Tecnica: Watercolor on paper
Anno: 2026
Dimensione: 90 x 180 cm
Descrizione: An unclothed male body becomes a living terrain: plants grow across the chest and armpits, replacing body hair with vegetation. The work dissolves the boundary between skin and nature, proposing the body as a sensitive, intimate ecosystem where vulnerability and growth coexist.
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Alice Geymonat Tecnica: Grafite su carta Anno: 2025 Dimensioni: 28 x 28 cm Descrizione: Serie di quattro disegni su carta Hahnemuhle. Questa serie nasce come un lavoro di disegno inteso come pratica di studio, riflessione e appunto. Attraverso il segno cerco di relazionarmi alla sensazione di eternità che sperimento nel paesaggio montano, un tempo dilatato e sospeso. I segni presenti nell'opera non sono descrittivi né rappresentativi: non vogliono restituire un'immagine riconoscibile del paesaggio montano, ma cercano di esistere come tracce autonome, concrete in se stesse. Il disegno è la tecnica che prediligo proprio per la sua natura intima e interrogativa: ogni punto, ogni tratto diventa un gesto di indagine, un modo per relazionarmi con l'eterno, la luce e la distanza. La serie si apre a una relazione diretta con lo spettatore, che può entrarvi senza la necessità di un referente preciso, ma lasciandosi guidare da una percezione sensibile.
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Pollo Cioni Tecnica: Tecnica mista su carta Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 33cm x 48cm Descrizione: Terza opera, domina il colore blu/celeste. Altro ritratto scolastico. Al suono della campanella si scatena l'inferno. Deformazione di icone, anche in questo caso tratte dal mondo dei videogiochi. La fuga da scuola è la fuga dall'istruzione, ma anche fuga da una costrizione. La rabbia di chi ormai è "grande" e non vuole più rivivere quei momenti dove il corpo muta cambia, esce dal bozzolo, l'adolescenza è il periodo dove puoi sognare schiavo di un corpo che si evolve, passando da uno stato di deforme alterazione di noi.
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Pollo Cioni Tecnica: Tecnica mista su carta Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 33cm x 48cm Descrizione: Seconda opera, dove domina il colore rosso. Anche qui abbiamo una deformazione di diverse icone pop tratte dal mondo video ludico e non. In questo caso viene rappresentata l'inizio di una rissa tra studenti. In palio una principessa/milf/ragazza. Sotto suolo senza freni, dove finalmente la mente malata umana può esprimersi al peggio. Siamo e rimaniamo eterni bambini in una società perennemente maschilista.
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Pollo Cioni Tecnica: Tecnica mista su carta Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 33cm x 48cm Descrizione: prima opera di una trilogia. Domina il colore verde. Creature provenienti dal mondo dei videogiochi deformate, rappresentano quello che il nostro cervello sopisce. Sotto terra, nel mondo di tutti, ogni cosa viene sporcata, resa grottesca, ammalata dai nostri ricordi, sempre più ossessionati dai social, distratti da opinioni e odio altrui. Siamo felicemente schiavi del consumismo. Qui abbiamo una foto di classe di quello che potremmo essere.
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Chiara Scolastica Mosciatti Tecnica: olio e acrilici su tela Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 40 x 50 cm Descrizione: Malìa giorno e notte tra le onde e le dune la luna negli occhi e una barca nell'orecchio, su una pala di fico d'india si vede riflessa e non sa più vivere qua.
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Chiara Scolastica Mosciatti Tecnica: olio e acrilici su tela Anno: 2023 Dimensione senza cornice: 18cm x 24cm Descrizione: Un cielo e abbacinante e un mare terso fanno un assoluto. In questo assoluto non si può essere meno che titani, o pietre o tornare pesci. Vuoto ionico.
