Dimensione: 37 x 37 cm
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Fernando Manuel Ricárdez Lara Tecnica: Digital animation loop (MP4) Anno: 2023 Dimensione: Variable (video projection or screen installation) Descrizione: Espera is a digital animation loop created from a cranial resonance and a photograph taken during a four-hour wait at a public hospital in Mexico. Inside the skull, the waiting bench becomes a space of solitude, contrasting the overcrowded hospital with the inner world of the patient. The work reflects on suspended time, and the dialogue between clinical imagery and personal memory
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Rosa Chemical e Edoardo Bansone Tecnica: Mista Anno: 2025 Dimensione: 100x70 cm Descrizione: UNO//MATERIA è un progetto artistico di Rosa Chemical ed Edoardo Bansone che esplora il dualismo tra principio spirituale e realtà materiale. Sei opere post-graffitiste mettono in tensione l’unità invisibile dell’“Uno” e la frammentazione del mondo fisico. La pittura diventa rito, il gesto diventa segno di un conflitto: elevazione e caduta, ordine e caos, spirito e corpo. Il titolo stesso è frattura e ponte: UNO, come aspirazione all’assoluto; MATERIA, come carne viva dell’esperienza. In questo spazio liminale, l’arte si fa luogo di attraversamento, incarnando il tentativo umano di riconciliarsi con la propria natura divisa.
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Alice Biondin Tecnica: Collage a tecnica mista su carta Anno: 2020/2022 Dimensione senza cornice: 21x29,7 cm Dimensione con cornice: 32,5 x 41 cm Descrizione: BLEEDING DAYS è una serie di collage costantemente in evoluzione che mette in luce il rapporto ancora inspiegabilmente ombroso fra donna, mestruazioni e società. Attorno al ciclo femminile ci sono falsi miti, infinite dicerie, improbabili teorie, tantissimi tabù e molta censura. Si affronta questo tema con un alone di titubanza e riluttanza; permane ancora in molte persone un velo sulla lingua, parlare apertamente di perdite, sangue, dolore, disagio, instabilità, frustrazione è scomodo e – praticamente – quasi sempre noi donne ci sentiamo fuori luogo per un evento che è del tutto naturale. Il senso della vergogna, del pudore e dell’inadeguatezza ci viene trasmesso sin da piccole e in una società dove regna ancora l’asfissiante misoginia, che è ormai interiorizzata, è difficile far risaltare tematiche prettamente femminili. “La serie Bleeding days mette in evidenza il rapporto tra mestruazioni e donne attraverso collage polimaterici. L’indagine di Alice Biondin verte sulla percezione di questo evento nella società attuale, ponendo l’enfasi sulla provocazione e il sarcasmo. Le opere riportano frasi, immagini ed elementi decorativi che intendono scaturire una riflessione sulla complessità di “quei giorni” nei confronti dell’evento in sé,soprattutto in rapporto alle altre persone. Il colore rosso è il fil rouge di tutta la serie: un chiaro riferimento al sangue, elemento solitamente omesso all’interno delle pubblicità tematiche e simbolo di disagio quando viene mostrato, come se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi. I lavori realizzati dall’artista elaborano aspetti differenti della condizione fisica in maniera ludica e divertente normalizzando un periodo ricorrente dell’essere donna. I collage diventano così un omaggio ad una condizione che ancora oggi costituisce un tabù nella contemporaneità.” Margaret Sgarra
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Alice Biondin Tecnica: Collage a tecnica mista su carta Anno: 2020/2022 Dimensione senza cornice: 21x29,7 cm Dimensione con cornice: 32,5 x 41 cm Descrizione: BLEEDING DAYS è una serie di collage costantemente in evoluzione che mette in luce il rapporto ancora inspiegabilmente ombroso fra donna, mestruazioni e società. Attorno al ciclo femminile ci sono falsi miti, infinite dicerie, improbabili teorie, tantissimi tabù e molta censura. Si affronta questo tema con un alone di titubanza e riluttanza; permane ancora in molte persone un velo sulla lingua, parlare apertamente di perdite, sangue, dolore, disagio, instabilità, frustrazione è scomodo e – praticamente – quasi sempre noi donne ci sentiamo fuori luogo per un evento che è del tutto naturale. Il senso della vergogna, del pudore e dell’inadeguatezza ci viene trasmesso sin da piccole e in una società dove regna ancora l’asfissiante misoginia, che è ormai interiorizzata, è difficile far risaltare tematiche prettamente femminili. “La serie Bleeding days mette in evidenza il rapporto tra mestruazioni e donne attraverso collage polimaterici. L’indagine di Alice Biondin verte sulla percezione di questo evento nella società attuale, ponendo l’enfasi sulla provocazione e il sarcasmo. Le opere riportano frasi, immagini ed elementi decorativi che intendono scaturire una riflessione sulla complessità di “quei giorni” nei confronti dell’evento in sé,soprattutto in rapporto alle altre persone. Il colore rosso è il fil rouge di tutta la serie: un chiaro riferimento al sangue, elemento solitamente omesso all’interno delle pubblicità tematiche e simbolo di disagio quando viene mostrato, come se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi. I lavori realizzati dall’artista elaborano aspetti differenti della condizione fisica in maniera ludica e divertente normalizzando un periodo ricorrente dell’essere donna. I collage diventano così un omaggio ad una condizione che ancora oggi costituisce un tabù nella contemporaneità.” Margaret Sgarra
