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Prezio Tecnica: Olio su tela Anno: 2026 Dimensione: 120 x 80 cm Descrizione: Quest'opera nasce dall'idea di associare la malinconia all'asimmetria. il mio obiettivo è quello di trasmettere una sensazione di sconforto attraverso la disarmonia riportata in vari dettagli del quadro, in modo tale che l'occhio umano non riesca a notarla a primo impatto ma solo dopo che ha prestato attenzione ai dettagli. Una volta successo l'individuo proverà un senso di mancanza tra se stesso e ciò che può ricevere dall'opera o frustrazione portata dalla mancanza di ordine. L'opera segue il tema del sogno con tratti di Magico Realismo al suo interno, cioè parte dalla realtà per sfociare in un'ambientazione magica in cui il senso non va trovato, proprio come se si stesse vivendo un sogno magico.
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Prezio Tecnica: Olio su tela Anno: 2025 Dimensione: 100 x 80 cm Descrizione: Quest'opera rappresenta una notte in cui il sogno si mescola con la realtà attraverso l'insonnia, la domanda che pervade il quadro è "esiste una versione migliore di me rispetto a quella che sta vivendo questo sogno?". Ho realizzato quest'opera un anno fa dopo la mia prima mostra personale. Trascrivo qua una piccola poesia che ho ideato associata al dipinto: "La luce di stanotte mi fa cieco, crescita, verità, consapevolezza ma fragile. Adesso accolgo il dolore che non ho seminato, guardando il mio percorso, mi chiedo, come faccio ad essere così severo e a non avere paura della morte? Ho voglia di fermarmi, guardarmi dentro, isolarmi e riflettere per comprendere ciò che sto accogliendo cercando di trovare un sogno che poi perdo quando mi sveglio."
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FANNY OLIVA Tecnica: Tecnica mista su tela Anno: 2024 Dimensione: 120 x 80 cm Descrizione: Rimanere sospesi è un atto di resistenza, un momento di attesa che racchiude paura e introspezione. Un tempo di fragilità, in cui l’azione è sospesa e l’unico gesto possibile è stare. In questa sospensione si insinua il sogno, come una soglia sottile tra ciò che è e ciò che potrebbe essere: uno spazio in cui la mente continua a muoversi anche quando il corpo resta immobile. Il lenzuolo di mia madre diventa il simbolo di questo spazio sospeso: una trama che sostiene, protegge e avvolge, portando con sé la memoria di un legame profondo. È anche la superficie su cui i sogni si depositano, si trasformano, si dissolvono all’alba, lasciando tracce leggere ma persistenti. Quel tessuto è un testimone silenzioso di vite femminili, di mani che lo hanno steso, piegato, custodito. Nel suo intreccio si mescolano il calore delle origini e la vulnerabilità dell’attesa, ma anche la dimensione onirica che attraversa le generazioni, fatta di immagini intime, paure notturne e desideri inespressi. È il rifugio che accoglie quando il mondo sembra troppo grande. Brandelli di lenzuolo coprono ora parti del corpo, un corpo in attesa, ma anche un corpo che sogna: frammentato, attraversato da visioni, sospeso tra realtà e immaginazione. E anche quando l'attesa è intrisa di paura, questa stasi diventa uno spazio di osservazione intima, dove il sogno apre possibilità invisibili e stare fermi è il primo passo per salvarsi.
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Mauro Nicolás Alvarez Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2026 Dimensione: 40 x 50 cmDescrizione: L’opera riflette sulle immagini che costruiamo di noi stessi nei mondi virtuali. Spazi in cui tutto sembra essere sempre sotto controllo. Felice. Perfetto. In un linguaggio digitale fatto di emoji, trend e contenuti ottimizzati, emozioni e identità vengono progressivamente semplificate fino a entrare nelle forme invisibili di un algoritmo che modella il nostro modo di apparire, pensare e sentire. Il volto frammentato diventa quindi metafora di corpi spezzati, relazioni ed esperienze sempre più filtrate e ricostruite dal linguaggio del feed. Eppure, sotto la superficie artificiale, rimane ancora il vestigio di qualcosa di umano da ritrovare.
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L.B.75 Tecnica: Grafica digitale Anno: 2025 Dimensione: 70 x 50 cm Descrizione: L'opera descrive, con ironia, i modelli di donna che, dagli anni '50 ad oggi, sono stati diffusi dalla cultura maschilista. Il manifesto non vuole rappresentare una critica nei confronti delle donne ma una riflessione sul condizionamento estetico e comportamentale che i mass media hanno avuto nell'immaginario collettivo. Periodicamente la donna si sente intrappolata in modelli precostituiti (dal maschio) che non le permettono di esprimere fragilità e imperfezioni.
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K'aRtéTecnica: Acrilico e vernice su tela Anno: 2024 Dimensione senza cornice: 80 x 90 cm Descrizione: Questa opera reinterpreta l’icona del Joker come simbolo contemporaneo di rottura e ribellione. L’immaginario pop viene utilizzato non come semplice citazione, ma come linguaggio diretto e visivo per raccontare il conflitto tra identità e società. Colori accesi, contrasti netti e segni decisi trasformano la figura in un manifesto emotivo: il volto diventa maschera, la maschera diventa verità. La scritta, cruda e provocatoria, amplifica il messaggio tipico della cultura urbana e mediatica, dove l’immagine colpisce prima ancora di essere compresa.
