-
Milvia Stefani Tecnica: foto digitale Anno: 2025 Dimensione cornice: 30×40 cm Descrizione: Si dice che anticamente il velo proteggesse la sposa da spiriti maligni. Dal gioco con quel velo alla stregua di una seconda pelle è emerso che la levità si è svelata come forza intrinseca di resilienza e crescita, non solo come un mero e grazioso attributo della femminilità. Lo sguardo diretto incarna un'idea di forza interiore e femminilità potente.
-
Milvia Stefani Tecnica: foto digitale Anno: 2025 Dimensione cornice: 30×40 cm Descrizione: Si dice che anticamente il velo proteggesse la sposa da spiriti maligni. Dal gioco con quel velo alla stregua di una seconda pelle è emerso che la levità si è svelata come forza intrinseca di resilienza e crescita, non solo come un mero e grazioso attributo della femminilità. Lo sguardo diretto incarna un'idea di forza interiore e femminilità potente.
-
Milvia Stefani Tecnica: foto digitale Anno: 2025 Dimensione cornice: 30×40 cm Descrizione: Si dice che anticamente il velo proteggesse la sposa da spiriti maligni. Dal gioco con quel velo alla stregua di una seconda pelle è emerso che la levità si è svelata come forza intrinseca di resilienza e crescita, non solo come un mero e grazioso attributo della femminilità. Lo sguardo diretto incarna un'idea di forza interiore e femminilità potente.
-
Abigail Cariño Tecnica: Gouache on Arches cold-pressed 140 lb. 100% cotton paper. : 2025 Dimensione: 30.48 × 40.64 cm Descrizione: Take your time. Take your turn. Swim with purpose. Flow, observe, act. Swim without rushing, and never stop breathing.
-
Zinaida Zakharova Tecnica: Tecnica mista: fotografia, cianotipia su tessuto, viario a mano, ricamo Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 20 x 20 cm Descrizione: Opera della serie «La casa dove cresceva il pado» (“Dom, gde byla čerëmuha”) — una ricerca artistica sulla memoria personale e sulle strutture perdute, un tentativo di fissare lo spazio dell’infanzia che scompare e di ristabilire un legame con ciò che ha formato il senso primario di stabilità e appartenenza. Il progetto si rivolge a ciò che non può essere restituito fisicamente, ma che può essere conservato attraverso immagini, gesti e materialità — come parte di un archivio interiore. L’opera affronta il tema della “radice” e della genealogia, tradizionalmente letta attraverso la linea maschile, mentre quella femminile rimane spesso nell’ombra. Il ricamo intenso diventa un gesto per riportare alla luce la componente femminile dall’oblio e affermare che essa è altrettanto essenziale nella ricerca dei propri punti di riferimento.
-
Caroline Braga Tecnica: Digital collage Anno: 2025 Dimensione: 30 x 40 cm Descrizione: Migrant, working, trying to survive. my son is taken to play with another child and returns with a report of abuse. the pain is deep, the crying profound, unbearable — in an abrupt cut, I am among other women, standing in line before soldiers who check documents. mine is crumpled; I fear being turned away. my desolation is so evident that they let me pass.
-
Caroline Braga Tecnica: Digital collage Anno: 2025 Dimensione: 30 x 40 cm Descrizione: Before a woman with abundant curls. with each cut to her hair, a leaf is born — a swift, living metamorphosis. she does not notice; irritated, she only says, “it’s getting shorter and shorter.” guilt accompanies my astonishment. I offer my own hair to be cut — an attempt to repair the irreparable.
-
Caroline Braga Tecnica: Digital collage Anno: 2025 Dimensione: 30 x 40 cm Descrizione: mothers arrange playdates among their children, except with mine. exclusion arrives like a blunt blow. revolt erupts — belonging denied, the social bond breaks at the intimate, the collective, the maternal.
-
Sidera Rondoni Tecnica: acrilico su foglio ruvido Anno: 2025 Dimensione: 33 × 48 cm Descrizione: L’opera raffigura una figura femminile in primo piano, colta in un momento di trasformazione radicale. I capelli si accendono come un fuoco vivo, costruiti attraverso pennellate che evocano il crepitio e la propagazione della fiamma. Il calore sembra estendersi oltre il corpo, contaminando anche lo spazio circostante. Il volto è sostituito da un grande girasole: i petali assumono la qualità di scintille luminose, dissolvendo l’identità individuale in una dimensione simbolica e universale. All’interno dell’occhio, la foglia d’oro genera uno sguardo sospeso, quasi vacante, collocato su un confine ambiguo tra vitalità e oltrepassamento. Il paesaggio retrostante partecipa alla stessa tensione. Da un lato il cielo appare incendiato, attraversato da gesti pittorici che ribadiscono l’unità tra figura ed elemento naturale; dall’altro, zone più scure custodiscono in lontananza piccoli fiori, presenze minime che introducono una possibilità di quiete o di memoria. L’opera riflette sul momento in cui il corpo abbandona la propria riconoscibilità per farsi energia, luce, forza primordiale. La cancellazione del volto non rappresenta una perdita, ma l’apertura a una condizione di passaggio e rivelazione.
