata attraverso forme irregolari e stratificate, come un corpo che cerca di mantenere la propria integrità all’interno di una condizione instabile. Il segno, derivato da strutture calligrafiche e alfabetiche, perde la funzione di scrittura per trasformarsi in forma astratta e materica. La superficie della tela diventa così uno spazio di deposito, dove parola, luogo e relazione si sovrappongono, dando origine a un’immagine che non racconta un evento specifico, ma trattiene una tensione emotiva e fisica, sospesa tra protezione e crollo.
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Margherita Marzari Tecnica: Acrilico e foglia oro su tela Anno: 2026 Dimensioni: 50 x 70 cm Descrizione: Quel momento in cui la tua vita è una scossa elettrica e ti senti invincibile. Quando capisci che se puoi stare così allora tutto il dolore sarà piccolo a confronto e ne varrà sempre la pena.
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Margherita Marzari Tecnica: Acrilico e foglia di rame su tela Anno: 2025 Dimensioni: 50 x 100 cm Descrizione: Quando ti fermi a riflettere e guardi davanti a te e vedi il cielo che prende il colore del temporale. Temporale senza violenza. Senza tempesta. Ti ricorda che puoi fermarti in mezzo a tutti i frammenti che ti scorrono intorno e guardi il cielo e pensi che un cielo così non c’è da nessun’altra parte e forse, ma solo forse, sei nel posto giusto.
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Il filo che doveva salvare diventa labirinto. La trama guida e imprigiona, segna il percorso ma non mostra l’uscita. Arianna resta nel labirinto che ha creato — il suo gesto è salvezza e abbandono insieme. L’opera vibra come un pensiero che cerca la via, e non la trova.
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Il gesto si ripete come un rito antico. Ogni cucitura è un giorno che passa, ogni nodo un pensiero trattenuto. La superficie diventa un telaio invisibile: una pazienza che costruisce, disfa, ricostruisce. Un campo di battaglia statico che trattiene il desiderio di potere di chi vuole invadere il talamo. Il sangue pulsa, la mano sui fili lo trattiene. Penelope non tesse più un sudario, ma la memoria stessa del gesto.
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Un volo, un’assenza. Nel silenzio azzurro, le cuciture nere tracciano la memoria del passaggio. Come Euriclea riconosce Ulisse toccandone la ferita, anche qui il segno diventa pelle, riconoscimento, traccia di ciò che non si vede più ma che ritorna mutato e più forte di prima a rivendicare il suo posto nel mondo, quella che chiama casa.
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Elisa Pellizzari Tecnica: Ceramolle, acquaforte, maniera a zucchero e puntasecca su zinco (stampata su carta hahnemühle 300 gr) Anno: 2025 Dimensioni: 70 x 50 cm Descrizione: Ogni segno inciso è un tentativo di dare forma all’invisibile, di rendere percepibile una fase di transizione che lascia una traccia pur sfuggendo a una definizione immediata. Un percorso introspettivo, una metafora di una graduale messa a nudo di geografie e substrati che da fisici diventano interiori. Flussi in bilico tra presenza e assenza rivelano una tensione costante tra ciò che permane e ciò che si trasforma.
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Elisa Pellizzari Tecnica: Ceramolle, acquaforte, maniera a zucchero e puntasecca su zinco (stampata su carta hahnemühle 300 gr) Anno: 2025 Dimensioni: 70 x 50 cm Descrizione: Ogni segno inciso è un tentativo di dare forma all’invisibile, di rendere percepibile una fase di transizione che lascia una traccia pur sfuggendo a una definizione immediata. Un percorso introspettivo, una metafora di una graduale messa a nudo di geografie e substrati che da fisici diventano interiori. Flussi in bilico tra presenza e assenza rivelano una tensione costante tra ciò che permane e ciò che si trasforma.
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Sold OutSOLDAlice Geymonat Tecnica: Acquaforte e acquatinta Anno: 2024 Dimensioni: 200 x 250 mm Descrizione: L'opera è un’incisione acquaforte-acquatinta su matrice in zinco. In questo lavoro ho cercato di concretizzare ulteriormente il mio segno, rendendolo sempre più essenziale e autonomo. Il punto di partenza è ancora una volta la montagna, in particolare una vetta, ma vista con lo sguardo di chi sta compiendo un'ascensione. Questo movimento verso l'alto richiama l'attrazione profonda, anche spirituale, che ho sempre sentito nei confronti di questi luoghi, radicati nella mia esperienza passata e condivisi da molte persone che vi riconoscono una dimensione di spiritualità collettiva. L'ascensione al monte diventa così una metafora di un'ascesa interiore e spirituale.