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Tecnica: Tecnica mista su carta Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 29,7 cm x 42 cm Descrizione: Una figura femminile, resa con pennellate acquose e morbide, emerge da uno sfondo chiaro e materico. Il volto, tra luce e ombra, osserva con dignità. Intorno, uccelli scuri tracciati a inchiostro spezzano il vuoto. Due dischi rossi vibrano dietro la testa, mentre una linea arancione, spessa e ruvida, attraversa la composizione creando tensione e contrasto.
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Tecnica: Tecnica mista su carta Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 29,7 cm x 42 cm Descrizione: Un corpo, allungato e fluido, è attraversato da una linea verticale che ne accentua la presenza. Le braccia sollevate raccolgono i capelli in una massa scura e gestuale. Un cerchio rosso, netto e vibrante, avvolge la figura creando un campo di tensione, mentre uccelli tracciati a inchiostro interrompono lo spazio con movimenti rapidi. In alto, un disco nero punteggiato richiama una presenza lontana e silenziosa.
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Tecnica: Mixed Media on canvas Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 70 x 100 cm Descrizione: This work speaks of the resilience of women. It is a painting of a strong woman I know that battles breast cancer. She is an inspiration.
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Cornet Marie-Elisabeth Tecnica: Huile sur toile (oil on linen) Anno: 2015 Misure: 150 x 115 cm Descrizione: Una bambina, chiaramente di origine africana, passeggia in un giardino pubblico francese. Lei porta una enorme corona chiusa, come quella che portava la regina Elisabetta d'Inghilterra. Ci guarda negli occhi un po' con scaramuccia. Proprio dietro di lei, un bambino (il suo fratellino?) a malapena visibile, ci guarda con una palla da calcio. Questi due bambini gloriosi e orgogliosi sono circondati da una vegetazione rigogliosa come quella che si trova nei giardini europei in estate. L'opera è dipinta con colori molto vivaci (verde tenero, giallo, porpora e viola). Guardano gli adulti che li osservano. Quale sarà la natura di questo scambio?
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Federico Chiesa Tecnica: ACRILICO SU TELA Anno: 2025 Dimensione: 50 x 40 cm Descrizione: Un uomo e una donna occupano uno spazio interno definito: l'uomo è in piedi e agisce sulla parete con un gesto diretto, mentre la donna è distesa a terra in posizione passiva. Un’apertura laterale introduce un paesaggio esterno che amplia la percezione dello spazio oltre l’ambiente circoscritto. L’opera mette in relazione opposti complementari: azione e reazione, attivismo e passività, spazio chiuso e apertura verso l’esterno. La figura attiva interviene sull’ambiente circoscritto, mentre quella distesa rappresenta una condizione di arresto o attesa. Il paesaggio visibile oltre la soglia suggerisce la tensione costante tra il limite imposto dallo spazio interno e la possibilità di espansione verso un ambiente aperto.
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Sara Santambrogio Tecnica: Penna Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 21 x 29,7 cm Descrizione: In entrambe le illustrazioni c’è la ricerca e il desiderio di amare ed accettare parti del proprio “Io”che spesso vengono nascoste e di cui ci si vergogna, e di entrare in contatto con le azioni/reazioni che non riusciamo ad elaborare. Si tratta di perdonarsi ed accettarsi, di non flagellarsi e di non rimpiangere, di non dimenticare e di affrontare le varie realtà vissute; entrare in contatto con sé stessi e comprendersi é un passo verso ciò che rappresenta la propria “libertà personale”. Si tratta di esplorarsi e comprendere meglio ciò che riteniamo spregevole nel proprio modo di essere ed esorcizzarlo. Nella seguente illustrazione c’è la rappresentazione della codardia.
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Sara Santambrogio Tecnica: Penna Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 21 x 29,7 cm Descrizione: In entrambe le illustrazioni c’è la ricerca e il desiderio di amare ed accettare parti del proprio “Io” che spesso vengono nascoste e di cui ci si vergogna, e di entrare in contatto con le azioni/reazioni che non riusciamo ad elaborare. Si tratta di perdonarsi ed accettarsi, di non flagellarsi e di non rimpiangere, di non dimenticare e di affrontare le varie realtà vissute; entrare in contatto con sé stessi e comprendersi é un passo verso ciò che rappresenta la propria “libertà personale”. Si tratta di esplorarsi e comprendere meglio ciò che riteniamo spregevole nel proprio modo di essere ed esorcizzarlo. Nella seguente illustrazione c’è la rappresentazione dei sensi di colpa.
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Alice Cionna Tecnica: L’opera si presenta come una composizione materica ricca di rilievi. Sono stati applicati colore acrilico e stucco su tela tramite spatola e pennello. Dopodiché su questo sfondo irregolare è stata inserita la scritta “NOT A MANNEQUIN F**K”, che è stata poi pazientemente rimossa tramite carta vetrata e su di essa è stato cucito il filo di ferro che delinea un manichino scomposto. Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 50 x 70 cm Descrizione: L’opera si sviluppa su uno sfondo irregolare di tonalità grigia, materico e ruvido, che richiama la superficie di un muro e al tempo stesso un senso di asetticità e neutralità, evocando l’idea di un corpo-oggetto, privo di identità. Questo spazio freddo e anonimo diventa il campo di tensione dell’intervento visivo. Su di esso si trova la scritta “not a mannequin f**k”, trattata attraverso abrasioni con carta vetrata che ne consumano progressivamente la leggibilità, come se fosse una scritta di protesta esposta al tempo e alla cancellazione. Il gesto erosivo suggerisce la fragilità del messaggio ma allo stesso tempo la sia resistenza nel tempo. Sopra la scritta è presente un manichino scomposto, la cui frammentazione contrasta direttamente con l’idea di corpo-oggetto statico e inerte. La sua disarticolazione diventa affermazione di un’identità femminile che rifiuta la riduzione a forma vuota o decorativa. L’opera mette così in relazione il grigio asettico dello sfondo, simbolo di immobilità e omologazione, con la scritta e il manichino, che ne interrompono la neutralità introducendo una tensione tra protesta, identità e dissoluzione dell’immagine-oggetto del corpo.
