Federica Servi è una pittrice e creativa fin dalla più tenera età, cresciuta in una famiglia dove arte e inventiva erano di casa: mamma pittrice autodidatta, papà tuttofare-geniale e due fratelli pieni di talento. La sua passione per la pittura è nata a soli due anni e l’ha accompagnata per tutta la vita, tra studi al Liceo Artistico e all’Università di Scienze dei Beni Culturali, corsi di approfondimento e tanta sperimentazione.

Le sue opere riflettono ciò che ama di più: forme decise, colori intensi, sfumature e dettagli decorativi, con protagonisti figure femminili, natura e animali. Dipingere per Federica è un viaggio: un modo per perdersi e ritrovarsi, raccontando sé stessa attraverso ogni pennellata.

Arteaporté ha avuto il piacere di intervistare l’artista per approfondire il suo percorso e la sua visione dell’arte.

Cosa rappresenta l’arte per te?

Posso dire che per me l’arte e fare arte è un po’ tutto, è il mio luogo di calma, riflessione, sfogo e cura che rivolgo a me stessa. E’ il mio passatempo prediletto nonché a volte un modo per fare ordine dentro di me. Sono una persona molto socievole e sociale, amo chiacchierare, scherzare, condividere; amo la compagnia e odio la solitudine. Quando dipingo riesco però a concentrarmi solo su quello ed è l’unico momento in cui potrei stare ore ed ore da sola con me stessa, dedicandomi solo a dipingere ciò che sento. Direi che in sintesi l’arte è una parte indispensabile della mia quotidianità, del mio equilibrio e del mio modo di stare al mondo.

Come e quando ti sei avvicinata all’arte?

Ci sono arrivata presto: da bambina riempivo fogli su fogli senza stancarmi mai, grazie alla mamma che mi ha sempre invogliato con grande naturalezza a disegnare, dipingere, leggere libri d’arte e sulle vite dei pittori. Con il tempo ho capito che non era solo un passatempo, ma una costante indispensabile anche quando facevo tutt’altro. Ho così negli anni sperimentato varie tecniche, un po’ da autodidatta ed un po’ grazie a corsi specifici fino a che, da una decina di anni, mi dedico assiduamente alla pittura.

 

Qual è la tua maggiore fonte di ispirazione?

L’universo femminile, la natura e gli animali sono i miei soggetti preferiti ed i mondi che amo raffigurare. Il mondo femminile probabilmente perché, anche se inconsapevolmente, rappresenta sempre un po’ me stessa, mentre gli animali perché hanno sempre fatto parte della mia vita e del mio immaginario. La loro presenza, la loro energia, l’amore ed il rispetto profondo che provo per loro finisce inevitabilmente nei miei lavori.

 

I riferimenti artistici e culturali che ti hanno maggiormente influenzato nel corso del tempo?

Mi hanno sempre attirato gli artisti del periodo Liberty, in particolare Gustav Klimt e la sua pittura decorativa, simbolica ed arricchita dall’oro. Amo da sempre anche Tamara De Lempicka ed il suo stile fatto di forme definite, chiaroscuri marcati, colori vivaci. Credo che forse involontariamente mi sia anche spesso lasciata ispirare da loro nell’utilizzo a volte delle forme, dei colori, delle linee nette ed altre volte nell’inserire dettagli decorativi, simbolici e foglia oro. E poi, più in generale, mi sono lasciata sempre influenzare da tutto ciò che riguarda il rapporto con la natura e con gli animali, anche fuori dall’arte.

Quali emozioni speri di suscitare negli osservatori delle tue opere?

Vorrei che le mie opere trasmettessero forza e vitalità, ma a volte o allo stesso tempo calma ed introspezione. Non cerco un’emozione specifica ma spero che possano smuovere qualcosa o catturare l’attenzione anche solo per un dettaglio, un colore.

C’è un messaggio particolare che cerchi di comunicare attraverso le tue opere?

Mi piace dipingere in modo “sincero” e spontaneo, in base all’ispirazione o a temi ai quali sono legata. Mi interessa raccontare ciò che è reale dal mio “punto di vista”, esaltandolo con forme e colori decisi. Forse i messaggi che più mi stanno a cuore sono le tematiche legate all’universo del mondo femminile, con tutte le sue sfaccettature, ed il valore nella sensibilità, nel legame profondo con la natura e gli animali.

Qual è il ruolo dell’imperfezione nella tua arte?

L’imperfezione credo renda il lavoro vivo e spontaneo. Non cerco sempre, ed in ogni soggetto, il tratto perfetto o le forme giuste e proporzionate ma talvolta (a seconda dell’ispirazione :) ) preferisco lasciare spazio all’istinto. Non dipingo iperrealismo, quindi credo che al di la’ di questo nell’arte non esista davvero qualcosa di imperfetto poiché anche se dovesse risultarlo per qualcuno, per altri potrebbe essere di poco conto se non la soluzione ideale.

 

Federica Servi ha recentemente partecipato a diverse mostre, portando il suo linguaggio fatto di colori intensi, forme decise e dettagli decorativi direttamente al pubblico: a Torino con le collettive Be a Lady, Art 4 Xmas e Centralissima, e a Milano con la mostra Biciclette. Le sue opere raccontano storie di figure femminili, natura e animali, immergendo lo spettatore nel suo universo creativo fatto di emozione, estetica e narrazione personale.

Le sue opere sono inoltre disponibili per l’acquisto online sul nostro portale, dove è possibile scoprire la sua produzione artistica e lasciarsi ispirare dal suo universo cliccando qui!