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Cornet Marie-Elisabeth Tecnica: Huile sur toile (oil on linen) Anno: 2015 Misure: 150 x 115 cm Descrizione: L'opera rappresenta due donne che sostengono un utero trionfante. Personaggi circolano intorno a questo organo femminile, dove la vita inizia, dove nulla è ancora definito, dove è scritto "'qui tutto è ancora possibile": possibile inventare un mondo senza guerra, un mondo armonioso. Questi personaggi rappresentano quello che io considero il percorso della vita di un essere umano. partono da destra e girano: l'uomo è bambino, gioca, ama, ha amici, gioca a fare il soldato, poi quando passa dall'altra parte (a sinistra dell'utero), dal lato della vita adulta, diventa lui stesso un soldato, fa la guerra, massacra suo fratello, è vecchio, in un bagno di sangue, sostenuto da sua moglie, e termina il suo viaggio sulla terra guardandosi nell'acqua di una vasca, di fronte al bambino che sembra chiedergli: Perché?
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Ilary Tiralongo Tecnica: Mista (acrilico, olio) su tela Anno: 2025 Misure: 20 x 30 cm Descrizione: Raccontava mia nonna di quando il fiume era per le donne siciliane un luogo di fatica e molto più: era luogo di incontro e scambio. Ci si confidava, ci si sosteneva — mentre le mani lavoravano l'acqua e i panni. "Al fiume" ritrae questo doppio tempo, quello del corpo che suda e quello dello spirito che si relaziona. Una figura sola che contiene tutte le altre: la fatica come rituale, la comunità come sostegno.
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Ilary Tiralongo Tecnica: Mista (acrilico, inchiostro, olio) su tela Anno: 2025 Misure: 40 x 50 cm Descrizione: Nelle campagne siciliane, fino alla metà del Novecento, la raccolta del gelsomino era un lavoro quasi esclusivamente femminile: la notte, per non rovinare l'aroma, erano donne e bambine a raccogliere le candide stelle. "Gelsominaie" rende omaggio a queste persone, e al momento in cui decisero di opporsi allo sfruttamento della loro mano d'opera: come accadde a Milazzo negli anni Quaranta, gli scioperi, la rivolta di chi chiedeva rispetto e parità salariale. In Gelsominaie, il colore esplode come un atto di resistenza, i corpi si moltiplicano e si fondono con la terra.
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Marina Biagini Tecnica: Olio su tela Anno: 2026 Misure: 50 x 100 cm Descrizione: La voglia di dipingere un soggetto parte sempre da qualcosa che vedo o credo di vedere. Così è stato per questo non ritratto: avevo un profilo che mi interessava e ho deciso di rappresentarlo con questi rossi che dal turbante si trasferiscono anche sul kilim. E raccontano qualcosa. Un momento, un luogo, ognuno ci vedrà la sua storia.
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Matilde Alborghetti Tecnica: Incisione diretta su carta tramite l’uso delicato della punta secca, che non perfora mai la superficie e strato di acrilico spray che dona lucidità al lavoro Anno: 2026 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: Un lavoro delicato, quasi impercettibile, in cui le forme del corpo emergono per sottrazione. L’occhio, abituandosi al bianco, impara a distinguere minime variazioni, seguendo le incisioni come tracce di luce nella luce.
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Matilde Alborghetti Tecnica: Incisione diretta su carta tramite l’uso delicato della punta secca, che non perfora mai la superficie e strato di acrilico spray che dona lucidità al lavoro Anno: 2026 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: Le forme del corpo si rivelano solo a chi si ferma. Tra incisioni nere su sfondo nero, lo sguardo scava e trova la luce nel buio: un atto di delicatezza che dedico a me stessa, il momento in cui lavoro è per me essenziale, tutto si allinea e provo pace.