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Alice Cionna Tecnica: L’opera si presenta come una composizione materica, realizzata tramite l’utilizzo di acrilico e stucco su tela, applicati con pennello, spatola e spugna, creando una superficie irregolare. Su questa base è stato poi cucito il filo di ferro che delinea il corpo di una donna e accanto ad esso è stata inserita la scritta “OUT OF LINE” . Anno: 2026 Dimensione senza cornice: 50 x 70 cm Descrizione: L’opera rappresenta una figura femminile costruita attraverso un insieme di fili di ferro non uniti, che ne delineano la forma senza chiuderla in una struttura definita e compatta. Le linee interrompono la continuità del profilo e lasciano spazi aperti, suggerendo una condizione di apertura e di rottura rispetto agli schemi tradizionali con cui viene spesso definita e rappresentata la figura femminile. Lo sfondo, materico e irregolare, è costruito su tonalità di rosa carne e ocra, utilizzate come riferimento diretto alla pelle intesa come superficie di confine tra interno ed esterno. Questo strato diventa un elemento simbolico di passaggio e comunicazione, in cui la separazione tra ciò che è interiore e ciò che è esteriore non è netta, ma in continua relazione, rendendo necessario un superamento degli schemi convenzionali di divisione. La scritta “out of line” accompagna l’opera e ne amplifica il significato, richiamando il concetto di uscita dalla linea intesa come superamento dei ruoli e delle definizioni prestabilite, aprendo a una lettura più libera e non convenzionale della figura femminile.
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Dominique de Bellefroid Tecnica: Oil on linen Anno: 2025 Misure: 30 x 40 cm Descrizione: The Ixelles Shroud is a nod to James Ensor’s painting “Christ’s Entry into Brussels in 1889.” Ixelles is a municipality of Brussels where my studio is located. The face of Christ is barely perceptible—only those who are sensitive to it can see it.
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Iya Voinich Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2024 Dimensione: 60 x 70 cm Descrizione: Uno sguardo emerge, vigile e sensibile, da un intreccio vivo di forme. La crescita non è lineare: è caotica, fertile, inevitabile. Funghi e fiori si espandono come intuizioni che prendono corpo. In questo processo, la figura non controlla, ma accoglie — lasciando che ciò che è nascosto trovi il suo tempo per manifestarsi.
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Iya Voinich Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2020 Dimensione: 60 x 80 cm Descrizione: Privata dello sguardo esterno, la figura femminile si apre a una visione più intima. La benda non nasconde, ma protegge: crea uno spazio dove il sentire precede il vedere. I fiori fluttuano come emozioni non dette, leggere e persistenti. È un atto di fiducia nel proprio mondo interiore, dove la conoscenza nasce dal corpo.
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Iya Voinich Tecnica: Acrilico su tela Anno: 2021 Dimensione: 80 x 80 cm Descrizione: Una figura femminile emerge da un paesaggio organico e silenzioso, dove i funghi crescono come pensieri sommersi. Gli occhi chiusi suggeriscono un momento di distacco dal mondo esterno, una discesa verso uno spazio interiore fragile e fertile. La natura non è solo contorno, ma estensione della psiche: cresce, respira e avvolge.
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Cornet Marie-Elisabeth Tecnica: Huile sur toile (oil on linen) Anno: 2015 Misure: 150 x 115 cm Descrizione: L'opera rappresenta due donne che sostengono un utero trionfante. Personaggi circolano intorno a questo organo femminile, dove la vita inizia, dove nulla è ancora definito, dove è scritto "'qui tutto è ancora possibile": possibile inventare un mondo senza guerra, un mondo armonioso. Questi personaggi rappresentano quello che io considero il percorso della vita di un essere umano. partono da destra e girano: l'uomo è bambino, gioca, ama, ha amici, gioca a fare il soldato, poi quando passa dall'altra parte (a sinistra dell'utero), dal lato della vita adulta, diventa lui stesso un soldato, fa la guerra, massacra suo fratello, è vecchio, in un bagno di sangue, sostenuto da sua moglie, e termina il suo viaggio sulla terra guardandosi nell'acqua di una vasca, di fronte al bambino che sembra chiedergli: Perché?
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Ilary Tiralongo Tecnica: Mista (acrilico, olio) su tela Anno: 2025 Misure: 20 x 30 cm Descrizione: Raccontava mia nonna di quando il fiume era per le donne siciliane un luogo di fatica e molto più: era luogo di incontro e scambio. Ci si confidava, ci si sosteneva — mentre le mani lavoravano l'acqua e i panni. "Al fiume" ritrae questo doppio tempo, quello del corpo che suda e quello dello spirito che si relaziona. Una figura sola che contiene tutte le altre: la fatica come rituale, la comunità come sostegno.
