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Francesca Pivato Tecnica: Acrilico, gesso e collant su tela Anno: 2022 Dimensione senza cornice: 50×50 cm Descrizione: In questa composizione, Francesca Pivato dà forma a una figura femminile che affiora da un intreccio di materia e memoria. Il volto, parzialmente celato da pennellate dense e stratificate, emerge da uno sfondo mosaicato di rettangoli in tonalità terrose e bluastre, evocando frammenti di paesaggi interiori e architetture emotive. I capelli scuri si fondono con l’ambiente circostante, dissolvendo i confini tra soggetto e spazio. L’opera è attraversata da linee morbide che ricordano tende o drappeggi, suggerendo una dimensione intima e teatrale. La firma nell’angolo inferiore sinistro sigla un’identità che si rivela e si nasconde, in un gioco continuo tra presenza e assenza.
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Francesca Pivato Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2022 Dimensione senza cornice: 50×70 cm Descrizione: In quest’opera, Francesca Pivato costruisce un’icona contemporanea, sospesa tra sacralità e cultura visiva urbana. Il volto centrale, incorniciato da un’aura circolare che richiama l’iconografia religiosa, è parzialmente celato da un blocco rettangolare, gesto che introduce un’interruzione visiva e concettuale. Sullo sfondo, trame complesse e stratificazioni cromatiche in blu e rosso dialogano con elementi testuali, evocando frammenti di linguaggio pubblicitario o editoriale. L’opera si presenta come un collage visivo e simbolico, dove pittura, grafica e parola si fondono per interrogare il rapporto tra identità, rappresentazione e consumo dell’immagine.
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Francesca Pivato Tecnica: Acrilico e gesso su tela Anno: 2022 Dimensione senza cornice: 50×70 cm Descrizione: In quest’opera, Francesca Pivato esplora l’identità femminile attraverso un linguaggio visivo stratificato e frammentato. Il volto di una donna emerge da una composizione astratta fatta di geometrie, linee e sovrapposizioni cromatiche, dove il blu domina la scena, evocando profondità emotiva e introspezione. Gli occhi, centrali e penetranti, diventano punto focale e simbolo di sguardo interiore, mentre le labbra rosse introducono un elemento di forza e vitalità. La struttura del fondo, composta da linee verticali e orizzontali, si fonde con i tratti del volto, suggerendo una tensione tra ordine e caos, tra visibile e invisibile. L’opera si muove tra figurazione e astrazione, invitando l’osservatore a ricomporre il senso attraverso la propria esperienza percettiva.
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Paolo Di Diego Tecnica: Acrilico Anno: 2023 Dimensione: 40x30 cm Descrizione: L'opera nasce da una riflessione critica sulla scellerata pratica della vendita delle indulgenze perpetrata dalla Chiesa cinque secoli fa. La spiritualità è corrotta da pratiche venali che hanno minato le fondamenta del cristianesimo fino ai giorni nostri. La beatitudine purtroppo non è per tutti
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Paolo Di Diego Tecnica: Acrilico Anno: 2023 Dimensione: 30x40 cm Descrizione: La scienza e la tecnologia cercano di spiegare tutto ma, nelle profondità della nostra mente, c’è un spazio, uno spazio per sognare, evadere. E l’antico anelito di conoscere il propio futuro. Il clown rappresenta il retaggio di una tradizione emarginata, dimenticata, un fortune teller che attraverso la numerologia avvolge la realtà con una nuvola magica.
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Paolo Di Diego Tecnica: Acrilico Anno: 2022 Dimensione: 50x70 Descrizione: Il padre come un’icona. Una figura ammantata di sacralità ma soffocata in un rapporto simbiotico con il figlio, schiacciato dalla sua presenza asfissiante, imprigionata in una struttura materica, la tela, da cui vorrebbe evadere per riconquistare le libertà perdute.
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Sun Changhao Tecnique: Mixed Media Anno: 2025 Dimensions: 45 x 50 cm Descrizione: This work adopts a unique composition in the shape of diamond, breaking the boundaries between image and physical space. At the centre, a circular shape - somewhere between an eye and a heart - becomes a visual fulcrum between gaze and introspection. The horizontal bar running through the painting acts as a fracture line, dissecting the composition and suspending the image in a visual tension. The palette is rich but never chaotic: reds, greens, oranges and blues confront and merge, generating a constant dialogue between emotion and structure. The work exudes a sense of metaphor surreal, suggesting an inner landscape that vibrates between order and chaos, between dream and reality.
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Sun Changhao Tecnique: Mixed Media Anno: 2025 Dimensions: 30 x 30 cm Descrizione: Against an intense orange background, black lines intertwine and expand like a spider's web, seeming to want to flee, but at the same time weaving a new order. The centre of the work is pulled by taut black threads, connected to the four corners of the frame, breaking the traditional boundaries of the painting and forcing the eye of the observer to penetrate the structure, going beyond the surface. The colours jump between geometry and chaos, with red, green and blue mingling, revealing an organic rhythm and inherent tension.
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Sun Changhao Tecnica: Tecnica mista Anno: 2025 Dimensione: 30*34cm Descrizione: Cerco di catturare la sensazione di sfocatura e sospensione che emerge nel momento in cui sogno e realtà si incontrano. Attraverso una composizione inclinata e una struttura visiva a collage, lo spettatore viene condotto in uno spazio al contempo familiare e alienante. La silhouette della figura nel quadro sembra trovarsi sulla soglia del sogno: desiderosa di entrare nella luce della realtà, ma al contempo attratta dalla forza gravitazionale del sogno verso l’interiorità. In questo “secondo spazio”, il tempo si arresta, la realtà si decostruisce e il sogno diventa il protagonista della percezione.