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Alice Biondin Tecnica: Collage a tecnica mista su carta Anno: 2020/2022 Dimensione senza cornice: 21x29,7 cm Dimensione con cornice: 32,5 x 41 cm Descrizione: BLEEDING DAYS è una serie di collage costantemente in evoluzione che mette in luce il rapporto ancora inspiegabilmente ombroso fra donna, mestruazioni e società. Attorno al ciclo femminile ci sono falsi miti, infinite dicerie, improbabili teorie, tantissimi tabù e molta censura. Si affronta questo tema con un alone di titubanza e riluttanza; permane ancora in molte persone un velo sulla lingua, parlare apertamente di perdite, sangue, dolore, disagio, instabilità, frustrazione è scomodo e – praticamente – quasi sempre noi donne ci sentiamo fuori luogo per un evento che è del tutto naturale. Il senso della vergogna, del pudore e dell’inadeguatezza ci viene trasmesso sin da piccole e in una società dove regna ancora l’asfissiante misoginia, che è ormai interiorizzata, è difficile far risaltare tematiche prettamente femminili. “La serie Bleeding days mette in evidenza il rapporto tra mestruazioni e donne attraverso collage polimaterici. L’indagine di Alice Biondin verte sulla percezione di questo evento nella società attuale, ponendo l’enfasi sulla provocazione e il sarcasmo. Le opere riportano frasi, immagini ed elementi decorativi che intendono scaturire una riflessione sulla complessità di “quei giorni” nei confronti dell’evento in sé,soprattutto in rapporto alle altre persone. Il colore rosso è il fil rouge di tutta la serie: un chiaro riferimento al sangue, elemento solitamente omesso all’interno delle pubblicità tematiche e simbolo di disagio quando viene mostrato, come se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi. I lavori realizzati dall’artista elaborano aspetti differenti della condizione fisica in maniera ludica e divertente normalizzando un periodo ricorrente dell’essere donna. I collage diventano così un omaggio ad una condizione che ancora oggi costituisce un tabù nella contemporaneità.” Margaret Sgarra
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Alice Biondin Tecnica: Collage a tecnica mista su carta Anno: 2020/2022 Dimensione senza cornice: 21x29,7 cm Dimensione con cornice: 32,5 x 41 cm Descrizione: BLEEDING DAYS è una serie di collage costantemente in evoluzione che mette in luce il rapporto ancora inspiegabilmente ombroso fra donna, mestruazioni e società. Attorno al ciclo femminile ci sono falsi miti, infinite dicerie, improbabili teorie, tantissimi tabù e molta censura. Si affronta questo tema con un alone di titubanza e riluttanza; permane ancora in molte persone un velo sulla lingua, parlare apertamente di perdite, sangue, dolore, disagio, instabilità, frustrazione è scomodo e – praticamente – quasi sempre noi donne ci sentiamo fuori luogo per un evento che è del tutto naturale. Il senso della vergogna, del pudore e dell’inadeguatezza ci viene trasmesso sin da piccole e in una società dove regna ancora l’asfissiante misoginia, che è ormai interiorizzata, è difficile far risaltare tematiche prettamente femminili. “La serie Bleeding days mette in evidenza il rapporto tra mestruazioni e donne attraverso collage polimaterici. L’indagine di Alice Biondin verte sulla percezione di questo evento nella società attuale, ponendo l’enfasi sulla provocazione e il sarcasmo. Le opere riportano frasi, immagini ed elementi decorativi che intendono scaturire una riflessione sulla complessità di “quei giorni” nei confronti dell’evento in sé,soprattutto in rapporto alle altre persone. Il colore rosso è il fil rouge di tutta la serie: un chiaro riferimento al sangue, elemento solitamente omesso all’interno delle pubblicità tematiche e simbolo di disagio quando viene mostrato, come se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi. I lavori realizzati dall’artista elaborano aspetti differenti della condizione fisica in maniera ludica e divertente normalizzando un periodo ricorrente dell’essere donna. I collage diventano così un omaggio ad una condizione che ancora oggi costituisce un tabù nella contemporaneità.” Margaret Sgarra
