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Stefano Figurelli | Arteaporte Tecnica: Inchiostro ed acquarello Anno: 2026 Dimensione: 21x30 cm Descrizione:
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Stefano Figurelli | Arteaporte Tecnica: Inchiostro ed acquarello Anno: 2026 Dimensione: 21x30 cm Descrizione:
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Stefano Figurelli | Arteaporte Tecnica: Inchiostro ed acquarello Anno: 2026 Dimensione: 21x30 cm Descrizione:
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Jörg Kuplens | Arteaporte Tecnica: inchiostro e matita colorata su tela Anno: 2026 Dimensione: 140 x 100cm Descrizione: This work, created with markers, colored pencils, and ink, depicts a dreamlike scene in which fragments of reality blend with memory and imagination. Female figures sit on sofas and armchairs in a café-like interior, appearing calm, detached, and lost in thought. The intimate atmosphere is disrupted by the presence of an old train station and modern skyscrapers, which shatter the sense of coziness and create a tension between the past and the present, nostalgia and urban reality. The composition oscillates between dream and reality, with architecture and interior space merging into a poetic landscape of overlapping perceptions and emotions. The figures become symbols of reflection and inner experience rather than individual portraits. The monochromatic visual language underscores the unfinished nature of the work, as if the image itself were slowly emerging from the subconscious.
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Jörg Kuplens | Arteaporte Tecnica: inchiostro e matita colorata su tela Anno: 2026 Dimensione: 140 x 100cm Descrizione: This work, created with markers, colored pencils, and ink, depicts a dreamlike scene in which fragments of reality blend with memory and imagination. Female figures sit on sofas and armchairs in a café-like interior, appearing calm, detached, and lost in thought. The intimate atmosphere is disrupted by the presence of an old train station and modern skyscrapers, which shatter the sense of coziness and create a tension between the past and the present, nostalgia and urban reality. The composition oscillates between dream and reality, with architecture and interior space merging into a poetic landscape of overlapping perceptions and emotions. The figures become symbols of reflection and inner experience rather than individual portraits. The monochromatic visual language underscores the unfinished nature of the work, as if the image itself were slowly emerging from the subconscious.
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HorusRa | Arteaporte Tecnica: penna bic su cartoncino – colorazione digitale Anno: 2011 Dimensione: formato A4 Descrizione: "Sulla Luna si trova tutto ciò che si perde sulla Terra: le lacrime, i sospiri, e soprattutto il senno." L'opera intreccia suggestioni letterarie e psicologiche, esplorando il confine sottile tra genio, follia e smarrimento: • Il Senno di Orlando: Come nel viaggio di Astolfo nell'Orlando Furioso di Ariosto, la Luna diventa il luogo metaforico dove finiscono le cose smarrite dagli uomini. Il "Fool" (il matto/folle) vaga sulla superficie lunare alla ricerca della propria ragione, immerso in una dimensione dove la realtà si deforma. • Il Lato Oscuro della Luna: La luna non è soltanto un astro, ma una presenza vigile (il volto femminile) che custodisce l'inconscio, l'irrazionale e l'ombra dell'animo umano. La silhouette in cammino rappresenta l'individuo che esplora le proprie zone d'ombra, sospeso tra dissoluzione ed evoluzione spirituale. • Il "Fool" dei Tarocchi: La figura richiama anche l'archetipo del Matto nei tarocchi: il viaggiatore spensierato e coraggioso che cammina verso l'ignoto, pronto a lanciarsi nel vuoto per ritrovare se stesso. Il tratto a penna Bic conferisce all'immagine una materia densa, quasi incisoria, fatta di fitto tratteggio e linee fluide. La successiva lavorazione digitale applica un tono seppia monocromatico che avvolge l'opera in un'aura nostalgica, enfatizzando l'effetto "manoscritto antico" o visione senza tempo.