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Ilary Tiralongo Tecnica: Mista (acrilico, inchiostro, olio) su tela Anno: 2025 Misure: 40 x 50 cm Descrizione: Nelle campagne siciliane, fino alla metà del Novecento, la raccolta del gelsomino era un lavoro quasi esclusivamente femminile: la notte, per non rovinare l'aroma, erano donne e bambine a raccogliere le candide stelle. "Gelsominaie" rende omaggio a queste persone, e al momento in cui decisero di opporsi allo sfruttamento della loro mano d'opera: come accadde a Milazzo negli anni Quaranta, gli scioperi, la rivolta di chi chiedeva rispetto e parità salariale. In Gelsominaie, il colore esplode come un atto di resistenza, i corpi si moltiplicano e si fondono con la terra.
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Marina Biagini Tecnica: Olio su tela Anno: 2026 Misure: 50 x 100 cm Descrizione: La voglia di dipingere un soggetto parte sempre da qualcosa che vedo o credo di vedere. Così è stato per questo non ritratto: avevo un profilo che mi interessava e ho deciso di rappresentarlo con questi rossi che dal turbante si trasferiscono anche sul kilim. E raccontano qualcosa. Un momento, un luogo, ognuno ci vedrà la sua storia.
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Matilde Alborghetti Tecnica: Incisione diretta su carta tramite l’uso delicato della punta secca, che non perfora mai la superficie e strato di acrilico spray che dona lucidità al lavoro Anno: 2026 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: Un lavoro delicato, quasi impercettibile, in cui le forme del corpo emergono per sottrazione. L’occhio, abituandosi al bianco, impara a distinguere minime variazioni, seguendo le incisioni come tracce di luce nella luce.
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Matilde Alborghetti Tecnica: Incisione diretta su carta tramite l’uso delicato della punta secca, che non perfora mai la superficie e strato di acrilico spray che dona lucidità al lavoro Anno: 2026 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: Le forme del corpo si rivelano solo a chi si ferma. Tra incisioni nere su sfondo nero, lo sguardo scava e trova la luce nel buio: un atto di delicatezza che dedico a me stessa, il momento in cui lavoro è per me essenziale, tutto si allinea e provo pace.
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Eselya Karagöz Tecnica: Watercolor and sewing Anno: 2026 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: This series explores the instability of form and the inevitability of change. Fluid watercolor spreads across the surface, resisting fixed boundaries, while stitched interventions attempt to hold, repair, or interrupt the flow. The works exist in a continuous state of becoming neither fully formed nor completely dissolved. Movement is not only visual but structural; surfaces leak, shift, and transform, rejecting permanence. Through the tension between liquid freedom and deliberate stitching, a condition emerges in which nothing remains the same where control and release coexist, and stability is always temporary.
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Karin Christen Tecnica: Mixed textiles, painted, embroidered, sewn, with appliqués Anno: 2023 Dimensione: 150 x 80 cm Descrizione: I used an old black-and-white photo as a reference; it shows my grandmother and my mother in the early 1940s. Since my grandfather, a Frenchman, was at war and couldn’t come home for five years, they had their picture taken at a studio and sent it to him. Using carefully selected fabrics, I recreated the image in color through painting and embroidery. I was inspired by the dresses, hairstyles, and the staging in the photo studio, as well as my mother’s porcelain-doll face. The care and craftsmanship should be felt and seen in the image.
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Dasha Zveruga Tecnica: Acrylic on canvas Anno: 2025 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: Have you ever loved to the point of dizziness? Have you ever felt such a powerful union with another person that you sense them as a concentration of cosmic energy? Have you ever experienced a soul connection so deep that the physical form no longer matters? This is what the painting “Hugs” is about. Two silhouettes intertwine into a single energetic form, expressing the full euphoria of emotion.
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Sophie Chapron Tecnica: Crayons graphite, pastels secs Anno: 2026 Dimensione: 20 x 20 cmDescrizione: “Yeux de Velours” (Velvet Eyes) is a work that explores the meeting point between gaze, material, and emotion. Created with graphite pencil and enhanced with pastels, the drawing is structured as a fragmented composition where face and textile engage in a subtle interplay of transparency. On the left, a partially revealed female face establishes a silent, suspended presence. On the right, the material takes on its full importance. The fabric, evoking velvet, create a sense of movement and sensuality. A delicately sketched hand forms a link between the body and the material, reinforcing the idea of both physical and emotional contact. The whole composition is structured through layers that blur the boundaries between elements. The gaze seems to pass through these layers, while the fabric extends and absorbs the emotion of the face. Thus, "Yeux de velours" invites the viewer not only to observe but also to feel, offering an immersion into a world where the gaze becomes material and material becomes emotion.
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Tessuto Connettivo © Barbara Mugnai Tecnica: Cucito, tecniche miste Anno: 2024 Dimensione: 8 pannelli ciascuno di 90 x 160 cm Opera da assemblare a coppie per creare un tunnel di tessuto. Descrizione: Firmamenti emotivi – Mappe di universi collettivi Installazione tessile Ogni telo è un frammento di vissuto, un pezzo di firmamento interiore ricucito punto dopo punto. Sono tessere emotive che parlano di emozioni, desideri, ricordi e sogni, cuciti con pazienza e cura. Durante il laboratorio – Ricucire il firmamento – mani diverse hanno dato forma a una costellazione collettiva: non fatta di stelle lontane, ma di gesti intimi, memorie, simboli, fili. Ora queste costellazioni abitano i 4 portali, come piccole mappe d’anima, da attraversare in silenzio con l'invito a guardare l'opera con meraviglia, ad osservarne i dettagli in cerca di bellezza, di connessioni invisibili, di un linguaggio fatto di cura, ascolto e libertà creativa.