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Rita Borsari Tecnica: Collage con foto stampate su carta semplice, pastelli acquerellabili, pastelli a cera acquerellabili e acrilici su carta Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 23,9 x 33 cm Descrizione: Una mano che tappa una bocca, non per togliere voce ma per fermare il tempo, vivere il desiderio, lasciare libero l’erotismo che abita i corpi, lasciare che ciascuno si esprima con i propri colori.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 80 x 60 cm Descrizione: L’opera celebra coraggio e libertà nei miei vent’anni, lasciandosi andare alle emozioni. Una vela blu domina il paesaggio, circondata da pennellate rapide e colorate che si mescolano tra loro, evocando movimento e vita. Il soggetto nasce da un legame familiare: ritrovando i disegni di mio nonno, ho deciso di riprendere queste barchette che hanno accompagnato la nostra storia e la mia crescita.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 75 x 55 cm Descrizione: L'opera nasce in un momento di tristezza, come riflesso di emozioni difficili da dominare. Il giallo, intenso e prorompente, esprime tensione e forza interiore, andando oltre il suo uso tradizionale di allegria. Il gesto pittorico spontaneo rompe ogni schema, suggerendo che il controllo totale non è possibile e che accogliere ciò che emerge e ciò che sentiamo è parte del processo creativo.
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Nina Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Dimensione: 75 x 55 cm Descrizione: L’opera nasce dal tentativo di mantenere equilibrio tra razionalità e emozione. Schemi e griglie suggeriscono ordine, ma il gesto liberatorio del colore rompe ogni struttura, evocando la forza delle emozioni che sovrastano il controllo. Un invito ad accogliere il fluire delle emozioni come parte di sé, trasformando il lasciarsi andare in un’esperienza visiva e sensibile.
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Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2025 Dimensione: 100 x 40 cm Descrizione: PROGETTO: Fluxus Mentis Traiettorie mentali, in cui ogni linea diventa la materializzazione grafica di un pensiero in movimento. L’opera ritrae la dinamica stessa del pensare: un campo in cui le idee avanzano, si scontrano, si deviano, si annodano e si perdono, restituendo visivamente la complessità del flusso mentale. Le linee sono come una mappa di connessioni in cui l’immagine diventa un “territorio interiore”, dove il non detto prende forma in traiettorie, nodi, grovigli e slittamenti, come se la psiche disegnasse da sé la propria cartografia emotiva. L’assenza di una direzione chiara e di un orientamento stabile richiama la condizione di chi abita il proprio inconscio come un viaggiatore in una terra senza bussola. Le linee oblique e intersecate funzionano come rotte incerte, percorsi che si aprono, si interrompono, deviano, restituendo la sensazione di uno smarrimento creativo: non si sa dove andare, ma il “perdersi” è la sola possibilità di scoperta. Il contrasto tra la rigidità di alcune linee più nette e la nebulosità dello sfondo evoca la tensione tra bisogno di controllo e natura fluida dell’inconscio. Ciò che si tenta di trattenere, ordinare, definire, viene costantemente contaminato da una materia psichica più informe, che riaffiora come polvere, nebbia o macchia. Fluxus mentis quiet: la quiete dopo la tempesta emotiva, la leggerezza dei tratti portata da pensieri razionali, intenzioni chiare, decisioni prese, tentativi di dare ordine al caos interiore.
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Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2025 Dimensione: 100 x 40 cm Descrizione: PROGETTO: Fluxus Mentis Traiettorie mentali, in cui ogni linea diventa la materializzazione grafica di un pensiero in movimento. L’opera ritrae la dinamica stessa del pensare: un campo in cui le idee avanzano, si scontrano, si deviano, si annodano e si perdono, restituendo visivamente la complessità del flusso mentale. Le linee sono come una mappa di connessioni in cui l’immagine diventa un “territorio interiore”, dove il non detto prende forma in traiettorie, nodi, grovigli e slittamenti, come se la psiche disegnasse da sé la propria cartografia emotiva. L’assenza di una direzione chiara e di un orientamento stabile richiama la condizione di chi abita il proprio inconscio come un viaggiatore in una terra senza bussola. Le linee oblique e intersecate funzionano come rotte incerte, percorsi che si aprono, si interrompono, deviano, restituendo la sensazione di uno smarrimento creativo: non si sa dove andare, ma il “perdersi” è la sola possibilità di scoperta. Il contrasto tra la rigidità di alcune linee più nette e la nebulosità dello sfondo evoca la tensione tra bisogno di controllo e natura fluida dell’inconscio. Ciò che si tenta di trattenere, ordinare, definire, viene costantemente contaminato da una materia psichica più informe, che riaffiora come polvere, nebbia o macchia. Fluxus mentis turbolence: linee sovrapposte come strati di esperienze: memorie, traumi, desideri e pensieri ossessivi che si inscrivono nel tempo. La densità dei segni in alcune zone suggerisce aree di congestione psichica, punti in cui l’energia mentale si è sedimentata o bloccata, mentre le parti più rarefatte rimandano a spazi di sospensione, oblio o rimozione.