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Eselya Karagöz Tecnica: Watercolor and sewing Anno: 2026 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: This series explores the instability of form and the inevitability of change. Fluid watercolor spreads across the surface, resisting fixed boundaries, while stitched interventions attempt to hold, repair, or interrupt the flow. The works exist in a continuous state of becoming neither fully formed nor completely dissolved. Movement is not only visual but structural; surfaces leak, shift, and transform, rejecting permanence. Through the tension between liquid freedom and deliberate stitching, a condition emerges in which nothing remains the same where control and release coexist, and stability is always temporary.
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Karin Christen Tecnica: Mixed textiles, painted, embroidered, sewn, with appliqués Anno: 2023 Dimensione: 150 x 80 cm Descrizione: I used an old black-and-white photo as a reference; it shows my grandmother and my mother in the early 1940s. Since my grandfather, a Frenchman, was at war and couldn’t come home for five years, they had their picture taken at a studio and sent it to him. Using carefully selected fabrics, I recreated the image in color through painting and embroidery. I was inspired by the dresses, hairstyles, and the staging in the photo studio, as well as my mother’s porcelain-doll face. The care and craftsmanship should be felt and seen in the image.
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Dasha Zveruga Tecnica: Acrylic on canvas Anno: 2025 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: Have you ever loved to the point of dizziness? Have you ever felt such a powerful union with another person that you sense them as a concentration of cosmic energy? Have you ever experienced a soul connection so deep that the physical form no longer matters? This is what the painting “Hugs” is about. Two silhouettes intertwine into a single energetic form, expressing the full euphoria of emotion.
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Sophie Chapron Tecnica: Crayons graphite, pastels secs Anno: 2026 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: “Yeux de Velours” (Velvet Eyes) is a work that explores the meeting point between gaze, material, and emotion. Created with graphite pencil and enhanced with pastels, the drawing is structured as a fragmented composition where face and textile engage in a subtle interplay of transparency. On the left, a partially revealed female face establishes a silent, suspended presence. On the right, the material takes on its full importance. The fabric, evoking velvet, create a sense of movement and sensuality. A delicately sketched hand forms a link between the body and the material, reinforcing the idea of both physical and emotional contact. The whole composition is structured through layers that blur the boundaries between elements. The gaze seems to pass through these layers, while the fabric extends and absorbs the emotion of the face. Thus, "Yeux de velours" invites the viewer not only to observe but also to feel, offering an immersion into a world where the gaze becomes material and material becomes emotion.
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Tessuto Connettivo © Barbara Mugnai Tecnica: Cucito, tecniche miste Anno: 2024 Dimensione: 8 pannelli ciascuno di 90 x 160 cm Opera da assemblare a coppie per creare un tunnel di tessuto. Descrizione: Firmamenti emotivi – Mappe di universi collettivi Installazione tessile Ogni telo è un frammento di vissuto, un pezzo di firmamento interiore ricucito punto dopo punto. Sono tessere emotive che parlano di emozioni, desideri, ricordi e sogni, cuciti con pazienza e cura. Durante il laboratorio – Ricucire il firmamento – mani diverse hanno dato forma a una costellazione collettiva: non fatta di stelle lontane, ma di gesti intimi, memorie, simboli, fili. Ora queste costellazioni abitano i 4 portali, come piccole mappe d’anima, da attraversare in silenzio con l'invito a guardare l'opera con meraviglia, ad osservarne i dettagli in cerca di bellezza, di connessioni invisibili, di un linguaggio fatto di cura, ascolto e libertà creativa.