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Tessuto Connettivo © Barbara Mugnai Tecnica: Cucito, tecniche miste (Materiali: antichi velluti, passamenerie e bottoni d'epoca) Anno: 2025 Dimensione: 95 x 300 cm (estendibile fino a 9 metri) Con supporto in ferro larghezza 1.60 x 2.00 mt Descrizione: Lo Stendardo della Passiùn è un’installazione di arte tessile comunitaria, composta da 90 ex voto contemporanei realizzati a mano dall’artista Barbara Mugnai, in cui la materia si fa memoria, emozione e racconto collettivo. Antichi velluti, damaschi, nastri dorati e frammenti provenienti da corredi nobili e popolari custodiscono tracce di vite, gesti e appartenenze, trasformando il cucito in un nuovo linguaggio artistico, intimo e trasformativo. L’opera è stata composta ed assemblata grazie ad una performance partecipativa in occasione di Germinal Monferrato Art Fest 2025, nell’antica cappella privata di Villa La Mercantile a Castagnole Monferrato. In questo spazio il pubblico è stato invitato ad aggiungere un elemento tessile, affidandogli un desiderio, un ricordo, una speranza o una preghiera. Punto dopo punto, il lavoro è cresciuto come un rito comunitario, come un racconto corale, intrecciando identità individuali e memoria condivisa in una narrazione contemporanea. Il gesto del cucire diventa atto di cura e relazione: la tecnica si trasforma in sperimentazione poetica, rendendo visibili emozioni e legami invisibili. Il tessuto si fa così corpo sensibile di una comunità temporanea, luogo di appartenenza, trasformazione e memoria viva.
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Ludmila Korets Tecnica: Embroidery Anno: 2020 Dimensione: 19,5 x 15cmDescrizione: The work "Self-portrait" is part of the "Punctures" series. The portraits are taken from real people. Moreover, the images were recognizable. The artist wanted to express a person's character through simple color forms and show how the character is superimposed on a person's face.
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Ludmila Korets Tecnica: Embroidery Anno: 2023 Dimensione: 19,5 x 15cmDescrizione: The work "Listener" is about how a person freezes and dives into what he hears: music, interesting speech. He stops feeling himself. All artworks are an attempt to convey a feeling. To get into sync with the viewer in your sense of this world.
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Karin Christen Tecnica: Stamp printing with pigments on canvas, embroidered with blue wool Anno: 2024 Dimensione: 125 x 75 cm Descrizione: A black-and-white photograph of my parents in 1959 at a café in Paris. The photo is slightly overexposed; the man and woman are looking directly into the camera, the sun making them squint. There is something unspoken between them; despite their closeness, there is a distance, something left unsaid, something hidden. Several images were created using pigments and stamp prints. The blue wool thread was added later, as a symbol of their years of silence. It is a room installation: suspended in the middle of the room, visible from the front and back. Two sides
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Katarzyna Szczytowska Tecnica: Ricamo a tecnica mista Anno: 2022 Dimensione: 37 x 50 cm Descrizione: This work was created at a time when hundreds of thousands of women were moving through Poland—visible as a mass, invisible as individuals. Within a single week, over a million people crossed the border. Most of them were women, their stories dissolving into statistics, into movement, into the necessity of survival. I draw on an archival image of an anonymous Ukrainian woman from the early 20th century—a figure without a name, without a story, a representation of “culture” that has long been aestheticized, simplified, and detached from lived experience. This image repeats itself today: women once again become a collective figure—the refugee, the worker, the background. Embroidery—a medium associated with silence, repetition, and the private sphere—is used here as a form of resistance to this anonymity. Each stitch is an act of slowing down against the urgency of history. Each line is an attempt to restore individual experience where numbers dominate. This is not a portrait. This is the absence of a name. Italiano: Quest’opera nasce in un momento in cui centinaia di migliaia di donne attraversavano la Polonia—visibili come massa, invisibili come individui. In una sola settimana, oltre un milione di persone ha superato il confine. La maggior parte erano donne, le cui storie si dissolvevano nelle statistiche, nel movimento, nella necessità di sopravvivere. Attingo a un’immagine d’archivio di una donna ucraina anonima dei primi del XX secolo—una figura senza nome, senza storia, una rappresentazione di “cultura” a lungo estetizzata, semplificata e separata dall’esperienza reale. Questa immagine si ripete oggi: le donne tornano a essere una figura collettiva—rifugiate, lavoratrici, sfondo. Il ricamo—medium associato al silenzio, alla ripetizione e alla sfera privata—viene qui utilizzato come forma di resistenza a questa anonimizzazione. Ogni punto è un atto di rallentamento contro l’urgenza della storia.
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Katarzyna Szczytowska Tecnica: Ricamo a tecnica mista Anno: 2025/2026 Dimensione: 8 pezzi – 12 x 18 cm 2 pezzi – 14,5 x 21 cm Descrizione: Il ciclo di opere è una riflessione personale sull’esperienza della neurodiversità e sul fenomeno dell’hyperfocus – una concentrazione intensa, spesso compulsiva, che modella il ritmo della vita di una persona neuroatipica. Le opere attraversano diverse fasi della memoria, dall’infanzia all’età adulta, rivelando percorsi tracciati da hyperfocus in continua trasformazione. Questi momenti di intensa concentrazione non solo organizzano la quotidianità, ma diventano spesso anche un impulso per scelte e direzioni di vita importanti. Il ricamo, come medium lento, ripetitivo e che richiede concentrazione, diventa qui uno strumento narrativo naturale. Il processo ritmico del ricamare riflette sia la linea della vita sia il funzionamento di una mente in hyperfocus – immersa nel dettaglio, guidata dalla ripetizione del gesto e capace di percepire il tempo secondo un ritmo diverso. Prezzo su richiesta.