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HorusRa | Arteaporte Tecnica: Penna bic su cartoncino Anno: 2013 Dimensione: 29,7cm x 42cm Descrizione: Un disegno eseguito interamente a penna blu, dove il tratto incrociato e le spirali ornamentali costruiscono una scena sospesa tra sogno e metamorfosi. Al centro, una figura femminile emerge dal profilo di una luna crescente, come se il volto stesso fosse parte del suo corpo celeste. Dalla curva lunare si sprigiona una forma alata, quasi un angelo o dèmone, che sembra liberarsi o dissolversi in un moto ascensionale. Le linee sottili e i riccioli decorativi evocano onde, capelli, vapori, creando un ritmo visivo che unisce materia e spirito. L’opera suggerisce il tema del sacrificio come trasformazione: la luna, archetipo del femminile e del ciclo vitale, offre se stessa per generare luce e metamorfosi. Il blu, unico colore impiegato, diventa veicolo di introspezione e mistero, richiamando l’acqua, il sogno e la memoria. Il gesto del sacrificio non è tragico ma rituale, un atto di passaggio tra oscurità e rivelazione.
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HorusRa | Arteaporte Tecnica: penna su cartoncino – colorazione digitale Anno: 2022 Dimensione: 33cm x 48cm Descrizione: Ritratto simbolico che fonde figurazione e cosmologia. Il volto giovanile emerge da una mezzaluna blu ornata da spirali, evocando il moto delle maree e la ciclicità lunare. Le sfere planetarie sospese sopra la testa amplificano il senso di connessione tra microcosmo e macrocosmo. La giacca nera, dal taglio contemporaneo, contrasta con la decorazione alchemica che si espande sul collo e sul petto, come un sigillo interiore. L’insieme suggerisce un equilibrio tra materia e spirito, ribellione e contemplazione. L’opera può essere letta come ritratto iniziatico: il soggetto attraversa la soglia tra mondo visibile e invisibile. La luna diventa specchio dell’anima, mentre le spirali e i pianeti rappresentano il viaggio interiore verso la conoscenza.
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Nikos Alteri | Arteaporte Tecnica: inchiostro windsor & newton, pennelli e pennini tecnici su carta Fabriano A4 Anno: 2026 Dimensione: 24cm x 33cm Descrizione: L’opera è realizzata in bianco e nero, valorizzando le capacità di trovare soluzioni grafiche efficaci, punto di forza dell’artista e rendendo cromaticamente omaggio alle vicende narrate nella pellicola muta divenuta ormai pietra miliare del cinema horror ed espressionista Nosferatu (1922). Ripercorre cronologicamente quanto avvenuto nel caposaldo del cinema vampiresco girato da Murnau, utilizzando le inquadrature che sono entrate nell’immaginario collettivo: la sagoma spettrale che si aggira sulle scale, il vampiro che dissangua la sua vittima, la figura terrificante che si staglia sul ponte della nave. Dalla pellicola all’inchiostro, dalla macchina da presa al pennello, fotogrammi che sono entrati a far parte della cultura cinematografica sono qui riportati su carta, a distanza di cento anni, con la stessa intenzione: inquietare il subconscio umano e rendere il giusto omaggio al signore delle tenebre.
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Nikos Alteri | Arteaporte Tecnica: inchiostro windsor & newton, pennelli e pennini tecnici su carta Fabriano A4 Anno: 2026 Dimensione: 24cm x 33cm Descrizione: L’opera è realizzata in bianco e nero, valorizzando le capacità di trovare soluzioni grafiche efficaci, punto di forza dell’artista e rendendo cromaticamente omaggio alle vicende narrate nella pellicola muta divenuta ormai pietra miliare del cinema horror ed espressionista Nosferatu (1922). Ripercorre cronologicamente quanto avvenuto nel caposaldo del cinema vampiresco girato da Murnau, utilizzando le inquadrature che sono entrate nell’immaginario collettivo: la sagoma spettrale che si aggira sulle scale, il vampiro che dissangua la sua vittima, la figura terrificante che si staglia sul ponte della nave. Dalla pellicola all’inchiostro, dalla macchina da presa al pennello, fotogrammi che sono entrati a far parte della cultura cinematografica sono qui riportati su carta, a distanza di cento anni, con la stessa intenzione: inquietare il subconscio umano e rendere il giusto omaggio al signore delle tenebre.