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Alice Biondin Tecnica: Collage a tecnica mista su carta Anno: 2020/2022 Dimensione senza cornice: 21x29,7 cm Dimensione con cornice: 32,5 x 41 cm Descrizione: BLEEDING DAYS è una serie di collage costantemente in evoluzione che mette in luce il rapporto ancora inspiegabilmente ombroso fra donna, mestruazioni e società. Attorno al ciclo femminile ci sono falsi miti, infinite dicerie, improbabili teorie, tantissimi tabù e molta censura. Si affronta questo tema con un alone di titubanza e riluttanza; permane ancora in molte persone un velo sulla lingua, parlare apertamente di perdite, sangue, dolore, disagio, instabilità, frustrazione è scomodo e – praticamente – quasi sempre noi donne ci sentiamo fuori luogo per un evento che è del tutto naturale. Il senso della vergogna, del pudore e dell’inadeguatezza ci viene trasmesso sin da piccole e in una società dove regna ancora l’asfissiante misoginia, che è ormai interiorizzata, è difficile far risaltare tematiche prettamente femminili. “La serie Bleeding days mette in evidenza il rapporto tra mestruazioni e donne attraverso collage polimaterici. L’indagine di Alice Biondin verte sulla percezione di questo evento nella società attuale, ponendo l’enfasi sulla provocazione e il sarcasmo. Le opere riportano frasi, immagini ed elementi decorativi che intendono scaturire una riflessione sulla complessità di “quei giorni” nei confronti dell’evento in sé,soprattutto in rapporto alle altre persone. Il colore rosso è il fil rouge di tutta la serie: un chiaro riferimento al sangue, elemento solitamente omesso all’interno delle pubblicità tematiche e simbolo di disagio quando viene mostrato, come se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi. I lavori realizzati dall’artista elaborano aspetti differenti della condizione fisica in maniera ludica e divertente normalizzando un periodo ricorrente dell’essere donna. I collage diventano così un omaggio ad una condizione che ancora oggi costituisce un tabù nella contemporaneità.” Margaret Sgarra
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Alice Biondin Tecnica: Collage a tecnica mista su carta Anno: 2020/2022 Dimensione senza cornice: 21x29,7 cm Dimensione con cornice: 32,5 x 41 cm Descrizione: BLEEDING DAYS è una serie di collage costantemente in evoluzione che mette in luce il rapporto ancora inspiegabilmente ombroso fra donna, mestruazioni e società. Attorno al ciclo femminile ci sono falsi miti, infinite dicerie, improbabili teorie, tantissimi tabù e molta censura. Si affronta questo tema con un alone di titubanza e riluttanza; permane ancora in molte persone un velo sulla lingua, parlare apertamente di perdite, sangue, dolore, disagio, instabilità, frustrazione è scomodo e – praticamente – quasi sempre noi donne ci sentiamo fuori luogo per un evento che è del tutto naturale. Il senso della vergogna, del pudore e dell’inadeguatezza ci viene trasmesso sin da piccole e in una società dove regna ancora l’asfissiante misoginia, che è ormai interiorizzata, è difficile far risaltare tematiche prettamente femminili. “La serie Bleeding days mette in evidenza il rapporto tra mestruazioni e donne attraverso collage polimaterici. L’indagine di Alice Biondin verte sulla percezione di questo evento nella società attuale, ponendo l’enfasi sulla provocazione e il sarcasmo. Le opere riportano frasi, immagini ed elementi decorativi che intendono scaturire una riflessione sulla complessità di “quei giorni” nei confronti dell’evento in sé,soprattutto in rapporto alle altre persone. Il colore rosso è il fil rouge di tutta la serie: un chiaro riferimento al sangue, elemento solitamente omesso all’interno delle pubblicità tematiche e simbolo di disagio quando viene mostrato, come se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi. I lavori realizzati dall’artista elaborano aspetti differenti della condizione fisica in maniera ludica e divertente normalizzando un periodo ricorrente dell’essere donna. I collage diventano così un omaggio ad una condizione che ancora oggi costituisce un tabù nella contemporaneità.” Margaret Sgarra
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Diego Azzola Tecnica: Calchi in lattice colorato e riempitivo di poliuretano Anno: 2025 Descrizione: The work features a series of frogs caught in a state of apparent explosion, fragmented, mutating bodies that evoke a deep tension toward transformation. The frog, a symbol par excellence of metamorphosis and unstable identity, becomes an emblem of hybridity and perpetual becoming. The piece explores the human drive toward modification and the transgression of biological and morphological boundaries. It suggests a body that disintegrates, loses its coherent form, and evolves into something else, an unstable, vulnerable, yet potentially generative entity. The installation also references real-life experimental practices, such as genetic manipulation conducted on frogs and toads, where animals were decapitated to create headless organisms, ideal for meat production. This unsettling context informs the sculptural forms, in which the frogs’ heads appear to detach and drift away from their bodies, as if resisting a fate of control and commodification.