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Tessuto Connettivo © Barbara Mugnai Tecnica: Cucito, tecniche miste (Materiali: antichi velluti, passamenerie e bottoni d'epoca) Anno: 2025 Dimensione: 95 x 300 cm (estendibile fino a 9 metri) Con supporto in ferro larghezza 1.60 x 2.00 mt Descrizione: Lo Stendardo della Passiùn è un’installazione di arte tessile comunitaria, composta da 90 ex voto contemporanei realizzati a mano dall’artista Barbara Mugnai, in cui la materia si fa memoria, emozione e racconto collettivo. Antichi velluti, damaschi, nastri dorati e frammenti provenienti da corredi nobili e popolari custodiscono tracce di vite, gesti e appartenenze, trasformando il cucito in un nuovo linguaggio artistico, intimo e trasformativo. L’opera è stata composta ed assemblata grazie ad una performance partecipativa in occasione di Germinal Monferrato Art Fest 2025, nell’antica cappella privata di Villa La Mercantile a Castagnole Monferrato. In questo spazio il pubblico è stato invitato ad aggiungere un elemento tessile, affidandogli un desiderio, un ricordo, una speranza o una preghiera. Punto dopo punto, il lavoro è cresciuto come un rito comunitario, come un racconto corale, intrecciando identità individuali e memoria condivisa in una narrazione contemporanea. Il gesto del cucire diventa atto di cura e relazione: la tecnica si trasforma in sperimentazione poetica, rendendo visibili emozioni e legami invisibili. Il tessuto si fa così corpo sensibile di una comunità temporanea, luogo di appartenenza, trasformazione e memoria viva.
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Ludmila Korets Tecnica: Embroidery Anno: 2020 Dimensione: 19,5 x 15cmDescrizione: The work "Self-portrait" is part of the "Punctures" series. The portraits are taken from real people. Moreover, the images were recognizable. The artist wanted to express a person's character through simple color forms and show how the character is superimposed on a person's face.
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Ludmila Korets Tecnica: Embroidery Anno: 2023 Dimensione: 19,5 x 15cmDescrizione: The work "Listener" is about how a person freezes and dives into what he hears: music, interesting speech. He stops feeling himself. All artworks are an attempt to convey a feeling. To get into sync with the viewer in your sense of this world.
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Karin Christen Tecnica: Stamp printing with pigments on canvas, embroidered with blue wool Anno: 2024 Dimensione: 125 x 75 cm Descrizione: A black-and-white photograph of my parents in 1959 at a café in Paris. The photo is slightly overexposed; the man and woman are looking directly into the camera, the sun making them squint. There is something unspoken between them; despite their closeness, there is a distance, something left unsaid, something hidden. Several images were created using pigments and stamp prints. The blue wool thread was added later, as a symbol of their years of silence. It is a room installation: suspended in the middle of the room, visible from the front and back. Two sides
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Katarzyna Szczytowska Tecnica: Ricamo a tecnica mista Anno: 2022 Dimensione: 37 x 50 cm Descrizione: This work was created at a time when hundreds of thousands of women were moving through Poland—visible as a mass, invisible as individuals. Within a single week, over a million people crossed the border. Most of them were women, their stories dissolving into statistics, into movement, into the necessity of survival. I draw on an archival image of an anonymous Ukrainian woman from the early 20th century—a figure without a name, without a story, a representation of “culture” that has long been aestheticized, simplified, and detached from lived experience. This image repeats itself today: women once again become a collective figure—the refugee, the worker, the background. Embroidery—a medium associated with silence, repetition, and the private sphere—is used here as a form of resistance to this anonymity. Each stitch is an act of slowing down against the urgency of history. Each line is an attempt to restore individual experience where numbers dominate. This is not a portrait. This is the absence of a name. Italiano: Quest’opera nasce in un momento in cui centinaia di migliaia di donne attraversavano la Polonia—visibili come massa, invisibili come individui. In una sola settimana, oltre un milione di persone ha superato il confine. La maggior parte erano donne, le cui storie si dissolvevano nelle statistiche, nel movimento, nella necessità di sopravvivere. Attingo a un’immagine d’archivio di una donna ucraina anonima dei primi del XX secolo—una figura senza nome, senza storia, una rappresentazione di “cultura” a lungo estetizzata, semplificata e separata dall’esperienza reale. Questa immagine si ripete oggi: le donne tornano a essere una figura collettiva—rifugiate, lavoratrici, sfondo. Il ricamo—medium associato al silenzio, alla ripetizione e alla sfera privata—viene qui utilizzato come forma di resistenza a questa anonimizzazione. Ogni punto è un atto di rallentamento contro l’urgenza della storia.
