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Marino Federico Mercuri Tecnica: Fotografia e Pittura Dimensione: digitale Anno: 2025 Descrizione: In questo progetto fotografico ho scelto di dipingere su corpi in movimento per dare vita ai miei dipinti. Seguendo linee, slanci e vibrazioni, la pelle si fa tela, il gesto si trasforma in colore, e il tempo si ferma in uno scatto.
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Marino Federico Mercuri Tecnica: Fotografia Dimensione: 11cm x 17cm Anno: 2025 Descrizione: Il corpo nudo, velato, forse nascosto, sospeso. L’opera rappresenta il momento esatto in cui la carne cessa di essere solo carne e diventa rito, gesto, impulso sacro. È qui che l’erotismo si fonde con il tarantismo: non come seduzione, ma come urgenza. Come necessità di liberazione. Il telo non copre: amplifica. È membrana tra mondo interno ed esterno, tra controllo e perdita, tra identità e dissoluzione. Il corpo entra in transe sensuale, travolto da un ritmo antico che non si vede ma si sente. Ogni curva, ogni tensione, ogni abbandono è parte di una danza che non chiede il permesso — esplode. Transfiguratio è il passaggio. Dal corpo statico al corpo che vibra. Dal desiderio trattenuto al desiderio incarnato. Dal sé quotidiano alla creatura rituale.
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Marino Federico Mercuri Tecnica: Fotografia Dimensione: 20cm x 30cm Anno: 2025 Descrizione: L’opera ritrae una figura femminile nuda, di spalle, avvolta parzialmente da un telo rosso. La composizione parla di vulnerabilità, ma anche di trasformazione ed erotismo. È quel momento esatto in cui il corpo non difende più, ma testimonia. La caduta, in questa immagine, non è un collasso ma un atto sacro: un lasciarsi andare che non porta alla fine, ma all’inizio di un’identità nuova, più essenziale, più onesta. Il rosso che tradizionalmente è associato alla passione, qui rappresenta la carne, la ferita, rosso come nascita. l In questo scatto, il concetto di caduta si carica di significato spirituale: crollare diventa un rito, un passaggio necessario per ritrovare se stessi oltre le strutture, oltre i ruoli, oltre lo sguardo dell’altro. Il volto non si mostra, non perché si nasconde, ma perché l’identità non è più legata all’apparenza: è nelle spalle, nella postura fragile, nella materia viva della pelle, Caduta Sacra è un invito a riconsiderare la fragilità non come debolezza, ma come soglia.
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KinkRose Tecnica: Digitale Dimensione: 50 x 70 cm Anno: 2021 Descrizione: Con questa opera mi piace mettere in gioco, come spesso accade in questo mondo, il sacro con il profano rompendo uno dei classici tabú legati alla religione trasformando il desiderio in un atto di libertà provocatoria.
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KinkRose Tecnica: Digitale Dimensione: 50 x 70 cm Anno: 2021 Descrizione: Il bdsm non é solo rigore e disciplina ma é prima di tutto un gioco, e come tale il divertimento fa parte di questa realtà tanto quanto la fiducia e il rispetto del partner che si ha davanti.
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Ian Tecnica: Ecoline e acquerello Dimensione: 23cm x 29cm Anno: 2025 Descrizione: Il marinaio è nudo, la pelle bruciata dal sole racconta giorni di fatica e sale, con il segno netto della canotta come una cicatrice di stoffa mai dimenticata. Le corde lo avvolgono come amanti gelose: ruvidi nodi gli stringono i polsi, sfiorano le anche, si insinuano tra le pieghe del desiderio. È chino, il corpo teso, mentre tira su un pesce per la coda, le gocce di sudore che scivolano lungo la schiena come promesse non dette. Dietro di lui, un pellicano spalanca il becco e inghiotte la sua preda, indifferente e maestoso, testimone silenzioso di una scena che vibra di carne, sforzo e mare.
