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Cristina Misia Tecnica: Tecnica mista di collage Anno: 2024 Dimensione: 50cmx70cm Descrizione: Attraverso l'opera lo sguardo dello spettatore è guidato attraverso una serie di molteplici suggestioni visive, con scene tipiche dell'iconografia della primavera che si mescolano vivacemente con situazioni dal gusto picaresco e magico.
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Nikos Alteri | Arteaporte Tecnica: inchiostro windsor & newton, pennelli e pennini tecnici su carta Fabriano A4 Anno: 2026 Dimensione: 24cm x 33cm Descrizione: L’opera è realizzata in bianco e nero, valorizzando le capacità di trovare soluzioni grafiche efficaci, punto di forza dell’artista e rendendo cromaticamente omaggio alle vicende narrate nella pellicola muta divenuta ormai pietra miliare del cinema horror ed espressionista Nosferatu (1922). Ripercorre cronologicamente quanto avvenuto nel caposaldo del cinema vampiresco girato da Murnau, utilizzando le inquadrature che sono entrate nell’immaginario collettivo: la sagoma spettrale che si aggira sulle scale, il vampiro che dissangua la sua vittima, la figura terrificante che si staglia sul ponte della nave. Dalla pellicola all’inchiostro, dalla macchina da presa al pennello, fotogrammi che sono entrati a far parte della cultura cinematografica sono qui riportati su carta, a distanza di cento anni, con la stessa intenzione: inquietare il subconscio umano e rendere il giusto omaggio al signore delle tenebre.
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Teo Iaia Tecnica: Fuji Instant Square Anno: 2019 Descrizione: Sedici scatti ricompongono un paesaggio unico, lasciando affiorare fratture, ripetizioni e disallineamenti.Il cielo, il mare, l’uomo, le strutture ed i monumenti diventano frammenti di una memoria che non cerca la perfezione,ma trova proprio nell’imperfezione la sua verità.Solo in maniera scomposta noi osserviamo i dettagli che la compongono, diversamente tutto ci sfuggirebbe.Ed ecco il bello dell’imperfezione, qualcosa che ti obbliga ad osservare piuttosto che una lettura disattenta.
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Teo Iaia Tecnica: Fuji Instant Square Anno: 2018 Descrizione: Sedici scatti ricompongono un paesaggio unico, lasciando affiorare fratture, ripetizioni e disallineamenti.Il cielo, il mare, l’uomo, le strutture ed i monumenti diventano frammenti di una memoria che non cerca la perfezione,ma trova proprio nell’imperfezione la sua verità.Solo in maniera scomposta noi osserviamo i dettagli che la compongono, diversamente tutto ci sfuggirebbe.Ed ecco il bello dell’imperfezione, qualcosa che ti obbliga ad osservare piuttosto che la perfezione di una lettura disattenta.
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Teo Iaia Tecnica: Fuji Instant Square Anno: 2018 Descrizione: Sedici scatti ricompongono un paesaggio unico, lasciando affiorare fratture, ripetizioni e disallineamenti.Il cielo, il mare, l’uomo, le strutture ed i monumenti diventano frammenti di una memoria che non cerca la perfezione,ma trova proprio nell’imperfezione la sua verità.Solo in maniera scomposta noi osserviamo i dettagli che la compongono, diversamente tutto ci sfuggirebbe.Ed ecco il bello dell’imperfezione, qualcosa che ti obbliga ad osservare piuttosto che la perfezione di una lettura disattenta.
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L'illustrazione rappresenta la donna come simbolo legato alla terra, alla fertilità (in alcuni popoli il sangue mestruale era usato come fertilizzante), come creatrice (anche in senso figurativo). Il serpente è legato alla donna, unisce terra e cielo, inoltre cambia pelle ciclicamente. La luna è ciclica ed è legata al mestruo. La luna nera è legata non solo al ciclo, ma anche a Lilith, la prima compagna di Adamo, la parte oscura di Eva.