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FANNY OLIVA Tecnica: Tecnica mista su tela, tessuti, cuciture, fili Anno: 2025 Dimensione: 80 x 120 cm Descrizione: L’opera raffigura il corpo dell’artista osservato da dietro, costruito attraverso un segno essenziale e intermittente a matita e carboncino su superficie tessile. Inserti di centrini appartenuti alla madre si innestano sulla figura come porzioni di pelle, trasformando materiali domestici e memoriali in elementi corporei. La linea verticale che attraversa la schiena suggerisce un processo di apertura e ricucitura identitaria, mentre il corpo diventa luogo di stratificazione affettiva, genealogica e percettiva.
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FANNY OLIVA Tecnica: Tecnica mista su tela, centrini, matita, pigmento Anno: 2025 Dimensione: 100 x 80 cm Descrizione: L’opera presenta una figura nuda colta in una posa raccolta e tensionale, seduta a terra con il corpo ripiegato su se stesso e le braccia che avvolgono il volto in un gesto insieme di protezione e esposizione. Il disegno, realizzato a matita e carboncino su superficie tessile, si sviluppa attraverso un segno essenziale e rarefatto che lascia ampio spazio al vuoto e alla fragilità della forma. L’inserimento di centrini appartenuti alla madre dell’artista diventa elemento centrale della ricerca: questi frammenti di tessuto domestico e carichi di memoria si trasformano simbolicamente in pelle, aderendo al corpo e ricoprendolo come una seconda epidermide. La trama del pizzo introduce una dimensione tattile e affettiva che intreccia identità, genealogia e cura, mentre il corpo si configura come luogo di stratificazione emotiva e biografica. L’opera indaga così il rapporto tra intimità e costruzione del sé, tra eredità familiare e percezione fisica dell’esistenza, trasformando materiali quotidiani in dispositivo poetico e corporeo.
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FANNY OLIVA Tecnica: Tecnica mista su tela, tessuti cuciti, matita, pigmenti Anno: 2026 Dimensione: 80 x 80 cm Descrizione: Il lenzuolo cucito funziona visivamente e simbolicamente come una seconda pelle: non è solo supporto, ma diventa parte del corpo rappresentato. Le cuciture ricordano ferite, suture, trasformazioni — come se la superficie del quadro fosse un’estensione fisica e biografica del soggetto. In questo modo il corpo non è “appoggiato” sul materiale: sembra nascere dal tessuto, condividere la stessa vulnerabilità, la stessa memoria domestica e intima. Il lenzuolo-pelle crea quindi un legame molto forte tra identità, casa, cura e esposizione.
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Jane Tecnica: Tessitura Kilim con lana Anno: 2024 Dimensione: 70,5cm x 31cm x 10cm Descrizione: L’ARMA – Errore, Guasto e Riparazione L’ARMA è un progetto artistico che nasce da un’esperienza personale legata alla malattia genetica e al trapianto di rene. L’opera si sviluppa attorno a tre concetti chiave: **Errore**, rappresentato dalla mia genetica difettosa; **Guasto**, che rimanda al deterioramento dei reni; **Riparazione**, simbolizzata dal trapianto che ha reso possibile una nuova vita. La composizione dell’opera raffigura due reni superiori collegati alla vescica e un rene trapiantato posizionato più in basso, anch’esso connesso alla vescica. L’intera struttura assume una forma orizzontale che richiama quella di un fucile, trasformando il corpo in un’arma simbolica impegnata nella lotta per la sopravvivenza. La struttura è realizzata con cartone e cartapesta, rinforzata da fili di ferro e stucco, e completata con acrilico e tessuto in lana. Il rene trapiantato è rivestito con una tessitura Kilim, che rappresenta la rinascita e il legame con mio padre. I colori – arancione e viola per i calici renali e rosso per il legame di sangue – contrastano con le tonalità spente dei reni nativi, evocando il fallimento biologico e la tensione tra fragilità e rigenerazione.
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MARS Tecnica: Il lavoro parte da un supporto tessile sul quale viene realizzato un disegno figurativo del volto, eseguito con segno grafico fine. Attorno alla figura si sviluppa una struttura di cuciture lineari con filo nero che costruiscono una griglia e una tensione spaziale, come se il volto fosse al centro di una rete di relazioni. Anno: 2023 Dimensione senza cornice: 30×40 cm Descrizione: L’opera è un omaggio a Virginia Wolf La tecnica dell’opera è tessile mista, basata sull’integrazione di disegno, ricamo e scrittura su stoffa. Il filo rosso, cucito e lasciato libero in alcuni punti, diventa gesto espressivo: si aggroviglia, si sovrappone alla scrittura e crea una trama emotiva che attraversa la superficie dell’opera. La scrittura ricamata e i fili intrecciati trasformano il testo in segno visivo e materia. La tecnica unisce quindi disegno su tessuto, ricamo a filo libero e scrittura cucita, dando vita a un linguaggio narrativo e simbolico tipico dell’arte tessile contemporanea,
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MARS Tecnica: Il lavoro nasce dall’uso di stoffe recuperate, modellate e drappeggiate sulla superficie per creare rilievo e movimento. Su questo supporto vengono realizzati ricami a filo libero, segni disegnati con ago e filo e interventi grafici che intrecciano linea, scrittura e immagine. Fili tesi e cuciture estese oltre la stoffa costruiscono una trama tridimensionale. Anno: 2023 Dimensione senza cornice: 88×88 cm Descrizione: L’opera è realizzata con stoffe recuperate e fili ricamati che costruiscono una superficie irregolare e tridimensionale. Il tessuto, piegato e cucito, diventa un paesaggio della memoria in cui segni, linee e ricami si intrecciano come trame di pensieri e relazioni. Al centro emerge un volto di donna , figura simbolica di identità, dolore e forza femminile. Intorno al volto si sviluppa una rete di fili che attraversa l’opera come un sistema di connessioni vitali: vene, radici, circuiti della memoria. Le cuciture, i nodi e le tensioni dei fili evocano ferite, legami e tentativi di ricomposizione. Il tessuto stesso, segnato e trasformato, diventa metafora della fragilità e della resistenza dell’esperienza umana, in particolare di quella femminile.