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Ian Tecnica: Ecoline e acquerello Dimensione: 44cm x 49cm Anno: 2024 Descrizione: Nell’arena immobile, due toreri si ergono come statue viventi, vestiti di broccati che catturano la luce come fiamme. Ai loro piedi, due uomini nudi, inginocchiati, incarnano la forza brutale dei tori: muscoli tesi, sguardi ferini, pronti a scattare ma trattenuti da un rituale invisibile. I toreri non si guardano mai, come se il potere si esercitasse solo attraverso il controllo dell’altro, mai nel confronto diretto. Gli sguardi si incrociano tra dominatori e dominati, in un gioco erotico di tensione e silenzio, dove il desiderio è una lama che non colpisce, ma sfiora. L’atmosfera è densa, sospesa tra sfida e sottomissione, tra bellezza e ferocia.
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Beatrice Udali Tecnica: Fotografia Dimensione: 70×30 cm Anno: 2016 Descrizione: Digitale, Bianco e nero Descrizione: La Luce che nutre
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Beatrice Udali Tecnica: Fotografia Dimensione: 70×30 cm Anno: 2016 Descrizione: La Resa erotica alla Vita
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Ambra Tecnica: carboncino Dimensione: 65×50 cm Anno: 2025 Descrizione: Dimensioni parallele a quelle conosciute, commentabili. Il corpo si abbandona alla guida dei suoi stessi sensi. La ragione esce di scena per quel tempo che non è tempo, quest'ultimo non è più misurabile. L'anima, seppur si dica essere astratta, c'è chi potrebbe essere riuscito a toccarla, a donarle voce a scatenare quel caos dato dalla perdita di riferimenti. La fusione di quei corpi fa danzare le loro anime.
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Ambra Tecnica: carboncino Dimensione: 65×50 cm Anno: 2025 Descrizione: Ogni giorno osserva il cambiamento del suo corpo, lo stesso che l'aveva accompagnata fino a quel momento, e allo stesso modo alcuni desideri che inseguiva. Si è scoperta capace di morire, ma anche di rinascere. Nell'affrontare questo viaggio conserva tratti di sé, della sua natura selvaggia e primordiale. Preserva e custodisce i suoi desideri più proibiti, esalta il suo percepire servendosi dei suoi sensi, così sviluppati, attivi e sensibili. Istinto, bellezza ed armonia. Osservo questa nuova donna, il suo fascino. Accetta il cambiamento ed ora è vita, forza, dolcezza, esistenza.
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Saro Brancato Tecnica: digital art, stampa giclèe su carta Hahnemühle Anno: 2024 Dimensione senza cornice: cm 70 x 50, compreso passe partout Descrizione: Questa opera fa parte di un ciclo che, in generale, vuole far riflettere sul rapporto umani-animali. In "Pietas" è rappresentato il dolore assoluto di una Madre per la morte del proprio Figlio, ma quest'ultimo ha dei connotati primitivi "darwiniani" per accentuarne l’umana consistenza di carne e di sangue, spogliata dalla retorica del soprannaturale. Di conseguenza è suggerito il concetto di Cristo in quanto “Figlio dell’Uomo”, quindi non “Figlio di Dio” e rappresentante di una specifica fede religiosa, ma come universale progenitore dell’intera umanità. La citazione michelangiolesca rievoca le nostre radici umanistiche, fondamento identitario della cultura occidentale.
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Gian Guido Grassi Tecnica: Olio su tele Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 40 x 40cm Descrizione: Una coppia inginocchiata si scambia tenerezza e senso di protezione. Il panneggio delle vesti è ripreso nelle pieghe della tenda, che si apre come un sipario a "svelare" questa scena di intimità. I colori sono caldi, le pennellate espressive seguono la dinamica della composizione.