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Teo Iaia Tecnica: Polaroid con interventi materici Anno: 2026 Dimensione: 10,7 x 8,8 cm Descrizione: Questo trittico fotografico e polimaterico è un'esplorazione viscerale della subcultura underground berlinese, focalizzata attorno alla memoria storica del leggendario club SO36 di Kreuzberg. Il progetto si sviluppa attraverso un percorso narrativo e cinematografico in tre atti, l’ingresso, la folla ed il palco che documenta non solo un luogo, ma l'energia effimera e sovversiva di una notte punk/industrial. Ogni scatto è stato sottoposto a interventi di manipolazione fisica e chimica aggressiva direttamente sull'emulsione fresca e in fase di asciugatura. Il risultato è un diario visivo corrotto e alterato: un tentativo di catturare la memoria di una sottocultura attraverso la distruzione e la rinascita della materia fotografica stessa.
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Carla Marletta Tecnica: Upcycling e Assemblage Anno: 2025 Dimensione: 50cm x 50cm Descrizione: Fiore#1 fa parte di una serie un di quadri tridimensionali, concepite come un ponte concettuale tra l'essere umano e l'ecosistema naturale. Realizzata interamente a mano attraverso un meticoloso processo di taglio e assemblaggio, l'opera si muove sul delicato confine che separa la civiltà dei consumi dalla purezza del mondo organico. Al centro della ricerca risiede il principio della rinascita della materia. Involucri commerciali, scatole di prodotti quotidiani e scarti di cartone vengono sottratti al ciclo del consumo seriale per essere nobilitati in una nuova forma eterna. Questo radicale processo di upcycling si traduce in una potente contrapposizione visiva tra natura e consumismo: i loghi parziali, i codici a barre e le grafiche industriali non vengono nascosti, ma assimilati dalla struttura biologica del fiore. La natura, dunque, non è più un elemento separato o sottomesso, ma una forza viva. Visivamente, la serie gioca su un affascinante ambiguità formale. La precisione millimetrica della stratificazione geometrica evoca la complessità della botanica reale, mentre il cuore pulsante di ogni corolla accoglie la rappresentazione ancestrale della yoni, simbolo universale di fertilità, genesi e sacralità femminile. Isolato su un fondo nero assoluto che ne esalta la tridimensionalità e la profondità, gli elementi di Fiore#1 invitano lo spettatore a riconsiderare il proprio legame con l'ambiente, trasformando lo scarto industriale in un altare di riflessione sulla sostenibilità e sulla bellezza ecologica.
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Carla Marletta Tecnica: Upcycling e Assemblage Anno: 2025 Dimensione: 50cm x 50cm Descrizione: Fiore#2 fa parte di una serie un di quadri tridimensionali, concepite come un ponte concettuale tra l'essere umano e l'ecosistema naturale. Realizzata interamente a mano attraverso un meticoloso processo di taglio e assemblaggio, l'opera si muove sul delicato confine che separa la civiltà dei consumi dalla purezza del mondo organico. Al centro della ricerca risiede il principio della rinascita della materia. Involucri commerciali, scatole di prodotti quotidiani e scarti di cartone vengono sottratti al ciclo del consumo seriale per essere nobilitati in una nuova forma eterna. Questo radicale processo di upcycling si traduce in una potente contrapposizione visiva tra natura e consumismo: i loghi parziali, i codici a barre e le grafiche industriali non vengono nascosti, ma assimilati dalla struttura biologica del fiore. La natura, dunque, non è più un elemento separato o sottomesso, ma una forza viva. Visivamente, la serie gioca su un affascinante ambiguità formale. La precisione millimetrica della stratificazione geometrica evoca la complessità della botanica reale, mentre il cuore pulsante di ogni corolla accoglie la rappresentazione ancestrale della yoni, simbolo universale di fertilità, genesi e sacralità femminile. Isolato su un fondo nero assoluto che ne esalta la tridimensionalità e la profondità, gli elementi di Fiore#2 invitano lo spettatore a riconsiderare il proprio legame con l'ambiente, trasformando lo scarto industriale in un altare di riflessione sulla sostenibilità e sulla bellezza ecologica.
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Cristina Misia Tecnica: Tecnica mista di collage Anno: 2026 Dimensione:70cmx50cm Descrizione: Attraverso l'uso del collage a tecnica mista lo spettatore è invitato a esplorare il mondo naturale attraverso nuovi occhi.