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Marzia Marusca Tecnica: Arte tessile Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 20 x 20 cm Descrizione: Sottosopra – I Cavalli Rosa Fiber art su tela, 20 × 20 cm. Opera tessile di formato quadrato che nasce da un gioco di riflessioni e simmetrie visive. La composizione presenta due cavalli rosa disposti frontalmente, uno di fronte all’altro, come in un’immagine speculare. La struttura compositiva richiama il concetto di dualità e ribaltamento suggerito dal titolo Sottosopra, enfatizzando una lettura dell’opera orientabile e non univoca. I soggetti sono realizzati interamente attraverso tecniche di fiber art mediante l’impiego di fili di cotone, lana e seta. L’intreccio dei materiali genera variazioni cromatiche e sfumature tonali nei rosa, creando effetti di leggerezza e movimento. La tessitura e la sovrapposizione delle fibre producono una superficie materica che combina componente illustrativa e tridimensionalità tessile. La composizione richiama l’immaginario ludico e fiabesco, evocando al tempo stesso il simbolismo della carta da gioco e del riflesso speculare, tra dimensione narrativa e ricerca formale.
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Marzia Marusca Tecnica: Arte tessile Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 20 x 20 cm Descrizione: Lion Fiber art su tela, 20 × 20 cm. Opera tessile realizzata su supporto quadrato di piccolo formato, caratterizzata da un intervento materico e tridimensionale. Il soggetto, un leone stilizzato, è sviluppato attraverso una dominante cromatica arancione, scelta in relazione al simbolismo zodiacale e articolata in diverse gradazioni tonali per costruire volume e profondità visiva. Gli occhi presentano una differenziazione intenzionale, elemento formale e concettuale che introduce il tema della visione individuale e della percezione. Le pupille sono realizzate mediante applicazione di perline, inserite come elementi riflettenti capaci di amplificare la componente luminosa dello sguardo. Le vibrisse sono costruite con fibre in rilievo che oltrepassano il piano della tela, generando una proiezione spaziale verso l’esterno e instaurando una relazione diretta con l’osservatore. L’opera supera così la bidimensionalità tradizionale del supporto pittorico, collocandosi tra superficie tessile e intervento installativo. Lo sfondo è elaborato tramite l’uso del colore complementare, impiegato per creare tensione cromatica ed equilibrio compositivo, enfatizzando la centralità del soggetto.
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Clémentine Gouin Tecnica: Ricamo su cartolina Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 10,5 x 15 cm Descrizione: Marylin Monroe, canone di bellezza delle nostre società occidentali, è qui interamente tasformata in un vegetale che si pavoneggia davanti al suo specchio. Nell’immagine originale, la ripetizione degli specchi, moltiplica le fantasie legate al piacere e al corpo femminile. Questo corpo-oggetto, sorvegliato, commercializzato, esagerato dai media, diventa allora insopportabile da incarnare e la metamorfosi si attua. Se vi soffermate sulla forma fallica del cetriolo, non fatevi ingannare! In realtà non c’è altro ortaggio che possa passare delle ore a pavoneggiarsi davanti gli specchi, a guardarsi… l’ombelico.
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Clémentine Gouin Tecnica: Ricamo su cartolina Anno: 2023 Dimensione senza cornice: 10,5 x 15 cm Descrizione: Con quest’opera mi sono divertita ad effettuare uno squilibrio ridicolo: l’immagine di quest’uomo , solo, in primo piano ad uno spuntino campestre in famiglia, che si trasforma in una grossa pera acidula. Ho voluto giocare su un’ ipersessualizzazione di tutte le rappresentazioni possibili dei seni, reali o fantasticate, che invadono la cartolina. L’uomo, sopraffatto, guarda altrove come un bambino pudico e timido, avvolto nella sua buccia. « Essere pera» significa, in francese, essere ingenuo.
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Clémentine Gouin Tecnica: Collages Anno: 2025 Dimensione senza cornice: 32,5 x 50 cm Descrizione: Un solo dito Una traccia nauseabonda Poggiata Sulla resina lucente E agghiacciante. La morte celebra Aldilà dei cieli La sentenza umana Ed elogia La ridicola forza Che provoca la guerra In suo onore
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Agnieszka Fyda Tecnica: Mixed media collage on canvas, combining acrylic painting, found images, paper elements, and layered textures. Anno: 2025 Dimensione: 40 x 40 cm Descrizione: Rebelle explores identity as a layered and fluid construct, shaped by memory, environment, and imagination. The interior space becomes a psychological landscape, where figures, animals, and objects coexist in a quiet tension. Through fragmentation and unexpected juxtapositions, the work reflects a sense of inner independence a subtle rebellion against fixed roles and narratives.