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Giovanna Mavilia Tecnica: acrilico su tela Anno: 2008 Dimensione senza cornice: 40×30 cm Descrizione: Quadro facente parte della serie dedicata al tema della resilienza. Le scarpe presenti nell'opera appartengono a persone a me care e nel raccontare il loro percorso, questi elementi, si deformano per poi assumere una forma non del tutto identica a quella iniziale. Il colore plasma, dissolve, avvolge di mistero le forme conducendo il fruitore in uno spazio "altro" , slegato dalla realtà oggettiva, una dimensione onirica in cui emergono emozioni, perplessità, riflessioni.
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Bruno Casetta Tecnica: olio su tela Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 40×60 cm Descrizione: Persone in libertà in Ogr.
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Marzia Ciliberto Tecnica: Olio su telaAnno: 2019 Dimensione senza cornice: 40 x 30 cm Descrizione: La tela rappresenta l'incapacità umana di raggiungere ciò a cui si anela. E' una condizione che causa frustrazione e insoddisfazione, eppure è anche motivo per spingersi oltre i propri limiti
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La Principessa sul bidet Tecnica: mista (plastica, resina, vernici, vetro infrangibile)Anno: 2023 Dimensione senza cornice: 40 x 49 x 65 cm Descrizione: La mia opera più emblematica è il bidet, declinato in una serie di temi che trasmettono messaggi filosofici, politici, economici e culturali, spesso accompagnati da una vena umoristica (il titolo, con i suoi giochi di parole,é sempre parte integrante dell'opera). “Il bidet è la mia tela, un mezzo come un altro per scrivere e formulare il mio messaggio. L'obiettivo del mio lavoro? Reinventare il modo in cui percepiamo questo oggetto, creando un impatto sociale, culturale e artistico”. Il bidet rivisitato non è solo un oggetto funzionale, ma anche concettuale: una provocazione e un invito a ripensare l'intimità e l'identità culturale. Un'opera d'arte che stimola la riflessione e il dialogo, ridefinendo i confini dell’espressione nella tradizione di Duchamp e del Dadaismo. Il bidet è un accessorio discreto e quotidiano. Eppure racchiude un forte potenziale simbolico. Come oggetto di transizione tra corpo e spazio, riflette le nostre norme, abitudini e tabù. Celebrare il bidet significa spostare lo sguardo, unire l'intimo e il pubblico, il banale e il sacro, il funzionale e il poetico. Il bidet non é esposto soltanto in spazi dediti all'arte. Il bidet diventa una nuova icona urbana: trascendendo la sua utilizzazione originaria, esso conquista anche spazi pubblici e ambienti naturali piu disparati. Paesaggi e luoghi iconici di diverse città fanno da sfondo ai miei bidet: una sorta di galleria d'arte a cielo aperto per sottolineare la sacralità di questo oggetto (vi invito a guardare sul mio instagram le performances che ho fatto in giro per il mondo e che hanno permesso anche al pubblico di interagire e aprire un vero dialogo). Il bidet che ho scelto di offrire in questa mostra nell'anniversario della morte di Edoardo di Mauro si intitola 'Banana RAPublique", un'opera contro i regimi politici dominanti e antidemocratici nella quale l'ironia del gioco di parole RAP é salvifica e dissacrante e riporta all'atmosfera coinvolgente del rap e della cultura hip pop.
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Idana Vignolo Tecnica: Tecnica mista acrilico pennarello Anno: 2019 Dimensione senza cornice: 60 x 80 cm Descrizione: La figura femminile nei suoi tratti essenziali di creatrice di mondi.
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Giovanni Salvaro Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2025 Descrizione senza cornice: 70 x 50 cm Descrizione: "Nella notte tutto si fa più buio, incubi e pensieri angoscianti si accavallano. L ’apparizione del fiore porta con sé la speranza" . La mia è un'opera dal carattere onirico e surreale.
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Giulia BoniTecnica: Tratto-tratteggio-acrilico-
resina Anno: 2025Dimensione senza cornice: 30×30 cmDescrizione: Appartenenza, radici, essenza, richiamo viscerale…in contrapposizione, gabbia, rete, limiti




