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Katarzyna Szczytowska Tecnica: Ricamo a tecnica mista Anno: 2025/2026 Dimensione: 8 pezzi – 12 x 18 cm 2 pezzi – 14,5 x 21 cm Descrizione: Il ciclo di opere è una riflessione personale sull’esperienza della neurodiversità e sul fenomeno dell’hyperfocus – una concentrazione intensa, spesso compulsiva, che modella il ritmo della vita di una persona neuroatipica. Le opere attraversano diverse fasi della memoria, dall’infanzia all’età adulta, rivelando percorsi tracciati da hyperfocus in continua trasformazione. Questi momenti di intensa concentrazione non solo organizzano la quotidianità, ma diventano spesso anche un impulso per scelte e direzioni di vita importanti. Il ricamo, come medium lento, ripetitivo e che richiede concentrazione, diventa qui uno strumento narrativo naturale. Il processo ritmico del ricamare riflette sia la linea della vita sia il funzionamento di una mente in hyperfocus – immersa nel dettaglio, guidata dalla ripetizione del gesto e capace di percepire il tempo secondo un ritmo diverso. Prezzo su richiesta.
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FANNY OLIVA Tecnica: Tecnica mista su tela, tessuti, cuciture, fili Anno: 2025 Dimensione: 80 x 120 cm Descrizione: L’opera raffigura il corpo dell’artista osservato da dietro, costruito attraverso un segno essenziale e intermittente a matita e carboncino su superficie tessile. Inserti di centrini appartenuti alla madre si innestano sulla figura come porzioni di pelle, trasformando materiali domestici e memoriali in elementi corporei. La linea verticale che attraversa la schiena suggerisce un processo di apertura e ricucitura identitaria, mentre il corpo diventa luogo di stratificazione affettiva, genealogica e percettiva.
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FANNY OLIVA Tecnica: Tecnica mista su tela, centrini, matita, pigmento Anno: 2025 Dimensione: 100 x 80 cm Descrizione: L’opera presenta una figura nuda colta in una posa raccolta e tensionale, seduta a terra con il corpo ripiegato su se stesso e le braccia che avvolgono il volto in un gesto insieme di protezione e esposizione. Il disegno, realizzato a matita e carboncino su superficie tessile, si sviluppa attraverso un segno essenziale e rarefatto che lascia ampio spazio al vuoto e alla fragilità della forma. L’inserimento di centrini appartenuti alla madre dell’artista diventa elemento centrale della ricerca: questi frammenti di tessuto domestico e carichi di memoria si trasformano simbolicamente in pelle, aderendo al corpo e ricoprendolo come una seconda epidermide. La trama del pizzo introduce una dimensione tattile e affettiva che intreccia identità, genealogia e cura, mentre il corpo si configura come luogo di stratificazione emotiva e biografica. L’opera indaga così il rapporto tra intimità e costruzione del sé, tra eredità familiare e percezione fisica dell’esistenza, trasformando materiali quotidiani in dispositivo poetico e corporeo.
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FANNY OLIVA Tecnica: Tecnica mista su tela, tessuti cuciti, matita, pigmenti Anno: 2026 Dimensione: 80 x 80 cm Descrizione: Il lenzuolo cucito funziona visivamente e simbolicamente come una seconda pelle: non è solo supporto, ma diventa parte del corpo rappresentato. Le cuciture ricordano ferite, suture, trasformazioni — come se la superficie del quadro fosse un’estensione fisica e biografica del soggetto. In questo modo il corpo non è “appoggiato” sul materiale: sembra nascere dal tessuto, condividere la stessa vulnerabilità, la stessa memoria domestica e intima. Il lenzuolo-pelle crea quindi un legame molto forte tra identità, casa, cura e esposizione.




