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Bruno Amico Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione: 70 x 100 cm Descrizione: L’opera si apre con un rosso profondo e vibrante che domina la tela, mentre sulla sinistra emergono forme nere irregolari, come tracce di gesti decisi e determinati. Queste forme raccontano uno scontro tra ragione e impulso, tra razionalità e sentimenti intensi. Il rosso pulsa di energia e passione, mentre il nero interrompe e delimita, creando un contrasto forte e drammatico. Ogni segno porta con sé la forza e l’urgenza delle emozioni vissute fino in fondo. “Battaglia” è un vero racconto di conflitto interiore, un dialogo acceso tra mente e cuore, tra controllo e abbandono, dove ogni colore e ogni gesto testimoniano la potenza dei sentimenti e la tensione costante tra ragione e impulso.
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Bruno Amico Tecnica: Tecnica mista: cemento su carta giapponese acrilico e acquarello Anno: 2025 Dimensione: 80 x 50 cm Descrizione: Questo lavoro nasce da una lettera scritta a mia sorella durante un momento di fragilità. Il testo, presente sul fondo della composizione, non è pensato per essere letto in modo lineare, ma come traccia intima e silenziosa, una presenza che rimane sotto la superficie dell’immagine. La materia che costruisce la tela è composta da cemento e elementi raccolti sull’isola, materiali legati a un’idea di resistenza, peso e permanenza. L’isola diventa qui una metafora concreta: un luogo isolato, esposto, che trattiene e allo stesso tempo protegge. Allo stesso modo, la figura di mia sorella non è rappresentata in modo diretto, ma evocata attraverso forme irregolari e stratificate, come un corpo che cerca di mantenere la propria integrità all’interno di una condizione instabile. Il segno, derivato da strutture calligrafiche e alfabetiche, perde la funzione di scrittura per trasformarsi in forma astratta e materica. La superficie della tela diventa così uno spazio di deposito, dove parola, luogo e relazione si sovrappongono, dando origine a un’immagine che non racconta un evento specifico, ma trattiene una tensione emotiva e fisica, sospesa tra protezione e crollo.
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Margherita Marzari Tecnica: Acrilico e foglia oro su tela Anno: 2026 Dimensioni: 50 x 70 cm Descrizione: Quel momento in cui la tua vita è una scossa elettrica e ti senti invincibile. Quando capisci che se puoi stare così allora tutto il dolore sarà piccolo a confronto e ne varrà sempre la pena.
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Margherita Marzari Tecnica: Acrilico e foglia di rame su tela Anno: 2025 Dimensioni: 50 x 100 cm Descrizione: Quando ti fermi a riflettere e guardi davanti a te e vedi il cielo che prende il colore del temporale. Temporale senza violenza. Senza tempesta. Ti ricorda che puoi fermarti in mezzo a tutti i frammenti che ti scorrono intorno e guardi il cielo e pensi che un cielo così non c’è da nessun’altra parte e forse, ma solo forse, sei nel posto giusto.
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Il filo che doveva salvare diventa labirinto. La trama guida e imprigiona, segna il percorso ma non mostra l’uscita. Arianna resta nel labirinto che ha creato — il suo gesto è salvezza e abbandono insieme. L’opera vibra come un pensiero che cerca la via, e non la trova.
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Ilaria Perrone Tecnica: Tecnica mista: vernice spray, acrilico e cuciture su tela Anno: 2025 Dimensioni: 120 x 110 cm Descrizione: Il gesto si ripete come un rito antico. Ogni cucitura è un giorno che passa, ogni nodo un pensiero trattenuto. La superficie diventa un telaio invisibile: una pazienza che costruisce, disfa, ricostruisce. Un campo di battaglia statico che trattiene il desiderio di potere di chi vuole invadere il talamo. Il sangue pulsa, la mano sui fili lo trattiene. Penelope non tesse più un sudario, ma la memoria stessa del gesto.




