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Tecnica: Film Photography Anno: 2025 Dimensione opera: 30 x 70 cm Descrizione: Prompted by personal experiences of harassment and abuse, and engaging critically with Italian rape culture, A Seed Has No Pronouns is Eleonora’s reflection on the paradoxes of gender binarism and an attempt to challenge the stigmas surrounding femininity and masculinity.In this context, gender binarism is seen as complicit in upholding patriarchal structures, as it assigns rigid societal and phenomenological traits to "females" and "males." Such distinctions reinforce biased gender roles based on anatomy, deepening the divide between individuals.In a society structured around gendered objectification, the image of the cracked fruit reminds the toxic consequences of gender discrimination while simultaneously evoking the seed – a symbol of untapped potential that, slipping away from gender rules, creates unity and untapped possibilities of harmony and beauty.
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Tecnica: Film Photography Anno: 2025 Dimensione opera: 30 x 70 cm Descrizione: Prompted by personal experiences of harassment and abuse, and engaging critically with Italian rape culture, A Seed Has No Pronouns is Eleonora’s reflection on the paradoxes of gender binarism and an attempt to challenge the stigmas surrounding femininity and masculinity.In this context, gender binarism is seen as complicit in upholding patriarchal structures, as it assigns rigid societal and phenomenological traits to "females" and "males." Such distinctions reinforce biased gender roles based on anatomy, deepening the divide between individuals.In a society structured around gendered objectification, the image of the cracked fruit reminds the toxic consequences of gender discrimination while simultaneously evoking the seed – a symbol of untapped potential that, slipping away from gender rules, creates unity and untapped possibilities of harmony and beauty.
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Enrico Gottardi Tecnica: Acciaio inossidabile e rete metallica Anno: 2025 Dimensione opera: 100 x 20 cm Descrizione: Nella grande danza cosmica quando i semi cadono a terra ogni cosa giunge a compimento. Similmente la caduta delle foglie indica il termine di un ciclo. Foglie e semi dell’albero di Ginkgo sono legati a un episodio drammatico contraddistinto anch’esso da un moto di caduta. Quando il seme d’acciaio cadde su Hiroshima, la deflagrazione distorse le linee di forza inizio e fine. La distruzione fu pressoché totale determinando in modo funesto il crollo di un mondo e il principio di un altro. Eppure fu proprio il Ginkgo a germogliare nuovamente laddove non si riteneva possibile, stante la tendenza della vita a contrastare l’esaurirsi delle cose. L’opera è costituita da un numero non predefinito di foglie d’acciaio di Ginkgo Biloba della dimensione di 4×4 cm circa realizzate con la tecnica dell’origami. Tali foglie sono raccolte all’interno di una rete metallica rigida a maglie strette preformata a cilindro della dimensione di 20 cm di diametro e 100 cm di altezza. L’opera poggerà direttamente a terra senza alcun supporto a fare da base.