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Technique: Mixed Media, Paint Charcoal and Acrylic Year: 2025 Size unframed: 30×40 cm Description: With “Calvary” I wanted to represent the moment when human pain reaches its most extreme point: not only physical suffering, but the absolute despair of feeling abandoned even by God. The face of Christ, at the centre of the work, is disfigured, weeping, writhing in an anguish that does not only belong to the sacred past, but speaks of the present, of our fears, our loneliness. Around him I painted three halos, each with a precise colour and meaning. Red is suffering, that which runs through bodies and consciences, that of wars, injustice, broken existences. Yellow represents the spirit, the collective conscience that should enlighten us, but which often remains mute and distant. Blue is death, but not only physical death: it is the death of values, of compassion, of responsibility. "Calvary' is a mute cry, an image of denunciation. It is my response to the world that is silent before the pain of the last. An invitation to look suffering in the face, without turning away.
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Sandra Rettori Tecnica: Acrilico e pastello su carta vintage Anno: 2022 Dimensione: 50cmX70cm Descrizione: Quest’opera fa parte di una serie che ho chiamato Poster d’Artista e l’ho realizzata su una carta vintage proveniente da una cessata attività di una tipografia. La carta ingiallita e vissuta mi ha ispirato questi disegni su fondi colorati che sono realizzati con pastelli o fusaggini senza bozzetti preparatori.
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Alice Biondin Tecnica : Foto|Oggetti trovati Dimensione: 30x120 cm Anno: 2025 Descrizione: Installazione composta da tre elementi distinti: uno stendardo di famiglia, un portaspilli e aghi nella cui cruna sono infilati dei capelli, una coda di capelli. (Attualmente non dispongo della fotografia dell'installazione completa.)
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Jorgelina Alessandrelli Tecnica : Capelli di bambole annodate a mano tulle bianco, cerchi di legno Dimensione: 100 x 50 x 10 cm Anno: 2020 Descrizione: Lacci e nodi sono un simbolo da porsi in rapporto al gesto dello sciogliere e del legare. Alla nascita, la separazione dalla madre avviene con un nodo del cordone ombelicale. Cosi, la vita incomincia con un nodo, fatto dall’ostetrica all’ombelico. Il nodo è costrizione, attorcigliamento ; il simbolo del nodo rappresenta un’idea archetipica ed ancestrale radicata in profondità nell’universo umano ed in particolare, in molti dei nostri processi mentali. “Nodi” rappresenta una metafora sui nodi emozionali generati a causa della difficoltà che subiamo come donne nel digerire certi modelli estetici imposti dalla cultura, dove colore, forma e misura non solo sono caratteristiche che applicano per valorizzare o svalorizzare oggetti o merce. L'autostima basata sull'aspetto fisico e sull'approvazione sociale crea nodi e mutila l'anima. Ho creato per questa istallazione nodi realizzati con capelli di bambole, avvolti in tulle dentro cerchi di legno. Sono i simboli dei nostri nodi, quelli che carichiamo silenziosi e inconsapevolmente per una vita nelle nostre anime, sono quei nodi che continuamente dobbiamo snodare, sciogliere, sfidare e liberare per recuperare la nostra autostima, che non è altro che l’amore per noi stesse.
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Jorgelina Alessandrelli Tecnica : Capelli di fibra sintetica cuciti e annodati a mano su tela in teca di plexiglas Dimensione: 100 x 50 x 10 cm Anno: 2020 Descrizione: “VOLEVO ESSERE PIÙ BELLA II” riflette sugli elementi culturali che condizionano l'autostima femminile e l’amore per noi stesse. In una società in cui la donna in relazione al suo aspetto fisico è trattata come un oggetto, etichettata sotto archetipi socialmente accettati o non accettati, dove solo il "vivere dello sguardo" sembra autorizzare una reale esistenza, "noi siamo" quando l'altro ci guarda, ci ammira e ci certifica condizionando con violenza la nostra autostima. Per esacerbare simbolicamente questa aggressività nei confronti dell'imposizione di certi aspetti estetici "sopravvalutati" dalla nostra società di consumo, ho voluto utilizzare frammenti di capelli artificiali in colori fluo per creare una sorta di rilievo-cascata di acconciature un po' esagerate.
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Jorgelina Alessandrelli Tecnica : Carta|Oggetti trovati Dimensione: 100 x 50 x 10 cm Anno: 2020 Descrizione: YO QUERIA ESTAR MAS BONITA” riflette sugli elementi culturali che condizionano l'autostima femminile e l’amore per noi stesse. In una società in cui la donna in relazione al suo aspetto fisico è trattata come un oggetto, etichettata sotto archetipi socialmente accettati o non accettati, dove solo il "vivere dello sguardo" sembra autorizzare una reale esistenza, "noi siamo" quando l'altro ci guarda, ci ammira e ci certifica condizionando con violenza la nostra autostima. Per esacerbare simbolicamente questa aggressività nei confronti dell'imposizione di certi aspetti estetici "sopravvalutati" dalla nostra società di consumo, ho voluto utilizzare frammenti di capelli artificiali in colori fluo per creare una sorta di rilievo-cascata di acconciature un po' esagerate.
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Victor Matalí Tecnica: Inchiostro, Carta, Acrilico. Anno: 2025 Dimensione: 29,7 x 42 cm Descrizione: Uomo e donna che si arrendono all'ignoto