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an artwork made with acrylic ink on paper painted with airbrush. The artwork is something beetween abstract and dark surrealism, is about the unknown objets and phenomenons in the Multiverse. size: 52x142cm (diptich of two 52x71cm)
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i like the tension that builds between twos. its so intimate and charged and it fascinates me how they intertwine while being apart
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Umberto Genovesi | Arteaporte Tecnica: inchiostro di china su cartoncino Anno: 2026 Dimensione: 30 x 40 cm Descrizione: L'osservazione di una carcassa di ratto nella quale mi sono imbattuto per strada ha ispirato questo lavoro, inizialmente pensato per un corto animato.
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Umberto Genovesi | Arteaporte Tecnica: inchiostro di china su cartoncino Anno: 2026 Dimensione: 30 x 40 cm Descrizione: L'osservazione di una carcassa di ratto nella quale mi sono imbattuto per strada ha ispirato questo lavoro, inizialmente pensato per un corto animato.
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Elisa Scozia Civardi | Arteaporte Tecnica: Inchiostro di china Anno: 2025 Dimensione: 100×70 cm Descrizione: Autoritratto della mia foresta interiore, realizzata dal profondo, grottesca ma passionale. Metto a nudo ciò che si cela sotto la mia pelle, la mia essenza.
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Elisa Scozia Civardi | Arteaporte Tecnica: Inchiostro di china e acrilico Anno: 2025 Dimensione: 60×140 cm Descrizione: Autoritratto della mia foresta interiore, realizzata dal profondo, grottesca ma passionale. Metto a nudo ciò che si cela sotto la mia pelle, la mia essenza.
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Opera in cui il corpo umano diventa veicolo di espressione emotiva. La figura, isolata su uno sfondo scuro, è rappresentata attraverso una tavolozza di blu, viola, magenta e bianco, che trasforma la resa anatomica in un paesaggio interiore. Il forte contrasto tra luce e ombra concentra l’attenzione sul corpo, mentre il contorno chiaro ne accentua l’isolamento e la dimensione simbolica. Il corpo occupa lo spazio con decisione, ma allo stesso tempo sembra chiudersi in sé stesso in un contrasto tra forza e vulnerabilità. Il nudo non assume una funzione erotica, ma diventa strumento per rendere visibile una condizione psicologica.
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"Fragili desideri", ispirata alla canzone “Trafitto” dei CCCP, rappresenta un corpo nudo esposto allo sguardo, ma raccolto in una dimensione intima e introspettiva. Il titolo suggerisce un desiderio delicato e vulnerabile; il corpo diventa il luogo in cui si incontrano desiderio, fragilità e sofferenza. I toni freddi di blu, viola e grigio conferiscono alla figura un aspetto quasi marmoreo e onirico, mentre le sfumature rosate richiamano la vitalità e il desiderio. Lo sfondo bianco isola la figura, trasformandola in uno spazio simbolico e mentale. La solidità anatomica contrasta con la posa rilassata e gli occhi chiusi, creando un equilibrio tra forza e vulnerabilità. La nudità, quindi, non appare come provocazione, ma come espressione di un’intimità profondamente umana, sospesa tra desiderio, fragilità e dolore.
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Ispirata alla canzone "Intimisto" di Giovanni Lindo Ferretti (CSI), l’opera esplora le dinamiche e le conseguenze della dipendenza affettiva, concentrandosi sull’attimo ultimo del percorso: oltre la negazione, la disillusione e la rabbia, quando resta soltanto un dolore lento e consumante. Il corpo nudo, raccolto in posizione fetale, non è esibito ma vulnerabile, contratto e in cerca di protezione. Una mano lo avvolge in un gesto di conforto, mentre l’altra si poggia al suolo, unico ancoraggio alla realtà. Il blu crea un’atmosfera sospesa e silenziosa; rosso e viola introducono tensione, dolore e memoria di ferite. La luce, simbolo di una possibile rinascita, avvolge una figura che non è ancora pronta ad aprirsi ad essa. Lo sguardo si concentra sulla mano: gesto e simbolo dell’azione, perché è attraverso l’azione che si può interrompere la caduta e ritrovare un punto d’appoggio. L’opera non chiede di essere letta, ma sentita: più che offrire una spiegazione, invita lo spettatore a entrare nel vuoto, nella fragilità e nella tensione emotiva della figura.




