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Custode consapevole di un mondo fragile, un mondo di segreti che non svela, né subisce. Un mondo lontano nel tempo. I cromatismi ne attenuano la distanza, rendendola vicina, viva, contemporanea.
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I Will Tell the Forest Who You Are evokes the forest as a sacred space, a sanctuary of the living world. The figure, at once an eye, a spirit, and a guardian of the forest, stands at the threshold between the visible and invisible worlds. It echoes an animist vision of nature, in which the living world is inhabited by presences, forces, and spirits with which humans can enter into relationship. Its message — “I will tell the forest who you are” — suggests that the forest is also a witness to our presence and to our relationship with the living world. The work thus brings an ancient, spiritual perception of the world into dialogue with contemporary questions surrounding our relationship with nature.
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Sara Andraghetti Tecnica: Mista (Matita, China, Acquerello) Anno: 2026 Dimensione: A3 (29,7 x 42 cm)Descrizione: Dalla lettura del testo mi ha preso l’impulso generando due forze che si intrecciano, in maniera selvaggia, tenendosi, trattenendosi, intrecciandosi, blu e rosso non come generi ma come principi, come opposizione di tensioni che nell’erotismo di muovono, niente occhi niente espressioni solo corpi selvaggi, nessun genitale perché tutto diventa organo riproduttore: capezzoli, seni, nessun genere se non l’essenza. Impeto.
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Quest'illustrazione, come la precedente, è una rappresentazione simbolica della donna. In particolare ispirata alla figura di Lilith e Eva, le due facce della femminilità. La didascalia sarebbe: Sono Terra, sono Fuoco, Sono Acqua, sono Aria, Sono Sole, sono Luna, Sono Luce sono Ombra.
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L'imperatrice è il terzo Arcano Maggiore. L'altra parte del femminile, la Madre creatrice (Madre Terra), colei che dà forma alle intuizioni, l'energia che consente all'idea di concretizzarsi. È associata a Venere, perchè il desiderio e il piacere sono stimoli per la creazione. Le due immagini si completano. Si possono infatti guardare separatamente, ma accostandole, i due semicerchi dello sfondo, si uniscono in un cerchio metà scuro e metà oro, a simboleggiare le due facce della femminilità.
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La papessa è la seconda degli Arcani Maggiori. Nella mia illustrazione ho messo in risalto la parte femminile più introspettiva. Questa carta invita al silenzio, all'ascolto di sé e all'intuizione. È legata alla Luna, all'oscurità e al lasciarsi fecondare dallo spirito per poter creare.
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Tecnica: Pennarello Anno: 2026 Dimensione: 21 см × 29,7 см Descrizione: Una giornata in città
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Nikos Alteri | Arteaporte Tecnica: inchiostro windsor & newton, pennelli e pennini tecnici su carta Fabriano A4 Anno: 2026 Dimensione: 24cm x 33cm Descrizione: L’opera è realizzata in bianco e nero, valorizzando le capacità di trovare soluzioni grafiche efficaci, punto di forza dell’artista e rendendo cromaticamente omaggio alle vicende narrate nella pellicola muta divenuta ormai pietra miliare del cinema horror ed espressionista Nosferatu (1922). Ripercorre cronologicamente quanto avvenuto nel caposaldo del cinema vampiresco girato da Murnau, utilizzando le inquadrature che sono entrate nell’immaginario collettivo: la sagoma spettrale che si aggira sulle scale, il vampiro che dissangua la sua vittima, la figura terrificante che si staglia sul ponte della nave. Dalla pellicola all’inchiostro, dalla macchina da presa al pennello, fotogrammi che sono entrati a far parte della cultura cinematografica sono qui riportati su carta, a distanza di cento anni, con la stessa intenzione: inquietare il subconscio umano e rendere il giusto omaggio al signore delle tenebre.
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Il passaggio di un demone, la liberazione dalle maschere sociali e chissà, forse, la riscoperta del vero Sé.
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Tecnica: Pennarello Anno: 2026 Dimensione: 21 см × 29,7 см Descrizione: Verso casa




