-
Sidera Rondoni Tecnica: acquerello e pennarelli acquerellabili su foglio liscio Anno: 2025 Dimensione: 33×48 cm Descrizione: L’opera si sviluppa in uno spazio sospeso tra visione e mito. Tre figure femminili abitano la scena. Due giacciono nude su un prato, libere da ogni definizione identitaria: i loro volti non sono visibili, mentre i corpi, esposti e reali, diventano territorio, presenza, materia viva. Una terza figura emerge in posizione dominante e insieme estatica. Nuda, dal colore bluastro e non pienamente umano, cavalca un lupo che ulula verso la luna. Il suo corpo, lontano da un’idea di armonia tradizionale, afferma una fisicità altra, potente proprio nella sua differenza. Piume attraversano la sua nudità come tracce di metamorfosi, di appartenenza a una dimensione ancestrale e spirituale. La palette, fatta di blu profondi, gialli luminosi e rossi terrosi, costruisce un paesaggio che richiama una memoria arcaica, quasi sciamanica, in cui il femminile si ricongiunge alle proprie radici e alle genealogie invisibili delle antenate. Il lavoro nasce da un desiderio di libertà e ribellione: il corpo, anche quando ferito o lontano dai canoni di desiderabilità, non perde capacità di sentire, ma anzi si rivela come luogo privilegiato di contatto con il mistero, con la natura e con il cosmo.
-
Mita Bolzoni Tecnica: Acquerello su carta Arches 640 gr montato su telaio in legno retrostante con bordi intonsi al vivo Anno: 2025 Dimensione: 56 x 76 cm Descrizione: Un sottobosco si mostra impudicamente: steli sottili, ombre vegetali, germinazioni improvvise. I verdi scuri e i bruni profondi filtrano dalla terra, i rosa umidi affiorano come linfe, muffe gentili si abbarbicano alle radici laddove queste si denudano. È la vita minuta del bosco, che prospera lontano dalla luce piena e si nutre di acqua trattenuta, pertugi fertili. Ma quella stessa umidità appartiene anche al foglio, perché qui la danza è anche quella della pittura mentre si forma. L’acqua scivola impertinente e devia, si raccoglie nei margini della carta o addirittura fugge; il pigmento la insegue, si addensa, si apre, resiste o si lascia trasportare. Le forme vegetali allora nascono da questa trattativa segreta tra me e la materia del mio dipingere. Così i miei boschi sono processi vivi raccolti dalla carta, nella stessa polpa d’albero da cui è stato creato il supporto; e mentre l’acquerello si asciuga, la foresta cresce.
-
Mita Bolzoni Tecnica: Acquerello su carta Fabriano da 640 gr montato su telaio in legno retrostante con bordi intonsi al vivo Anno: 2025 Dimensione: 56 x 76 cm Descrizione: Qualcosa ci fa trattenere il respiro nell'ora incerta, quando la luce si ritira e la terra resta sola con la propria memoria. Ma a ritirarsi ora sono i ghiacci e allora come respireremo? Le distese d’azzurro, velate e fratturate, svelano una materia antica che si assottiglia, che perde peso, che si dissolve lentamente come un ricordo troppo a lungo esposto al sole. L’acqua filtra ovunque, insinuandosi nelle forme, sciogliendo i margini, come se il paesaggio stesso stesse cedendo alla propria stanchezza. L'albero annerito si impone come un nervo scoperto, che tuttavia resiste nei suoi rami spezzati eppure ostinatamente tesi a incidere una domanda dolorosamente muta. Non è soltanto un elemento naturale, ma un testimone: porta il segno del calore, del fumo, del passaggio umano. È il punto in cui il paesaggio smette di essere contemplazione e diventa coscienza.
-
Sidera Rondoni Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2024 Dimensione: 40 × 40 cm Descrizione: L’opera mette in scena una figura femminile dalle sembianze infantili, sospesa tra vulnerabilità e resistenza. Il tutù rimanda all’immaginario della danza e dell’infanzia, evocando delicatezza e fragilità, mentre il corpo porta i segni evidenti di un intervento: il petto privo di seno e le cicatrici sull’addome testimoniano un attraversamento traumatico e irreversibile. Una rosa rossa tra le labbra introduce l’idea di silenzio, di parola trattenuta, ma anche di dignità e intensità emotiva. Accanto alla bambina si impone la presenza di un cuore anatomico, volutamente sproporzionato, grande quanto lei. Dal cuore si generano fiori dai toni caldi e avvolgenti. La figura tende la mano verso di esso in un gesto che suggerisce un richiamo, una ricerca di contatto, un dialogo intimo con la parte più viva e profonda del sé. L’opera abita la tensione tra ferita e possibilità di rinascita. I colori caldi che circondano la scena amplificano l’idea di protezione e trasformazione, aprendo uno spazio in cui il dolore non è negato ma diventa terreno fertile per una nuova forma di presenza.