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Simona Mastropietro Tecnica: Acquaforte su alluminio Anno: 2025 Dimensioni: 50 x 70 cm Descrizione: Il lavoro è un acquaforte su alluminio, realizzata dipingendo una lastra di alluminio e sagomata attraverso gli acidi che le danno una presenza scultorea. Il lavoro si ispira agli elementi urbani, alle strade e al caos metropolitano. Il gesto, l'energia, la casualità e l'istinto sono componenti fondamenti per quest'opera e il mio modo di lavorare. Caratteristiche comuni ai lavori che realizzo su tela.
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Simona Mastropietro Tecnica: Tecnica mista su tela. Realizzata con colori acrilici, spray e smalti per creare sovrapposizioni cromatiche "bloccate" da elementi più geometrici Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 225 cm; l'opera è pensata per non essere incorniciata Descrizione: Il lavoro è realizzato su tela con colori acrilici, spray, smalti e l’utilizzo di griglie. La composizione si sviluppa in senso orizzontale, attraverso la sovrapposizione di elementi che conferiscono dinamicità ed energia all’opera. Il mio approccio gestuale ed energico mi permette di entrare in intimità con la tela; i ricordi rivestono un ruolo fondamentale nel processo creativo e mi consentono di vivere l’opera come una narrazione, una storia personale.
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Simona Mastropietro Tecnica: L’opera è realizzata su tela, sulla quale è stata inizialmente stampata una matrice calcografica. Successivamente la superficie è stata rielaborata attraverso interventi pittorici con vernici, spray e smalti. Il processo si sviluppa per stratificazioni successive di colore e segno, fino a rendere quasi invisibile la stampa originaria, che rimane come traccia sottostante del lavoro. Anno: 2025 Dimensioni: 140 x 107 cm; l'opera è pensata per non essere incorniciata Descrizione: Il lavoro è stato realizzato su una tela sulla quale è stata stampata una matrice calcografica. Successivamente sono intervenuta con vernici, spray e smalti, fino a rendere quasi invisibile la stampa originaria. L’opera è composta da stratificazioni di colore che richiamano il mondo industriale e urbano: graffiti, architetture, strade e rumori che caratterizzano l’ambiente metropolitano. La componente emotiva e gestuale è fondamentale nel mio modo di lavorare, poiché mi permette di essere completamente coinvolta nel processo creativo e di creare un senso di intimità attraverso l’energia del gesto. Ogni lavoro rappresenta per me una storia e un ricordo personale.
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Vincenzo Portuese Tecnica: Tecnica mista su tela con cenere vulcanica, foglia oro, bitume e smalti Anno: 2023 Dimensioni: 80 × 120 cm Descrizione: L’opera vuole essere una rappresentazione astratta di un paesaggio rovinato ormai dall’usura, dalla caducità e da un’azione di lotta tra elementi vitali e distruttivi. Giocando con l’idea di ciclicità, di distruzione e rigenerazione, vorrei invitare l’osservatore a riflettere sulle forze che modellano la nostra esistenza: il tempo, la materia, e le forze opposte che danno forma alla realtà
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Vincenzo Portuese Tecnica: Tecnica mista su tela con acrilici e smalti Anno: 2025 Dimensioni: 100 × 150 cm Descrizione: Danza Materica nasce dal bisogno di raccontare il cambiamento continuo delle cose. Nulla, per me, è davvero fermo o definitivo, e questa opera parla proprio di questo: dell’impermanenza, della trasformazione costante della materia e delle forme. Le figure che prendono forma sulla tela non sono stabili. Si muovono, si spezzano, si ricompongono. A volte sembrano sul punto di crollare, altre di trovare un nuovo equilibrio. Non vogliono rappresentare qualcosa di riconoscibile, ma un processo: quello in cui costruire e distruggere diventano parte dello stesso gesto.
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Tecnica: Mista, acrilici e smalti su tela Anno: ND Dimensione: 30 x 50 cm
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Laura Vesparul Tecnica: Olio, acrilico e filo su lino intelaiato Anno: 2025 Dimensione: 90 x 90 cm Descrizione: Giocosità – Connessioni – Interezza




