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Menta Handmade Ceramics Tecnica: Ceramica, smalti, argilla e Oro 12% Anno: 2019Dimensione senza cornice: 100 x 45 x 45 cmDescrizione: Il Sogno dei Licheni nasce partendo dall’ osservazione e dallo studio delle più comuni e sottostimate specie vegetali, le cosiddette erbacce.Non rivestendo apparentemente alcuna funzione ritenuta utile e crescendo in maniera incontrollata, le vengono generalmente attribuiti aggettivi e sostantivi di natura negativa e sprezzante. Con elevato potere resiliente e persistenti, amano le rovine, i ruderi, alla conquista del mondo si spostano da un luogo all’altro, come popolazioni nomadi, che camminano senza fissa dimora e alle quali spesso si vieta il diritto essenziale alla dignità, alla sopravvivenza.
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Menta Handmade Ceramics Tecnica: Ceramica, smalti, argilla e Oro 12% Anno: 2025Dimensione senza cornice: 55 x 28 cmDescrizione: Un vaso giardino riflesso di una visione. Il sogno di felicità non è statico, ma un processo di continua trasformazione, in cui ogni cambiamento è una tappa necessaria per raggiungere un equilibrio. La bellezza del giardino sta nell'accogliere ogni fase, con la consapevolezza che ogni fiore che appassisce è solo un passo verso una nuova fioritura.
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Il Duca Dei Vandali Tecnica: Fotografia, stampa da scansione, negativo in doppia esposizione Anno: 2023 Dimensione: 24 x 30 cm Descrizione: Un giorno, a casa mia, notai una voragine aperta nel muro. Il proprietario spiegò che la causa era la canna fumaria, non riempita correttamente, e che il vuoto aveva provocato il crollo di quella parte di muro. In quell’istante percepii una connessione profonda tra me, quella crepa e il vuoto che sentivo dentro di me. Decisi così di trasformare quell’esperienza in un’opera, realizzando una doppia esposizione su negativo, combinando una mia vecchia fotografia con l’immagine della voragine. Il risultato cattura perfettamente ciò che provavo in quel periodo: un vuoto, una ferita interiore che fatica a rimarginarsi, contrapposta alla volontà di creare qualcosa di bello, un atto d’amore verso me stesso e una memoria di quella condizione. L’opera nasce dalla volontà di trasformare il dolore in creatività, la mancanza in forma, e di celebrare la capacità di prendersi cura di sé, nonostante tutto.
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Il Duca Dei Vandali Tecnica: Fotografia, stampa ai sali d'argento con negativo sottoposto a mordencage Anno: 2025 Dimensione: 24 x 30 cm Descrizione: L’opera nasce dal tentativo di superare un lutto d’amore attraverso quello che Freud chiamava “sublimazione”: un meccanismo inconscio che permette di trasformare pulsioni intense in espressione artistica o fede religiosa. La tecnica impiegata, il mordencage, rispecchia pienamente questo intento. Il negativo fotografico, ovvero la matrice della foto, viene immerso in una soluzione che liquefa i sali d’argento, separandoli dal negativo e generando un effetto distruttivo e casuale. Il sacrificio, nella storia umana, è sempre stato un atto volto a favoreggiarsi un dio, senza conoscere però l’esito, data la sua natura imprevedibile e folle. Da qui il titolo dell’opera, Sacrificium, dal latino “atto di rendere sacro”. Ho trasformato l’unico ricordo che ho di una persona a me cara, elevandolo a qualcosa di superiore. Attraverso questo gesto radicale, cercavo di creare un’opera che perdurasse nel tempo e al contempo esorcizzasse il dolore del lutto. Il sacro non segue logiche umane: è casuale e imprevedibile. Così come l’amore e il dolore, appare inspiegabile e irrazionale. La trasformazione del ricordo diventa allora un rito, un atto folle e sacro, attraverso cui il dolore si trasforma in memoria duratura.
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Eve Witwicki Tecnica: Digital photography/collage Anno: 2020 Dimensione: 45 x 14 cm Descrizione: The back of a woman — a landscape of curves and constellations. Her skin, covered with freckles and moles, becomes the sky itself — full of migrating birds. The body and the earth dissolve into one another; what seems human becomes the horizon, and what seems sky becomes part of the skin. It’s a meditation on belonging — we are not separate from nature; we are nature.
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Eve Witwicki Tecnica: Digital photography/collage Anno: 2020 Dimensione: 46 x 14 cm Descrizione: A collage where the mountain landscape merges with the body — the place where life begins. The hand gently covering the form is not about concealment but about care, awareness, and reverence. It speaks of fragility and strength, of the sacred connection between woman and earth. The mountain becomes the womb of the world, the reversed peak — the gateway through which life flows.




