-
Mita Bolzoni Tecnica: Acquerello su carta Arches 640 gr montato su telaio in legno retrostante con bordi intonsi al vivo Anno: 2025 Dimensione: 56 x 76 cm Descrizione: Il bosco nasce dall’acqua prima ancora che dal seme. In questo foglio sembra che la terra abbia immaginato se stessa, e che il colore, sciolto in rivoli imprevedibili, abbia trovato da solo la strada per diventare radice. Le macchie si allungano come alberi vulnerabili, in cerca di vibrazione, ma è sotto la superficie che il sottobosco ribolle: un intrico di vene, di memorie minerali, di humus vivo. L’acquerello non descrive il paesaggio, piuttosto lo genera. E' infatti stata l’acqua a decidere, il gesto semmai ascolta e il caso viene accolto, anche se mai lasciato solo: è filtrato, educato fino a trasformarsi in visione. Fatica a cui mai vorrei rinunciare. Nella parte alta il cielo si è fatto torbido, quasi pensante, attraversato da un’ombra circolare che sembra un occhio o un varco. Sotto, la linea del suolo diventa soglia: da lì emergono presenze, come se il bosco custodisse forme in attesa: ed ecco infatti al centro, tra i tronchi, si intravede chiaramente un animale. Un corpo raccolto, un muso abbassato che fruga, scava, un cinghiale, creatura della terra più che dell’aria, eppure nato dall'acqua. L'animale non passa ma smuove, non sfiora il suolo ma lo interroga. Il mio alter ego?
-
Scandolosa Tecnica: pittura digitale Anno: 2026 Dimensione: 50 x 70 cm Descrizione: Quella sensazione sottile che precede qualcosa. Un’incrinatura invisibile nell’aria che non ha una forma. Ci perdiamo nei pensieri, e intanto qualcosa cola — piano, senza farsi notare.
-
Cristina Bolzoni Tecnica: Pirografia su carta in pasta di legno cornice piallaccio di wengè Anno: 2025 Dimensione: 35 x 50 cm Descrizione: L'opera “Ombre accosciate ai piedi degli alberi” fa parte di una serie dal titolo “Mente Selvatica” che raggruppa lavori ispirati al mondo animale e vegetale intercettando il sottile linguaggio che unisce questi mondi alla dimensione dell’uomo spesso inconsapevole di questo legame. La ricerca delle opere non si limita all'approccio visuale ma coinvolge anche linguaggi e discipline diverse come la musica attraverso composizioni di brani in musica e testi che danno vita a momenti performativi che accompagnano le mostre realizzate. In quest’opera ispirata al brano “La danza degli spiriti”, di cui sono cantautrice, una volpe addormentata cattura l’attenzione alla vita nascosta dei mondi arborei, in cui ombre impercettibili e creature esiliate trovano la vera libertà di esistere.
-
Scandolosa Tecnica: pittura digitale Anno: 2026 Dimensione: 50 x 70 cm Descrizione: A mezzogiorno non c’è spazio per le mezze misure. La luce è verticale, le ombre nette. Più il sole è forte, più ciò che proietti diventa visibile.
-
Cristina Bolzoni Tecnica: Pirografia su carta Torchon Fabriano 300gr inserti rami naturali, cornice piallaccio di faggio Anno: 2025 Dimensione: 30,5 x 45,5 cm Descrizione: L'opera “Figlia del bosco” fa parte di una serie dal titolo “Mente Selvatica” che raggruppa lavori ispirati al mondo animale e vegetale intercettando il sottile linguaggio che unisce questi mondi alla dimensione dell’uomo spesso inconsapevole di questo legame. La ricerca delle opere non si limita all'approccio visuale ma coinvolge anche linguaggi e discipline diverse come la musica attraverso composizioni di brani in musica e testi che danno vita a momenti performativi che accompagnano le mostre realizzate. In quest’opera ispirata al brano “Il valzer della cerva bianca”, di cui sono cantautrice, questa candida creatura esprime fragilità e fierezza, ingenuità e consapevolezza del proprio ruolo di preda in fuga.
-
Scandolosa Tecnica: pittura digitale Anno: 2025 Dimensione: 50 x 70 cm Descrizione: Si riflette in superficie, ma per farlo bisogna affondare.




