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Agnieszka Fyda Tecnica: Mixed media collage on canvas, combining acrylic painting, found images, paper elements, and layered textures. Anno: 2025 Dimensione: 40 x 40 cm Descrizione: This work presents a fragmented interior scene where multiple characters coexist in a layered, almost theatrical space. Through collage and painterly intervention, everyday objects and figures are reassembled into a dynamic composition that blurs the line between reality and imagination. The piece reflects on human presence, connection, and quiet dissonance a shared space that feels both intimate and slightly surreal.
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SAGARALI Tecnica: Stratificazioni di collage analogico su fondo materico iridescente. Anno: 2025 Dimensione: 40 x 40 cm Descrizione: Basta scuse. In quest'opera ho preso la perfezione statica delle riviste e l'ho fatta esplodere. 'È tempo di stare bene' non è un invito gentile, è un ordine che do a me stessa mentre tutto intorno accelera. Ho incollato il lusso, i gioielli e le icone pop dentro un vortice di glitter e fiori, per catturare l'istante esatto in cui decidi di smettere di subire il caos e inizi a ballarci dentro. Le braccia si tendono, la disco ball gira, la terra sullo sfondo diventa piccola: quello che conta è la spinta verso l'alto, la ribellione di chi ha deciso che la propria felicità è un atto di guerriglia urbana che non può più aspettare.
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Silvia Roncallo Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2026 Dimensione: 60 x 40 cm Descrizione: Acrobata gestisce il suo corpo rivolto a testa in giù con armonia e fiducia, abbandonandosi alla forma che esso assume sostenuto dal piede impiccato dalla corda aerea.
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Silvia Roncallo Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2026 Dimensione: 40 x 60 cm Descrizione: Acrobata si esibisce all’interno della ruota Cyr metallica accentuando i movimenti delle luci e il del suo corpo apparentemente statico.
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Silvia Roncallo Tecnica: Fotografia digitale Anno: 2026 Dimensione: 60 x 40 cm Descrizione: Acrobata su palo cinese fissa l’obiettivo sfidando la gravità mantenendo il controllo del suo corpo in posizione orizzontale.
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Juan Sanmiguel Tecnica: istallazione scultorea formata per tre sculture in ferro e acciaio inox su piedestalli in legno Anno: 2026 Dimensione: ogni scultura 180cm x 40cm x40cm Descrizione: Metafora della vita come spettacolo, come un circo continuo dove l equilibrio, il ritmo e la armonia si presentano in costante movimento. Noi le sfere; la vita, i tondi in metallo che si intreciano in un loop formato di materia ed spazio
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Ache Tecnica: Paper and fabrics on book cover Anno: 2026 Dimensione: 30 x 21 cm Descrizione: This work is part of exploration of emotionally dependant relations where one partner fulfills their needs exclusively through the other, even if it implies destroying the other in the process. But even this inihilation would not be sufficient, hence the name.
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Ache Tecnica: Paper and fabrics on book cover Anno: 2026 Dimensione: 34 x 23 cm Descrizione: Is looking in the same direction enough to define love? The couple on this collage is doing exactly that, however one can feel the distance growing between them. This work is part of a series related to emotionally dependant relations.
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Tecnica: Smalti e acrilico con elaborazione digitale Anno: 2025 Dimensione: cm Descrizione: L’OMINO CON IL CUORE: l’artista lancia un grido attraverso segni nervosi e colature vicino al graffitismo urbano. Regoglioso denuncia l’alienazione contemporanea che deumanizza ciò che è scomodo o troppo umano, rivendicando la centralità del sentimento. Oltre lo schermo, il cuore resta l’ unico motore capace di ricomporre una figura umana in dissoluzione: una sintesi potente che ci ricorda come nel caos,, siamo fatti ancora di carne e di emozioni.
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Tecnica: Smalti e acrilico con elaborazione digitale Anno: 2025 Dimensione: 44 x 50 cm Descrizione: FRATTURA: La nullità delle relazioniRappresenta l'incomunicabilità e lo svuotamento dei rapporti. L'altro non è più un interlocutore, ma una presenza spettrale e indistinta.L'uso dei colori dalle tonalità acide (verdi e gialli) scelti per esprimere un senso di malessere e la corruzione dei sentimenti.La "frattura" è quella ferita invisibile che ci rende stranieri anche a chi ci sta accanto, riducendo la relazione a pura apparenza o, appunto, a "nullità".
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Tecnica: Smalti e acrilico con elaborazione digitale Anno: 2025 Dimensione: 35 x 50 cm Descrizione: GAZA: La passione di Cristo è a Gaza Un’opera che attualizza il sacrificio cristiano nel contesto del conflitto palestinese. Il dolore universale della Passione si sposta dalla dimensione religiosa a quella storica. Il Cristo sofferente diventa il simbolo di ogni vittima civile tra le macerie.Il rosso dominante richiama il sangue e la terra ferita, mentre le ombre sullo sfondo, evocano le sagome dei profughi in cammino.Un grido contro l’indifferenza, una denuncia su una Via Crucis che si consuma oggi, sotto i nostri occhi.




























































